
L’emittente pubblica austriaca ÖRF ha annunciato qualche minuto fa che la conduttrice televisiva Alice Tumler è stata scelta per presentare il „Vienna Calling – Wer singt für Österreich?“ (Vienna Calling – Who will sing for Austria), lo show con cui selezionerà il rappresentante dell’Austria alla 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest che si svolgerà presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026.

A confermalo quest’oggi è stata la stessa ÖRF.
Alice Tumbler è nota al pubblico dell’Eurovision Song Contest. Nel 2025 è stata scelta dalla ÖRF per presentare la 60ª edizone dell’Eurovision Song Contest 2015 insieme ad Arabella Kiesbauer, Mirjam Weichselbraun e Conchita Wurst (green room).

Nasce nel 1979 ad Innsbruck, da madre della Martinica e padre austriaco. Parla fluentemente francese, inglese, italiano e tedesco e riesce ad esprimersi anche in portoghese e spagnolo.
La 46enne Alice Tumbler presenterà la selezione nazionale „Vienna Calling – Wer singt für Österreich?“ (Vienna Calling – Who will sing for Austria) che si terrà il 20 febbraio 2026 e sarà trasmesso in diretta su ÖRF 1. Un totale di 12 artisti si sfideranno nella finale in diretta. Una combinazione di giuria – una internazionale e una nazionale – e voto del pubblico determinerà chi rappresenterà l’Austria in casa a Vienna.
La scadenza per la presentazione delle candidature per „Vienna Calling – Wer singt für Österreich?“ (Vienna Calling – Who will sing for Austria) è ancora aperto, la scadenza ultima per la presentazione delle domande è fissata per il 15 ottobre 2025.
Secondo il quotidiano regionale austriaco “Kleine Zeitung”, band note come Die Südsteirer, Glückskinder degli Egon7, Mystic Alpin e Schaller & Rauch, così come solisti come Nikotin, Krystoff ed Emely Myles, hanno già presentato la loro candidatura.
Da ricordare che l’Austria si rifiuta di ospitare l’Eurovision Song Contest del 2026 se Israele viene escluso.
Dal 1973 Israele partecipa all’Eurovision Song Contest, istituita dopo la Seconda guerra mondiale per fornire un forum di competizione pacifica tra le nazioni.
I funzionari austriaci hanno dichiarato che il Paese si rifiuterà di ospitare l’Eurovision Song Contest 2026 se Israele verrà boicottato dall’evento. Lo hanno annunciato il cancelliere Christian Stocker e il segretario generale del Partito Popolare Austriaco (ÖVP) Alexander Pröll.
L’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU-UER), l’ente responsabile del concorso musicale annuale, ha dichiarato che la sua assemblea generale voterà a novembre sulla possibilità di far partecipare Israele.
Ci sono state pressioni per escludere Israele dal concorso a causa della guerra a Gaza e della crescente crisi umanitaria nella Striscia.
Spagna, Paesi Bassi, Islanda, Irlanda e Slovenia hanno dichiarato che si rifiuteranno di inviare concorrenti all’evento se Israele sarà autorizzato a partecipare.
La decisione della Spagna è particolarmente significativa per il suo ruolo di uno dei “cinque grandi” sponsor dell’Eurovision Song Contest, insieme a Francia, Germania, Italia e Regno Unito.
Secondo il portale israeliano Ynet, a settembre l’EBU-UER ha comunicato “ufficiosamente” ai rappresentanti israeliani la necessità di ritirarsi temporaneamente dal concorso.
In alternativa, se Israele vuole rimanere in gara, deve esibirsi sotto una bandiera neutrale, in modo simile all’approccio adottato dagli atleti russi ai Giochi Olimpici.
Tuttavia, il cancelliere Friedrich Merz ha dichiarato domenica che la Germania si ritirerà dal concorso se a Israele verrà impedito di gareggiare.
L’Austria dovrebbe essere il Paese ospitante del concorso del 2026 dopo che il suo partecipante, JJ, ha vinto l’anno scorso con la canzone “Wasted Love”.
Ma rifiutarsi di ospitare il concorso così tardi potrebbe costringere l’emittente nazionale Orf a pagare una penale fino a 40 milioni di euro.
Mentre si moltiplicavano le richieste di escludere Israele dal concorso nel 2024 e 2025 a causa della guerra di Gaza, l’EBU-UER ha dichiarato che l’Eurovision non è una competizione tra governi, ma tra emittenti pubbliche.
