
Il numero dei concorrenti di Sanremo 2025 aumenterà, i nomi non verranno annunciati lunedì 2 dicembre e nella serata delle cover i concorrenti duetteranno tra di loro, lo ha detto oggi Carlo Conti alla Milano Music Week. L’annuncio del cast completo al TG1 delle 13.30 di domenica 1 dicembre 2024. Mentre cresce l’attesa per l’annuncio ufficiale dei Big in gara, i riflettori sono puntati su chi affiancherà Carlo Conti nella conduzione di Sanremo 2025, tra i nomi spuntano Laura Pausini e Paola Cortellesi.
Ad anticiparlo come ormai tradizione da qualche anno a questa parte, il direttore artistico del Festival di Sanremo, quest’anno Carlo Conti, in un incontro alla Milano Music Week, volto a raccontare l’edizione 2025 del Festival.

Si è tenuto oggi, giovedì 21 novembre 2024, alla Milano Music Week, nella Sala Viscontea del Castello Sforzesco di Milano, il panel “Il Sanremo che verrà: una conversazione con Carlo Conti” presentato da FIMI insieme a PMI, con Carlo Conti e Claudio Fasulo (Vicedirettore Direzione Intrattenimento Prime Time Rai) moderati da Marta Cagnola (Radio 24), introduzione Nur Al Habash (Direttrice artistica Milano Music Week), saluto d’apertura Tommaso Sacchi (Assessore alla Cultura del Comune di Milano).
Milano Music Week (18 – 24 novembre) è un progetto del Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, promosso da AssoConcerti, Assomusica, FIMI Federazione Industria Musicale Italiana, NUOVO IMAIE Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, con il patrocinio del Ministero della Cultura, ed organizzato da Butik s.r.l. Impresa Sociale.

Durante l’incontro, Carlo Conti, conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo, ha svelato alcune novità legate alla kermesse canora che si terrà dall’11 al 15 febbraio 2025.
“La prima a farmi la domanda fatidica ‘chi te l’ha fatto fare?’ è stata mia moglie e quando hanno annunciato il mio ritorno a Sanremo hanno fatto vedere le immagini di dieci anni fa, lei mi ha detto ‘com’eri magro!. Torno con la stessa freschezza ed energia sul palco”, ha esordito Conti.
La prima novità rispetto a quanto già si sapeva è l’anticipo della data in cui verranno comunicati i nomi dei big in gara. Non più il 2 dicembre 2024, come precedentemente annunciato, ma l’1 dicembre 2024 al TG1 delle 13:00.
“Siamo alla stretta finale, sto aspettando il 26 quando si chiuderanno le iscrizioni e le proposte. Attualmente ho ristretto ad una ventina di brani, più un altro pò di brani che sono in bilico su tasselli che devo andare a coprire. Da una parte è giusto seguire il mercato dall’altra è importante mettere contenuti importanti per il Festival … La selezione dei Big di Sanremo non mi fa dormire la notte. Di solito metto la testa sul cuscino alle 11 e mi sveglio alle 7 senza sveglia. In questo periodo, invece, sento i ritornelli in testa che ho messo da parte e mi viene il dubbio, mentre tento di dormire. Avevamo previsto 24 canzoni e li aumenteremo, ma non so ancora di quanti ne aumenterò. Non ne posso mettere 40 perché devo iniziare il Dopofestival. I nomi li darò domenica domenica 1 dicembre 2024 al Tg1 delle 13:30, poi da Roma correrò allo Zecchino D’Oro, a Bologna, per condurlo”, ha rivelato Conti che come da regolamento ufficiale, i big avranno tempo fino a martedì 26 novembre per inoltrare le proprie candidature.
La seconda notizia, che in realtà da settimane appariva già abbastanza scontata ed è sempre avvenuta negli ultimi anni, è l’aumento del numero dei big in gara. Il numero di cantanti in gara era stato fissato da Conti a 24 per snellire il Festival, ma a quanto pare la validità delle proposte arrivate lo ha spinto a cambiare idea: “Visto che è mia intenzione aumentare il numero dei partecipanti, la prima sera li presenti tutti e fai veloce e finisci presto. La seconda sera e terza sera si dividono in due gruppi. Sabato sera si porta a casa facile. Nella serata delle cover invece i Big possono possono cantare tra di loro, a scelta, ricordo sempre che la serata delle cover non si sommerà ai voti ottenuti nelle altre sere. Sarà un circuito a sé”.
