🇦🇹 ESC 2026: Il Direttore di ESC Martin Green rispondere personalmente ai fan del concorso con una lettera aperta pubblicata sui social

A pochi mesi dall’Eurovision Song Contest 2026 di Vienna, il direttore dell’Eurovision Song Contest, Martin Green ha scelto di rivolgersi direttamente ai fan del concorso con una lettera aperta pubblicata sui social, in seguito ai ritiri di Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna e di quello dell’Islanda, a causa della la partecipazione di Israele a Vienna 2026.

Un messaggio che arriva in un momento segnato da tensioni internazionali, reazioni controverse e decisioni difficili da parte di diversi broadcaster europei.

Dopo le numerose defezioni da parte di diverse radiotelevisioni pubbliche europee (una reazione all’annuncio che Israele parteciperà regolarmente alla gara nel 2026, nonostante la gravissima situazione umanitaria nella striscia di Gaza). Green si dichiara comprensivo e consapevole dei sentimenti forti suscitati dalla decisione di EBU-UER.

Riaffermare la missione originaria dell’Eurovision Song Contest, essere uno spazio di unione, creatività e speranza, anche in un contesto geopolitico complesso.

Martin Green scrive: “Cari fan, so che molti di voi stanno provando forti emozioni in questo momento. Io sicuramente sì, ed è per questo che ho voluto scrivervi direttamente. So anche che avete a cuore gli eventi in Medio Oriente e il modo in cui tali realtà si collegano all’Eurovision Song Contest. Nessuno può rimanere indifferente a ciò che abbiamo visto nella regione negli ultimi anni. Alcuni di voi ci hanno scritto, hanno espresso la propria opinione o hanno manifestato rabbia e dolore per quello che considerano silenzio di fronte alla tragedia. Voglio dirvi che vi ascoltiamo. Capiamo perché provate sentimenti così forti e anche noi ci teniamo. L’Eurovision Song Contest è nato 70 anni fa, in un’Europa divisa e frammentata, come simbolo di unità, pace e speranza attraverso la musica. Queste fondamenta non sono cambiate, così come non è cambiato lo scopo del Contest. Questo Contest è sopravvissuto e ha prosperato nonostante le guerre, i rivolgimenti politici e i cambiamenti dei confini. Nonostante tutto, è rimasto un luogo in cui persone provenienti da ogni angolo d’Europa, e ora del mondo, possono riunirsi per celebrare la creatività e la connessione nonostante, e proprio a causa, del mondo che ci circonda. Sappiamo che molti fan vorrebbero che prendessimo una posizione definita sugli eventi geopolitici. Ma l’unico modo in cui l’Eurovision Song Contest può continuare a riunire le persone è assicurandoci di essere guidati innanzitutto dalle nostre regole. Guardando al prossimo anno, faremo in modo che tutte le emittenti partecipanti rispettino le regole del concorso e, se così non fosse, vi garantisco personalmente che non lo tollereremo e lo denunceremo. In un mondo diviso, l’Eurovision Song Contest ha il ruolo privilegiato di offrire uno spazio in cui milioni di persone possono celebrare ciò che ci unisce. Uno spazio in cui la musica è protagonista. Uno spazio che accoglie tutti, chiunque voi siate, ovunque vi troviate e qualunque sia la vostra opinione sul mondo che ci circonda. Vorrei dire in particolare ai fan in Irlanda, Spagna, Islanda, Slovenia e Paesi Bassi che le vostre emittenti, come tutti i nostri membri, hanno preso una decisione giusta per loro e hanno contribuito al dibattito con grande dignità. Tutti noi qui rispettiamo la loro posizione e la loro decisione. Continueremo a lavorare con loro come amici e colleghi, nella speranza che tornino presto al Concorso. I nostri artisti, le nostre delegazioni e, soprattutto, i nostri fan, ognuno di voi, siete il cuore di questo Concorso. Sappiamo quanto amore c’è per questo evento, quante delle vostre vite sono costruite attorno alla vostra passione per l’Eurovision Song Contest. Ci impegniamo a fare tutto il possibile affinché, per altri 70 anni e oltre, l’Eurovision Song Contest continui ad essere un luogo dove si stringono amicizie, si imparano le lingue e si scoprono nuovi generi e artisti. In un mondo difficile, possiamo davvero essere uniti dalla musica. Con affetto e gratitudine, Martin Green CBE Direttore, Eurovision Song Contest”.

