🇦🇹 ESC 2026: Germania e Italia frenano esclusione di Israele

Germania e Italia hanno bloccato le sanzioni della Commissione europea contro Israele e si oppongono alla sua esclusione dall’Eurovision Song Contest 2026.

Il 30 luglio 2025, durante la riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea a Copenaghen, Germania e Italia hanno posto il veto a nuove sanzioni contro Israele. Tra le misure discusse figurava anche la sospensione parzialmente della partecipazione israeliana al fondo di ricerca dell’UE da 95 miliardi di euro ‘Horizon Europe’, mentre cresce la pressione internazionale sulla risposta UE alla crisi umanitaria a Gaza.

Se approvata, la misura avrebbe escluso Israele da sovvenzioni e investimenti futuri per circa 200 milioni di euro tramite il Consiglio europeo per l’innovazione (Eic), che finanzia tecnologie all’avanguardia.

Tuttavia, secondo due fonti diplomatiche, Germania e Italia hanno comunicato che valuteranno nei prossimi giorni se cambiare posizione.

La decisione di Roma e Berlino conferma la volontà di non indebolire i rapporti strategici con Tel Aviv, nonostante le forti pressioni di Paesi come Paesi Bassi, Irlanda, Francia, Lussemburgo, Slovenia, Portogallo, Malta e Spagna, mentre Ungheria, Bulgaria e Cechia si sono opposte esplicitamente all’adozione di qualsiasi misura.

La proposta della Commissione nasce in risposta a un rapporto dell’UE che documenta gravi violazioni da parte di Israele degli obblighi in materia di diritti umani previsti dall’Accordo di associazione UE-Israele. Dopo la pubblicazione del rapporto, Bruxelles e Tel Aviv avevano raggiunto un’intesa secondo cui Israele avrebbe dovuto aumentare in modo “sostanziale” l’accesso dei civili a cibo e medicinali nella Striscia di Gaza, evitando così misure restrittive da parte europea. Tuttavia, fonti UE riferiscono che non ci sono stati miglioramenti tangibili e che l’Unione non è stata in grado di verificare in modo indipendente le dichiarazioni israeliane sull’aumento dei camion di aiuti. Ai funzionari dell’UE, infatti, è stato negato l’accesso a Gaza.

Le Nazioni Unite e numerose ong segnalano che la catastrofe umanitaria a Gaza peggiora ogni giorno. Secondo i dati più recenti pubblicato dal ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, ha annunciato che il bilancio totale delle vittime della guerra ha superato quota 60mila. Le organizzazioni israeliane B’Tselem e Physicians for Human Rights – Israelhanno pubblicato un rapporto che accusa Israele di commettere un genocidio nella Striscia.

Questo quanto riportato dal sito Eurovisionfun

Poche settimane prima, Italia e Germania avevano inviato un chiaro segnale anche alla European Broadcasting Union (EBU-UER), nessuna esclusione di Israele dall’Eurovision Song Contest 2026 senza basi legali solide.

Un ex delegato israeliano ha persino dichiarato che i due Paesi avrebbero minacciato il ritiro dal concorso musicale se fosse stata decisa l’estromissione di Israele.

Pur non confermando ufficialmente questa ipotesi, l’emittente pubblica tedesca SWR ha ribadito che KAN, la tv israeliana, soddisfa tutti i requisiti richiesti e non ci sono motivi per un’esclusione.

La posizione congiunta di Berlino e Roma delinea una strategia chiara: difendere la presenza di Israele sia sul piano diplomatico che in quello culturale.

Il messaggio è netto, la voce di Israele deve continuare a essere ascoltata, nelle sedi politiche internazionali così come sul palco più seguito d’Europa, quello di Eurovision Song Contest.

Nonostante le prese di posizione, resta un’incognita decisiva, la guerra a Gaza.

Secondo la stessa EBU-UER, saranno gli sviluppi sul campo di battaglia a determinare il futuro, sia in termini di eventuali sanzioni UE, sia riguardo alla permanenza di Israele all’Eurovision Song Contest 2026, in programma a Vienna.

Una cosa appare certa, il legame tra politica e musica è sempre più forte, e il prossimo Eurovision Song Contest rischia di diventare un nuovo terreno di scontro diplomatico.

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