SANREMO 1980-1989 – STORIA E STORIE DEL FESTIVAL

SANREMO IN PILLOLE 

In questa sezione, anno per anno, titoli, interpreti, autori, presentatori e classifiche.

•SANREMO 1980 (30a Edizione). Giovedì 7, Venerdì 8, Sabato 9 Febbraio 1980

  • Presentano: Claudio Cecchetto con Roberto Benigni, Olimpia Carlisi e Daniele Piombi
  • Orchestra diretta da: Nessuna 
  • Totale brani: 30
  • Organizzazione: Gianni Ravera
  • La Formula: Una interpretazione per brano:20 brani qualificati per la finale.
  • Canzone vincitrice: “Solo noi”, cantata da Toto Cutugno

– È il trentennale del Festival e si inizia a rivedere la luce

– Indimenticabile il bacio di 45 secondi, sul palco e in diretta, tra l’attrice Olimpia Carlini e Roberto Benigni

– Benigni canta anche un brano da lui stesso composto: Al Pantheon

– Benigni porta come ospite d’onore uno sconosciuto, il suo amico Giulio Cappelli

– Curiosità: in gara c’è Giorgio Zito, terzo dei fratelli Bennato. Perchè quel cognome? I suoi fratelli maggiori, Edoardo ed Eugenio, non amano il Festival di Sanremo e non vogliono che un Bennato calchi quel palco. Giorgio la pensa diversamente, ma per rispetto a loro sceglie il cognome madre

– Una chicca: tra gli autori del brano Mariù (cantato da Gianni Morandi) c’è Francesco De Gregori

– Censura: viene imposto a Francesco Magni di eliminare un verso della sua canzone Voglio l’erba voglio. Ma lui, si dice forse per l’emozione, canta comunque il verso censurato. È una canzone sulle delusioni della generazione del ’77

– Per l’emozione Stefano Rosso dimentica interi versi della canzone e sostituisce le parole lì per lì

– Tra le altre canzoni del Festival: Su di noi (Pupo), Contessa (Decibel, quelli del giovane Enrico Ruggeri ), Mariù (Gianni Morandi, canzone scritta da Ron e De Gregori)

Per in trentennale di Sanremo, Ravera (sempre affiancato da Gianni Naso), non vuole celebrazioni o tristezze ed è così che trasforma il palco in una discoteca (di cui però in Tv si vede gran poco!) e chiama come conduttore il preferito dei giovani, Claudio Cecchetto e la ragazza che fa il verso a Rita Haworth, Olimpia Carlisi ed inoltre il comico “disturbatore”, Roberto Benigni ed infine dal casinò Daniele Piombi.

Cecchetto sarà soprattutto fondamentale nelle prime due serate in radio ma alla serata finale sarà, come diremo, lo show di Benigni.

Come sempre ci sono tanti ospiti: i re della musica dance (Billy Preston, ecc.), la grande Dionne Warwick (che ritorna a Sanremo) ed inoltre il mimo David Zed, l’attore Alberto Sordi e il cantante comico Pippo Franco.

30 sono i cantanti:10 big, con la finale assicurata (il simpatico Bobby Solo non si mette tra questi) e 20 giovani, di cui 10 saranno eliminati.

La vittoria va all’ex leader degli Albatros, Toto Cutugno, ombroso e antipatico coi giornalisti, con la bella (anche se non bellissima) “Solo noi”. Toto avrà poi un forte successo negli anni a venire.

Ci sono poi tre ex “senatori”, contenti di ritrovare il pubblico:il grande Gianni Morandi, che torna dopo un lungo ed umiliante ritorno alla gavetta, con una canzone del grande De Gregori, “Mariù”, che lo porterà in finale ma non gli darà la fortuna; Peppino Di Capri, che si “giovanizza” con “Tu cioè” e va in finale (pur non ottenendo la vittoria come nel 1973 e 1976) e Bobby Solo, che è felicissimo che la gente lo ami ancora, dopo un periodo di buio e offre anche lui un testo giovane, come “Gelosia” (che non va in finale) ma che scandalizza con la sua “ci sto bene un casino con te”.

Partecipano inoltre alcuni cantanti già famosi: Alberto Cheli (“Passerà”) e Aldo Donati (“Canterò canterò canterò”) ex membri della Schola Cantorum, che vanno in finale ma la loro carriera si ferma li; Leroy Gomez, che aveva ottenuto un certo successo con gli Santa Esmeralda e la versione di “Don’t let me be misonderstood” ma passa del tutto sotto silenzio (pur andando in finale) con “Tu mi manchi dentro”; Leano Morelli con l’apprezzabile “Musica regina” ed infine Stefano Rosso, che scoppiò anni fa con “Una storia disonesta” e torna con la sua satirica “L’italiano”, sulle particolarità dell’Italiano medio, va in finale ma non ha lo stesso successo.

Inoltre si notano degli esordienti: Francesco Magni,con “Voglio l’erba voglio”, una canzone con doppi significati e con una frase scottante (dove si parla di farsi una pera), che viene censurata ma il cantante si dimentica e la canta lo stesso, va in finale ma il suo nome scomparirà presto.

Inoltre c’è da notare il debutto di tre cantanti. Enzo Malepasso, grande autore, che porta una canzone bruttina,”Ti voglio bene”, che si piazza però al secondo posto.

Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, cantante di bassissima statura, che canta “Su di noi”, una bella canzone che sancirà il successo di questo simpatico cantante, entrerà in finale ed arriverà terzo, (Pupo racconterà più avanti che, preso dall’emozione, a quel Festival urinò nel cappello di un signore!).

Inoltre nasce un nuovo gruppo, I Decibel, che cantano “Contessa”, una canzone particolare, che non arriverà in finale, che sbeffeggia il grande Renato Zero. Il leader di questo gruppo è un tipo un po’ strano, coi capelli biondi tinti e gli occhiali da sole più strani possibili; si chiama Enrico Ruggeri, il gruppo si scioglierà ma lui avrà un grande successo, anche a Sanremo.

Memorabile è l’affermazione di un altra giovane sconosciuta, Mela Lo Cicero che dirà “io non sono una mela matura,sono una mela acerba”. Curiosa, in questo Sanremo, la miscela di parentele: si presenta il fratello di Wess, Orlando Johnson con “Il sole canta”, che raggiungerà la finale e la sorella di Mike Oldfield, Sally Oldiflield, che avrà la finale con “I sing for you”.

Il gioco di famiglia più clamoroso è quello però del tale Giorgio Zito col suo gruppo dei Diesel.

Il cantante è in verità Giorgio Bennato, fratello di Edoardo ed Eugenio,che non vorrebbero un terzo fratello nel mondo della musica, poiché sarebbe troppo inflazionata dai Bennato e lo costringono ad usare il cognome della madre, Zito; Giorgi porterà una canzone molto simile al successo del fratello Edoardo, “Sono solo canzonette”, che si chiama “Ma vai, vai” e descrive le traversie di un uomo che cerca lavoro tra i potenti, accompagnato da una buona musica rock, arriverà in finale ma senza successo.

Questo Sanremo ha però il difetto, come altri di fare risaltare di più il conduttore che i cantanti. Roberto Begnini rassicurava Ravera, dicendo che sarebbe stato tranquillissimo eccetto per un bacio che avrebbe dato alla sua partner, Olimpia Carlisi.

Sul palco il comico si scatena ed è irrefrenabile. Prima di tutto si rivolge al papa, chiamandolo amichevolmente (urlandolo) “Woytilaccio!” e anche all’ora presidente del consiglio, Cossiga, “Cossigaccio!”, invita inoltre sul palco, come ospite Giulio Cappelli, che non è altro che un cienciaiolo del paese di Benigni, che è tutto contento di aver l’abergo pagato; dedica le canzoni di Sanremo ai politici di allora:”ai democristiani “Solo noi”, ai comunisti “Gelosia”, ai radicali “Voglio l’erba voglio”, ai repubblicani “Va pensiero” e a Tanasssi “Passerà”.

