Sanremo 2027: Stefano De Martino conduttore del Festival di Sanremo 2027

Carlo conti lo aveva anticipato in conferenza stampa stamattina: un passaggio di consegne durante la finale Festival. Per la prima volta, mai prima d’ora il conduttore in carica aveva ufficializzato il proprio successore sotto gli occhi del pubblico.

A condurre il Festival 2027 sarà Stefano De Martino. Sarà anche direttore artistico.

Tradizionalmente, il tema del “dopo di me” accendeva discussioni interminabili a partire dall’ultima serata, proseguendo per settimane, se non mesi. In questo caso se ne parlava già da settimane, dato che Conti aveva annunciato da tempo che questo sarebbe stato il termine del suo mandato. 

L’annuncio è arrivato quando Conti è sceso dal palco per un sorprendente scambio di battute con De Martino seduto in platea, suggellando il passaggio di testimone tra i due. De Martino sarà anche il direttore artistico.

L’annuncio di De Martino è stato accolto da applausi al Teatro Ariston, ma anche da qualche fischio.

Queste le sue parole: “Sono molto felice,  ringrazio  la Rai, l’Amministratore delegato Giampaolo  Rossi e il Direttore Intrattenimento e Prime Time, Williams Di Liberatore per questa opportunità straordinaria, e Carlo Conti che con molta generosità ha voluto che fossi qui stasera per passarmi  il testimone. Ho voglia di mettermi in gioco e di godermi ogni giorno di questo percorso impegnativo fino all’Ariston. Lo affronterò  con ascolto, rispetto ed entusiasmo. Non vedo l’ora di mettermi a lavoro e dedicare al Festival tutte le  energie  che merita.”

Ad anticipare l’ipotesi conduzione di Stefano DeMartino era stato Dagospia: e ad affiancarlo come direttore artistico, scriveva Giuseppe Candela sul sito, si parlava di Fabrizio Ferraguzzo, ex Sony e X Factor, ora manager dei Måneskin – come direttore artistico. In sostanza, il responsabile della scelta dei brani e dei rapporti con le case discografiche. 

Tradizionalmente, il tema del “dopo di me” accendeva discussioni interminabili a partire dall’ultima serata, proseguendo per settimane, se non mesi. In questo caso se ne parlava già da settimane, dato che Conti aveva annunciato da tempo che questo sarebbe stato il termine del suo mandato. Ad anticipare l’ipotesi conduzione di Stefano DeMartino era stato Dagospia: e ad affiancarlo , scriveva Giuseppe Candela sul sito, si parlava di Fabrizio Ferraguzzo, ex Sony e X Factor, ora manager dei Maneskin – come direttore artistico. In sostanza, il responsabile della scelta dei brani e dei rapporti con le case discografiche. 

Invece la carica di Direttore Artistico sarà di De Martino, che in questo campo non ha esperienza e ha rapporti tutti da (ri)costruire. L’edizione 2026 non è stata semplice: le voci raccolte da Rockol parlano di artisti che non si son fidati a venire in gara e di insoddisfazioni e tensioni della discografia nelle relazioni con la RAI e con la direzione artistica attuale riguardo alla gestione del processo di scelta del cast e di quello di gestione delle scalette e della gara.

Ma la strada a Sanremo 2027 è lunga, e molto si giocherà sul team che si costruirà attorno a conduttore e direttore artistico.

Il conduttore di Torre Annunziata (NA) si prepara a condurre il Festival per la prima volta, entrando nell’olimpo della storia di Sanremo al fianco di Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Raffaella Carrà, Fabio Fazio, Claudio Baglioni, Conti e Amadeus. Non sarà il più giovane conduttore sul palco dell’Ariston: Fabio Fazio ci salì a 34 anni, nel 1999, mentre Stefano ci arriverà a 38 anni.

De Martino, attualmente al timone di “Affari Tuoi” e dal 4 marzo di nuovo su Rai2 con “Stasera tutto è possibile”.

Aggiornamento: Ufficializzato il passaggio di consegne tra Carlo Conti e Stefano De Martino per la conduzione della prossima edizione del Festival della Canzone Italiana, inizia a diventare un tema l’assetto dell’organico che coordinerà Sanremo 2027. Come già emerso da indiscrezioni di stampa – confermate nel corso della conferenza stampa finale del Festival 2026 tenuta oggi presso il Roof del Teatro Ariston – per il prossimo anno è concreta l’ipotesi che a De Martino possa essere affiancato, in veste di consulente musicale, Fabrizio Ferraguzzo, titolare della società Exit Music Management (che cura le attività dei Måneskin), co-fondatore di Moysa e dell’agenzia Stardust, membro della National Academy of Recording Arts e in passato A&R di Sony Music Italy.

Nel corso dell’ultimo incontro con la stampa di oggi, domenica primo marzo, Mattia Marzi ha chiesto a Williams Di Liberatore, Direttore Intrattenimento e Prime Time di Rai Uno, se alla figura di Ferraguzzo – senza dubbio autorevole ma non “super partes nell’industria discografica” alla luce delle sue correnti attività – non possa essere chiesto di rinunciare alle sue posizioni attuali per diventare compatibile con l’incarico designato.

