Sanremo 2013, Campioni: Max Gazzè, “Torno a Sanremo perché si punta di nuovo sulle canzoni”

Max Gazzè

Abbiamo imparato a conoscere meglio Max Gazzè dopo la sua partecipazione a Sanremo nell’ormai lontano 1999 quando si presentava al pubblico dell’Ariston nella sezione Giovani con il brano “Una musica può fare“.

Da allora il cantautore e bassista romano è ritornato a calcare il famoso palcoscenico della città dei fiori nel 2000 portando il brano “Il timido ubriaco” e per ultimo nel 2008 con “Il solito sesso” (lo scorso anno accompagnò, Dolcenera nella serata dedicata ai duetti per il brano “Ci vediamo a casa“).

La 63° edizione del Festival segnerà la sua quarta apparizione alla kermesse con due brani “I tuoi maledettissimi impegni” e “Sotto casa“, brani che saranno inclusi nella tracklist del nuovo album in studio in uscita il 14 Febbraio. L’album si intitolerà “Sotto Casa” ed è il primo disco dopo la firma con la Virgin Music.

Come ogni uscita che si rispetti alla pubblicazione del disco seguirà un mini tour promozionale nei principali store italiani e, in seguito, si aprirà anche una serie di tappe europee da Berlino a Londra, Bruxelles fino a Barcellona.

La corsa verso Sanremo 2013: Ciò che ha spinto Gazzè a ritornare a Sanremo è la possibilità di portare in gara due brani, “quest’anno c’è la voglia – spiega – di mettere al centro le canzoni, proprio come accadeva al Festival tantissimi anni fa“. I due brani, come riportavamo sopra, sono “I tuoi maledettissimi impegni” e “Sotto casa“, quest’ultimo è un appello alla condivisione,  al dialogo e all’apertura verso l’altro, mentre il secondo – spiega – “parla d’amore ed è la voglia di ritagliarsi del tempo per l’amore in un mondo che va di fretta“.

Nella serata dedicata ai brani che hanno fatto la storia di Sanremo Max Gazzè ha deciso di omaggiare “Ma che freddo fa“, brano che Nada presentò al Festival nel 1969 in coppia con i The Rokes.

I Testi:

  • “I tuoi maledettissimi impegni” (M. Gazzè, F. Gazzè, M. Buzzanca): Ecco come il cantante ha descritto quest’ultimo pezzo: “

    “In quella ripongo le mie speranze per un futuro migliore, un mondo migliore. L’amore non divide gli uomini, non li discrimina, le religioni sì. Non resta che immaginare di potersi rimpicciolire fino a diventare un fermaglio dei capelli o di rimpicciolire così tanto da poter andare a passeggio nella sua borsetta. Nessuna polemica con la crescente, ma non ancora sufficiente, presenza della donna nel mondo del lavoro, dell’arte, della politica. Sono da sempre convinto che il sesso femminile sia il migliore, che quello forte sia il più stupido, che essere forti e machi non significa essere intelligenti e vincenti”

Se tu lavori
Tutto il giorno
A che mi serve
Vivere?
Aspetto fuori
Il tuo ritorno
Pensando sempre
E solo a te.
Ma tu
Coi tuoi discorsi strani:
Cantare le canzoni
Oggi non basta più!
E non c’è una soluzione se non quella
Di rimpicciolirmi a dismisura
Fino al punto di traslocare nella
Borsa tua con gran disinvoltura…
Oppure supplicare e supplicare la tua ombra
Di cedermi la possibilità
Di rimanere là
A disposizione
Cambiando se tu cambi posizione…
O di essere l’involucro
Di ogni
Funambolico
Pensiero che ti viene
Quando le giornate sono piene
Dei tuoi maledettissimi impegni!
Sei tu
Che mando
Giù
Nel petto
Quando
Mi getto
Vino
In gola…
E più ti respiro
E più ti ingoio
Più voglio
Rivederti ancora!
Forse c’è una soluzione buona in più:
Potrei farti da fermaglio
Per capelli
Se per sbaglio
Ti venisse voglia di tenerli
Su…
Oppure travestirmi da molecola di vento
E accarezzarti impunemente
Il visi mentre
Non hai tempo…
Non hai tempo!
E non c’è una soluzione
Se non essere l’involucro
Di ogi
Funambolico
Pensiero che ti viene
Quando le giornate sono piene
Dei tuoi maledettissimi impegni

  • “Sotto casa” (M. Gazzè, F. Gazzè, F. De Benedittis): Così, al giornale ‘Il Mattino di Napoli’, il cantante ha anticipato il tema del brano, nato dopo un incontro con due testimoni di Geova: “È un invito al dialogo, a prima lettura, tra religioni e fedi diverse, ma a ben pensare un più generale invito alla convivenza, al rispetto, alle diversità. È nata, quando due ragazzi, educatissimi, hanno beccato un giorno me e mio fratello al lavoro per l’album e ci hanno catechizzato con gentilezza e sorrisi. Quando sono andati via abbiamo pensato a quante persone siano rimaste barricate dietro l’uscio, spaventata da chissà quale pregiudizio”.

Apra la sua porta,
Faccia presto…
Non importa
Cosa crede lei
Di questo
Movimento
Ma l’avverto
Che al suo posto
Non ci penserei
Due volte
Dato l’imminente
Arrivo di Gesù
Perché poi non torna più!
Mi son reso conto
Che serpeggia
Tra i credenti
Il malcontento
Per la pioggia
Di mancati
Appuntamenti
Nei millenni,
Ma si metta
Nei suoi panni…
Quell’incetta
Di pianeti
Da salvare…
Possa la bontà
Del vostro cuore
Riscoprire
Che la verità
Si cela
Spesso
Dentro una persona
Sola
E non è tanto
Il sesso
A consolare
L’uomo
Dal suo pianto,
Ma l’amore
Buono
Ed il perdono
Santo
Del Signore.
Lasci
Che le spieghi
In due parole
Com’è facile
Sentire
Gli echi
Bassi ed immorali
Di comportamenti
Frivoli e meschini
Quali
Certi
Omini
In abito da donna
La vergogna
Che neanche gli animali!
Apri un istante
E ti farò vedere io
Che nasce sempre
Il sole
Dove
Cerco Dio,
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per Denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!
Lei non si dimostra
Illuminato
Dalla grazia della vostra
Santa Vergine Maria
Lo chiami pure, se ritiene,
Il capo Della polizia
Ma a chi conviene
Tutta quella baraonda
Se l’ozono
S’è ridotto
A un colabrodo
E basta
Un solo
Farabutto
A fare in modo
Che dell’uomo
Non rimanga
Neanche l’ombra…
E poi ficcatevelo in testa:
Non si viene
Al mondo tanto
Per godere,
Ma soltanto
Perché un Bene
Superiore
Ci ha creati!
Apri
Un istante
E ti farò vedere io
Che nasce sempre
Il sole
Dove
Cerco Dio,
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per Denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!
So che sei lì
Dentro…
Non ti muovi,
Ma ti sento!
Oggi te la cavi,
Sì…
Ma non finisce qui|
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero
Dico io…
Sono un indegno
Messaggeri
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!