
In data 23 marzo 2017, L’EBU-UER, in merito al divieto per la rappresentante russa, Yulia Samoilova (Юлии Самойловой), di entrare in Ucraina per tre anni, ha inviato una lettera al Primo Ministro ucraino Volodymyr Groysman (Володимир Гройсман) in cui si chiede esplicitamente al Governo ucraino di far partecipare l’artista, minacciando il ritiro diversi paesi. Nonostante il polso duro dell’EBU-UER, l’Ucraina non torna sui propri passi, ad oggi Yulia Samoilova non canterà a Kiev, parola del Ministro degli esteri ucraino Pavlo Klimkin (Павло Клімкін).
Ingrid Deltenre (Інгрід Дельтенре), Direttrice Generale dell’EBU-UER nei giorni scorsi, aveva già definito la decisione ucraina “assolutamente inaccettabile“, senza utilizzare mezze misure in una intervista rilasciata al giornale svizzero Blink.
Come già anticipato, è invece datata 23 Marzo 2017 una lettera pubblicata oggi, e rivolta a Volodymyr Groysman (Володимир Гройсман), in cui la Deltenre mette a conoscenza al Primo Ministro ucraino della volontà di molti stati partecipanti di ritirarsi nel caso in cui continui ad essere impedita la partecipazione della Samoilova alla 62ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2017 di Kiev.
Ecco i passi salienti della lettera: “Se questo divieto dovesse essere confermato dal vostro ufficio, avrebbe certamente un grande impatto negativo sulla reputazione internazionale dell’Ucraina come moderna nazione europea, democratica.
La situazione attuale sta causando preoccupazione tra i nostri soci – Le emittenti europee di tutta Europa – e abbiamo ricevuto comunicazione da un certo numero di loro che criticano la decisione e stanno considerando di ritirarsi dalla manifestazione.
Consideriamo l’attuale divieto della cantante russa come inaccettabile – a nessun artista, nella lunga storia dell’Eurovision Song Contest, era mai stata impedita la possibilità di esibirsi e non vogliamo creare un precedente nella manifestazione. Di conseguenza UA:PBC (l’emittente pubblica ucraina) potrebbe essere esclusa da eventi futuri.
Non siamo stati messi al corrente di tutte le informazioni per cui Yulia Samoilova rappresenterebbe una minaccia per la sicurezza dell’Ucraina.
L’EBU-UER fa tutto il possibile per garantire che l’Eurovision Song Contest rimanga un evento non-politico e noi siamo sempre più frustrati, in realtà arrabbiati, che il concorso quest’anno sia stato utilizzato come strumento nel confronto in corso tra la Federazione Russa e l’Ucraina.
Si prega di essere consapevoli del fatto che se non dovessimo essere in grado di trovare una soluzione per questa materia, senza dubbio le future partecipazioni dell’Ucraina all’Eurovision Song Contest saranno in pericolo.”
Questo slideshow richiede JavaScript.
Una versione integrale della lettera può essere letta qui.

Prosegue il tira e molla fra Ucraina e Russia. A margine dell’incontro a Bruxelles, con i funzionari della NATO, per discutere del conflitto in corso nella parte orientale dell’Ucraina e l’annessione della Crimea, il Ministro degli Esteri ucraino, Pavlo Klimkin (Павло Клімкін), è intervenuto in merito al divieto (per i prossimi tre anni per aver messo piede nel 2015 in Crimea (la zona contesa fra i due paesi litiganti) senza i permessi necessari.) per la rappresentante russa, Yulia Samoilova, di entrare nel territorio ucraino per partecipare all’Eurovision Song Contest 2017.
Come riporta l’agenzia russa TASS, Klimkin ha così risposto ad una domanda di un giornalista: “La risposta è semplice. Concessioni, formali o informali, sono impossibili perché la legge deve essere applicata a tutti. Se la legge viene violata, ogni passo indietro è fuori discussione.”
La risposta del Ministro degli Esteri ucraino arriva nella stessa giornata in cui una lettera dell’EBU-UER diretta al Primo Ministro dell’Ucraina Volodymyr Groysman, è stata resa pubblica in rete.
