
Secondo Il Sole 24 Ore, l’ultimo incontro tra Rai e il Comune di Sanremo si terrà il 2 settembre 2025. Se non si arriverà ad un accordo definitivo, Rai sceglierà una nuova città per il Festival, tra le ipotesi ci sono Napoli e Torino come prime scelte, e Roma come possibile alternativa.
Il Festival della canzone Italiana continuerà a vivere nella sua storica cornice del Teatro Ariston; Rai e il Comune di Sanremo, dopo mesi di trattative non prive di tensioni, sarebbero infatti a un passo dalla firma di un nuovo accordo triennale, che garantirà la permanenza della kermesse in Liguria almeno fino al 2028, con possibilità di ulteriore proroga di altri due. Significa arrivare al 2031 e, per Sanremo e Rai anche la possibilità di trovare nuove prospettive per gli anni a venire.
Le indiscrezioni, riportate da Il Sole 24 Ore e sanremnonws.it, parlano di una firma attesa tra i primi di settembre, più concretamente il 2 settembre 2025, anche se non è dato sapere se si svolgerà a Roma, a Sanremo oppure on line. Le cause principali di tensione tra il Comune di Sanremo, che conserva la titolarità dei marchi “Festival di Sanremo” e “Festival della canzone italiana”, e RAI includono la richiesta del Comune di Sanremo dell’1% degli introiti pubblicitari del Festival (6,5 milioni) e la rivendicazione della titolarità del marchio e del format, condizioni ritenute inaccettabili dalla Rai. In sintesti, il Festival di Sanremo 2026 è attualmente programmato dal 24 al 28 febbraio 2026; Torino, con l’Inalpi Arena disponibile, rimane un’alternativa concreta se l’intesa con Sanremo dovesse saltare; l’accordo non è ancora ufficiale e la modifica delle condizioni del bando, pur possibile, potrebbe esporre a ricorsi. In ogni caso, qualunque sia la sede, la formula televisiva resterebbe invariata, cambiando solo il contesto e l’organizzazione logistica.
Se tutto andrà come previsto, la 76ª edizione del Festival e le due successive resteranno legate a Sanremo. Una scelta che non solo preserva la tradizione, ma ribadisce il legame indissolubile tra la città dei fiori e la manifestazione musicale italiana più celebre al mondo.
Un’altro nodo da sciogliere per un accordo definitivo per le prossime tre kermesse canore è arrivata dai discografici alla Rai, in una richiesta ufficiale, con tanto di polemica verso Sanremo, che hanno chiesto un aumento del rimborso spese per ogni artista in gara (dai 65mila euro attuali a una cifra più alta, vista la crescita dei costi). Sulle condizioni economiche le divergenze sembrano in parte risolte: “Visti gli aumenti dei costi nella città del Festival, vogliamo che il contributo per ogni artista che canterà all’Ariston, passi da 65mila a 120mila euro”.
L’edizione del 2026 promette già di essere tra le più seguite, non solo per la lista dei Big che potrebbero calcare il palco, ma anche per alcune scelte organizzative che stanno alimentando curiosità e polemiche. Non è un caso se ogni anno Sanremo diventa uno degli argomenti più cercati e commentati sui socia, l’attesa stessa è parte integrante dello spettacolo.
A guidare la macchina sanremese sarà ancora una volta Carlo Conti, confermato come conduttore e direttore artistico dopo l’esperienza del 2025. Una scelta che garantisce stabilità ma anche la possibilità di sperimentare, visto che lo storico volto Rai non ha mai nascosto l’intenzione di modernizzare il Festival.
Il suo compito non sarà semplice. Da un lato dovrà rispettare la tradizione, fatta di melodie senza tempo e di figure che hanno segnato la storia della canzone italiana. Dall’altro dovrà conquistare il pubblico giovane, quello che segue la musica sulle piattaforme digitali e che negli ultimi anni si è riavvicinato a Sanremo grazie a generi come rap, trap e urban. Il suo obiettivo dichiarato è chiaro, riportare il Festival al centro della scena nazionale e internazionale, bilanciando vecchie glorie e nuove promesse.
La prima certezza riguarda il calendario. Sanremo 2026 si terrà dal 24 al 28 febbraio 2026, con uno slittamento che ha sorpreso gli appassionati. Storicamente, infatti, il Festival si svolge a inizio mese. La decisione non è casuale ma legata a un’esigenza pratica, evitare la sovrapposizione con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, evento che monopolizzerà l’attenzione mediatica nelle prime settimane di febbraio.