Infine il previsto bacio ad Olimpia Carlisi, è un imbarazzantissimo bacio di 45 secondi in eurovisione, sulla bocca.

Alla fine Benigni stesso dirà, a proposito di Sanremo,”après nous le deluge, cioè dopo Benigni il diluvio”.

LE FINALISTE:

NON IN FINALE:

•SANREMO 1981 (31a Edizione). Giovedì 5, Venerdì 6, Sabato 7 Febbraio 1981

  • Presentano: Claudio Cecchetto con Eleonora Vallone, Nilla Pizzi e Franco Solfiti
  • Orchestra diretta da: Nessuna 
  • Totale brani: 28
  • Organizzazione: Gianni Ravera
  • La Formula: Una interpretazione per brano: 20 brani qualificati per la finale.
  • Canzone vincitrice: “Per Elisa”, cantata da Alice

– Madrina del Festival è Nilla Pizzi

– Ospite d’onore è Alberto Sordi, che canta l’indimenticabile E va e va

– Censura: era prevista la partecipazione di Massimo Troisi, ma la Rai vuole leggere il testo del sui intervento (siamo in piena emergenza Terremoto Irpinia, avvenuto il 23 novembre dell’anno precedente, e si temono critiche). Troisi decide di non presentarsi sul palco

– Da ricordare la sigla di Claudio Cecchetto, Giocajouer

– Esordio sanremese per Eduardo De Crescenzo con Ancora, e per Fiorella Mannoia con il suoCaffè nero bollente

– Rottura alla vigilia del Festival tra la bionda Marina Occhiena e gli altri tre membri dei Ricchi e Poveri. La Occhiena vuole comunque esserci al Festival ma gli ex amici non sono dello stesso avviso. Si adiscono le vie legali, e la soluzione viene trovata il extremis con una buona uscita. Sul palco di Sanremo, che ha visto nascere la loro stella, i Ricchi e Poveri si presentano per la prima volta in tre

– Ancora una polemica: il leader dei Bad Manners, gruppo che figura nella lista degli ospiti stranieri, improvvisa uno spogliarello mostrando i glutei al pubblico

– Tra le altre canzoni del Festival: Maledetta primavera (Loretta Goggi segna il suo affermarsi come cantante dopo anni di Tv come attrice, conduttrice e imitatrice), Tu cosa fai stasera(Dario Baldan Bembo), Sarà perché ti amo (Ricchi e Poveri), Hop Hop somarello (Paolo Barabani, country nostrano che racconta la storia di Cristo)

A questo festival si respira aria di rinascita e sarà così. Il patron Gianni Ravera cambia molte cose. Prima di tutto non c’è più l’orchestra ma solo le basi musicali, le canzoni sono 28, di cui 12 di Big che passano di sicuro la finale e 16 di giovani, di cui 4 verranno eliminati ed inoltre per la prima volta, dopo tanto tempo, la televisione trasmette per intere tutte e 3 le serate.

Presenta ancora Claudio Checchetto (che creerà la sua famosissima sigla “Gioca juer”), con la bella e senza veli Eleonora Vallone (che prenderà papere su papere) e la grande Nilla Pizzi, assaltata dagli autografi ed inoltre dal casinò Franco Solfiti.

Ci sarà un  giuria “vip” composta da attori come: Eleonora Giorgi, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Giancarlo Giannini e il famoso regista Sergio Leone. Inoltre ci saranno molti ospiti Lando Buzzanca (come comico), Charles Aznavour, la giovanissima Lio, Barry Withe, Robert Palmer i bad Manners (il cui leader esibisce uno spogliarello sul palco) e i mitici Dire Straits.

Al casinò Milva e Mario Merola. Ci dovrebbe essere anche il grande Telly Savalas ma è impegnato. la prima grana scoppia con il comico Massimo Troisi, Ravera e la Rai, terrorizzati dal caso Benigni, chiedono prima al comico delucidazioni su cosa tratterà a lui dice: il terremoto in Irpinia, la religione e la politica. Tutto bene ma non per la Rai, che chiede al comico di scegliersi un altro argomento ma lui si offende e resta in albergo, senza partecipare alla trasmissione.

Ci sono molti cantanti e molte belle canzoni ma è tra queste che accade un ennesimo problema.

Tornano i Ricchi e Poveri, con l’allegra “Sarà perché ti amo” (che andrà in finale) ma per la prima volta sono in tre, poiché Marina ha litigato col gruppo (avendo avuto una relazione col marito di Angela) e ha cercato successo da sola pure cercando un finto fidanzamento con Walter Chiari; Marina però si presenta lo stesso, col suo legale, promettendo querele se non canta coi suoi ex-compagni….il pretore  decide che è giusto che lei canti, in caso si annullerebbe il Festival poiché i Ricchi e Poveri sarebbero illeciti ma poi accade qualcosa, un discorso tra i 3 Ricchi e Poveri e i loro discografici (e si dice forse qualche lauta mancia a Marina) ed è così che Marina si accontenta di un posto in prima fila e promette che si farà risentire (non sarà così).

Una curiosità è che, per un equivoco curioso, sul giornale appare il nome di Michela Russo (al posto di Marina Occhiena), esiste in verità un Michele Russo ma è l’assessore di Sanremo!.

Vince Alice, cioè la Carla Bissi del 1972, che con un abito da cavallerizza e con una voce ed uno sguardo deciso, canta la sua grintosa “Per Elisa”, scritta dal suo pigmalione Franco Battiato. Grintosa come non mai la cantante non è affatto stupita della sua vittoria, perché, dice,la sua canzone è la più bella di tutte.

Seconda è la bravissima attrice ed imitatrice, Loretta Goggi. Loretta destava molti dubbi, poiché si pensava che la sua canzone fosse una imitazione di altre sue imitazioni ma in verità, lei, a sorpresa tira fuori una bellissima voce per una bellissima canzone “Maledetta primavera” (molti malignamente e per la brutta acconciatura della Goggi, la ribatezzano “maledetta parrucchiera”) e piange stupita e felice tra le braccia di sua sorella dopo l’annuncio del secondo posto.

Terzo infine un bravo strumentista e cantautore, Dario Baldan Bembo (già nelle Hit Parade con “Aria”), con la sua “Tu cosa fai stasera?”, serissimo e bravo nella sua esecuzione.

In questo festival come sempre ci sono i vecchi big: i già detti Ricchi e Poveri, Bobby Solo che gusta ancora la sua nuova fama (“Non posso perderti”) questa volta in finale e la brava Orietta Berti che, abbandonati i panni della melodica, con intelligenze ironizza su una sua vecchia canzone (“Finché la barca va”) che diventa “La barca non va più”, una chiara satira contro il governo italiano, accompagnata da un coro di bambini (di giornalisti e discografici romani) tra cui uno che è costretto a ripetere la parola “casino”.

E’ da segnalare inoltre la presenza contemporanea di due fratelli in gara: Gianni e Marcella Bella; il primo con una bellissima canzone,”Questo amore non si tocca” e la seconda con una canzone poco impegnata, “Pensa per te”, tutti e due guadagnano la finale. Questo Sanremo vede anche il debutto di grandi interpreti.

Un giovane romano, la cui canzone “Roma puttana” è censurata in “Roma spogliata”, che canta una bella canzone accompagnato dalla chitarra, si chiama Luca Barbarossa ed avrà molto successo a Sanremo.

Un napoletano verace con gli occhiali e baffuto, di nome Edoardo De Crescenzo, che porta una bellissima “Ancora”, considerata una delle più belle canzoni italiane, peccato che De Crescenzo tornerà altre volte a Sanremo, tentando invano di bissare il successo di “Ancora”.

Una ex-cascatrice del cinema, con piccola fama negli anni ’60, che torna con grinta e bellezza da vendere, con un pezzo dalle tinte forti (accenna anche alla prostituzione) “Caffè nero bollente” di Fiorella Mannoia, che tornerà poi con meno grinta ma con gran voce e classe di pezzi stupendi.

