Sanremo 2023: La critica di Mogol al Festival di Sanremo 2023

Il cast del Festival di Sanremo 2023 ha ottenuto il plauso di buona parte dei giornalisti e degli addetti ai lavori, che ne hanno apprezzato la qualità, ma una voce fuori dal coro è quella di Giulio Rapetti, in arte Mogol, autore che ha fatto la storia della canzone italiana.

L’artista, attuale presidente SIAE, ha duramente attaccato il direttore artistico Amadeus, come riportato da Adnkronos: “Ho visto il cast annunciato da Amadeus e, come prevedevo, è il festival degli influencer. Ormai se vuoi entrare al festival devi avere un seguito social consistente o devi fare colore e sensazione.”

Dispiace vedere come il presidente SIAE non apprezzi il lavoro del Direttore Artistico che, grazie al Festival 2022, ha sicuramente portato vantaggi anche al settore musicale e discografico, con quasi 4 milioni di copie vendute certificate e un grande successo radiofonico e di streaming delle canzoni presentate.

“Ci vuole qualcuno che scelga le canzoni sulla base della qualità. Le hit radiofoniche? Forse anche le playlist delle radio vengono costruite sulla base del seguito social o delle visualizzazioni degli artisti. Ora parlerò con il ministro Sangiuliano perché dal Cet, la scuola che ho fondato, escono dei pezzi bellissimi che vale la pena di poter far conoscere e presentare. È importante per la cultura popolare creare degli spazi alternativi al festival. A Sanremo pensano a quello che può portare in alto gli ascolti tv e le visualizzazioni sui social. E lo capisco. Però poi le canzoni non restano. Mentre quando faccio delle serate con canzoni mie, anche di 40 anni fa, la gente le sa ancora a memoria. Quanto rimangono le canzoni dei festival degli ultimi anni? Io chiedo solo uno spazio alternativo al festival dove fare conoscere altre canzoni.”, dice in un’intervista all’Adnkronos.