ESC 2021 – Bielorussia: Petizione social per chiedere l’esclusione della Bielorussia dall’EBU-UER e del’ESC

Situazione complessa in Bielorussia, che dal 9 agosto scorso è in corso una protesta di massa pacifica contro l’esito delle elezioni presidenziali, che hanno rieletto Aleksandar Lukashenko presidente, al potere da 26 anni e per la sesta volta.

I sospetto di brogli è molto forte e quasi tutta la comunità internazionale non ha riconosciuto l’esito del voto. 

Una protesta in cui sia le opposizioni che la gente è scesa in piazza senza armi e che invece è stata sin qui repressa con la forza dal Governo bielorusso, con le principali leaders – tutte donne (Svetlana Tikhanovskaya, Maria Kolesnikova e Veronica Tsepkalo) – arrestate o costrette all’esilio, la stampa non allineata silenziata, torture e violenze contro i civili documentate da Amnesty International.

Ne stanno facendo le spese gli artisti eurovisivi bielorussi, quasi tutti schierati con i manifestanti: NAVIBand hanno cantato per loro ed inciso l’inno di quella che sta passando alla storia come ‘la rivoluzione delle ciabatte’ (Slipper Revolution) e i VAL, designati per il 2020, fra i più attivi sostenitori della protesta, sono stati ‘bannati’ dalla tv bielorussa e dall’Eurovision, per il quale è stata aperta la call per l’edizione 2021.

Adesso la Fondazione Bielorussa per la solidarietà (BCSF/Belarusian Culture Solidarity Foundation, Беларускі фонд культурнай салідарнасці)  ha fatto partire una petizione per escludere la Bielorussia dall’EBU-UER,  dall’Eurovision e dalla possibilità di trasmettere qualunque contenuto prodotto dal circuito della Eurovisione. Questo non solo per la situazione in Bielorussia, dove si stanno registrando anche ripetute violazioni dei diritti umani, ma anche perchè il capo della tv di Minsk è fra le 31 persone destinatarie del ban di ingresso in Unione Europea dopo i fatti seguiti alle elezioni.

La Fondazione è nata dopo quegli eventi e sull’onda dell’hashtag #stopBT sta chiedendo attraverso i social media di fare pressioni sulla EBU perchè metta in atto questa sanzione.

Non è detto che l’operazione non possa riuscire. Nei giorni scorsi, per esempio, nonostante la grande amicizia con Lukashenko, con cui ha condiviso anni di carriera agonistica, il presidente della federazione internazionale dell’hockey su ghiaccio René Fasel è stato costretto ad annunciare lo spostamento  dei mondiali previsti il prossimo maggio in una sede diversa da Minsk sull’onda del battage internazionale che aveva portato i principali sponsor a ritirare il proprio marchio, rifiutandosi di associarlo al paese ex sovietico nell’occhio del ciclone.