Un altro giovane di scuola romana, che porterà una bella canzone,”Su quel pianeta libero”, Michele Zarrillo, a cui il successo arriderà poco ma sarà sempre stimato per le sue belle canzoni.

Inoltre tornano i Collage (“I ragazzi che si amano”) Napolitano (“Mille volte ti amo”) Malepasso (“Amore mio”), gli ultimi due saranno eliminati ma ciascuno porterà canzoni bruttine, la loro piccola stella si è spenta.

Sono bravi gli Opera, con la bella “Guerriero” ma non vedranno la finale e il giovane Franco Fasano (con la spensierata “Un’isola alle Haway), che non vedrà la finale ma avrà qualche successo come autore.

Si nota anche la giovane Jo Chiarello, pupilla del tenebroso e maledetto Franco Califano ma con “Che brutto affare” non avrà fortuna. Tra gli stranieri furoreggia  la disco music: Tom Hooker (“Toccami” non va in finale) i Passangers (“Midnight” va in finale) e Carmen e Thompson (“Follow me” va in finale). Partecipa anche uno straniero che desta curiosità, Sterling Saint Jacques, il “nero con gli occhi azzurri” (sembra no convincere e si dirà che aveva le lenti a contatto) che va in finale con la sua “Blue” ma sparisce poi dalla circolazione.

Infine ricompare la canzone demenziale: Paolo Barabani (“Hop, hop somarello” una surreale canzone religiosa, che va in finale), Marinella (“Ma chi te lo fa fare”, una canzone qualunquista che va in finale), Domenico Mattia (“Tulilemble”, una canzone su un gioco per bambini che non va in finale) ed infine Stefano Tosi (“Io mi”, dal testo insensato ma che guadagna la finale).

Tutti quanti spariranno nell’anonimato.

LE FINALISTE:

NON IN FINALE:

SANREMO 1982 (32a Edizione). Giovedì 28, Venerdì 29, Sabato 30 Gennaio 1982

  • Presentano: Claudio Cecchetto con Patrizia Rossetti e Daniele Piombi
  • Orchestra diretta da: Nessuna 
  • Totale brani: 30
  • Organizzazione: Gianni Ravera
  • La Formula: Una interpretazione per brano: 22 brani qualificati per la finale.
  • Canzone vincitrice: “Storie di tutti i giorni”, cantata da Riccardo Fogli

– La sigla d’apertura affidata a Pippo Franco con Che fico

– Seconda conduzione consecutiva per Claudio Cecchetto

– La Rai trasmette in diretta da New York collegamenti con gruppi famosi come i Bee Gees e i Kiss

– Patrizia Rossetti, che affianca Cecchetto, arriva da un apposito concorso di Domenica In

– Esordio sanremese per Zucchero con Una notte che vola via, per Vasco Rossi con Vado al massimo (finirà praticamente ultimo) e anche per Mia Martini con E non finisce mica il cielo

– Claudio Villa ce l’ha con l’organizzazione del Festival e si presenta nella “Sezione Giovani”. Non entrerà in finale. Sarà la sua ultima partecipazione in gara. Da questo momento in poi a Sanremo lo vedremo solo come ospite 

– Introdotto il sistema di voto tramite le cartoline del Totip

– Polemiche per l’Ave Maria di Schubert in versione laica riproposta dall’ospite Johnny Halliday

– Tra gli altri ospiti: Marianne Faithfull, gli America, Gloria Gaynor… e il grande Nino Manfredi con La frittata

– Famiglie a Sanremo: la sigla di chiusura è cantata da Donovan con la figlia di dieci anni, Astrella

– Ancora famiglie a Sanremo: l’esordio della coppia Al Bano e Romina Power con Felicità

La struttura di questa edizione cambia poco, confronto alla precedente:i cantanti sono 30 invece che 28 ma sempre divisi tra gli 8 Big, senza eliminazione e i 16 “giovani”, da cui ne verranno 8.

Per la terza volta consecutiva è presentato dal bravo Claudio Cecchetto, seguito dalla diligente e brava Patrizia Rossetti e da Daniele Piombi; questa volta (come la scorsa) non c’è Naso e rimane solo Ravera.

Gli ospiti sono come sempre molto numerosi.

La sigla di apertura è “Che fico!” di Pippo Franco e quella di chiusura è “Ci siamo anche noi”, della piccola Astrella Donovan, figlia del grande Donovan, “menestrello del rock” degli anni ’60 ma ambedue non avranno fortuna Claudia Mori (la sua canzone farà molto successo) e Pippo Franco, sono gli unici ospiti italiani cantanti ed inoltre c’è l’attore Nino Manfredi. Forte è la presenza straniera: gli America, Marianne Faithfull (è un ritorno), Villlage People (un altro ritorno), la grande Gloria Gaynor (che per un pelo non si mangia un carciofo intero con le spine e ride come una pazza), Johnny Halliday (re del rock che stupisce tutti cantando un cattolicissima “Ave Maria) e, addirittura, in collegamento da Los Angeles, i mitici Bee Gees e i Kiss.

Il primo scandalo lo da il settimanale “Tv sorrisi e canzoni”, che,come ogni anno, pubblica i testi delle canzoni ma questa volta in copertina mette quello che, per il giornale, è il probabile vincitore e cioè Riccardo Fogli. Alla fine il vincitore è proprio lui e il giornale si mette ai ripari dicendo che, d’ora in poi, sulla copertina si metteranno solo foto di gruppo, per non creare confusioni.

Sull’onda del fatto girano le solite voci di corruzione, tra cui Loredana Bertè, che ammette di aver vagliato la proposta (che qualcuno le ha dato) di pagare per arrivare al primo posto l’anno prima. Dopo 12 anni e dopo vari tentativi mal riusciti, il “reuccio” Claudio Villa, ritorna a Sanremo con il brano “Facciamo la pace” e decide (come anche Mal ed Orietta Berti, per puro spirito di competitività) di partecipare nel girone dei “giovani” e quindi di potere anche non andare in finale.

La sua canzone non va in finale e il “reuccio”, come sua abitudine, scatena un putiferio: sostiene con sicurezza che le giurie non esistono ma che l’unica giuria è Ravera (il patron!) ed inoltre dice anche che le giurie di Sanremo sono come la P2 (una loggia massonica, contro lo stato,  che imperava in quei anni); Ravera è nell’occhio del ciclone e, dopo un tentativo di ammetterlo lo stesso in finale, ammette pubblicamente che “Villa non piace più”. Per il “reuccio” sarà l’ultimo Sanremo in assoluto, come cantante in gara.

Il vincitore è, come già detto, l’ex bassista dei Pooh, Riccardo Fogli, con una canzone bella ma non straordinaria, “Storie di tutti giorni”, che diverrà l’unico vero successo di Fogli solista (tuttora gli è sempre richiesto di cantarla). Fogli è anche ammirato per il suo fascino a tal punto che le ragazzine gli cantano la canzone di Pippo Franco (“che fico!”).

Secondi si piazzano la coppia Al Bano e Romina Power. Lui ritorna al successo dopo il suo periodo di oscuramento (in cui ha dovuto cercare successo nell’ Europa dell’Est) accompagnato dalla sua bellissima moglie. La canzone non è certo un capolavoro,”Felicità” ma ha un grande successo, poiché rappresenta quello che i due vogliono rappresentare cioè la  coppia felice con i figli e l’amore eterno (che purtroppo eterno per loro non sarà) e arrivano addirittura vestiti sul palco  come due sposi (al che un vecchio capo claque grida “ma quanto siete belli!); la spettacolare voce di lui è un po’ in ombra a contrasto con la grazia e la flebile voce di lei.

