
Neanche il tempo di archiviare Sanremo 2025 che Carlo Conti è già proiettato verso l’edizione 2026.
Il conduttore e direttore artistico ha confermato in un’intervista a Chi che il Festival 2026 manterrà la stessa formula: “Il Festival lo vedo così da quando l’ho fatto per la prima volta. Ognuno ci mette il proprio tocco, ma il Festival che vediamo oggi è quello che ha inventato Pippo Baudo. Sì, ‘l’ha inventato lui’”.
Sulle scelte musicali, Conti ha spiegato che inizierà ad ascoltare i brani in gara a partire da giugno, mentre per i co-conduttori ha già un’idea chiara: “L’idea è di avere tanti amici sul palco, l’anno prossimo farò la stessa cosa”.
E sui tempi dello show, il presentatore difende il suo stile veloce e assicura che, se possibile, anticiperà ancora di più la chiusura: “Sembrava che la più grande preoccupazione fosse quella di non andare a letto tardi, poi è stato detto che correvo troppo… non si può fare contenti tutti. Ma questo è il mio ritmo. In ogni programma di prime time, a parte Sanremo, non finisco mai dopo la mezzanotte, non rincorro lo share”.
A pochi giorni dalla fine del Festival 2025, Carlo Conti è quindi già proiettato su Sanremo 2026.
Mentre si discute dell’assegnazione del Festival di Sanremo 2026 – con la possibilità di un bando aperto a tutti – emerge un ulteriore problema: le date della kermesse. La collocazione temporale del Festival dovrà infatti tenere conto di un’altra grande manifestazione, le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, che si terranno dal 6 al 22 febbraio e saranno trasmesse dalla Rai.
L’emittente pubblica dovrà trovare una soluzione per evitare una sovrapposizione problematica, soprattutto con le gare olimpiche di prima serata, che potrebbero ridurre l’attenzione sul Festival e complicare la gestione del palinsesto. Le ipotesi principali sono due:
- Anticipare il Festival a fine gennaio, con date possibili dal 27 al 31. Questa scelta garantirebbe una programmazione libera da concorrenza, ma significherebbe modificare la tradizionale collocazione sanremese e accelerare i tempi di preparazione.
- Posticiparlo a fine febbraio, dal 24 al 28, una soluzione più in linea con il passato ma che potrebbe portarlo in conflitto con il calcio, in particolare con le coppe europee e i turni decisivi dei campionati.
La scelta delle date sarà cruciale per garantire la massima visibilità al Festival, evitando di scontrarsi con due eventi di forte richiamo. La Rai dovrà quindi valutare se preservare la tradizione di Sanremo a febbraio, rischiando una competizione mediatica con le Olimpiadi e il calcio, oppure anticiparlo a gennaio, accettando una collocazione meno usuale ma forse più strategica.
Aggiornamento: Come ogni settimana, il venerdì è il giorno delle classifiche. Con quelle di oggi, 21 febbraio 2025, è possibile scoprire nel dettaglio l’andamento delle canzoni di Sanremo 2025 sulle piattaforme e in radio quasi una settimana dopo la finale del Festival.
Nella classifica dedicata ai singoli presentata oggi dalla FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana, le 29 canzoni di Sanremo sono tutte presenti, con 21 di questi brani in fila. In vetta si trova il vincitore del Festival, Olly con la sua “Balorda nostalgia”, seguito da “Battito” di Fedez (2), “La cura per me” di Giorgia (3), “Volevo essere un duro” di Lucio Corsi (4) e “Incoscienti giovani” di Achille Lauro. La top ten viene completata da “Cuoricini” dei Coma_Cose (6), “Fuorilegge” di Rose Villain (7), “La tana del granchio” di Bresh (8), “Damme ‘na mano” di Tony Effe (9) e “La mia parola” di Shablo con Guè, Joshua e Tormento.
Secondo la classifica di Radio Monitor, invece, a dominare la classifica della settimana dei brani più trasmessi è Achille Lauro. Le prime cinque posizioni sono quindi tutte occupate da brani sanremesi, con la prima posizione seguita da Giorgia, Olly, Coma_Cose e The Kolors con “Tu con chi fai l’amore” – che nella chart Fimi si fermava al quindicesimo posto. Lola Young, Post Malone, Lady Gaga e Gracie Abrams spezzano però la striscia festivaliera, e bisogna arrivare al decimo posto per ritrovare un artista in gara: Elodie con “Dimenticarsi alle 7”, seguita da “Chiamo io chiami tu” di Gaia (11) e “Volevo essere un duro” di Lucio Corsi (12).
Su Spotify, la chart settimanale sui brani più ascoltati al momento in Italia, la situazione nelle prime due posizione è uguale a quella descritta da Fimi, con “Balorda nostalgia” di Olly al primo posto, seguita da “Battito” di Fedez. In terza posizione, però, si piazza “Volevo essere un duro” di Lucio Corsi (4), con “Incoscienti giovani” di Achille Lauro al quarto posto e “La cura per me” di Giorgia al quinto. La top ten della piatatforma vede poi “La tana del granchio” di Bresh (6), “Fuorilegge” di Rose Villain (7), “La mia parola” di Shablo con Guè, Joshua e Tormento (8), “Cuoricini” dei Coma_Cose (9) e “Damme ‘na mano” di Tony Effe (10).
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