Ad oggi non è ancora chiaro se Yulia Samoilova (Юлии Самойловой) riuscirà a partecipare dopo il divieto di entrare in Ucraina, nonostante le pressioni dell’EBU-UER, che con polso duro ha chiesto all’Ucraina di tornare sulle proprie posizioni e permettere alla rappresentante russa di partecipare regolarmente all’Eurovision Song Contest.
Ricordiamo che nei giorni scorsi il vice Primo Ministro ucraino, Vyacheslav Kyrylenko (В’ячеслав Кириленко), aveva aperto le porte, via Twitter, a una proposta alternativa, al momento non vagliata pubblicamente: “L’unica possibile soluzione è la sostituzione della concorrente russa.”
Una nuova dichiarazione sul caso Russia all’Eurovision Song Contest 2017 arriva dal Vice Presidente del comitato organizzatore del concorso a Kiev, nonché Vice Primo Ministro dell’Ucraina, Vyacheslav Kyrylenko (В.Кириленко): “Posso ribadire che la Russia può partecipare all’Eurovision Song Contest 2017 a Kiev, ma con un partecipante che non abbia violato la legislazione ucraina. Penso che la Francia, Germania, Regno Unito, Polonia o qualsiasi altro paese, membro dell’European Broadcasting Union, avrebbe preso la stessa decisione. È senza precedenti e inaccettabile pretendere decisioni senza precedenti dall’Ucraina in favore della Russia e in violazione della nostra legislazione e, tra l’altro, delle norme del diritto internazionale.”
Ha poi continuato, Kyrylenko: “La partecipante russa Yulia Samoilova, purtroppo, ha violato la legislazione ucraina esibendosi nell’annessa Crimea. L’Ucraina, quando si tratta di Crimea, basa il suo punto di vista sulle decisioni di tutte le organizzazioni internazionali, e nessuna organizzazione internazionale al Mondo ha riconosciuto l’annessione della Crimea alla Russia. Stiamo difendendo non solo la nostra legislazione ucraina, ma anche rispettando le norme del diritto internazionale e difendendo lo stato di questo diritto internazionale in Ucraina”
Kyrylenko ha osservato che se la Russia dovesse cambiare il proprio partecipante al concorso, allora, come per tutte le altre delegazioni, le saranno garantiti sicurezza, accoglienza e soggiorno. In caso contrario, l’Ucraina organizzerà un Eurovision con 42 Paesi invece che 43.
L’agenzia stampa ufficiale russa, la TASS, riporta che diversi politici e personalità russe legate alla cultura stanno pensando di affrontare la decisione ucraina con l’aiuto delle corti internazionali.
Spiegel.de, Tass.com, Sputniknews.com
L’edizione 2017 dell’Eurovision, che si terrà dal 9 al 13 maggio nella capitale ucraina, Kiev, passerà alla storia come l’edizione dello scontro diplomatico tra Ucraina e Russia con oggetto la cantante russa Yulia Samoilova. Ma cosa sta succedendo? E perché?
Già dal palco della scorsa edizione della manifestazione l’Ucraina aveva lanciato una frecciatina alla Russia: la canzone presentata in gara dalla rappresentante ucraina Jamala, “1944”, vincitrice della scorsa edizione della manifestazione (che si era svolta in Svezia), parlava della deportazione dei tatari di Crimea negli anni ’40 per volere di Stalin, all’epoca alla guida dell’Unione Sovietica: impliciti i riferimenti alla terra contesa con la Russia dal 2014.
Le prime avvisaglie di questo scontro tra Kiev e Mosca si erano manifestate già all’indomani della vittoria della Ucraina (e della cantante Jamala) all’Eurovision 2016, confermando la dimensione “geopolitica” della manifestazione: il vicepresidente della Commissione Difesa e Sicurezza del Consiglio della Federazione Russa Franz Klintsevich aveva chiesto il boicottaggio da parte della sua nazione alla prossima edizione, mentre il vice-premier russo Dmitry Rogozin aveva minacciato di mandare all’edizione 2017 il cantante Sergey Shnurov (noto per le sue prese di posizioni nazionaliste). Diverse testate russe, inoltre, avevano parlato di complotto per far vincere l’Ucraina.