Non si sa ancora il numero esatto, in quanto Carlo Conti ha dichiarato che i big saranno “più di 24” e che ne ha già una ventina certi, ma sta aspettando la scadenza per il rush finale. Comunque, alcuni brani che non verranno presentati sul palco a febbraio 2025 potrebbero ricomparire nell’edizione 2026, che sarà sempre guidata da lui.
Fasulo ha confermato che la direzione intrapresa negli ultimi anni è quella che verrà seguita anche quest’anno: “Non c’è più la canzone da Sanremo, ma c’è una progressiva sovrapposizione tra le canzoni presentate al festival e quelle effettivamente ascoltate nel paese. Se qualcuna delle canzoni che stiamo ascoltando ora fossero state presentate anni fa la direzione artistica sarebbe svenuta”.
“Ho sentito l’affetto dei discografici e dei manager e tutti erano d’accordo con il mio nome, ho così voluto nuovamente mettere alla prova il mio orecchio per ascoltare le canzoni. E ho detto di sì. In questi giorni ho ascoltato i Big e la scelta delle canzoni che è difficilissima. Il succo importante del mio lavoro è in questi giorni per la scelta. Perché se la musica al centro del palco non è buona il Festival non va bene. Prendo in mano il Festival in salute strepitosa e sull’onda del grandissimo lavoro che ha fatto Amadeus in questi cinque anni. Un lavoro importante che ha fatto anche Baglioni prima. Io non guardo però i confronti, Sanremo poi riparte da zero e da gennaio lo share cambia per cui non saranno possibili paragoni. Non si potrà nemmeno fare paragoni con dischi d’oro e di platino. Ma l’importante è scegliere delle belle canzoni, poi un punto più o meno di share alla mia veneranda età ormai è superato. Bisogna fare un progetto, magari con brani che non entrano quest’anno ma che potrebbero rientrare l’anno prossimo”, ha continuato Carlo Conti, che ha già condotto e diretto per tre anni, dal 2015 al 2017.
Carlo Conti ha inoltre ribadito che la gara della serata delle Cover del venerdì sarà a parte, con un suo premio, non andando a influenzare la gara del Festival di Sanremo, e spiegato che questa idea, unita a un’altra novità, ovvero la possibilità dei duetti tra cantanti in gara, gli permetterà di aumentare considerevolmente il numero dei big in gara: “Un cantante in gara potrà duettare con un altro cantante in gara”, ha precisato Carlo Conti. Infine, i partecipanti potranno scegliere sia pezzi italiani che stranieri e la votazione fatta quella sera non andrà a incidere sulle altre.
Poi il direttore artistico ha spiegato il lavoro fatto con le Nuove Proposte: ”Con i Giovani abbiamo dato spazio anche a realtà piccole e poi loro troveranno il loro spazio nel mondo della musica. Ci sono due tipi di modi di vedere la musica: ci sono quelli che sperimentano e altri che vanno dietro ad una moda e una sonorità contemporanea. Si scoprirà via via il percorso del circuito Giovani cosa accadrà e chi saranno i 4 che arriveranno in fondo (tre dalla selezione del talent di Rai Due e uno da Area Sanremo, ndr)”.
Le altre certezze già snocciolate nelle scorse settimane la presenza di Alessandro Cattelan sia come conduttore del DopoFestival (che torna di nuovo in chiusura delle serate) e co-condutore per la Finalissima. Prima ancora Cattelan, che al momento è impegnato su Rai Due ogni mercoledì in seconda serata con il talent legato a Sanremo Giovani, sarà al timone anche della Finale del circuito Nuove Proposte previsto per il 18 dicembre in prima serata su Rai Uno. In quell’occasione tutti i Big, che saranno annunciati da Conti durante il Tg1 delle 13:30 dell’1 dicembre 2024, si presenteranno al Teatro del Casinò di Sanremo per ufficializzare il titoli dei brani in gara il prossimo febbraio.
Sanremo 2025 si preannuncia come una delle edizioni più attese, la prima dopo il quinquennio di Amadeus.
