L’EBU avrebbe approvato una riforma strutturale del Televoto per l’Eurovision Song Contest 2027 con l’obiettivo di limitare il voto voto geopolitico, ideologico e della diaspora.
L’European Broadcasting Union sarebbe pronta a introdurre una delle riforme più significative nella storia recente dell’Eurovision Song Contest. Secondo le indiscrezioni emerse dopo la 96ª Assemblea Generale EBU tenutasi a Praga a fine giugno 2026, l’Unione Europea di Radiodiffusione ha discusso un nuovo pacchetto di misure per arginare i fattori che distorcono i risultati del festival e ridurre l’impatto dei cosiddetti “voti geopolitici”.
La notizia, riportata dal portale specializzato Eurovisionfun, arriva dopo anni di dibattiti sul peso delle campagne di voto organizzate e sulla capacità di alcune fanbase internazionali di influenzare in modo significativo il risultato finale della competizione.
La necessità di intervenire segue le forti tensioni geopolitiche riscontrate nelle ultime edizioni, in particolare l’Eurovision Song Contest 2026 svoltosi a Vienna, segnato da boicottaggi di diverse emittenti pubbliche, polemiche e ingenti investimenti pubblicitari statali volti a influenzare il voto del pubblico.
Le nuove regole non hanno placato le tensioni geopolitiche legate alla partecipazione di Israele, provocando una spaccatura senza precedenti tra i membri EBU: TVE (Spagna), boicottaggio totale: ha ritirato l’artista e ha trasmesso uno show musicale alternativo invece dell’Eurovision; RTÉ (Irlanda), boicottaggio totale. Ha oscurato la diretta trasmettendo una storica sitcom satirica sui preti cattolici al festival europeo; RTV Slo (Slovenia), boicottaggio totale: ha sostituito la trasmissione dell’evento con documentari sulla situazione umanitaria a Gaza; NOS/AVROTROS (Paesi Bassi), boicottaggio totale: ha rifiutato di partecipare e trasmettere lo show per via della mancata esclusione di Israele; RÚV (Islanda), boicottaggio totale: si è unita ufficialmente al blocco di ritiro dei paesi nordici/europei; ORF (Austria), sostegno alla partecipazione. Come emittente ospitante, ha confermato il supporto alle decisioni EBU dopo incontri diplomatici; RAI (Italia), neutralità istituzionale. Non ha aderito ai boicottaggi, demandando qualsiasi decisione formale alle linee di intesa politica del governo; KAN (Israele), difesa della presenza. Ha condannato i boicottaggi definendoli un attacco alla libertà d’espressione, subendo però ammonimenti per violazione del limite promozionale.
Come anticipato, negli ultimi anni, il televoto dell’Eurovision Song Contest è stato spesso al centro delle discussioni. In particolare, alcuni Paesi hanno registrato risultati molto forti grazie al sostegno del pubblico internazionale e delle comunità diasporiche.
Nel 2024, Eden Golan conquistò il secondo posto nel televoto con “Hurricane”. Nel 2025, Yuval Raphael vinse addirittura il voto popolare con “New Day Will Rise”. Anche nel 2026, Noam Bettan ottenne il terzo posto nel televoto e il secondo nella classifica generale con “Michelle”.
Già prima dell’Eurovision Song Contest 2026, l’EBU aveva introdotto una riforma radicale del regolamento, per contrastare le pesanti interferenze geopolitiche e le manipolazioni dei voti avvenute nell’edizione precedente (2025) a Basilea: Tetto di voto dimezzato: Il limite massimo di preferenze per singolo metodo di pagamento è sceso da 20 a 10 voti; Ritorno delle giurie nelle semifinali: Per la prima volta dal 2022, le giurie nazionali hanno votato anche nelle semifinali, ripristinando il sistema di peso 50/50 insieme al televoto; Giurie allargate: Il numero di giurati professionali è passato da 5 a 7 per paese, con l’obbligo di includere almeno due giovani tra i 18 e i 25 anni; Divieto di campagne terze: Artisti e delegazioni non possono partecipare o agevolare campagne promozionali gestite da entità esterne, inclusi enti governativi; Monitoraggio dei broadcaster: Le emittenti pubbliche non possono fare appelli diretti per spingere il voto di massa su un singolo paese o artista, pena il richiamo ufficiale (come accaduto con l’emittente israeliana KAN); Sanzioni massime: La violazione sistematica delle regole sulla neutralità o la perdita di indipendenza editoriale dal proprio governo comporta l’espulsione formale dall’EBU. Questo provvedimento esclude permanentemente lo Stato dalla competizione.
Secondo le informazioni trapelate dall’assemblea di Praga, la riforma prevederebbe una revisione strutturale e algoritmica del sistema di assegnazione dei punti. L’obiettivo sarebbe quello di ridurre il peso dei blocchi di voto altamente concentrati e delle mobilitazioni massive provenienti da specifiche aree geografiche o comunità di sostenitori.
Per tutelare la natura apolitica della competizione, l’EBU si sta muovendo su due fronti: Restrizioni già introdotte nel 2026: Il limite massimo di preferenze esprimibili da un singolo spettatore per metodo di pagamento è stato dimezzato, scendendo da 20 a 10 voti. Sono stati inoltre implementati controlli tecnologici più rigidi contro i tentativi di frode e i flussi di voto anomali e Ipotesi per il 2027: Si valuta una revisione del peso del televoto rispetto alle giurie nazionali o l’introduzione di algoritmi capaci di mitigare i blocchi di voto storici e la concentrazione di preferenze basate sulla diaspora o su campagne d’opinione di massa.
Le decisioni definitive sui regolamenti futuri saranno vagliate e ufficializzate nei prossimi mesi dal Reference Group del contest.
Al momento, tuttavia, l’EBU non ha ancora diffuso dettagli ufficiali sul nuovo meccanismo. Le specifiche tecniche dovrebbero essere rese pubbliche nelle prossime settimane.
Le indiscrezioni arrivano anche in un contesto di forti tensioni politiche interne alla manifestazione. Nei giorni precedenti all’assemblea, erano circolate voci secondo cui l’emittente pubblica fiamminga VRT avrebbe voluto chiedere una nuova votazione sull’ammissibilità di Israele all’Eurovision Song Contest.
Secondo quanto riportato, la proposta non sarebbe stata formalmente presentata, anche per la difficoltà di sostenere giuridicamente un’eventuale esclusione sulla base dell’attuale regolamento del concorso.
Resta ora da capire se le nuove regole sul televoto riusciranno davvero a limitare il cosiddetto voto geopolitico o se, come già accaduto in passato, le fanbase più organizzate troveranno nuovi modi per far sentire la propria voce all’Eurovision Song Contest 2027.