Sanremo: Perché Sanremo è Sanremo, su Rai Storia la storia del Festival

Perché Sanremo è Sanremo? Rai Storia cerca di dare una risposta al ‘mistero’ del Festival con un doc che ne ripercorre la storia d’Italia che attraversa le generazioni.

Dopo 74 edizioni il Festival di Sanremo è sempre più giovane, un evento che va ben oltre la musica.

Per una settimana il Festival invade i palinsesti, i giornali e, da qualche anno, anche i social. Un fenomeno mediatico che riflette il sentiment del Paese.

Di questo (storia sociale, economica, politica e di costume) e dalla storia del Festival si parla nel documentario coprodotto da Rai Documentari ed Eliseo Entertaiment “Perché Sanremo è Sanremo”.

Le prime due puntate andranno in onda mercoledì 11 settembre alle 22.10 su Rai Storia.

La storia della kermesse, i grandi successi, gli scandali, ma anche un evento drammatico e le pesanti polemiche.

E poi, gli eventi politici e i fatti di cronaca che hanno attraversato l’Italia durante le varie edizioni, in un caleidoscopio di storie, canzoni, personaggi e comparse, raggruppate in un unico grande racconto popolare.

Un viaggio all’insegna della musica, delle emozioni e della magia del palco dell’Ariston. Una serata speciale dedicata al Festival, firmata da Giovanni Filippetto e Michele Truglio.

Perché Sanremo è Sanremo? Domanda dalla risposta difficile, o quantomeno complessa, alla quale, però, Rai 1 cerca di dare ‘soddisfazione’ con un lungo documentario da prime time in onda questa sera, mercoledì 11 settembre, alle 21:30 (anche in live streaming, come sempre, su RaiPlay). Se lo slogan più famoso del Festival si deve a Pippo Baudo, il doc guarda a tutta la storia dell’evento più “nazional-popolare” d’Italia, diventato un modello di ‘narrazione musicale’ in mezzo mondo. Senza Sanremo non ci sarebbe stato l’Eurovision Song Contest.

La musica di Sanremo ha superato la Cortina di Ferro in piena Guerra Fredda, ha vissuto col pubblico alcuni dei momenti più drammatici della storia del Paese (si pensi all’oblio negli Anni di Piombo o alla ‘complicità’ creatasi col pubblico nel 2021, ‘l’edizione Covid’), ha contribuito a restituire un’immagine del paese, cristallizzandone per alcuni versi il ‘folklore’, per altri riuscendo a mostrarne lati nascosti ai più. In questo senso, vien da pensare alla ‘versione russa’ di Ciao 2020 per avere un’idea di quanto i Sanremo anni ’80 abbiano contribuito a costituire un immaginario anche al di fuori dei confini nazionali, e, nell’altro verso, al ‘conflitto’ tra generazioni innescato dai Festival di Amadeus, che ha portato al grande pubblico non tanto l’indie – cosa successa anche con altri Direttori Artistici – quanto gli artisti più ascoltati dai figli e dai nipoti di chi, solitamente, segue Sanremo.

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