
Il rapper, scrittore ed ex youtuber olandese Joost Klein e il suo dito medio al perbenismo dell’Eurovision Song Contest e all’ipocrisia dell’EBU-UER.
Joost Klein ha rappresentato i Paesi Bassi all’Eurovision Song Contest 2024 con la canzone “Europapa”; tuttavia, dopo la qualificazione dalla Semi-Finale, è stato squalificato dalla partecipazione alla serata finale dopo esser stato accusato di aver rivolto minacce ad un membro del team di produzione del concorso.
Avrebbe probabilmente vinto l’Eurovision Song Contest se solo non si fosse fatto espellere a poche ore dalla finalissima della kermesse, che si è invece conclusa con il trionfo dello svizzero Nemo e la sua “The code”.
“Europapa”, un pezzo tanto geniale quanto paraculo, storia di un orfano – ovvero lui, una storia straziante: aveva 12 anni quando il papà morì a causa di un cancro e un anno dopo la madre fu colpita da un arresto cardiaco – che viaggia per l’Europa alla ricerca di un posto nel mondo, era arrivato a Malmö da outsider e si era poi ritrovato a sparigliare ogni pronostico.
Evidentemente l’esclusione dalla Finale dell’Eurovision Song Contest proprio non gli è andata giù, nonostante i numeri lo abbiano incoronato a tutti gli effetti come il vero vincitore della gara: “Europapa” ha totalizzato su Spotify quasi 100 milioni di streams (91, per la precisione), mentre il vincitore Nemo con “The code” si è fermato ad “appena” 40 milioni di ascolti. Così quando nel fine settimana si è ritrovato ad esibirsi sul palco di un festival di beneficenza organizzato a Vancouver, in Canada, dal rapper bbno$ (baby no money), dopo aver cantato proprio “Europapa” Klein si è lasciato andare a un sonoro “vaffa” all’Eurovision Song Contest e all’EBU-UER, il consorzio delle emittenti europee che organizza la kermesse e che prende collegialmente ogni decisione relativa alla manifestazione. (“Fuck Eurovision, Fuck EBU”) “Fanculo Eurovision, fanculo EBU”, ha detto Joost Klein alla folla del festival, tra gli applausi.
Joost Klein non voleva solamente partecipare all’Eurovision Song Contest, voleva avere il potere di farlo fallire: C’è un preciso momento in cui l’ex youtuber olandese, attitudine iconoclasta, ribelle e anticonformista, è diventato una sorta di eroe per la fronda anti-israeliana degli “eurofans”, così come si chiamano i fan della manifestazione, delusi e sorpresi dalla scelta dell’EBU-UER di confermare la partecipazione della cantante israeliana Eden Golan alla kermesse la notte tra giovedì 9 e venerdì 10 maggio 2024.
In una sala della Malmö Arena si svolge la conferenza stampa dei dieci artisti che durante la seconda delle due Semifinali dell’Eurovision Song Contest si sono aggiudicati gli ultimi dieci pass per la Finale. Tra questi ci sono la contestatissima Eden Golan, che si trova suo malgrado al centro della tempesta mediatica sollevata dalla partecipazione del paese che rappresenta all’Eurovision Song Contest, e Joost Klein. Mentre fuori dalla Malmö Arena imperversano le proteste pro-Palestina che spingono la polizia e gli uomini della sicurezza a fare del palasport che ospita l’Eurovision Song Contest un vero e proprio bunker, un giornalista polacco chiede provocatoriamente alla cantante: “Sei consapevole che con la tua presenza all’Eurovision Song Contest metti in pericolo il pubblico e gli altri partecipanti?”. Lei decide di non rispondere alla domanda. È a quel punto che interviene Klein, incalzandola: “Perché no?”. I video del botta e risposta fanno subito il giro dei social.
Quando la mattina di sabato 11 maggio 2024, il giorno della Finale, l’EBU-UER dirama un comunicato attraverso il quale conferma la decisione di espellere dalla gara il cantante olandese, in molti si chiedono se c’entrino davvero solo quei “comportamenti inappropriati” ai quali si sarebbe lasciato andare il cantante di “Europapa” nel backstage contro un’operatrice che continuava a filmarlo nonostante lui avesse chiesto di non essere ripreso dalle telecamere o se invece Klein non paghi lo scotto di quel botta e risposta con Eden Golan. Nel bunker della Malmö Arena le voci e le ipotesi si fanno sempre più incontrollate, tra addetti ai lavori e reporter. Già alle prove della vigilia Klein non aveva potuto esibirsi e il pubblico dell’arena aveva cantato a cappella la sua “Europapa”: la scena si ripete anche alle ultime prove prima della diretta. E quando in mondovisione il capo supremo dell’Eurovision Song Contest Martin Österdahl – è il Supervisore Esecutivo della kermesse – viene inquadrato per spiegare, come da tradizione, il meccanismo di voto, i fischi del pubblico sovrastano la sua voce.
Dopo l’esclusione dall’Eurovision Song Contest, Joost Klein non ha più rilasciato interviste. A parlare per il cantante olandese è l’avvocato che lo sta assistendo, dopo che l’operatrice con la quale Klein avrebbe discusso animatamente nel backstage ha deciso di sporgere denuncia: la data provvisoria del processo è stata fissata per l’inizio di giugno. Sul canale YouTube ufficiale della kermesse il video più visto di questa edizione è quello della sua “Europapa”, che ha totalizzato ad oggi 35 milioni di visualizzazioni complessive. Il video della sua unica esibizione sul palco della Malmö Arena, in Semi-Finale, di visualizzazioni ne ha collezionate 18 milioni. Cifre alle quali le clip degli altri concorrenti neppure si avvicinano. E nei Paesi Bassi c’è già chi è pronto a sostenere un’eventuale ricandidatura di Joost Klein per l’Eurovision Song Contest 2025.
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