Quest’anno l’Eurovision Song Contest si terrà in Ucraina, dal momento che il paese – grazie alla sua rappresentante, Jamala – ha vinto la precedente edizione. La Russia avrebbe dovuto partecipare con la cantante Yulia Samoilova, che sul palco della manifestazione avrebbe presentato il brano “Flame is burning”.
Scriviamo “avrebbe dovuto” e “avrebbe presentato” perché Yulia Samoilova non potrà partecipare all’Eurovision Song Contest 2017. L’Ucraina, i servizi segreti ucraini infatti, hanno deciso di vietare alla cantante l’ingresso nel paese per tre anni. Questo perché la Samoilova si sarebbe esibita in Crimea, territorio che nel 2014 è stato teatro di una crisi politica che portò alla separazione della penisola dal reso dell’Ucraina in seguito ad alcuni disordini locali e all’intervento militare dei russi. L’esibizione della Samoilova in Crimea risalirebbe a due anni fa, al 2015: la cantante si sarebbe esibita nella penisola senza i permessi e le autorizzazioni necessarie rilasciate da Kiev, ma lei ha smentito affermando di non essersi esibita in Crimea. Qualcuno sospetta anche che Mosca sapesse cosa sarebbe potuto accadere candidando la Saloimova, sapendo del viaggio ‘proibito’ in Crimea del 2015.
La Russia, tramite il primo vice ministro degli Esteri Grigori Karasin, ha definito “obbrobrioso, cinico e inumano” il provvedimento di Kiev. A Mosca si sono indignati anche perché la cantante, classe 1989, salita alla ribalta nel 2013 per essersi classificata seconda alla versione russa di “X Factor”, sin da bambina è costretta ad una sedia a rotelle (nel 2014 ha pure partecipato alla cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici Invernali, ospitati proprio dalla Russia).
La delegazione russa dell’Eurovision 2017 sembra non volerne sapere di sostituire Julija Samojlova con un’altra rappresentante e la partecipazione del paese alla manifestazione è in forse.
La scorsa settimana l’EBU-UER, ossia l’European Broadcasting Union, l’unione europea di radiodiffusione, ha pubblicato sul sito ufficiale dell’Eurovision Song Contest un comunicato nel quale ha offerto alla Russia di restare in gara facendo esibire la propria cantante via satellite: “Questa cosa non è mai stata fatta nei 60 anni di storia del festival”, recita il comunicato, “ma, per seguire i valori di inclusività dell’Eurovision, si è presa questa decisione per fare in modo che tutti i 43 stati partecipanti possano partecipare”.
Il supervisione esecutivo del festival, Jon Ola Sand, ha poi aggiunto: “Bisogna che l’Eurovision Song Contest rimanga libero dalla politica”.
La proposta dell’EBU-UER ha mandato su tutte le furie il vice-premier ucraino Vyacheslav Kyrylenko e il vice presidente del comitato organizzatore dell’Eurovision, che ha duramente criticato le parole del comunicato via Twitter: “Concerti e programmi televisivi con la partecipazione di persone non gradite non sono permessi in Ucraina. […] L’unica soluzione ammessa è la sostituzione della rappresentante russa”.
E Channel One, emittente televisiva russa, ha rispedito al mittente la proposta di far esibire la rappresentante russa via satellite – a dimostrazione che la delegazione russa è ferma nelle sue decisioni.
La direttrice generale dell’EBU-UER, Ingrid Deltenre, ha pure inviato una lettera al primo ministro ucraino Volodymyr Groysman, facendogli sapere che molti stati partecipanti avrebbero intenzione di ritirarsi in caso di esclusione della russia dall’edizione 2017 della manifestazione.
Attualmente si attende che la delegazione russa nomini un altro concorrente per l’evento.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.