
Cresce la protesta in Azerbaigian dopo i recenti risultati negativi all’Eurovision Song Contest: media indipendenti e fan chiedono più trasparenza, una finale nazionale e il rinnovamento della delegazione.
Si accende il dibattito in Azerbaigian attorno alla partecipazione del Paese all’Eurovision Song Contest. Dopo una serie di risultati deludenti e quattro mancate qualificazioni consecutive alla Grand Final, una parte sempre più ampia della comunità eurofan e dei media indipendenti azeri chiede un profondo cambiamento nella gestione della delegazione nazionale.
A guidare la protesta è Team 12xal, noto media specializzato sull’Eurovision Song Contest, che ha diffuso un comunicato ufficiale accompagnato da una petizione internazionale per chiedere interventi immediati sul futuro della partecipazione azera al contest.
Al centro delle critiche c’è il lavoro di Public TV, l’emittente pubblica responsabile della selezione e della gestione della delegazione azera all’Eurovision Song Contest. Secondo media e fan, negli ultimi anni sarebbe emersa una crisi sempre più evidente sul piano artistico, comunicativo e strategico. Le accuse riguardano soprattutto la mancanza di trasparenza nelle scelte interne, una strategia di comunicazione giudicata superata e il rapporto sempre più complicato con stampa indipendente e content creator.
Tra i punti più contestati ci sarebbero anche episodi di censura e limitazioni nei confronti di blog, giornalisti e pagine social che hanno espresso critiche costruttive sull’operato della delegazione.
La protesta si è rafforzata ulteriormente dopo le parole di Nigar Jamal, vincitrice dell’Eurovision 2011 con l’Azerbaigian insieme a Ell & Nikki. L’artista ha espresso apertamente il proprio disappunto nei confronti dell’attuale gestione, definendo gli ultimi anni della delegazione “tra i peggiori di sempre” e lontani dagli standard di professionalità che in passato avevano portato il Paese ai vertici della competizione europea.
Nel comunicato diffuso da Team 12xal vengono avanzate tre richieste precise.
La prima riguarda il ritorno di una finale nazionale, con un sistema di selezione aperto al pubblico e più democratico, che permetta maggiore coinvolgimento dei fan e dell’industria musicale locale nella scelta del rappresentante eurovisivo.
La seconda richiesta è quella di una comunicazione più trasparente e aperta, con la fine delle restrizioni verso media indipendenti, blogger e giornalisti che seguono il contest e ne raccontano criticità e potenzialità.
Infine, viene chiesto un cambio nella leadership della delegazione, attraverso una revisione delle performance recenti e una valutazione concreta del lavoro svolto dal team attuale, con la possibilità di rinnovare la direzione artistica e organizzativa.
L’Azerbaigian resta uno dei Paesi con la storia più significativa all’Eurovision negli ultimi quindici anni: dalla vittoria del 2011 ai numerosi piazzamenti in top 10, fino ai recenti risultati negativi che hanno riacceso il confronto interno. Ora fan, media e parte dell’ambiente musicale locale chiedono un nuovo inizio, nella speranza di riportare il Paese competitivo sul palco europeo già dalle prossime edizioni.
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