Aggiornamento¹: La tradizione di ospitare il conduttore e direttore artistico di Sanremo in un apposito panel della Milano Music Week, inaugurata ai tempi di Amadeus, prosegue anche con il nuovo corso di Carlo Conti, che insieme al vicedirettore Direzione Intrattenimento Prime Time Rai, Claudio Fasulo ha oggi preso parte al panel “Il Sanremo che verrà” in dialogo con Marta Cagnola di Radio24. Entrambi si sono detti emozionati ed elettrizzati all’idea di un ritorno al Festival: “Per me è il quattordicesimo, dopo essere stato due anni in panchina. È bello trovarsi qui di nuovo” dichiara Fasulo. Quanto a Conti, spiega così le motivazioni che lo hanno spinto ad accettare il ruolo: “Innanzitutto perché è il mio lavoro, e poi perché ho sentito l’affetto dei discografici. Erano tutti d’accordo sul mio nome, sia nell’industria musicale che alla Rai, quindi mi sono detto che se l’orecchio è ancora fresco e funziona sempre, tanto valeva provare”. Con qualche momento di relativo pentimento: “In questi giorni anche io mi sono chiesto chi me l’ha fatto fare, lo ammetto. Ascoltare tutti i big è difficilissimo: definire il cast è la scelta più complicata. Lo sento come una grande responsabilità, perché il resto è il fumo, l’arrosto vero sono le canzoni. Prendo in mano un Festival in salute strepitosa grazie a tutto ciò che ha fatto Amadeus”. Lo share, sostiene, non gli interessa, perché i due Festival 2024 e 2025 non saranno paragonabili. “Andremo contro le partite, ci sarà il Dopofestival… E non si potranno neanche fare paragoni con dischi d’oro e di platino dell’anno precedente, perché da gennaio 2025 i criteri cambieranno”.
Il contratto è stato firmato per due anni, ma Conti non dà già per scontata la sua presenza nel 2026: “Vedremo se Dio mi darà la salute, se avrò ancora l’orecchio e la forza di farlo. Intanto pensiamo a questo. È chiaro che ci vuole un progetto, e già lo abbiamo: ci sono tantissime canzoni meravigliose che quest’anno non rientreranno nella rosa delle prescelte, e magari si possono sviluppare per l’anno successivo”. Per il momento, però, è particolarmente soddisfatto dal nuovo Sanremo Giovani, un’idea a cui teneva molto. Volevo fare un discorso a parte per i giovani perché è un modo per dare ancora più spazio alle indipendenti, dove c’è ancora più fermento sugli emergenti” spiega. “E poi è giusto che i ragazzi avessero il loro percorso, la loro strada, il loro spazio, la loro vittoria. In uno dei miei Sanremo precedenti tra i giovani c’erano Mahmood, Irama, Ermal Meta e Gabbani. L’anno dopo, tra i big, Gabbani arrivò primo ed Ermal Meta terzo”. Non ritiene che la musica dei giovani di oggi sia diversa: “Ci sono quelli che sperimentano e quelli che vanno dietro a una moda e a una sonorità. Quello musicale è un panorama cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, sia tra gli artisti che tra tutto ciò che ci gira intorno. La musica è diventata un’industria importante, che viene valorizzata a Sanremo”. Fasulo, dal canto suo, sottolinea la progettualità: “La serialità di Sanremo Giovani è una cosa a cui pensiamo da anni” afferma. “Come servizio pubblico è importante dare la maggiore varietà possibile per quanto riguarda i giovani artisti. Spero che in prospettiva questo contest diventi un punto di riferimento per le produzioni italiane emergenti, visto che il marchio Sanremo è indiscutibilmente il brand più forte della musica italiana”.
