Sanremo 2021: Festival di Sanremo 2021 senza pubblico pagante o su inviti

Il 71esimo Festival di Sanremo, programmato dalla Rai nel periodo dal 2 al 6 marzo senza pubblico e senza eventi all’aperto.

L’edizione 2021 del Festival viene ridisegnata dalla recrudescenza del virus. Non è ancora ufficiale, ma le norme in vigore previste dall’attuale DPCM valido fino al 5 marzo impediscono anche la Kermesse per come veniva descritta solo la scorsa settimana dal conduttore Amadeus: con pubblico e in “isolamento” su una nave da crociera.

È quanto emerso ieri – 20 gennaio 2021 – durante un incontro di circa un’ora tra il prefetto di Imperia, Alberto Intini, e alcuni delegati Rai che hanno presentato a prefettura e forze dell’ordine un programma di massima sulle modalità di svolgimento della prossima edizione del Festival di Sanremo 2021. Nei prossimi giorni seguiranno altri incontri legati alla sicurezza, per definire il programma nel dettaglio, anche alla presenza degli enti locali.

“Una cosa è certa, scontata per loro e per noi: non sarà un evento pubblico e questo è evidente. L’attuale DPCM, in vigore fino a 5 marzo- al massimo resterebbe fuori soltanto la serata finale del 6 – non consente spettacoli aperti al pubblico nei teatri e nei cinema anche all’aperto. Quindi, non c’è alcuna ipotesi di presenza di pubblico né pagante, né su inviti. È ancora tutto in itinere e prima di compiere valutazioni, bisognerà capire l’evolversi della situazione. L’unica cosa che mi sento di dire è che la norma è chiara e Sanremo non sarà un’eccezione.”, ha confermato il prefetto di Imperia Alberto Intini.

Al di là di quanto accadrà all’interno del Teatro Ariston, Intini ha aggiunto anche una nota sulla presenza di appassionati e turisti nella cittadina ligure durante i giorni della manifestazione, osservando come le iniziative collaterali al Festival non potranno creare assembramenti per le vie di Sanremo: “Il programma televisivo sarà tarato in base ai riverberi che può avere sulla città”.

“Nei prossimi giorni ho un incontro proprio col prefetto, col questore e il dirigente sanitario, per valutare il protocollo sanitario che è stato presentato dalla Rai circa la gestione della sicurezza sanitaria del festival di Sanremo. Valuteremo le proposte della Rai con molta attenzione”, ha aggiunto  il sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri.

“Per il Festival a decidere siano le autorità competenti in materia di sicurezza in accordo con i vertici Rai senza alcuna interferenza da parte di agenti e conduttori. Anche il più piccolo errore sarebbe imperdonabile”, è l’opinione a caldo del consigliere Rai, Riccardo Laganà.

La Rai, a quanto apprende l’Adnkronos, si atterrà alle disposizioni delle autorità competenti riguardo a ogni decisione relativa alla sicurezza,sarebbe già al lavoro su soluzioni alternative: si starebbe ad esempio valutando, di utilizzare dei figuranti e operatori sanitari (medici e infermieri) già vaccinati, equiparando l’Ariston a uno studio televisivo, sempre previa autorizzazione delle autorità.

A questo punto non ci resta che attendere l’attesa riunione tra i vertici di RAI, il Comune di Sanremo, ASL e Prefettura. Dalle decisioni assunte in quella sede si potrà avere un’idea più chiara sul Festival che, obiettivamente, ora come ora non può significare ripartenza così come auspicato più volte da Amadeus.

Quanto alla sala stampa, stando a quando apprende Il Secolo XIX, i giornalisti accreditati dovrebbero essere non più di 70-80, ospitati al Palafiori o al Casinò, mentre ai fotografi sarebbe riservata la galleria del teatro. Tutte ipotesi da confermare, come si intuisce dal quadro assolutamente precario che emerge ad un mese e mezzo dall’inizio della kermesse.

Niente palco esterno, per quest’anno, per il Festival di Sanremo 2021 Il palco che negli ultimi due anni era stato allestito in piazza Colombo, lo spiazzale adiacente al Teatro Ariston, e che aveva ospitato le esibizioni di alcuni degli ospiti del Festival e le dirette di alcuni programmi televisivi Rai trasmessi dalla città dei fiori in occasione della settimana del Festival, quest’anno salta a causa dei protocolli di sicurezza legati all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

A riferirlo è il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri con una nota diffusa al termine di un vertice con Rai Pubblicità: “Nonostante gli encomiabili sforzi organizzativi, il progetto di piazza Colombo avrebbe potuto generare difficoltà gestionali troppo complesse nell’area del centro. Voglio comunque ribadire che Comune e Rai tengono moltissimo al progetto ‘Tra palco e città’ e riferiamo abbia grande potenziale di crescita in futuro. Quest’anno dobbiamo rinunciarvi per ovvie ragioni di sicurezza ma il prossimo anno tornerà  in maniera ancor più importante”.

