
La direttrice generale ad interim di Radio Televizioni i Kosovës (RTK), Zana Spahiu, ha rinnovato l’appello affinché il Kosovo partecipi sia all’Eurovision Song Contest che allo Junior Eurovision Song Contest, sostenendo che il pluriennale impegno dell’emittente nei confronti del concorso giustifica un’inclusione formale.
In una lettera indirizzata all’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU-UER), Spahiu osserva che RTK ha presentato diverse richieste formali dal 2013. Sottolinea che per oltre due decenni l’emittente ha promosso attivamente i valori dell’Eurovision Song Contest e mantenuto un forte coinvolgimento del pubblico in Kosovo, nonostante non le fosse consentito partecipare.
Spahiu sottolinea che la prossima Assemblea Generale dell’EBU, che si terrà a Praga, nella Repubblica Ceca, il 25 e 26 giugno 2026, dovrebbe discutere di possibili modifiche allo statuto dell’organizzazione, tra cui la creazione di nuove categorie di adesione, come l’adesione ai Paesi extraeuropei e l’adesione come adesione ausiliaria. Sostiene che l’emittente kosovara dovrebbe essere presa in considerazione nell’ambito di queste modifiche legislative.
Secondo Spahiu, l’Eurovision si è già espanso oltre un ambito strettamente geografico, come dimostra la lunga inclusione dell’Australia e il mantenimento di una posizione restrittiva nei confronti del Kosovo. Spahiu ha affermato: “[Questo] rischia di creare un’incoerenza strutturale sempre più difficile da giustificare. Il programma RTK rispecchia precisamente i principi che l’Eurovision si propone di promuovere: diversità, inclusione e un dialogo culturale significativo.”
La lettera illustra inoltre i passi concreti che RTK intende intraprendere per stabilire un formato di selezione a livello nazionale.
L’emittente pubblica kosovara ha annunciato che ‘Akordet e Kosovës’ verrà organizzato per la prima volta dopo decenni, a seguito di un accordo firmato con il Ministero della Cultura del Kosovo. RTK ha dichiarato, al momento della firma dell’accordo, che la competizione fungerà da selezione nazionale per l’Eurovision Song Contest e il Junior Eurovision Song Contest, qualora l’emittente ottenga l’adesione a pieno titolo all’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU-UER).
Nonostante l’entusiasmo, la partecipazione del Kosovo all’Eurovision Song Contest resta però ancora lontana. Il Kosovo e la sua emittente pubblica RTK non possono partecipare all’Eurovision Song Contest o al Junior Eurovision Song Contest a causa della mancanza di una piena adesione all’EBU-UER, requisito indispensabile per prendere parte alla competizione europea. L’adesione è attualmente improbabile a causa della mancanza di un riconoscimento internazionale costante, che continua a complicare l’accesso alle principali istituzioni europee, incluso il Consiglio d’Europa.
Negli ultimi anni l’emittente pubblica kosovara ha più volte manifestato interesse verso l’Eurovision Song Contest, alimentando le speranze dei fan del concorso; ma nel 2011, il Kosovo ha partecipato all’Eurovision Young Dancers a Oslo. Il ritorno di “Akordet e Kosovës” rappresenta quindi un nuovo passo strategico verso una possibile futura partecipazione.
Nel frattempo, l’Eurovision Song Contest 2027 potrebbe già registrare un aumento dei paesi partecipanti grazie ai possibili ritorni di Paesi storici e all’interesse crescente di altri emittenti pubbliche europei.
Aggiornamento: L’Eurovision Song Contest 2027 potrebbe essere l’edizione del cambiamento. La notizia emerge da Zana Spahiu, direttrice generale facente funzione di RTK, l’emittente pubblica del Kosovo. Proprio in queste settimane, l’ente pubblico ha scritto nuovamente ad EBU-UER per chiedere l’ammissione sia ad Eurovision Song Contest che allo Junior Eurovision Song Contest. Un percorso sin qui ad ostacoli per due motivi. Il primo è che il Kosovo è tuttora uno stato a riconoscimento soltanto parziale: sono appena 104 i Paesi che ne riconoscono l’indipendenza dalla Serbia.
Fra i Paesi che non lo riconoscono, per diversi motivi di carattere geopolitico, ci sono membri UE come Spagna, Cipro, Slovacchia, Romania e Grecia ma anche altre realtà come Armenia, Azerbaigian, Bosnia ed Erzegovina, Georgia, Ucraina e anche Russia e Bielorussia. Oltre naturalmente alla Serbia che lo considera tuttora una sua provincia.
Il secondo ostacolo è che per questi motivi, il Kosovo non è ovviamente membro della EBU-UER non potendo far parte nemmeno del Consiglio d’Europa, altra condizione alternativa per aderire.