Le novità annunciate nell’ambito del panel sono sostanzialmente tre. La prima è il numero delle canzoni in gara: “Ne avevamo previste 24 ma le aumenteremo, anche se non so ancora di quante. Ovviamente non potrò metterne 40 perché deve iniziare il Dopofestival, potrò tirare fino all’1.15 al massimo” scherza Conti. L’annuncio del cast, dopo le pressioni dei giornalisti, arriverà non più al Tg1 delle 20.00 del 2 dicembre, ma a quello delle 13.30 dell’1 dicembre. La seconda riguarda la serata delle cover: “Non mi sembrava giusto che il risultato di quella serata influisse sulla classifica delle canzoni in gara, quindi ci sarà un premio a parte” svela. “Sarà una serata a sé di puro divertimento, che i cantanti potranno vivere con più leggerezza e libertà totale. E visto che è mia intenzione aumentare il numero dei partecipanti, i cantanti potranno fare duetti tra di loro, considerando anche che non andrà a influenzare il risultato”. Altra piccola modifica nel regolamento è rispetto ai voti, che si sommeranno sempre anziché azzerarsi: “Quando rilancerò il televoto per la top 5, i voti ricevuti andranno ad aumentare i punteggi già ottenuti in precedenza da quegli stessi artisti”.
Rispetto al cast, Conti dichiara che al momento non ha ancora chiara neanche lui la sua composizione esatta: “Ho ristretto i nomi certi a una ventina, gli altri sono in bilico. La scelta definitiva dipenderà dai tasselli che devo andare a coprire, perché da una parte è giusto seguire il mercato, dall’altra è importante mettere contenuti, spessore artistico, brani con un significato”. Fasulo mette l’accento sulle trasformazioni del Festival e della società: “Per anni Sanremo è stato un grande contenitore all’italiana che rappresentava lo specchio del paese, ma nel frattempo c’è stata una progressiva trasformazione nella parte musicale” riflette. “Non c’è più la tipica canzone sanremese, la musica presentata al festival va a sovrapporsi a quella realmente suonata nel paese. Il grande lavoro fatto dai direttori artistici di questi anni è stato proprio questo”. E sui nuovi generi in voga oggi: “Se alcuni di questi brani fossero stati proposti alla Rai dieci anni fa, probabilmente saremmo svenuti” ride. “Ma c’è stata un’accettazione anche da parte del pubblico, che ora vuole proprio questo, e tutta la Rai ha fatto un grande lavoro, con una grande attenzione al target giovane”.
Anche i social e Fantasanremo hanno contribuito a creare tantissimo le aspettative sull’evento, nell’opinione di Conti e Fasulo. “Nei miei primi anni da direttore artistico, il fermento discografico italiano stava iniziando a manifestarsi: l’uso dei social e la nascita del Fantasanremo sono stati una conseguenza diretta di ciò. Fa parte del gioco di cercare di allargare il più possibile la platea, che è una cosa che cerco sempre di fare nei miei programmi. Un po’ come faceva anche Pippo Baudo, un mio grande maestro, che creava un mosaico di diverse influenze per coinvolgere persone profondamente diverse”. Anche con Amadeus e Fiorello non c’è competizione, ma una grande amicizia: “Ci sentiamo spesso, siamo cresciuti tutti in radio a pane e musica. Abbiamo avuto le nostre soddisfazioni e le nostre porte in faccia, e siamo ancora qua. Credo molto nel gioco di squadra e nel rapporto personale, c’è spazio per tutti: non è che il successo di uno toglie successo all’altro”.

Aggiornamento²: Se la presenza di Alessandro Cattelan per la finale è ormai certa (nonostante una performance per ora non eccellente alla guida di Sanremo Giovani), le altre serate restano avvolte nel mistero, alimentando un vivace toto-nomi.
Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Adnkronos, tra i possibili co-conduttori spicca una coppia che promette scintille: Paola Cortellesi e Laura Pausini, colleghe e amiche con una forte intesa consolidata da precedenti esperienze televisive.
La Cortellesi e la Pausini non sono nuove a collaborazioni di successo. Nel 2016 hanno condotto insieme lo show “Laura & Paola” su Rai1, conquistando pubblico e critica grazie a un mix di talento, ironia e spontaneità. Entrambe continuano a dominare le rispettive carriere: Paola Cortellesi è reduce dal trionfo del suo primo film da regista, “C’è ancora domani”, campione d’incassi in Italia e premiato all’estero, mentre Laura Pausini concluderà il suo tour internazionale il prossimo 31 dicembre, consolidando il suo status di icona globale.
Se le voci fossero confermate, la loro presenza al Festival aggiungerebbe un tocco di ironia e spettacolo a un evento che si preannuncia già ricco di sorprese.