Aggiornamento: A Sanremo si tira dritto per un’edizione 2021 in presenza tra i prossimi 2 e 6 marzo. Il prefetto di Imperia ha messo dei paletti, parlando del concorso canoro come di una “trasmissione televisiva” la cui organizzazione dovrà tenere conto dell’impatto sulla città che la ospiterà: a farne le spese, in prima istanza, è stato il palco di piazza Colombo, che quest’anno – ha riferito il sindaco della città dei fiori Alberto Biancheri – non verrà allestito.

“Sinceramente mi auguravo che rinviassero tutto il Festival, vista la situazione legata alla crisi sanitaria”, ha commentato il presidente di Confcommercio Andrea Di Baldassarre a Sanremonews riguardo la decisione: “Ora rimane il nodo del Festival, in una settimana in cui i locali saranno chiusi. Sicuramente la manifestazione sul piano mediatico è importante ma, per la città fatta in questo modo, cala decisamente di interesse economico”. Sempre secondo Sanremonews, le categorie economiche della città potrebbero presentare una formale richiesta di rinvio della manifestazione: “Se il Festival si fosse svolto due settimane dopo, forse si poteva fare qualcosa in più”, ha detto il presidente di Federalberghi Silvio Di Michele.

Ancora più polemiche, tuttavia, ha suscitato la decisione di non rimandare il festival, le cui serate sono per la quasi totalità fissate nei giorni in cui il dpcm 14 gennaio impone la chiusura di teatri e sale da concerto.

Alberto Mattioli, su La Stampa, riferisce i pareri della regista Emma Dante (“Se si decide di fare Sanremo con il pubblico si riaprono i teatri. E’ pacifico”), della direttrice del Vascello di Roma e attrice Manuela Kustermann (“Se il Festival di Sanremo apre al pubblico scendiamo in piazza: ci sentiamo mortificati, dimenticati”), Renzo Arbore (“Il pubblico vero non si può avere ma dei figuranti sì. Basteranno ad Amadeus e Fiorello, che sono bravissimi e sapranno inventarsi qualcosa. Non si può far finta di niente: gli spettatori sanno che teatri e cinema sono ancora chiusi e che è un festival nato in pandemia”), Al Bano (“Se deve essere un festival a metà, non sarebbe meglio aspettare tempi migliori?) e Iva Zanicchi (“Non si può fare un Festival di Sanremo senza il pubblico e il suo calore: sarebbe molto triste”).

Un’ipotesi di sintesi tra le varie posizioni è stata tentata dal compositore Gabriele Ciampi, che ha suggerito all’ADNKronos un festival “diffuso” nei teatri di Napoli, Milano, Roma e Palermo:“Il Festival di Sanremo è un evento troppo improntate per la canzone italiana e bisogna sostenerlo. Se il pubblico non potrà essere presente in sala per l’emergenza Covid o per gli eccessivi costi legati ad un programma di quarantena, bisognerà procedere con la manifestazione, come del resto è stato fatto per i Grammy Awards: sarebbe stato assurdo per la musica mondiale non avere l’appuntamento con i Grammy 2021. Credo molto nella macchina organizzativa Rai e sono sicuro che si farà il possibile per organizzare un Festival tutto italiano, come simbolo della ripartenza della musica e come sostegno ai teatri italiani”. 

Molto critico si è invece detto Moni Ovadia, che – riferisce sempre l’ADNKronos – a margine di una conferenza sulle riapertura degli spazi artistici organizzata dal senatore Armando Siri ha commentato: “Perché Sanremo si fa con il pubblico e i teatri sono chiusi? E’ inspiegabile. Per Sanremo il discorso della sanità non conta niente? Se Sanremo è più importante della cultura allora vuol dire che questo paese è perso per sempre. Se non si capisce quale è il valore prioritario della cultura e si favoriscono le kermesse mediatiche vuol dire che questo paese sarà sempre un paese miserabile, non crescerà mai. Se Sanremo diventa la priorità del paese si vede che il paese è perduto (…). Sanremo è (…) pericoloso: ci sarà la gente che si assembrerà, ci saranno i vari cantanti e tutto il carrozzone mediatico mentre i teatri sono luoghi disciplinati e sicuri. Tutto questo è assurdo e le ragioni di questo sono sicuramente poco nobili”.