L’Uer ha dichiarato che l’emittente pubblica israeliana, Kan, non ha violato alcuna regola che giustifichi l’esclusione dall’Eurovision.
Nel caso in cui il Paese vincitore non voglia o non possa ospitare il concorso, la Bbc è considerata l’emittente predefinita non ufficiale.
Nell’ultima edizione dell’Eurovision Song Contest tenutosi a Basilea il paese è stato rappresentato dal cantautore e compositore austriaco di origini filippine JJ, Johannes Pietsch, noto anche con lo pseudonimo di JJ, con il brano “Wasted Love”, pubblicato il 6 marzo 2025. L’emittente radiotelevisiva austriaca ÖRF durante la trasmissione radiofonica Ö3-Wecker su Hitradio Ö3 ha annunciato di avere selezionato internamente JJ con il brano “Wasted Love” come rappresentante nazionale all’Eurovision Song Contest 2025 a Basilea. Nel maggio successivo, dopo aver ottenuto la qualificazione dalla Seconda Semi-Finale, JJ ha preso parte alla finale eurovisiva, vincendo la competizione con 436 punti totalizzati.
L’Austria ha partecipato 57 volte all’Eurovision Song Contest (50 finali) dal suo debutto nel 1957, riuscendo a conquistare la vittoria in tre occasioni: nel 1966, con Udo Jürgens e il brano “Merci, Chérie“, nel 2014 con Conchita Wurst e il brano “Rise Like a Phoenix” e nel 2025 con JJ e il brano “Wasted Love”; e detiene il record per il divario più lungo tra vittorie consecutive: 48 anni. Si è classificata per nove volte all’ultimo posto.
Il concorso è trasmesso in Austria da ÖRF. Vienna è stata la città ospitante in entrambe le occasioni in cui il concorso si è svolto in Austria, nel 1967 e nel 2015. La città ospitante della 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2026 sarà (Olympiahalle) o Vienna (Wiener Stadthalle), ma la decisione riguardante la scelta è fissata per l’8 agosto 2025.
Le prime partecipazioni nel nuovo millennio dell’Austria sono state caratterizzate da canzoni piuttosto particolari che si discostano dallo stile pop tipico dell’evento. Nell’edizione 2003 il cantante comico Alf Poier ha cantato “Weil Der Mensch Zählt”, una canzone che parla di una fattoria di animali, che conquista il sesto posto. Nell’edizione 2004 è stata rappresentata dalla boyband Tie Break (ultima finale per il Paese alpino fino al 2011), mentre nell’2005 è rappresentata dalla folk band Global.Kryner che ha presentato una canzone in un improbabile mix latino-tirolese, “Y así”, che finisce 21ª in Semi-Finale. Proprio per questo pessimo risultato, l’ÖRF ha deciso di non partecipare all’edizione del 2006 adducendo come motivazione la scarsa valorizzazione della musica austriaca nella manifestazione ma soprattutto un sistema di voto che non rispecchierebbe i valori musicali; nonostante ciò trasmise lo stesso la kermesse. Dopo la deludente partecipazione nel 2007, annunciò il ritiro per il 2008 con le stesse motivazioni di due anni prima, ma l’ÖRF garantì comunque la messa in onda. Non così per il 2009, quando essa trasmise solo i voti per verificare l’equità del nuovo sistema, mentre nel 2010 l’evento non è stato trasmesso. Nel 2011 l’ÖRF ha deciso di tornare all’Eurovision Song Contest, mandando Nadine Beiler che ha vinto la selezione nazionale; arrivata in finale, raggiunge il 18º posto. Nel 2012, la selezione premia il duo rap dell’Alta Austria Trackshittaz (già secondo l’anno prima) che ha la meglio su Conchita Wurst: il brano non supera la Semi-Finale. All’Eurovision Song Contest 2013, viene rappresentata da Natália Kelly che però non riesce a raggiungere la Finale. Nell’edizione del 2014, raggiunge il secondo successo dopo 48 anni dalla prima vittoria, con Conchita Wurst, scelta internamente, che ottiene 290 punti dalle varie nazioni. Nell’edizione casalinga, non ottiene alcun punto. Seguono poi altri sei arrivi in finale: Zoë con il brano in francese “Loin d’ici”, Nathan Trent con “Running on Air”, Cesár Sampson con “Nobody but You” che conquista il terzo posto, Teya & Salena con “Who the Hell Is Edgar?”, Kaleen con “We Will Rave” e, infine, JJ con “Wasted Love”, che conquista la vittoria nel 2025.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.