ESC 2026 – 🇫🇮 Finlandia: Yle risponde a Israele con prove del suo “manomissioni” avvenuto negli ultimi due anni.

La Finlandia risponde a Israele con prove di presunte “manomissioni” all’Eurovision Song Contest negli ultimi due anni. Un’analisi di YLE dimostra il comportamento anomalo del televoto nelle edizioni del 2024 e del 2025, rivelando massicce campagne finanziate dal governo di Benjamin Netanyahu.

Nel bel mezzo della 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest, con le prove in corso alla Wiener Stadhall, l’emittente finlandese YLE ha pubblicato un’analisi approfondita che rivela prove di “hacking” dell’Eurovision Song Contest da parte della delegazione israeliana nelle edizioni del 2024 e del 2025. Lo studio, basato sui dati di voto degli ultimi due anni, conclude che Israele ha sistematicamente manipolato i modelli di televoto attraverso campagne organizzate di raccolta di voti di massa, finanziate con risorse pubbliche e coordinate a livello internazionale.

YLE risponde alle recenti dichiarazioni della delegazione israeliana, incentrate sulla Finlandia ed esprimendo preoccupazione per una possibile vittoria di questo Paese, favorito sulla carta, a Vienna, a causa di una “situazione di tensione con i finlandesi” e della necessità di recarsi in Finlandia l’anno prossimo in caso di vittoria. Qualora tale scenario si verificasse, la delegazione israeliana dovrebbe “discutere di queste questioni con la massima serietà”.

Uno degli elementi più rivelatori dell’analisi di YLE è l’evoluzione del voto israeliano nelle finali del 2024 e del 2025. In entrambi i casi, il film israeliano, partito da una posizione intermedia dopo il voto della giuria di esperti, ha registrato un’ascesa fulminea nel televoto, raggiungendo posizioni a un passo dalla vittoria.

Questo schema, ripetuto in modo quasi identico in due edizioni consecutive, rompe con la logica consueta del festival, dove le discrepanze tra giuria e pubblico esistono, ma raramente raggiungono livelli così estremi. YLE sottolinea infatti che nessun altro Paese ha mostrato un divario così ampio e costante tra i due sistemi di voto negli ultimi anni.

L’analisi introduce un secondo elemento chiave: la sorprendente uniformità nella distribuzione dei punteggi. Nel 2025, ben 21 paesi hanno assegnato a Israele lo stesso identico punteggio di televoto del 2024, in molti casi il massimo di 12 punti.

Questo dato è statisticamente anomalo. A titolo di confronto, tra il 2023 e il 2024, solo cinque paesi hanno ripetuto gli stessi punteggi. La massiccia ripetizione dei risultati suggerisce, secondo YLE, l’esistenza di un comportamento coordinato che va oltre le preferenze musicali spontanee.

Il rapporto collega questi risultati a una campagna lanciata un anno prima, in cui un ufficio del governo israeliano ha guidato una strategia di promozione globale sui social media. Il messaggio centrale, “puoi votare fino a 20 volte”, è stato diffuso dalle ambasciate e amplificato attraverso la pubblicità internazionale, anche in luoghi iconici come Times Square.

L’obiettivo di questa strategia non era tanto convincere le persone della qualità della canzone, quanto garantire un volume costantemente elevato di voti provenienti da diversi paesi. Secondo l’analisi, questo modello non richiede di raggiungere i massimi punteggi in ogni territorio, ma piuttosto di accumulare un supporto sufficiente in un’ampia gamma di mercati per assicurarsi posizioni di rilievo anno dopo anno.

Le conclusioni di YLE sono inequivocabili: se questo modello dovesse affermarsi, il risultato dell’Eurovision Song  Contest tenderebbe a polarizzarsi tra il favorito della giuria di esperti e il candidato sostenuto da queste massicce campagne, Israele.

L’esempio più lampante si è verificato nell’ultima edizione, dove l’Austria ha vinto grazie al forte sostegno della giuria. Tuttavia, se il voto degli esperti fosse stato frammentato, Israele, vincitore del televoto, si sarebbe aggiudicato il festival.

Questo scenario ha costretto l’Unione Europea di Radiodiffusione (UER) a introdurre modifiche urgenti al regolamento per l’edizione di quest’anno. Tra queste, la riduzione del numero massimo di voti per utente (da 20 a 10), l’incentivazione degli elettori a suddividere i propri voti tra più candidati e la limitazione delle campagne pubblicitarie sproporzionate, soprattutto quelle dei governi nazionali.

Inoltre, è stato rafforzato il ruolo della giuria di esperti nelle semifinali, con l’obiettivo di bilanciare il peso del televoto delle fasi precedenti della competizione.

In questo contesto, la Finlandia emerge come una delle delegazioni chiave dell’Eurovision Song Contest di quest’anno. Secondo YLE, “Liekinheitin”, interpretata da Linda Lampenius x Pete Parkkonen, è una canzone che combina un potenziale appeal sia per la giuria che per il televoto, il che potrebbe invertire la tendenza osservata negli ultimi anni. Tuttavia, l’analisi stessa mette in guardia contro l’incertezza: la mancanza di trasparenza nei dati dettagliati di voto, che l’EBU non rende pubblici, rende difficile valutare il reale impatto delle nuove misure.

Al di là dei risultati, l’analisi di YLE riapre una questione fondamentale: fino a che punto l’Eurovision Song Contest può resistere alla manipolazione politica in un contesto geopolitico sempre più polarizzato? In occasione del suo 70° anniversario, l’Eurovision Song Contest rischia non solo il suo microfono di cristallo, ma anche la sua credibilità. E l’analisi di YLE fornisce dati, modelli e argomentazioni a sostegno di un sospetto che sempre più delegazioni stanno confermando: che il televoto abbia cessato di essere spontaneo e sia diventato strategico, perseguendo interessi che trascendono la musica.

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