La scelta ha già fatto discutere, perché non tutti vedono di buon occhio un Festival così “tardivo” nel calendario. Tuttavia, è anche una mossa strategica, con le Olimpiadi alle spalle, Sanremo potrà contare su un palcoscenico mediatico libero da grandi distrazioni. L’intento della Rai è chiaro, garantire al Festival la massima visibilità e consolidarlo come evento televisivo e musicale centrale per il Paese.
Se le date e la conduzione sono confermate, sul fronte dei cantanti tutto resta avvolto dal mistero. L’elenco ufficiale dei Big sarà reso noto soltanto a fine anno, ma il “toto-Sanremo” è già partito e infiamma i fan. Al vaglio di Carlo Conti e della giuria ci sono moltissimi brani e altrettanti artisti. Si parla persino di oltre 200 canzoni.
Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza c’è Tiziano Ferro, che potrebbe tornare con un brano inedito o con un duetto speciale insieme a Madame. Si parla anche di Blanco, artista amatissimo dal pubblico giovane e capace di generare hype mediatico a ogni sua apparizione, che potrebbe tornare in vesti più “disciplinate” dopo il controverso episodio delle rose nel 2023. Non manca chi sogna un ritorno clamoroso di Patty Pravo, vera icona della musica italiana, mentre altri rumor includono Bobby Solo, Marco Masini, Ermal Meta, Alfa, Caparezza (che tornerebbe a Sanremo a quasi trent’anni dall’esperienza come Mikimix), Irama, Zero Assoluto (un ritorno molto atteso, soprattutto dai millennials), Tommaso Paradiso (pronto a presentarsi come solista dopo la fine dell’avventura con i Thegiornalisti), Trigno e Arisa.
Le nuove generazioni, sempre più protagoniste, potrebbero trovare spazio con voci emergenti come Angelina Mango, che dopo il successo del 2024 sembra destinata a ritornare sul palco più importante d’Italia e pronta a tornare dopo un periodo di pausa, Emis Killa, Sangiovanni (he ha recentemente fermato la sua attività per motivi di salute mentale), Sarah Toscano, LA NIÑA, Levante, Mara Sattei, M¥SS KETA,Big Mama, Emma Nolde, Eugenio in Via Di Gioia e di Tropico (Davide Petrella), i nomi di sono tra quelli che circolano con insistenza.
Tutti questi restano però rumor, suggestioni e indiscrezioni prive di conferma ufficiale. Sarà solo a dicembre, come da tradizione, che verrà svelata la lista definitiva dei Big in gara.
C’è anche una novità per i giovani talenti: “Sanremo Giovani” lascerà il posto a un nuovo formato, “Festival Giovani”, che andrà in onda su Rai 1 a dicembre 2025, sempre sotto la guida di Carlo Conti. I migliori avranno l’opportunità di gareggiare con i Big.
Le novità e le curiosità di un Festival già discusso. Sanremo 2026 non si annuncia rivoluzionario soltanto per i nomi. Già adesso si parla di alcune novità organizzative destinate a cambiare il volto della kermesse. Carlo Conti vorrebbe dare più spazio alla musica dal vivo, riducendo al minimo l’uso di basi preregistrate e valorizzando l’orchestra, che è da sempre uno degli elementi più iconici del Festival.
La scenografia, secondo i primi bozzetti, sarà tra le più spettacolari mai viste all’Ariston. L’obiettivo è creare un palco dinamico, con giochi di luce e spazi modulabili che permettano performance più coinvolgenti e vicine agli standard internazionali. Non mancano le indiscrezioni su un uso crescente delle nuove tecnologie: si parla di realtà aumentata e di strumenti digitali capaci di rendere l’esperienza televisiva e online ancora più immersiva.
Un altro elemento che potrebbe fare la differenza è la presenza di ospiti internazionali. La Rai starebbe lavorando per riportare all’Ariston grandi star della musica mondiale, un modo per dare lustro globale al Festival e rilanciarlo anche come evento competitivo su scala europea e non solo nazionale.
Un Festival che divide già prima di iniziare. Sanremo è anche questo: un evento che fa discutere molto prima che le luci del teatro Ariston si accendano. C’è chi sogna il ritorno dei grandi interpreti della canzone italiana, chi spinge per un Festival più giovane e contemporaneo e chi teme che il peso crescente dei generi urban e pop possa snaturarne l’anima storica.