Per Paola Cortellesi si tratterebbe di un ritorno al Festival, visto che fu co-conduttrice della poco fortunata edizione 2004, al fianco di Simona Ventura, Gene Gnocchi e Maurizio Crozza.
Tra i noni di possibili co-conduttori figura anche il nome di Annalisa, che potrebbe salire sul palco dell’Ariston in una veste inedita. Reduce dal terzo posto a Sanremo 2024 con “Sinceramente” e da importanti riconoscimenti internazionali come il Best Italian Act agli MTV EMAs 2024 e il premio Fenomeno dell’Anno ai Los40 Music Awards in Spagna, la cantante ligure potrebbe affiancare Carlo Conti in una o più serate, confermandosi una delle artiste più poliedriche e amate del momento.
Per ora, tutto resta nel campo delle speculazioni. Carlo Conti potrebbe svelare qualcosa durante l’incontro previsto per oggi alle 12 durante la Milano Music Week, ma per ora poche certezze. Quel che è certo è che il direttore artistico sta lavorando sulla musica, al fine di portare in gara un cast di primissimo piano.
Aggiornamento: Amadeus ha raccontato la sua esperienza a Sanremo e il nuovo percorso televisivo in un’intervista al settimanale Chi. Tra i temi affrontati, ha spiegato la decisione di lasciare la conduzione della kermesse e il passaggio a Discovery dopo anni di successi in Rai.
Amadeus ha guidato il Festival di Sanremo per cinque edizioni consecutive, un traguardo raggiunto solo da due icone della televisione italiana: Pippo Baudo e Mike Bongiorno. Un aneddoto riguarda proprio il conduttore di Militello che nel 2019 gli disse.
“Il prossimo Sanremo lo devi fare tu”. “Decidi tutto in prima persona, assumiti ogni responsabilità e ricorda che gli imprevisti e le critiche fanno parte del gioco”. Quella parole sono state la mia Bibbia per cinque anni.”
Durante i preparativi per l’ultima edizione, gli fu chiesto di considerare un ulteriore mandato, ma il conduttore aveva già deciso di chiudere quel capitolo: “Per fare Sanremo servono condizioni ideali, e sentivo che qualcosa stava cambiando”, ha rivelato.
La soddisfazione più grande, secondo Amadeus, è stata l’impatto sulla scena musicale italiana: “La parte musicale è ciò che resta: le canzoni e i nuovi talenti che ho avuto il privilegio di lanciare. Ho garantito ai giovani libertà di espressione, assumendomi tutte le responsabilità.”
Tra i ricordi di Sanremo, Amadeus ha citato anche i momenti difficili, come i rapporti interrotti con alcuni artisti, tra cui Morgan, con cui ha avuto un’accesa divergenza dopo l’esclusione di alcune sue proposte musicali.
“Morgan l’ho voluto il primo anno come giudice di Ama Sanremo contro la volontà di tutti. E lui fu bravissimo, disponibile, generoso. Poi venne in gara con Bugo, accadde quello che sappiamo e, l’anno seguente, Bugo mi presentò una canzone che mi piaceva e lo presi. Morgan, invece, mi mandò 4 brani, dicendomi di sceglierne uno e, dopo averli ascoltati, gli dissi che nessuno di questi era adatto a quello che avevo in mente. Da quel momento mi ha fatto una guerra spietata. Non puoi essere amico se chiedi una cosa e diventare nemico se non la ottieni. Mi dispiace, perché continuo a pensare che abbia grandissime capacità. Ma con me ha chiuso. E ci sono rimasto male.”
Dopo Sanremo e il successo in Rai, Amadeus è approdato a Discovery, una realtà completamente diversa. Nonostante le difficoltà iniziali, lo show La Corrida ha registrato ottimi ascolti per il canale, superando il milione di telespettatori. Amadeus ha sottolineato l’importanza di adattarsi al pubblico e ha criticato i paragoni con le reti storiche: “Toccare il 7% qui equivale al 20% su Raiuno o Canale 5. Il pubblico televisivo è tradizionalista, ma Discovery rappresenta una sfida stimolante.”
Per il futuro, il conduttore sta lavorando a nuovi format, con l’obiettivo di proporre qualcosa di innovativo nel 2025.
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