ESC 2027 – 🇸🇮 Slovenia: la Slovenia può tornare in gara?

Israele aprirà per la prima volta un’ambasciata a Lubiana, in Slovenia dopo il ritorno al governo di Janez Janša; la svolta politica potrebbe avere conseguenze anche sul futuro del paese all’Eurovision Song Contest.

La Slovenia e Israele inaugurano una nuova fase delle loro relazioni diplomatiche. Dopo il ritorno al governo del leader conservatore Janez Janša, Israele ha annunciato l’apertura della sua prima ambasciata a Lubiana, un passo che segna una significativa normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi.

L’apertura della missione è stata definita da Gerusalemme come una dichiarazione di amicizia, nata per ricostruire, rafforzare e approfondire i legami bilaterali dopo le politiche ostili dell’ex premier Robert Golob (il quale aveva precedentemente riconosciuto lo Stato di Palestina). 

L’annuncio è arrivato dal Ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, pochi giorni dopo l’elezione di Janša a primo ministro con il sostegno di 50 parlamentari su 90. Durante la campagna elettorale, il leader sloveno aveva criticato apertamente le posizioni del precedente esecutivo nei confronti di Israele, considerate troppo ostili da Tel Aviv.

La decisione di aprire una rappresentanza diplomatica permanente viene letta come un segnale di forte riavvicinamento politico e istituzionale. Fino a oggi, infatti, Israele non aveva mai aperto un’ambasciata nel Paese balcanico proprio a causa delle tensioni maturate negli ultimi anni.

La notizia giunge a distanza di un solo giorno da un episodio di tensione, durante il quale le autorità slovene avevano impedito l’atterraggio di un volo della compagnia israeliana Israir a Lubiana (costretto a dirottare in Croazia).

La svolta diplomatica riaccende inevitabilmente anche il dibattito sul futuro della Slovenia all’Eurovision Song Contest. Nel 2026 l’emittente pubblica slovena RTVSLO aveva deciso di boicottare la manifestazione dopo che l’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU-UER) aveva confermato la partecipazione di Israele al concorso e di alcune problematiche di trasparenza interne all’EBU-UER.

Non solo, la televisione pubblica aveva scelto di non trasmettere né le semifinali né la finale, sostituendo la programmazione con documentari dedicati alla Palestina e al conflitto di Gaza, dal titolo Voci della Palestina: film, documentari, talk show e approfondimenti con l’obiettivo di mettere in luce quanto sta accadendo in Medio Oriente.

Tuttavia, il cambio di governo non comporta automaticamente un cambio di linea da parte di RTVSLO. Le riforme introdotte nel 2023 hanno infatti ridotto l’influenza diretta della politica sulla governance dell’emittente pubblica, affidandone il controllo a organismi indipendenti.

Nonostante ciò, gli osservatori ritengono che il nuovo esecutivo possa intervenire in futuro attraverso modifiche legislative o cambiamenti al sistema di finanziamento dell’emittente. Per questo motivo cresce la convinzione che il ritorno della Slovenia all’Eurovision Song Contest sia sempre più probabile.

Tuttavia, le testate specializzate guardano con cauto ottimismo a una possibile conferma per l’edizione del 2027, con i dettagli che dovrebbero emergere nei prossimi mesi. Resta da capire se accadrà già nel 2027 o se sarà necessario attendere ancora qualche anno.

Rispondi