Al di là delle divisioni e dei gusti personali, una cosa è certa: Sanremo 2026 ha già iniziato a far parlare di sé. Ogni voce, ogni ipotesi, ogni possibile colpo di scena diventa argomento di conversazione sui social, nei bar e nelle case italiane. Ed è proprio questa capacità di catalizzare l’attenzione, ancora prima di andare in onda, a rendere il Festival un fenomeno unico.
Con date ufficiali, un conduttore di grande esperienza e una pioggia di rumor che alimentano l’attesa, l’edizione 2026 potrebbe davvero diventare una delle più seguite di sempre. Tradizione, innovazione e colpi di scena: ecco gli ingredienti che fanno già immaginare un Sanremo destinato a rimanere nella memoria.
Ormai manca pochissimo, entro la prossima settimana sapremo per certo che ne sarà del Festival di Sanremo.
Aggiornamento, 02 settembre 2025 | 09.00: Festival di Sanremo, verso l’incontro decisivo tra la Rai e il Comune di Sanremo. Dovrebbe iniziare intorno alle 16 di oggi a Palazzo Bellevue a Sanremo l’incontro decisivo sul destino del Festival della canzone italiana, tra i vertici dell’amministrazione comunale e una delegazione di dirigenti della Rai. Un incontro che potrebbe servire a superare gli ultimi ostacoli verso la conclusione di una vicenda giudiziaria e amministrativa che 9 mesi fa ha gettato un’incognita inedita sul futuro della kermesse musicale.
Per decenni, il Festival di Sanremo è stato sinonimo di Rai. Un sodalizio apparentemente indissolubile, sancito da convenzioni dirette tra l’emittente pubblica e il Comune di Sanremo. Ma nel 2023 qualcosa si è incrinato: una società privata attiva nella produzione musicale e nell’organizzazione di eventi, Just Entertainment, ha deciso di sfidare lo status quo, dando il via a una battaglia legale che avrebbe riscritto le regole del gioco. Just Entertainment ha presentato ricorso al Tar Liguria, contestando l’affidamento diretto del festival dal comune di Sanremo alla Rai senza gara pubblica.
In conseguenza di quel ricorso, il 5 dicembre 2024 il Tar Liguria ha emesso una sentenza storica: l’affidamento diretto del festival alla Rai è illegittimo. Il Festival deve essere assegnato tramite gara pubblica.
Il Comune e la Rai hanno impugnato la decisione, ma il 29 maggio 2025 il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar: per le edizioni future, l’affidamento dell’organizzazione del Festival da parte del Comune deve passare per una procedura potenzialmente aperta a tutti gli operatori del settore.
Il Comune ha quindi pubblicato un bando per il triennio 2026–2028, con possibilità di proroga fino al 2030. Tra i requisiti richiesti agli operatori per presentare una manifestazione d’interesse ci sono: un corrispettivo minimo di 6,5 milioni di euro per ogni edizione, una clausola anti-flop (gli ascolti non potranno essere inferiori di oltre 15 punti percentuali rispetto alla media, record, degli ultimi cinque anni, pena la rescissione dell’accordo dopo la prima edizione) e almeno l’1% dei ricavi pubblicitari da versare al Comune.
Il termine per la presentazione delle offerte è scaduto il 19 maggio 2025. L’unica proposta ricevuta è stata quella della Rai, che dunque ha iniziato la trattativa nel merito. Non senza delle perplessità legate soprattutto agli oneri economici che derivano dal bando ma anche alla titolarità del ‘format’ tv del festival. Se infatti il marchio Festival della Canzone Italiana è di proprietà del Comune, la declinazione televisiva dello show è patrimonio della Rai.
Oggi l’incontro decisivo, dopo settimane di confronto tra gli uffici legali del Comune e del servizio pubblico radiotelevisivo. Se le parti troveranno un’intesa, la Rai continuerà ad organizzare il Festival a Sanremo. Diversamente si riaprirebbero scenari suggestivi su un possibile trasloco in un’altra località di un festival della musica della Rai, per organizzare il quale, però, ormai i tempi sembrano davvero molto stretti.
In tutto questo, la vicenda legale nata dal ricorso al Tar di Just Entertainment non è ancora del tutto conclusa. La società ha presentato un ricorso cautelare anche contro il nuovo bando che però è stato respinto, ma il Tar deciderà nel merito il 17 ottobre 2025.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.