Terzo infine il bravo Drupi, che torna con un canzone azzeccatissima,”Soli”, dopo un lungo periodo di forte successo nell’ Europa dell’ovest. Del resto il Festival offre un po’ di tutto. I vecchi Big che tentano un ritorno: Orietta Berti (che porta un motivetto,”America in”, accompagnata da un gruppo di bambini vestiti con la bandiera americana ma non va in finale); Riccardo Del Turco (che dopo le sue canzoni estive, porta una bella canzone, complessa musicalmente e testualmente,”Non voglio ali” e va in finale); Jimmy Fontana (che ritorna con una bellissima canzone, “Beguine”, con un coro di ragazzi dietro, tra cui suo figlio); Mal (che porta un pezzo che più che altro celebra i suoi anni di trionfo, gli anni ’60, con “Sei la mia donna” e due ballerini vestiti da orso, raggiunge la finale.

Alla fine si arrabbierà perché la gente chiede più degli orsi che di lui) Bobby Solo (con la sua ennesima presenza per gioire del nuovo successo, con “Tu stai”e va in finale) ed infine il già detto Claudio Villa.

Debuttano anche cantanti già affermati ma che non hanno mai partecipato a Sanremo :Mia Martini, seguita sul palco da sua sorella Loredana Bertè (con una minigonna vertiginosa), che è costretta a partecipare (dopo che si era tranquillamente chiusa in una villa di campagna con l’intenzione di restarci) dal suo amico Renato Zero.

Mia canta una canzone straordinaria, che lei interpreta come sempre in maniera magnifica, “E non finisce mica il cielo”, vincendo il neonato premio della critica (cioè il voto dei giornalisti che votano di solito la canzone più impegnata e che, dopo la scomparsa prematura di Mia, verrà detto “premio Mia Martini”) e il gruppo alternativo degli anni ’70, le Orme, che provocano un piccolo giallo. Il leader, Pagliuca, scompare improvvisamente dall’albergo, lasciando i suoi vestiti su letto, si teme il suicidio e in Televisione si mostrano solo delle mani che suonano la tastiera (la canzone è bellissima “Marinai”) ma alla fine lui si trovava in un locale di Sanremo e telefona al suo produttore dicendo “abbiamo fatto uno scoop..”e ricevendo una memorabile lavata di capo.

Inoltre si rivedono degli esordienti degli altri anni: Michele Zarrillo, che porta “Una rosa blu”,una canzone ancora più bella dell’anno precedente (“Su quel pianeta libero”), che però non raggiunge la finale e verrà ricuperata molti anni più tardi. Inoltre partecipa la novità del Sanremo ’78, Anna Oxa, questa volta completamente diversa (lei dirà che questa è la vera Oxa, quella di prima era solo per fare colpo) coi capelli corti biondi e molto più carina, che canta con grinta una bella canzone, “Io no” e guadagna la finale. Si presentano anche degli stranieri ma avranno poco successo: Plastic Bertrand (che per quei giorni sarà l’idolo delle ragazzine) con “Ping pong”, raggiunge la finale e Lene Lovich con “Blue Hotel” (che è davvero brava).

Partecipano anche dei giovani di sicuro successo: Mario Castelnuovo, cantautore dai testi e musica molto particolari e belli, che porta “Sette fili di canapa”, che va in finale; Christian, ex-portiere dell’Inter, che fa la parte (e la farà sempre) del “Julio Iglesias italiano”, con la sua abbronzatura e il suo sorriso smagliante e le sue canzoni sempre melodiche (in questo caso “Un’altra vita, un altro amore”) ed infine una giovane grintosa, con una voce particolarmente roca, Fiordaliso, che non va in finale ma si fa notare e vince il premio della critica con “Una sporca poesia”, tornerà ancora con più fortuna. Inoltre, si vede il primo caso di cantante che, seppur per un brevissimo periodo (spesso solo per il periodo di Sanremo) fa impazzire le ragazze di tutta Italia,

Stefano Sani un bel ragazzo toscano che canta un’adolescenziale,”Lisa”. Infine ci sono alcune curiosità. Partecipa, seppur non andando in finale, l’ex membro dei Matia Bazar, Piero Cassano con “Non arrenderti mai”, non avrà fortuna. Per la prima volta partecipa un frate, con tanto di saio e di sandali sul palco, Frate Giuseppe Cionfoli, grassottello con la barba,canta un vero e proprio inno a Dio,”Solo grazie” e va in finale. Alla fine si sposerà anche, lasciando il saio.

Partecipa, senza fortuna, un gruppo di misti bianchi e neri, “Milk and Cofee”, con “Quando incontri l’amore”, non incontrano la finale e neppure il successo. Infine è in gara la moglie di Riccardo Fogli, la bellissima e con molto sex-appeale (che la porterà poi a fare una copertina di “playboy”) Viola Valentino (moglie fedele che ha resistito al tradimento di suo marito con Patty Pravo). La gente la conosce come la cantante di “Comprami”, una canzone molto osè, si presenta irriconoscibile con un paio di occhialoni neri e con una canzone mediocre, “Romantici”, va in finale ma senza grosso successo.

E’ notata la presenza (con una vertiginosa minigonna ma non come la Bertè), la presenza della moglie dell’ex  giocatore del Milan (che curiosamente cammina sempre molto dietro di lei) e interprete della sigla del cartone animato “Heidi”, Elisabetta Viviani, che va in finale ma non incanta con la sua “C’è”. Ci sono i grandi debutti e sono due. Prima di tutto un ragazzo Emiliano, vincitore di Castrocaro, che di nome fa Adelmo ma in gara vuole essere chiamato Zucchero Fornaciari, con una melodicissima “Una notte che vola mia”. Arriva in finale ma senza il successone che gli verrà anni dopo e lo porterà ad essere uno dei più grandi blues-man di tutta Europa.

Inoltre sul palco arriva un ragazzo, già famoso nei bassifondi musicali, che è la classica figura del maledetto e del classico ragazzo da non imitare (pure Al Bano darà un brutto parere su di lui), arriva sul palco con uno sguardo eternamente “fatto” e, si scoprirà poi, abusa veramente di stupefacenti. E’ Vasco Rossi, quello che ora è l’idolo dei ragazzi e ragazze, che riempie gli stadi, porta una bella e significativa canzone,”Vado al massimo”, dove se la prende anche con Nantas Salvalaggio che lo aveva insultato dicendo che era diseducativo fare apparire un tossico in Televisione.

LE FINALISTE:

NON IN FINALE:

SANREMO 1983 (33a Edizione). Giovedì 3, Venerdì 4, Sabato 5 Febbraio 1983

  • Presentano: Andrea Giordana, Isabel Russinova, Anna Pettinelli, Emanuela Falcetti. E dal Casinò… Daniele Piombi e Roberta Manfredi
  • Orchestra diretta da: Nessuna 
  • Totale brani: 36 (18 Big + 18 Giovani)
  • Organizzazione: Gianni Ravera
  • Sigla apertura: Superleo di Superleo
  • Sigla chiusura: Canzone pulita di Nino Manfredi
  • La Formula:Una interpretazione per brano: 26 brani qualificati per la finale (18 Big + 8 Giovani); Finalissima con i primi 3 dei Big + i primi 3 dei Giovani; parallelamente, viene stilata una classifica con i voti popolari collegati al concorso Totip (vinta da L’italiano di Cutugno).
  • Canzone vincitrice: “Sarà quel che sarà”, cantata da Tiziana Rivale

– Festival tutto al femminile: ai primi tre posti Tiziana Rivale, Donatella Milani e Dori Ghezzi. Ma ben figurano anche l’esordiente Giorgia Fiorio, Viola Valentino e Fiordaliso

– Contraddittori i risultati derivati dal doppio sistema di votazione, composto da giurie popolari sparse qua e là in Italia e dal voto Totip (sistema introdotto l’anno precedente). La vincitrice è Tiziana Rivale, ma le cartoline Totip sono di gran lunga a favore di Toto Cutugno e del suoL’Italiano

– I grandi ritorni: Gianni Morandi, protagonista di una straordinaria rinascita artistica, è al Festival con La mia nemica amatissima

– Tiziana Rivale, Giorgia Fiorio e Alessio Colombini sono ammessi al Festival grazie ad una selezione realizzata nella Domenica In di Pippo Baudo

– Provocazione: Vasco Rossi canta Vita spericolata, e lascia il palco mentre il play back continua a diffondere la sua voce in sala

– La polemica: Fra Cionfoli (il “Menestrello di Dio”, ma è solo un novizio non un vero frate come si diceva) contro Nantas Savalaggio, che nei suoi articoli ironizzi su di lui

– Tra gli ospiti: Peter Gabriel, Toquinho, Frida degli Abba, K.C. and the Sunshine Band, The Commodores

– Che confusione! Si può cantare dal vivo su base musicale registrata o usare il playback totale. Sibilla è convinta di dover cantare dal vivo su base musicale preregistrata, ma la regia manda in onda il playback totale. Risultato? Un stranissimo sovrapporsi della voce dal vivo a quella registrata!