Anche l’ultimo tentativo risalente al 2025 è stato rigettato. Adesso però, stando a quanto emerge, le cose potrebbero clamorosamente cambiare. Alla prossima assemblea generale di EBU-UER, in programma il 25 e 26 Giugno 2026 a Praga si discuterà infatti anche dell’introduzione di due status speciali, ovvero “non-European memberhip” e “Auxiliary Membership”. Condizioni che darebbero accesso a diritti limitati rispetto ai membri pieni, ma che come evidente, potrebbero aprire le porte alla partecipazione ad Eurovision Song Contest 2027 di Kosovo e Canada. Ma anche del Kazakistan.
Secondo RTK, questi sviluppi rientrao in un più ampio processo di revisione e modernizzazione dello Statuto di EBU-UER, volto ad adattare la struttura di adesione dell’Unione alle attuali realtà mediatiche e alle esigenze di governance a lungo termine.
Nel frattempo la tv ha annunciato la nascita di “Akordet e Kosovës”, il concorso che prenderà il posto della versione kosovara del Festivali I Këngës, andato in onda per tre funzioni.
Una rappresentante dell’ente pubblico del Kosovo, Tringa Hysa, ha preso parte, invitata dalla EBU-UER all’edizione 2011 dello Eurovision Young Dancers, il soppresso concorso biennale dedicato ai ballerini. Ad oggi è questa l’unica apparizione ufficiale di RTK in un evento EBU-UER.
Artiste kosovare hanno invece rappresentato ad Eurovision Song Contest l’Albania (Rona Nishliu, Lindita, Albina Kelmendi), della Serbia (Nevena Božović da sola e con le Moje 3) o della Jugoslavia (Snežana Mišković delle Aska).
Attualmente, per partecipare ad Eurovision Song Contest è necessario essere parte di EBU-UER, il consorzio che riunisce l’emittenti pubbliche o private ad uso pubblico di un’area che però è più vasta dell’Europa intesa in senso geografico.
La cosiddetta European Broadcasting Area si estende infatti, come potete vedere qui sopra, al Medio-Oriente (Giordania, Libano, Siria, Iraq, Arabia Saudita) e ad alcuni Paesi del Nord Africa (Egitto, Algeria, Libia, Marocco, Tunisia).
Per questo motivo, per esempio, ha potuto partecipare il Marocco nel 1980 (con Samira Said e “Bitaqat hob”) e avrebbero voluto debuttare la Tunisia nel 1977 se non si fosse ritirata su pressione della Lega Araba per la presenza di Israele e il Libano nel 2005 (con Aline Lahoud e “Quand tour s’enfuit”) se non fosse stato squalificato per aver negato la presenza di Israele in concorso.
Condizione alternativa, se non si è parte della European Broadcasting Area è essere parte del Consiglio d’Europa, l’organizzazione per la tutela dei diritti umani, ma per ora tutti i membri di questa organizzazione sono anche parte di EBU-UER.
Khabar Agency, l’emittente pubblica del Kazakistan, che ha preso parte a cinque edizioni dello Junior Eurovision e SBS (Special Broadcasting Service), l’emittente pubblica australiana delle minoranze etniche, che partecipa ad Eurovision Song Contest, sono invece nella condizione di “membri associati”, in quanto esterni all’area di influenza ma con alcuni rapporti di collaborazione in essere con EBU-UER. Per questo motivo partecipano o hanno partecipato ufficialmente “su invito” dello stesso consorzio.
Nella stessa condizione si trova Canada Broadcasting Corporation, l’emittente pubblica canadese. Avevamo già detto come le grandi manovre col Governo siano in corso da tempo e ci sarebbe già pronto il budget. A Vienna era circolata la voce di un debutto certo di CBC nel 2027 ma il capo ufficio stampa EBU-UER Dave Goodman, da noi interpellato in loco, ha smentito proprio a causa di questa situazione.
Ma è chiaro che se venissero introdotte queste due nuove membership, verrebbe a cadere lo status di membro associato e potenzialmente, la platea dei Paesi partecipanti si allargherebbe a dismisura.
Attualmente sono 8 le artiste canadesi ad aver preso parte ad Eurovision Song Contest. Oltre a Céline Dion, vincitrice per la Svizzera nel 1988; anche Rykka (Svizzera 2016), Annie Cotton (Svizzera 1993) Sherisse Laurence (Lussemburgo 1986), Natasha St. Pier (Francia 2001), La Zarra (Francia 2023), Ester Peony (Romania 2019) e Katerine Duska (Grecia 2019). Non aveva invece ancora cittadinanza canadese (acquisita nel 1995) Lara Fabian, l’italo-belga in gara per Lussemburgo nel 1988.
Alla luce di questa situazione sono più che legittime le speranze di debutto per Kazakistan, Canada e Kosovo. Se così sarà, diventerà interessante capire come verrà risolta la questione diplomatica nei Paesi che non riconoscono quest’ultimo. Per dare un’idea di quanto sia calda la situazione, basti un dato: nel 2023 tutti e cinque i giurati serbi posizionarono all’ultimo posto Albina Kelmendi, la rappresentante albanese nata in Kosovo.
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