
Continua il fuoco incrociato tra le delegazioni delle varie emittenti televisive in gara all’Eurovision Song Contest 2024 e l’EBU-UER, l’ente europeo che sovrintende all’organizzazione della kermesse musicale più seguita al mondo.
Sono infatti giorni densissimi di polemiche e dichiarazioni, che stanno facendo trasparire l’atmosfera tesa e poco armoniosa che si respirava alla Malmö Arena, in particolare nella Delegation Bubble, l’area riservata proprio agli artisti in gara.
Una situazione delicata che è cominciata con la squalifica di Joost Klein, ma che si è protratta in reclami ufficiali della televisione di stato del Portogallo, con possibili azioni analoghe da parte di Slovenia e Serbia, nelle lamentele da parte di AVROTROS sull’ambiente insicuro, nelle pesanti dichiarazioni di cantanti come Silvester Belt, nell’insulto a EBU-UER per bocca di Bambie Thug.
Ma c’erano state anche le rivelazioni dei Gåte, gruppo che ha rappresentato la Norvegia all’Eurovision Song Contest 2024, che avevano dichiarato di essere sul punto (probabilmente insieme a diverse altre delegazioni) di ritirarsi dal concorso. Una eventualità spinta dall’atmosfera poco piacevole, e dalle molteplici pressioni per assumere una posizione politica come giustificazione della propria presenza a una competizione canora dove era presente anche Israele.
Raggiunto dai microfoni di Wiwibloggs, è stato invece il capodelegazione norvegese, Stig Karlsen, ad aggiungere nuovi elementi e dichiarazioni a questo quadro già precario.
Karlsen è una vera e propria personalità nell’ambito eurovisivo. Con una ormai trentennale esperienza al servizio di NRK, l’emittente della Norvegia, il produttore televisivo si occupa dal 2015 di guidare il Melodi Grand Prix – la selezione del paese per l’Eurovision Song Contest – e dal 2016 ne è anche capodelegazione alla kermesse europea.
Per questo, quando Stig Karlsen afferma che l’Eurovision Song Contest 2024 abbia rappresentato una grossa caduta alla credibilità della rassegna, non può che sollevarsi un pesante campanello d’allarme: “Non c’è dubbio che la reputazione dell’Eurovision Song Contest sia stata significativamente danneggiata quest’anno, ed è ora necessario che l’EBU-UER prenda decisioni rapide.”
La European Broadcasting Union, infatti, si è chiusa dagli ultimi giorni della settimana dell’Eurovision Song Contest 2024 in un sonoro silenzio, affidando la propria comunicazione a pochi e scarni comunicati. Alcuni di questi sono risultati altamente controversi, in quanto accusavano alcune delegazioni di non rispettare “lo spirito del concorso”. Su questo, Karlsen è invece categorico: “L’EBU-UER deve smettere di incolpare le delegazioni e gli artisti per gli scandali che hanno circondato l’Eurovision Song Contest 2024 e riconoscere il problema centrale. L’EBU deve essere più umile e assumersi la responsabilità del danno arrecato. La dirigenza EBU-UER dovrebbe tornare in ufficio e iniziare a comunicare sia con le emittenti, sia con il grande pubblico, che con i tifosi. Credo che tutti vogliano un dialogo costruttivo e trovare modi per riportare l’Eurovision Song Contest sulla buona strada. Lo dobbiamo ai milioni di persone che credono nell’unità, nella diversità, nella pace, nell’amore e nella celebrazione della vita e della musica. Lo dobbiamo a tutti!”
Il capodelegazione norvegese, inoltre, esprime una forte preoccupazione circa le selezioni nazionali che gravitano attorno all’Eurovision. Infatti, la mancanza di credibilità del brand “madre” si rifletterebbe inevitabilmente anche su quelli a esso collegati, generando un effetto domino che vanificherebbe il lavoro di tante altre persone: “La reputazione dell’Eurovision Song Contest va di pari passo con quella dell’MGP (la selezione norvegese, ndr) e di tutte le altre finali nazionali. Ciò che farà ora l’EBU-UER sarà cruciale per il futuro dell’Eurovision Song Contest e anche per le selezioni nazionali.”
Tuttavia, Stig Karlsen ricorda che non c’è tempo da perdere dopo le crisi associate all’Eurovision Song Contest 2024. I motori di molte selezioni nazionali, specialmente quelle grandi ed elaborate come l’MGP norvegese, partono proprio dall’estate, e l’inettitudine di EBU-UER potrebbe allontanare artisti da questi ambienti: “Occorre però agire rapidamente. Il tempo stringe per le emittenti che effettuano le selezioni nazionali. In questo momento, è un compito difficile convincere artisti, cantautori, partner e membri del team a impegnarsi e impegnarsi nel progetto.”
Se non sarà l’EBU-UER a muoversi da sola, saranno le emittenti che ne fanno parte a sollecitarla. Secondo quanto riporta Karlsen in chiusura della propria dichiarazione, l’emittente norvegese NRK è al lavoro in questo senso: “NRK sta tenendo riunioni interne mentre parliamo. Il prossimo passo sarà trasferire queste discussioni all’EBU-UER.”
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