ESC 2024: EBU-UER e le delegazioni che non rispettano lo spirito del concorso

Arriva, inevitabile, la risposta della EBU-UER all’ondata di polemiche che hanno investito l’Eurovision Song Contest 2024.

Dopo le dure parole di Bambie Thug, di Silvester Belt e dei norvegesi Gåte, si registra una dichiarazione che un portavoce del consorzio ha rilasciato al tabloid inglese The Mirror ed al quotidiano irlandese Independent.

“Ci rammarichiamo che alcune delegazioni all’Eurovision Song Contest di Malmö non rispettino lo spirito delle regole e del concorso sia in loco che durante le loro trasmissioni. Abbiamo parlato con un certo numero di delegazioni durante l’evento per quanto riguarda le varie questioni che sono state portate alla nostra attenzione. Gli organi di governo dell’EBU-UER, insieme ai capi delegazione, esamineranno gli eventi che hanno riguardato l’Eurovision Song Contest per andare avanti in modo positivo e garantire che i valori dell’evento siano rispettati da tutti. I singoli casi saranno discussi dall’organo di governo dell’evento, l’Eurovision Song Contest Reference Group composto da rappresentanti delle emittenti partecipanti, nella sua prossima riunione.”

La nota quindi conferma le accese discussioni che ci sono state con diversi broadcasters. I fischi al supervisore esecutivo Martin Österdahl – e la sua assenza alla conferenza stampa finale – confermano che la situazione è assai tesa.

EBU-UER non ha però rilasciato alcun commento ufficiale sui propri canali alla vicenda ed in questo senso c’è anche attesa per capire cosa ne sarà proprio di Österdahl, senza dubbio il principale imputato di tutta questa vicenda insieme al responsabile della comunicazione del consorzio, non tanto per le scelte – che sono state ampiamente spiegate – quanto per non aver saputo gestire le varie crisi che sono venute a galla.

L’Eurovision Song Contest 2024 si candida ad essere uno dei più criticati e discussi dell’intera storia della rassegna. Le ore che hanno preceduto la Semifinale, infatti, sono state assolutamente frenetiche e fuori da ogni logica eurovisiva, con screzi tra delegazioni, squalifiche e ban sulle bandiere.

Ma non solo: in queste ore sta facendo molto discutere la sostituzione di video e foto per nascondere simboli di diversi artisti, tra cui le unghie della portoghese Iolanda, pitturate con motivi palestinesi, così come ha fatto tanto parlare l’interpretazione di “Imagine” di Angelina Mango in sala stampa, in segno di pace, o le parole del francese Slimane, che ha interrotto la propria esibizione durante le prove generali.

Continuano però ad emergere dichiarazioni da parte degli artisti in gara all’Eurovision 2024, con particolare riferimento agli ultimi giorni che hanno preceduto la finale di sabato scorso, vinta da Nemo con “The Code” in rappresentanza della Svizzera.

A raccontare il clima di tensione che si viveva alla Malmö Arena sono stati infatti anche i Gåte, rappresentanti della Norvegia arrivati ultimi in finale, per bocca del chitarrista della band Magnus Børmark. Parlando ai microfoni dell’Aftenposten, ha dichiarato che “ritirarsi” è stato preso in considerazione “fino all’ultimo secondo“.

Ha poi prevalso una linea più moderata, anche dopo che sono avvenute “conversazioni costruttive con l’EBU-UER”. Infatti, come spiegato, le vicende si sono evolute abbastanza bene “perché l’opzione del ritiro si avverasse concretamente“.

Nonostante ciò, il chitarrista ha ricordato come la presenza di Israele tra gli artisti non solo in gara, ma anche qualificati alla finale, nonostante il conflitto aperto con Gaza, ha portato a diversi malumori e proteste di rilevanza considerevole, richieste di esclusione, oltre ad aver forzato gli artisti ad assumere una posizione politica.

Børmark inoltre sembra confermare quello che – fino ad ora – era rimasta solo una voce di corridoio, cioè che alla vigilia della finalissima dell’Eurovision 2024 si fosse tenuta una riunione d’emergenza con l’EBU-UER. Infatti, ha dichiarato: “Sembrava come se ci fosse un set di regole per Israele, e un altro per tutti gli atri. C’è qualcosa di sbagliato quando sperimenti tutto questo. Gli artisti non avrebbero dovuto avere una riunione di crisi con l’EBU-UER.”

Una situazione resa ancora più pesante dal fuoco incrociato di chi, invece, criticava i cantanti in gara all’Eurovision 2024, additandoli di essere favorevoli ad Israele e contro la causa palestinese proprio per il solo fatto di essere parte della kermesse europea: “Noi non siamo a favore dell’infanticidio che si sta compiendo nella striscia di Gaza solo perché partecipiamo all’Eurovision. Così come non lo sei semplicemente guardando una competizione canora.”

Una situazione estremamente tesa, vissuta male anche da altri artisti. Tra questi spunta il cantante di “Luktelk”, il lituano Silvester Belt. In un cinguettio pubblicato domenica, poche ora dal termine della finale, spiega l’esperienza per lui traumatica di doversi esibire dopo Israele alla finale dell’Eurovision Song Contest 2024: “Venire dopo quel paese, con un pubblico così forte e acceso, è stata una delle cose peggiori che ho dovuto affrontare, ho fatto davvero del mio meglio in questa situazione… esperienza traumatica, vorrei che tutto fosse finito dopo la prima semifinale.”

Sono infatti note le reazioni prima e dopo l’esibizione di Israele nella seconda semifinale e nella finale dell’Eurovision Song Contest 2024: la rappresentante Eden Golan, in gara con “Hurricane”, è infatti stata ricoperta di fischi e urla di contrarietà durante tutte le sue comparse alla Malmö Arena.

Le urla, parzialmente attutite nella diretta televisiva, erano invece chiarissime dal vivo. Dover salire sul palco dopo un momento così delicato, non dev’essere stato per niente facile per Silvester Belt.

Non usa mezzi termini invece Bambie Thug per l’Irlanda, che ha chiuso al sesto posto in classifica. Intervistata da un quotidiano del suo paese, l’interprete di “Doomsday Blue” identifica nei vertici dell’EBU-UER, l’ente che sovrintende l’organizzazione della rassegna europea, la ragione della atmosfera pesante attorno all’Eurovision 2024. Vertici a cui non le manda minimamente a dire: “Sono così orgogliosa per Nemo. Sono così orgogliosa che tutti noi nella top 10 abbiamo lottato contro questo marciume dietro le quinte, perché è stato veramente difficile e orribile per noi. Sono orgogliosa di noi. Voglio solo dire, che noi siamo ciò che è veramente l’Eurovision. L’EBU-UER non rappresenta l’Eurovision… vaff****lo EBU-UER. Non mi interessa più. Quello che rende l’Eurovision ciò che è sono i concorrenti, la comunità che c’è dietro. L’amore, la forza, e il supporto di tutti noi è ciò che sta realizzando il cambiamento.”

A poche ore di distanza dalla finale, Bambie Thug aveva deciso di non presentarsi alle ultime prove generali per l’Eurovision Song Contest 2024, saltando la flag parade e la propria esibizione, rimpiazzata da una semplice clip mostrata a schermo.

La ragione erano le critiche dei commentatori della televisione israeliana KAN, che avevano definito la sua esibizione “la più spaventosa” e invitando il pubblico a “preparare le maledizioni“.

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