– Ecco cosa scrive Fabrizio De Andrè a proposito del Festival: “Questi sono i veri eroi della canzone italiana. Non io, i Dalla, i De Gregori, i Bennato, che facciamo i baroni della canzone nelle nostre torri d’avorio. Chi ha il coraggio di venire qui, in questo macello, perché non ha altro modo di lanciare il suo lavoro, è da ammirare veramente. I cantautori come me e i miei colleghi non rischiano mai. D’ora in poi saprò cosa rispondere a chiunque, credendo di essere alla moda, parla o scrive male del Festival di Sanremo”. È una dichiarazione importante, da non dimenticare.

– Tra le altre canzoni del Festival: Margherita non lo sa (Dori Ghezzi), Vacanze romane (Matia Bazar)

Molti cambiamenti in questa edizione. Prima di tutto si rinnovano i presentatori, un uomo: Andrea Giordana, famoso per aver recitato nel “Conte di Montecristo”, nel ruolo di Edmond Dantes, è bravo ma è più attore che presentatore, mentre conduce il festival.

E’ contornato da 2 brave vallette (Emanuela Falcetti e Anna Pettinelli) e da un altra, Isabel Russinova, che spera di presentare bene, peccato che per le tante “papere” sarà ribattezzata “Paperova”!.

Dal Casinò presenta il solito impeccabile Daniele Piombi, con la figlia di Nino Manfredi, Roberta Manfredi. Per la prima volta anche la radio segue stabilmente tutte e tre le serate del Festival ed inoltre,oltre alle giurie normali, le canzoni sono votate anche dalla schedina del “Totip”, cioè una schedina simile a quella per le corse dei cavalli e il vincitore viene premiato durante la successiva “Domenica In”, il giorno successivo.

Per la prima volta tutti usano il play-back. I cantanti salgono a 36 da 30,come sempre 18 big (prima dovevano essere 14), senza bisogno di eliminazione e i “giovani” 18 (prima dovevano essere 16) che devono superare una selezione per arrivare a 8 canzoni.

Grazie ad una gara della trasmissione “Domenica In”, vengono selezionati 3 giovani per Sanremo: Tiziana Rivale, Giorgia Florio e Alessio Colombini.

 Come sempre molti sono gli ospiti.

Si va dalla musica Heavy Metal dei Saxon; il bravo brasiliano Toquinho e il grande cantante folk americano John Denver. Il grande ospite è l’ex-leader dei Genesis, Peter Gabriel,che durante la sua esibizione si dondola sul palco dell’Ariston, rischiando di cadere sugli spettatori.

Inoltre, come sempre ci sono degli ospiti italiani: Pippo Franco, Raffaella Carrà, Nino Manfredi (che canta “Canzone pulita”, i cui introiti per la vendita del disco vanno alla ricerca sul cancro, accompagnato da 50 bambini) e i due vecchi “avversari” di battaglie di Sanremo, Domenico Modugno e Claudio Villa (che ha fatto la pace con Ravera ma da ancora i consigli come quello di rimettere l’orchestra e fare cantare la doppia esecuzione).

C’è anche molta agitazione: gli operai delle case discografiche manifestano per il contratto di lavoro e anche gli industriali discografici protestano per la tassa data dal governo Fanfani, al 16%, diranno che nessuno si presenterà al Festival di Sanremo ma alla fine non sarà così. Il giornalista Nantas Salvalaggio prende di mira ancora Vasco Rossi, definendolo un drogato ma lui questa volta non risponde alla provocazione; risponde invece fra’ Cionfoli, (si dubita della sua vocazione), che querela Salvalaggio al “mitico” pretore di Sanremo del 1981, Michele Russo.

Si danno tanti nomi per la vittoria: primo di tutti Gianni Morandi. Morandi ritorna alla grande, con un pezzo difficile ma molto bello e degno di se,”La mia nemica amatissima”, si vede a seguito sua una giovane e bella ragazza, molto procace, Serena Grandi; sembra un nuovo amore ma alla fine è lo stesso Gianni che confessa che era solo un rilancio per lui e un lancio per lei ma non c’era alcun rapporto, anche lei negli anni avrà la sua fama.

Un altro favorito è Christian ,il solito bello, abbronzato e col sorriso aperto ,la sua canzone ha successo ma è molto melodica,”Abbracciami amore mio”. Si parla dei Matia Bazar, che portano una canzone meravigliosa, dal testo e dalla musica molto anni ’30,”Vacanze romane”. Il gruppo è cresciuto e suona un pop elettronico molto suggestivo e adattissimo alla bellissima voce di Antonella Ruggero ma neppure loro vinceranno.

Si parla infine di colui che poi vincerà la classifica del Totip, il vero amato dagli italiani e che avrà un lancio all’estero davvero clamoroso: parliamo di Toto Cutugno, che porta “L’italiano”, una canzone che tratteggia con delicatezza l’italiano medio di quell’anno, citando anche il presidente Pertini.

La vittoria finale va invece ad una giovane promessa, su cui nessuno scommetteva, Tiziana Rivale con la sua “Sarà quel che sarà”. Sicuramente una bella canzone ed una brava interprete, uscita (come si è detto) dalla selezione di Domenica In. Peccato che il suo successo non avrà seguito.

Seconda è un altra giovane proposta, la brunetta Donatella Milani, che canta una canzone piuttosto semplice,”Volevo dirti”. La ragazza porta maglioni creati a maglia da sua madre, purtroppo anche la sua stella è destinata a spegnersi presto.

La terza piazzata è la “veterana” del podio, Dori Ghezzi. La moglie di Fabrizio De Andrè, nonostante la tracheite che l’ ha presa d’assalto durante i giorni di Sanremo, è felicissima di essere considerata così tanto dalle giurie, soprattutto dopo il brutto rapimento che ha dovuto subire con suo marito. La sua canzone è davvero bella,”Margherita non lo sa”, tratta di una ragazza di cui Dori descrive le movenze.

Partecipano inoltre vari artisti, esordienti in altre edizioni: Pupo, che porta però una canzone abbastanza semplice e senza contenuti,”Cieli azzurri”. Egli si dice abbia vinto 30 milioni al casinò e dirà poi di aver visto un cantante aver spaccato un tavolo con un pugno per essere stato eliminato; Marco Ferradini che porta invece una bella canzone,”Una catastrofe bionda” ma anche per lui la sua stella si spegnerà a questo Sanremo. Invece Sandro Giacobbe (“Primavera”) e Gianni Nazzaro “Mi sono innamorato di mia moglie”) portano pezzi molto melodici e poco considerati (Nazzaro arriva a Sanremo con la sua nuova moglie, dopo un rapporto coniugale confuso).