Green apre la sua lettera riconoscendo le forti emozioni che molti fan stanno vivendo, in particolare per gli eventi in Medio Oriente e per come questi vengano percepiti all’interno del contest.

Il direttore sottolinea che: “Nessuno di noi può rimanere indifferente di fronte a ciò che sta accadendo in Medio Oriente negli ultimi anni”, l’EBU-UER ascolta “voci, rabbia e dolore” di chi critica un presunto silenzio: “Voglio che tutti sappiate che vi capiamo perfettamente”.

Pur mostrando empatia, ribadisce che l’Eurovision Song Contest non può trasformarsi in un’arena politica, ma deve continuare a basarsi sul suo regolamento per rimanere uno spazio inclusivo.

Green ricorda che l’Eurovision Song Contest è nato quasi settant’anni fa in un’Europa frammentata e divisa e lacerata dal dopoguerra. Da allora, ha superato conflitti, crisi e cambiamenti dei confini, è diventato un luogo simbolico dove paesi diversi si incontrano grazie alla musica.

Questa natura sovranazionale e inclusiva non deve andare perduta, avverte Green.

Uno dei punti centrali del messaggio riguarda il rispetto delle norme del contest.

Green afferma con precisione, l’Eurovision Song Contest può rimanere un evento unificante solo se guidato dal regolamento; chi non lo rispetterà, avrà “conseguenze”, come da impegno personale del direttore: “l’unico modo per continuare a creare unità è assicurarsi di seguire la guida delle regole che ci siamo dati. Ci assicureremo che tutte le tv partecipanti le rispettino e, se non dovessero farlo, vi garantisco che non lo tollereremo”.

Un messaggio chiaro in risposta a chi chiede una posizione più politica da parte dell’EBU-UER.

Nella lettera, Green si rivolge direttamente al pubblico e ai fan di: Irlanda, Spagna, Islanda, Slovenia, Paesi Bassi, Paesi i cui broadcaster hanno scelto di non prendere parte all’edizione 2026.

Green definisce le loro decisioni “dignitose”, affermando che l’EBU-UER continuerà a collaborare con essi con l’auspicio di un ritorno futuro. Nessuna contrapposizione, dunque, ma rispetto reciproco: “Le vostre radiotelevisioni pubbliche, come tutti i nostri membri, hanno preso la decisione più giusta per loro e hanno contribuito al dibattito con grande dignità: rispettiamo la loro posizione, e continueremo a lavorare con loro in maniera amichevole, sperando che tornino presto a far parte del concorso. In un mondo complicato, possiamo essere davvero uniti solo attraverso la musica”.

Il direttore ribadisce più volte che: artisti, delegazioni e soprattutto i fan sono il cuore del concorso; l’Eurovision Song Contest non è semplicemente un programma TV, ma una passione che occupa un ruolo centrale nella vita di milioni di persone.

Green promette che l’EBU-UER continuerà a lavorare per mantenere questo spirito anche nei prossimi decenni, facendo dell’Eurovision Song Contest un luogo in cui, si imparano nuove lingue, si scoprono nuovi generi musicali, si intrecciano amicizie internazionali.

Il direttore conclude con il motto che negli ultimi anni ha definito l’essenza del concorso: “United by Music”.

Un invito a mantenere la musica come linguaggio universale, capace di unire anche quando il mondo sembra sempre più diviso.

L’Eurovision Song Contest 2026 sarà la 70ª edizione dell’annuale concorso canoro. Il concorso si svolgerà presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026, in seguito alla vittoria di JJ con la canzone Wasted Love“ nell’edizione precedente; sarà la terza edizione a svolgersi nella capitale austriaca, dopo quelle del 1967 e 2015.

L’elenco completo delle emittenti partecipanti alla competizione del prossimo anno sarà svelato prima di Natale.

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