ESC 2021 – Bielorussia: I Galasy ZMesta hanno presentato due nuove canzoni per Rotterdam 2021

Il gruppo Galasy ZMesta /группе “Галасы ЗМеста”, che rappresenterà la Bielorussia alla 65ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2021 che si terrà presso l’Ahoy Rotterdam a Rotterdam, nei Paesi Bassi, il 18, 20 e 22 maggio 2021, ha presentato due nuove canzoni all’emittente pubblica bielorussa BTRC.

In seguito alla squalifica da parte dell’EBU-UER del primo brano proposto “Ya nauchu tebya (I’ll Teach You)” (Я научу тебя) a causa delle sfumature politiche contenute in esso, la band Galasy ZMesta /группе “Галасы ЗМеста” ha fatto sapere di aver già presentato due nuove canzoni all’emittente BTRC per l’Eurovision 2021. Lo ha rivelato il leader della band Dzmitryj Butakou in un’intervista per STW.

Inoltre, Dmitry Butakov (Дмитрий Бутаков), frontman del gruppo musicale Galasy ZMesta (группы «Галасы ЗМеста»), ha detto di non capire perchè l’EBU-UER abbia squalificato la loro canzone iniziale: “Avevano delle motivazione politiche. Quando è stato chiesto cosa esattamente, non hanno detto niente di chiaro.”

I Galasy ZMesta (группы «Галасы ЗМеста») sono un band formatasi nell’autunno dello scorso anno (durante le proteste bielorusse contro il regime di Lukashenko) e sono diventati famosi per le loro canzoni satiriche. Nei brani, infatti, i membri esprimono il loro sostegno al regime di Lukashenko, prendendo in giro le proteste di massa e i leader dell’opposizione.

Inoltre, nelle ultime settimane un cantante con doppia cittadinanza bulgara e macedone, Vasil Garvanliev, ha provocato nuove tensioni tra Macedonia del Nord e Bulgaria, due paesi che negli ultimi anni hanno avuto rapporti piuttosto complicati, soprattutto per ragioni legate alla storia, all’identità e alla lingua: solo pochi mesi fa, per esempio, la Bulgaria aveva bloccato il processo di adesione della Macedonia del Nord all’Unione Europea. L’ultima disputa tra i due paesi si è sviluppata a causa di un video: quello della canzone “Here I Stand”, con cui Garvanliev parteciperà all’Eurovision per la Macedonia del Nord.

Le tensioni erano iniziate due settimane fa, quando la televisione pubblica della Macedonia del Nord (MRKTV) aveva trasmesso un’anteprima del video di Garvanliev, per promuoverlo.

A un certo punto nel video, girato in parte alla Galleria nazionale della Macedonia nella capitale Skopjie, si vedeva un’opera d’arte che aveva i colori della bandiera della Bulgaria, ovvero bianco, verde e rosso: la cosa aveva provocato molte contestazioni da parte di diversi critici nazionalisti macedoni, che avevano accusato Garvanliev di fare propaganda per il governo bulgaro.

MRKTV e Garvanliev avevano spiegato che si era trattato di un errore e non di una provocazione; si erano scusati e avevano fatto cancellare la parte di video in cui si vedeva l’opera d’arte contestata. Le polemiche però non si erano fermate, perché nel frattempo Garvanliev aveva aggiunto che non si sarebbe scusato per la sua identità (cioè per le sue origini: i suoi nonni erano bulgari).

Più di recente le discussioni sul video di Garvanliev hanno coinvolto anche il governo macedone e diversi personaggi pubblici.

Kostadin Kostadinov, portavoce del governo ed ex sindaco di Strumica, la città natale di Garvanliev, ha difeso il cantante sostenendo che l’intera vicenda sia stata usata da qualcuno per fare «sciacallaggio politico». Anche l’ex primo ministro macedone Ljubco Georgievski, che a sua volta ha la doppia cittadinanza macedone e bulgara, ha criticato gli attacchi a Garvanliev, definendoli gesti di «sciovinismo». Tra i critici che ne hanno chiesto il ritiro dall’Eurovision c’è stato invece l’attore macedone Saso Tasevski, nazionalista, che ha detto che Garvanliev «vive in una bugia» e crede che «i macedoni siano bulgari», mentre in realtà «non lo sono!».

Il governo bulgaro ha detto di aver seguito con «disorientamento» la campagna di odio e insulti nei confronti di Garvanliev in Macedonia del Nord. L’ambasciatore macedone in Bulgaria, Vladimir Krastevski, è stato convocato dalla ministra degli Esteri bulgara, Ekaterina Zaharieva, che gli ha detto che «la Bulgaria si aspetta che la Macedonia del Nord difenda il diritto dei suoi cittadini all’autodeterminazione»

La Bulgaria fu la principale sostenitrice della Macedonia durante il suo processo di indipendenza dall’allora Jugoslavia, e nel 1991 fu il primo paese a riconoscere il nuovo stato indipendente macedone. Tuttavia, molti storici bulgari sostengono ancora che l’identità culturale macedone sia stata “creata” soltanto dopo la Seconda guerra mondiale, e allo stesso modo ritengono che la lingua macedone sia solo un dialetto della lingua bulgara.

I rapporti tra i due paesi erano diventati molto tesi lo scorso novembre, quando la Bulgaria aveva bloccato il processo di adesione della Macedonia del Nord all’Unione Europea, di cui invece la Bulgaria fa parte. Questo processo sembrava essersi faticosamente sbloccato circa due anni fa, con la fine di una disputa trentennale tra governo macedone e governo greco: la regione storica della Macedonia è infatti più ampia del territorio nazionale dell’attuale Macedonia del Nord e include anche un pezzo di Grecia e di Bulgaria. Per trent’anni la Grecia aveva accusato la Macedonia di essersi appropriata di un nome e di un’identità culturale e storica appartenenti a un’area geografica che rientrava anche nei confini dello stato greco.

Per cercare di aderire all’Unione Europea la Macedonia aveva dovuto accettare di aggiungere la parola “Nord” al suo nome ufficiale.

Ora però la Bulgaria però vorrebbe garanzie che la Macedonia del Nord, una volta entrata nell’Unione Europea, non avanzi alcuna rivendicazione per la minoranza di lingua macedone in Bulgaria. Il governo bulgaro vuole inoltre che nei documenti ufficiali dell’Unione si eviti di menzionare direttamente la “lingua macedone”, e si specifichi che questa deriva dal bulgaro.