Cantautore giovane, una delle nuove leve della musica italiana su cui la critica punta come garanzia di qualità artistica per il prossimo Festival di Sanremo:Simone Cristicchi rappresenta quella generazione del cantautorato degli anni 2000 capace di raccontare il mondo che lo circonda, ma con una chiave personale legata a doppio filo all’ironia.
Cristicchi riesce ad alternare brani dalla natura fortemente spiritosa e sarcastica ad altri dall’atmosfera raccolta e contenuta, ma il minimo comune denominatore resta l’oggetto della sua analisi: il quotidiano. L’ultima volta che ha partecipato al Festival nel 2010 ha presentato “Meno male”, con il quale prendeva in prestito la ex Première Dame Carla Bruni Sarkozy per parlare della comune pratica italiana (ma non solo) dello sviare l’attenzione dalle questioni importanti del nostro Paese, concentrandosi sul gossip e dettagli futili. Ritmo, energia, ironia che non mascherano, al contrario veicolano ed evidenziano argomenti profondi ed importanti.
La corsa verso Sanremo 2013: Per Simone Cristicchi Sanremo 2013 può essere l’occasione per bissare la vittoria conseguita nel 2007 con “Ti regalerò una rosa“, brano che lo ha consacrato cantautore di alto livello ed ha fatto scoprire al grande pubblico il suo lato meno scanzonato e più toccante.
In questa 63esima edizione del Festival si presenta in gara con i brani “Mi manchi” e“La prima volta (che sono morto)”. In quest’ultima Cristicchi immagina se stesso come un moderno Dante Alighieri che girovaga nell’aldilà ed incontra vari personaggi, tra cui il nonno partigiano che gli domanda se il mondo sia finalmente cambiato, l’ex Presidente Pertini, il Re del cinema Charlie Chaplin. Pezzo decisamente più soft, ma dal sound folk per “Mi manchi”, che si inserisce tra le ballad dal contenuto e dalle atmosfere decisamente più romantiche.
Simone Cristicchi è uno degli artisti che più condivide con i fan i propri pensieri ed i passi che lo stanno avvicinando al Festival di Sanremo, cinguettando su Twitter dal primo annuncio del suo nome tra i Big dato da Fabio Fazio alle foto con i colleghi/avversari nei backstage degli incontri pre kermesse di questi giorni.
I Testi:
- Mi manchi (S. Cristicchi, R. Pacco, F. Di Salvo): Il cantautore ha rivelato a ‘Il Giornale’: “Racconta la parabola di Laura Antonelli. Il testo, uno dei più travagliati di questo album, mi è venuto visitando la sua ex villa a Cerveteri. Sono rimasto impressionato da come questa donna meravigliosa, quest’attrice sex symbol per generazioni di italiani, sia sfiorita sotto il peso della sua vita sfortunata.”
Mi manchi, come manca il mare a un’isola
Come ad un bottone l’asola
come un mese al calendario
e a un teatro il suo sipario
a una suora il suo rosario
come le ali a un aeroplano
l’altalena ad un bambino
la sua patria a un emigrato
Mi manchi, come l’ago ad un pagliaio
allo Yeti il suo ghiacciaio
come il vento agli aquiloni
come il cacio ai maccheroni
e la penna ad un notaio
come manca un pesce all’amo
come a volte manca il fiato
e a me dirti che ti amo…
Lo nasconderò questo nostro amore
perché tu non lo veda, perché tu non ci creda
quando ti dirò che ti amo ancora, e che mi manchi
Mi manchi come le radici a un albero
come il campo ad un trattore
come al lampo manca il tuono
e al peccato il suo perdono
al mercato il suo frastuono
al ciclista la discesa
a un altare la sua chiesa
come a Dio la mia preghiera
Lo nasconderò questo grande amore
perché il mondo non veda, perché tu non ci creda
quando ti dirò che ti amo ancora,
che ti amo ancora e che mi manchi
quando ti dirò che ti amo ancora, e che mi manchi
Mi manchi come tela ad un pittore
come adesso le parole
come a me manca il tuo amore.
- La prima volta (che sono morto) (S. Cristicchi, L. Pari): Il cantautore, è legatissimo al pezzo come dichiarato a Panorama.it: “Il brano ‘La prima volta (che sono morto)’ è l’altra faccia della medaglia, è uno dei miei cortometraggi in musica, è stata scritta con Leo Pari, lo stesso autore di ‘Biagio Antonacci’, è uno stimolo a rimanere lucidi sulle cose della vita importanti, con quel filo di provocazione su quanto siamo in grado, in una vita, di cambiare il mondo.”
La prima volta che sono morto non me ne sono nemmeno accorto
mi ero distratto solo un secondo, l’attimo dopo ero già sepolto.
La prima volta che sono morto, ho immaginato fosse uno scherzo,
mi sentivo abbastanza tranquillo, ma dopo tre giorni non sono risorto.
È successo così all’improvviso, lo scorso sabato mattina
il mio cuore ha cessato di battere mentre giocavo la schedina
sono atterrato sul pavimento, come da un platano cadon le foglie
non ho nemmeno avuto il tempo di dare un ultimo bacio a mia moglie.
L’ambulanza è arrivata in ritardo, quando non c’era più niente da fare
solo chiamare le pompe funebri e organizzare il mio funerale, poi
prenotare la chiesa, avvisare i parenti, scrivere il necrologio,
qualcuno mi ha tolto il pigiama e infilato il completo, quello del matrimonio.
La prima volta che sono morto non me ne sono nemmeno accorto
mi ero distratto solo un secondo, l’attimo dopo ero già sepolto.
La prima volta che sono morto, ho immaginato fosse uno scherzo,
mi sentivo piuttosto tranquillo, ma dopo tre giorni non sono risorto.
È così che sono finito in quello che chiamano “sonno eterno”,
non è vero che c’è il paradiso, il purgatorio, e nemmeno l’inferno.
Sembra più una scuola serale, tipo un corso di aggiornamento
dove si impara ad amare al vita in ogni singolo momento.
Il pomeriggio passeggio con Chaplin, poi gioco a briscola con Pertini,
e stasera si va tutti al cinema, c’è il nuovo film di Pasolini!
Ieri per caso ho incontrato mio nonno, che un tempo ha fatto il partigiano,
mi ha chiesto: “L’avete cambiato il mondo?”
Nonno… lascia stare, dai …ti offro un gelato!
La prima volta che sono morto non me ne sono nemmeno accorto
ma ho realizzato dopo un secondo, che si sta meglio nell’altro mondo.
Ma se dovessi rinascere ancora, cosa mi importa del destino?
Cambierei sulla tomba la foto con quella faccia da cretino.
Certo, mi ero visto un po’ pallido… pensavo fosse il neon dello specchio.
Il dottore me l’aveva detto: “Fumi meno! Pochi alcolici!”
E chi fumava? Ero pure astemio.
Certo un po’ di sport in più, meno televisione…
Quante cose avrei voluto fare che non ho fatto,
parlare di più con mio figlio, girare il mondo con mia moglie
lasciare quel posto alla Regione e vivere finalmente su un’isola…
E vabbè…Sarà per la prossima volta!
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.