Inoltre tornano, con alternata fortuna, i cantanti rivelatasi nel Sanremo del 1982: il frate Giuseppe Cionfoli, come si è già detto, con la sua “Shalom”, una canzone che descrive le bellezze del creato e vede ridimensionarsi la sua figura ad una folkloristica comparsa. Fiordaliso, che invece esplode, con una bellissima “Oramai”, che fa denotare la sua voce arrochita e la sua grinta. Stefano Sani che ci riprova con “Complimenti” ma tornerà nell’anonimato ed infine Viola Valentino, questa volta senza il marito Riccardo Fogli, che porta una canzone allegra e ballabile,”Arriva arriva”. Presente è ancora Zucchero Fornaciari, questa volta con una canzone meno melodica e più ritmata,”Nuvola”, ma il futuro blues-man è sempre visto nell’ombra.

Questo Sanremo, per l’ultima volta per tanto tempo, presenta anche degli stranieri in gara: i soliti esponenti della disco music, i Passangers (“Movie stars”); Bertin Osborne che, con la sua “Eterna malattia”, raggiunge il record di 64 versi per una canzone ed infine il giovane Richard Sanderson, cantante del celebre film,”Il tempo delle mele”, che non si ripete con la sua “Stiamo insieme”. Un merito in più va alla bravissima e giovanissima, Amii Stewart, con “Working late tonight”; più avanti diventerà una “regina” della voce e tornerà come super-ospite a Sanremo, pur “accusando” il povero Baudo (che giustamente non si ricordava) di essere stato il presentatore di questa edizione (in verità è Andrea Giordana).

Curiosa inoltre, è la presenza (come spesso in queste ultime edizioni) di legami di parentela: partecipa infatti Barbara Boncompagni, figlia di Gianni, con una divertente “Notte e giorno” ma non avrà molto successo come cantante e anche la sorella della seconda piazzata al Festival del 1981, Daniela Goggi, che forse sperava di bissare il successo di Loretta ma la sua “Dammi tanto amore”, è simpatica ma non è ammessa alla finale. Curiosità, sia Barbara Boncompagni e sia Daniela Goggi, hanno abbandonato le scene e fanno le mamme a tempo pieno.

Infine c’è da notare la presenza di alcuni esordienti, alcuni esclusi o meno: Marco Armani, che passa al primo turno grazie ad una bella canzone “E’ la vita”; Brunella Borciani, che è brava ma non va in finale, con la sua “E la neve scende”; Nino Bonocuore (“Nuovo amore”) che è bocciato ma accumulerà alcune presenze a Sanremo, anche grazie alla sua “erre” particolare; Alessio Colombini (“Scatole cinesi” che è eliminato ma diverrà un bravo  produttore; Flavia Fortunato, che va in finale con “Casco blu”, una canzone simpatica su una donna innamorata di un pilota automobilistico, che ci regalerà sempre ottimi pezzi nelle edizioni future, pur non raggiungendo mai il grande successo.

Delle menzioni particolari le meritano altri esordienti. La giovane Sibilla, rivelatasi come violinista pazza in “Prova d’orchestra” di Fellini e seguita da Battiato. La sua “Oppio” sarà però bersaglio del play-back, difatti Sibilla crede di cantare sulla base ed esce così una terribile duplicazione di voci che decreta la sua bocciatura. La giovanissima e deliziosa Giorgia Florio, di cui si dice sia invaghito un giovane giornalista, che sfodera una vociona sensuale nella sua “Ti avrò”, una gran bella canzone, che va in finale. Anche la ragazza però avrà poco successo.

Tra i bocciati c’è un autore di 36 anni, dopo una lunga gavetta, la cui canzone è amata dallo stesso patron Ravera, poiché gli ricorda la giovinezza, Amedeo Minghi. Minghi, con tanto di barba, canta “1950”, una canzone bellissima e amatissima (eseguita poi anche da Morandi) che parla del periodo della fine della guerra, visto da un giovane innamorato di una certa Serenella. La canzone non verrà capita ma Minghi avrà ampio modo di rifarsi in seguito, con questa e con altre canzoni a Sanremo.

Ultima e clamorosa infine la presenza di Vasco Rossi, non compreso al penultimo posto, con “Vita spericolata”, l’inno di un certo tipo di gioventù, che decreterà a lui e alla canzone il successo mondiale. Vasco ha dormito per 2 giorni in una roulotte!.

LE FINALISTE:

NON IN FINALE:

SANREMO 1984 (34a Edizione). Giovedì 2, Venerdì 3, Sabato 4 Febbraio 1984

  • Presenta: Pippo Baudo con Tiziana Pini, Edi Angelillo, Iris Peynado, Elisabetta Gardini e due bambine, Viola Simoncioni e Isabella Rocchietta.
  • Orchestra diretta da: Nessuna 
  • Totale brani: 36 (20 Big + 16 Nuove Proposte)
  • Organizzazione: Gianni Ravera
  • Sigla apertura: Rose su rose di Mina (in audio)
  • Sigla chiusura: Under the sun dei Rockets
  • La Formula: Una interpretazione per brano: 1a serata: 20 Big tutti in finale, 2a serata: 16 Nuove Proposte di cui 8 in finale (gara separata); classifica finale dei Big fatta con i voti abbinati al concorso Totip.
  • Canzone vincitrice: “Ci sarà”, cantata da Al Bano e Romina Power

– Baudo ha addirittura 6 vallette : Elisabetta Gardini, Edy Angelillo, Tiziana Pini, Iris Peynado e due bambine

– È il primo Festival del playback totale

– Per la prima volta il Festival viene trasmesso in diretta negli Stati Uniti, grazie a una rete radiofonica di New York: la INC

– Durante la prima serata oltre 1000 metalmeccanici sfilano davanti al Teatro Ariston per protestare contro la chiusura dello stabilimento “Oscar Sinibaldi” di Genova. Baudo gli offre diritto di parola. Una rappresentanza composta da 6 operai sale sul palco e spiega le ragioni della protesta: “Non intendiamo minimamente turbare o disturbare il Festival. Ma approfittare di una manifestazione così seguita dal pubblico per dare risalto alle nostre istanze”

– Tra gli ospiti: Queen, Paul Young e Culture Club

– Curiosità: la canzone “Un amore grande” doveva essere cantata da Loretta Goggi ma alla fine sul palco va Pupo. Sulle schedine del Totip già stampate c’è però il nome della Goggi. Morale: per votare Pupo bisognava barrare la casella con scritto Goggi

– Da quest’anno la “Categoria Big” è affiancata da quella delle “Nuove Proposte”. A vincerla sarà Eros Ramazzotti con “Terra promessa”

– Tra le altre canzoni del Festival: Cara (Christian), Non voglio mica la Luna (Fiordaliso), Anni Ruggenti (Gruppo italiano), Come si cambia (Fiorella Mannoia)

LE FINALISTE:

NON IN FINALE:

SANREMO 1985 (35a Edizione). Giovedì 7, Venerdì 8, Sabato 9 Febbraio 1985

  • Presentano: Pippo Baudo e Patty Brard
  • Orchestra diretta da: Nessuna 
  • Totale brani: 38 (22 Big + 16 Nuove Proposte)
  • Organizzazione: Gianni Ravera
  • La Formula:Una interpretazione per brano: 1a serata: 22 Big tutti in finale, 2a serata: 16 Nuove Proposte di cui 8 in finale (gara separata); classifica finale dei Big fatta con i voti abbinati al concorso Totip.
  • Canzone vincitrice: “Se m’innamoro”, cantata da Ricchi e Poveri

– Al secondo posto il non ancora quindicenne messicano Luis Miguel con “Noi, ragazzi di oggi”. Oggi è un divo in tutto il Centro-Sud America

– Tutti i cantanti in gara si esibiscono rigorosamente in playback

– A Sanremo arrivano i Duran Duran ma il leader Simon Le Bon si frattura una gamba.. Daranno forfait? In ansia migliaia di giovani fans. Canteranno lo stesso, e Simon si presenterà con una evidente ingessatura

– Tra gli altri ospiti stranieri: Spandau Ballet, Sade, Germaine Jackson

– Prima e unica volta di Claudio Baglioni sulla ribalta sanremese: canta come ospite “Questo piccolo grande amore”, proclamata “Canzone del Secolo”.