Questa la risposta di Di Liberatore: “Siamo proprio in costruzione del progetto e abbiamo appena cominciato a lavorare, c’è un tavolo aperto. Di sicuro l’idea che abbiamo sempre condiviso con Stefano è quella di non lasciare la selezione delle canzoni, piuttosto che anche di eventuali ospiti ad appannaggio della decisione di un’unica persona, ma cercare di costruire un team. [Sulla posizione di Ferraguzzo, ndr] stiamo appunto valutando con i diretti interessati quali sono le possibilità di supporto che Ferraguzzo potrà fare all’interno del progetto e del nuovo modello. Su questo c’è un tavolo aperto in cui stiamo definendo proprio quelli che sono i potenziali e il valore aggiunto, senza naturalmente andare in competizione” 

Il nome di Ferraguzzo, presso la platea generalista, è indissolubilmente legato ai Maneskin, band con la quale il manager è entrato in contatto – nel 2017, mentre ricopriva il ruolo di direttore musicale di X Factor Italia – in occasione della partecipazione della band capitolina all’undicesima edizione del popolare talent show musicale. Il legame tra il gruppo di “Rush!” e Ferraguzzo si cementò ulteriormente pochi anni dopo, nel 2021, quando i Maneskin, freschi vincitori del Festival di Sanremo con “Zitti e buoni”, interruppero il rapporto con la società di management LaTarma di Marta Donà per legarsi a Exit Music, entità istituita poco prima proprio dal manager.

Aggiornamento: Quando, nella notte tra sabato e domenica, Carlo Conti e Laura Pausini hanno annunciato il nome del vincitore della settantaseiesima edizione del Festival della Canzone Italiana, l’avvicendamento al timone della manifestazione canora più popolare d’Italia era già stato ufficializzato, con l’investitura di Stefano De Martino a padrone di casa per Sanremo 2027. I vertici della Rai, consci del profilo professionale dello showman napoletano, hanno già chiarito – per bocca di Williams Di Liberatore, Direttore Intrattenimento e Prime Time di Rai Uno – di voler affiancare al presentatore “un team” di consulenti nel quale dovrebbe trovare spazio – se come semplice componente o coordinatore, al momento, non è ancora chiaro – Fabrizio Ferraguzzo, manager dei Måneskin e figura senz’altro autorevole (tanto da essere membro della National Academy of Recording Arts and Sciences di Los Angeles, la giuria che conferisce i Grammy Awards) oltre che molto cara (e professionalmente vicina) a una buona parte del comparto tricolore della musica registrata.

FIMI, entità che rappresenta le principali realtà discografiche multinazionali operanti in Italia, ha apprezzato la lungimiranza del servizio pubblico nel voler nominare con un anno di anticipo i vertici del prossimo Festival. “Apprezziamo che Rai abbia già deciso chi guiderà il Festival nel 2027, e questo non può che aiutare nella pianificazione”, ha fatto sapere Enzo Mazza, CEO della Federazione Industria Musicale Italiana: “Siamo pronti a incontrare la nuova squadra per un confronto sul futuro del Festival di Sanremo”.

“La separazione o un affiancamento tra conduzione e direzione artistica era una scelta non solo condivisibile ma necessaria”, ha dichiarato Sergio Cerruti, Past President e attuale rappresentante pro tempore di AFI – Associazione Fonografici Italiani: “Fa sorridere che arrivi proprio quando erano finiti presentatori: una tempistica perfettamente in stile RAI”.

“Su Stefano De Martino sarà il pubblico a esprimersi: il ruolo del presentatore si misura sul palco”, prosegue Cerruti: “Più delicata è invece la partita della direzione artistica. Ferraguzzo arriva con un profilo chiaramente legato all’industria e con rapporti importanti maturati negli ultimi anni, spesso in contesti vicini alle multinazionali: sarà interessante capire quale equilibrio riuscirà a costruire e quanto spazio saprà dare davvero a tutta la filiera musicale. Mi auguro che si torni a una stagione di ascolto e di confronto reale, senza percorsi già tracciati. Una volta era normale che un direttore artistico si prendesse il tempo per incontrare tutti gli operatori del settore senza discriminazione: Pippo Baudo veniva personalmente ad ascoltare i brani, anche da noi in AFI. Era un’idea di direzione artistica basata sulla presenza e sullo scambio diretto che poi è venuta inspiegabilmente a mancare, come d’altronde anche il resto dei confronti tra festival e industria (o quantomeno una sua parte)”.

“Resta naturalmente da capire quale sarà il reale margine di autonomia possibile dentro la RAI, perché è da lì che passerà la possibilità di costruire un Festival davvero aperto e rappresentativo”, conclude Cerruti: “E per quello che abbiamo potuto vivere e vedere negli anni, le decisioni arrivano dall’alto e quasi sempre già prese”.

“Innanzitutto è doveroso un ringraziamento a Carlo Conti, che ha svolto con grande professionalità, educazione e rispetto il duplice ruolo di direttore artistico e conduttore del Festival”, ha commentato Dario Giovannini, Vicepresidente di PMI – Produttori Musicali Indipendenti: “La scelta della Rai di affiancare a Stefano De Martino un team di esperti musicali guidato da Fabrizio Ferraguzzo incontra il nostro gradimento: Fabrizio ha dimostrato negli anni di essere un protagonista della scena musicale, non solo italiana ma anche internazionale, capace di muoversi con competenza e visione trasversale tra generi e linguaggi diversi”.

“Come PMI – ha concluso Giovannini – siamo pronti a incontrare quanto prima la nuova direzione artistica e musicale per ascoltarne la visione sul prossimo Festival di Sanremo e avviare un confronto costruttivo nell’interesse dell’intero comparto musicale con una particolare attenzione all’industria indipendente italiana”.

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