– Un pò di sensualità: l’aderentissima tutina rossa di Anna Oxa 

– Zucchero è soltanto penultimo con la sua bellissima Donne

– Senti chi parla! Biagi parla del Festival nel suo “Linea diretta”. Miracolo: lì si riescono finalmente a vedere i big come De Gregori, Pino Daniele, Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla

– Altre canzoni del Festival: Chiamalo amore (Cinquetti), Una storia importante (Ramazzotti), A lei (Oxa), Franca ti amo (Ivan Graziani, al suo debutto sanremese), Donne (Zucchero & Randy Jackson Band).

– La categoria “Nuove Proposte” è vinta da Cinzia Corrado con Niente di più

L’edizione inizia con la protesta al Tar di due società romane che protestano per l’illecito appalto dato alla Publispei di Gianni Ravera, per le edizioni di Sanremo ma il Tar respinge le accuse. 

In questa edizione presenta sempre Pippo Baudo, con una sola valletta Patty  Brard. La donna è imparentata con la famiglia Agnelli e alloggia in uno yacht per tutta la durata del Festival purtroppo però non sarà certo brava come valletta e Pippo Baudo, per una volta, avrà toppato. 

Come sempre ci sono tantissimi ospiti. Gli attori italiani: Beppe Grillo, Renato Pozzetto, Francesco Nuti (che pubblicizza il suo film), Giuliana De Sio. Dei cantanti italiani: Claudio Baglioni (che vorrebbe fare un lungo concerto, come Armsrong nel 1968), Claudio Villa, Claudia Mori (suo marito Celentano è in collegamento in Televisione) e Katia Ricciarelli (che è la compagna di Baudo, di cui presto si sposerà).

Grande è, come sempre, la presenza straniera: i Bronski Beat (che difendono la loro omosessualità), Frankie Goes to Hollywood (che fanno un grande baccano in albergo), Sade (molto scontrosa) e Village People. Un merito particolare bisogna darlo ai due gruppi del momento. i Duran Duran (del leader amatissimo Simon Le Bon) e degli Spandau Ballet (molto simpatici e disponibili).

Tra le fan di Simon Le Bon c’è anche la figlia di Pippo Baudo, Tiziana, che è adolescente; Simon Le Bon ha poi un incidente, fratturandosi un piede in discoteca ed è costretto a cantare, sul palco, con il piede ingessato.

Tra gli ospiti ci sono anche Luis Moreno e il corvo Rockfeller .Luis Moreno è un ventriloquo che “fa parlare” un corvo che tiene nella mano. Terribile la sua affermazione:”farei una gita con Anna Oxa, la più sexy e poi per riposarmi dalla fatica, cercherei di incontrare Gigliola Cinquetti”.

L’edizione è vinta dai Ricchi e Poveri, sempre di più orientati su canzoni semplici, dopo le prime belle composizioni (“Che sarà”, “La prima cosa bella”), con “Se mi innamoro”.

Il secondo posto è una rivelazione. Un giovane ragazzino messicano,Luis Miguel, che dalla potenza della canzone si toglie addirittura la cravatta mentre canta sul palco; canta “Noi,ragazzi di oggi”, un inno per le giovani ragazzine che lo amano in quei giorni. Luis Miguel sparirà poi dalla circolazione, anche se in Messico è popolarissimo ,e tornerà in voga quando sarà uno degli amanti di Madonna.

Infine il terzo podio va ad un grande ritorno, Gigliola Cinquetti. Gigliola non torna dal 1973, porta una canzone forse non vincente ma sicuramente apprezzabile, “Chiamalo amore”.

Per il resto dei Big si notano molti ritorni e clamorosi debutti. Il campo maschile è ben fornito: il super melodico Christian, che è sicuro di vincere e giurerà di non tornare mai più al Festival appena saputo della sua sconfitta con “Notte serena” (ma non sarà così), sicuramente non bella come “Cara”. Christian si lamenta anche della presenza del giovane Luis Miguel, che secondo lui è un furbo che sfrutta l’aria da ragazzino. Ritorna Drupi ma con un pezzo minore, “Fammi volare”. Garbo ci riprova, con un bel pezzo, “Cose veloci” ma troppo raffinato per i votatori del Totip.

Inoltre si conferma il talento del giovane Eros Ramazzotti, con un altro suo pezzo storico, “Una storia importante”.

Clamoroso è il ritorno di Zucchero (questa volta non più Fornaciari), completamente diverso dalle prime esibizioni. Il cantante non è più il tranquillo ragazzo melodico ma si usa mettere un cappellino in testa e canta una canzone molto bella sulle donne,”Donne”, eseguita anche dalla Randy Jackson Band. Per Zucchero sarà l’inizio di un grande successo, anche se i giocatori del Totip lo piazzano penultimo.

Si nota anche Marco Armani ma che fa una magra figura con la sua mediocre, “Tu dimmi un cuore ce l’hai”. Curiosi e, molte volte, deludenti, alcuni grandi ritorni: deludono l’ex vincitore del 1982, Riccardo Fogli, che torna dopo 3 anni con “Sulla buona strada”, un buon pezzo ma non certo da vincente (Riccardo, per rilassarsi, userà fare delle lunghe partite a tennis); Dario Baldanbembo, non ripete il suo terzo posto del 1981, con la sua mediocre “Da quando non ci sei” ed infine ritorna Edoardo De Crescenzo, dopo il successone di “Ancora” del 1981, ma “Via con me”, non ne è neppure la pallida ombra.

Un ritorno dignitoso è invece quello di Peppino Di Capri, che torna al tradizionale napoletano, con la sua bella “E mo’ e mo’”. Tornano inoltre: i Matia Bazar, dopo il successo di “Vacanze romane”, con una canzone molto bella ma troppo nel loro stile, “Souvenir”   e i gloriosi New Trolls, che si sanno rinnovare con un bel pezzo, “Faccia di cane”.

Le restanti figure femminili sono: Fiordaliso, con la bellissima e tenerissima, “Il mio angelo”, dedicata a suo figlio di15 anni e Anna Oxa. Anna Oxa stupisce ancora, porta una canzone molto amata (curiosamente) dai politici e scritta dal grande Roberto Vecchioni, “A lei”; la canzone è molto bella e toglie un po’ di grinta ad Anna Oxa ed aggiunge la sua incredibile voce ma è soprattutto il look della Oxa, che rimarrà impresso nella memoria di tutti: Anna indosserà una calzamaglia rossa (lei dirà poi che,per lei, è usuale indossare calzamaglie) ed un body aderentissimo, che Anna scopre sul palco dopo aver lasciato cadere il velo che la copriva.

In questa edizione ci sono, inoltre, dei clamorosi debutti.

Ritorna prima di tutto un grande cantautore, bocciato ingiustamente nel 1974, Franco Simone con la bellissima “Ritratto”.

Esordisce il menestrello del rock (troppo presto scomparso), coi suoi occhiali e il suo modo di fare bizzarro, Ivan Graziani, con la sua “Franca ti amo”, che canta con la sua voce particolare. Esordiscono anche cantanti impegnati degli anni ’70, un po’ impacciati a cantare all’Ariston: Eugenio Finardi, critico su tutti,che sostiene che la commercializzazione del mercato è data dal restare sempre uguale a se stessi per compiacere al pubblico, porta una bellissima ma raffinata, “vorrei vegliarti” e i mitici “Banco del Mutuo Soccorso”, poi accorciati in Banco, che cantano una bella canzone, “Grande Joe”.

Una curiosità, tra i Big,v i è anche Mimmo Locasciulli, un cantante della scuola romana, che segue anche la professione del medico chirurgo, porterà una canzone senza pretese,”Buona fortuna”.

Tra le “nuove proposte”, vince una concorrente che sparirà nel nulla (al contrario di Ramazzotti un anno prima), Cinzia Corrado, una bella voce che canta “Niente di più”, piangerà di gioia appena saprà della vittoria e sua madre sviene addirittura dall’emozione.

Per altro tre giovani si notano tra le “nuove proposte”: Lena Biolcati, bella e dotata di una potente voce, canta “Innamoratevi come me” ed arriverà terza. Il suo scopritore è Stefano D’Orazio il batterista dei Pooh. Purtroppo, seppur brava, non andrà lontano per colpa di una malattia che gli abbasserà la voce.

Quarto invece si piazza Cristiano De Andrè, con “Bella più di me”, figlio del grande Fabrizio e a sua volta grande cantautore, farà strada ma più nell’ombra. Infine è eliminato un giovane cantante, che si distinguerà poi per una voce particolarissima e per canzoni molto belle, Mango (“Il viaggio”).

LE FINALISTE:

NON IN FINALE:

SANREMO 1986 (36a Edizione). Giovedì 13, Venerdì 14, Sabato 15 Febbraio 1986

  • Presentano: Loretta Goggi con Anna Pettinelli, Mauro Micheloni e Sergio Mancinelli
  • Orchestra diretta da: Nessuna 
  • Totale brani: 36 (22 Big + 14 Nuove Proposte)
  • Organizzazione: Gianni Ravera
  • Sigla d’apertura: Io nascerò di Loretta Goggi
  • La Formula: Una interpretazione per brano: 1a serata: 22 Big tutti in finale, 2a serata: 14 Nuove Proposte di cui 7 in finale (gara separata); classifica finale dei Big fatta con i voti abbinati al concorso Totip.
  • Canzone vincitrice: “Adesso tu”, cantata da Eros Ramazzotti

– Che caos ! Quattro giorni prima del debutto, una grande nevicata mette in ginocchio la produzione dei floricoltori sanremesi. Si chiedono aiuti urgenti, si minaccia addirittura di occupare il Teatro Ariston la sera della finale. La Rai è costretta a girare in interni la sigla per non far vedere gli esterni imbiancati.

– Finalmente si torna a cantare dal vivo

– Lo scandalo: Loredana Bertè, che debutta sulla scena sanremese, si presenta sul palco con un finto pancione, tutta avvolta in un attillatissimo abito. Con lei due ballerine… finte gravide. D’altronde Loredana Bertè non è nuova alle provocazioni: è stata proprio lei, nel 1974, la prima cantante italiana ad apparire nuda sulla copertina di un disco (Streaking).

– La novità: una Sezione speciale dedicata ai migliori video musicali stranieri. Vince David Bowie con Absolute Beginners

– Renzo Arbore scende in campo con “Il clarinetto”, che si classificherà al secondo posto e sino all’ultimo istante contenderà la vittoria a Eros Ramazzotti

– Ancora polemiche: Claudio Villa riprende la sua disputa con Gianni Ravera e ripropone la sua formula ideale per il Festival, suggerendo di premiare le canzoni in gara l’anno successivo

– Altre canzoni del Festival: Senza un briciolo di testa (Marcella), È tutto un attimo (Oxa), Lei verrà (Mango), Innamoratissimo (Righeira), Brividi (Rossana Casale), Canzone triste(Zucchero), Canzoni alla radio (Stadio)

– La categoria “Nuove proposte” è vinta da Lena Biolcati con Grande grande amore

La novità più grossa di questa edizione è il ritorno dell’esecuzione vocale, senza play-back, il play-back è solo per gli ospiti.

Presenta per la prima volta una donna, come presentatrice principale, Loretta Goggi e il gruppo della trasmissione “Discoring”, che in quei anni presentava le ultime novità discografiche, cioè Anna Pettinelli, Sergio Mancinelli e Mauro Micheloni.

Loretta Goggi si comporterà benissimo e senza alcuna gaffe, a parte un sorriso eternamente stampato in bocca e una confusione nel presentare i primi tre  cantanti (Renzo Arbore la spiazzerà rivelando senza suspence che il vincitore è Eros Ramazzotti).

Quest’anno si svolge pure una gara tra video-clip più famosi (Mick Jagger, Simple Minds, Talking Heads, Eurytmichs) e vince quello di David Bowie. Al festival c’è anche il “reuccio”, Claudio Villa,in veste di critico (un ruolo in cui è a suo agio) e va in forte polemica con Gianni Ravera, sempre sulle giurie dei “giovani”, che non sono segrete (quello che dice Villa).

Purtroppo, il destino vuole, che questo sia l’ultimo Sanremo e l’ultimo scontro tra i due. Ravera, il patron per tanti Sanremo (18) morirà a Maggio e il grande “reuccio”, come si vedrà, morirà proprio alla serata finale dell’anno dopo.

Anche in questa edizione risaltano gli ospiti, anche se non tanti come gli altri anni.In particolare gli idoli di quel periodo (Fine Young Cannibals, Prefabe Sprout) dei bravissimi gruppi (Drum Theatre e Depeche Mode) e il sempre potente gruppo degli Spandau Ballet. L’ospite d’onore è però il grande Sting, che canta il suo ultimo è suggestivo pezzo “Russian”, sulla guerra fredda ormai sul declinare, insicuro davanti al play-back.

Il vincitore, come è stato detto, fu Eros Ramazzotti, meritatamente, con la bellissima “Adesso tu” ,che suggella il suo successo che andrà poi al di là di Sanremo. La canzone è a tratti una canzone autobiografica.

Secondo è Renzo Arbore.

Il presentatore ha sempre dato voce al Festival, come critico e Ravera lo voleva come presentatore ma lui pensava fosse più divertente partecipare in gara e così è stato. Forte del successo di “Quelli della notte”, era avversato da molti partecipanti che non accettavano questa disparità; accompagnato dai i suoi fedelissimi (tra cui Gegè Telesforo), che suonavano con lui sul palco, portò una canzone originalissima,”Il clarinetto”, che descriveva un equivoco tra un ragazzo che parla di musica e di clarinetto e una ragazza che crede si intenda il sesso…tutta la canzone è basata su questo doppio senso, con molto divertimento.

Terza, infine, quella che era una delle 8 donne presenti (sul podio ne salì una sola), Marcella. La sua canzone è molto bella “Senza un briciolo di testa” e merita il terzo posto.

Questa è però un edizione di bellissime canzoni. Non è presente, come dovrebbe essere d’ufficio, la “giovane” vincitrice in carica, Cinzia Corrado, la sua stella è già tramontata. Come si diceva, forte è la presenza delle donne.

Il caso più clamoroso è quello di Loredana Bertè. Il suo è un debutto, di una cantante sempre sopra le righe; vuole stupire e da subito dice che la sua esibizione farà piacere ai maschi e difatti si esibisce sul palco con una finta pancia da “mamma” e con un gruppo di ballerine ancheggianti. La sua canzone è molto grintosa, con la sua solita voce rauca,”Re”, scritta da Mango (anche lui in gara). Loredana si arrabbierà per le critiche alla sua esibizione, dicendo che rappresenta un dolcissimo momento per una donna e che,se l’avesse fatto Madonna, nessuno avrebbe detto nulla;l a Bertè vuole vincere e si arrabbierà molto quando saprà del suo non posto. E poi Rettore (a Sanremo dopo il 1977 e per la prima volta col solo nome di Rettore). Vestita come una dama del ‘700, la Rettore porta una bella canzone,”Amore stella” ma la cosa più significativa è la discussione a parole con Loredana Bertè e l’azzittimento di Toto Cutugno (che stava descrivendo la sua canzone ma è azzittito da un “zitto tu, falso Celentano!”).

Loredana Bertè è bersagliata da frasi ironiche (“in età vince lei ma in altezza vinco io”, “Luridona Bidet”) e con risposte pesanti da parte di Loredana. Una donna completamente diversa è Orietta Berti, tornata a Sanremo con un vestito elegante e tranquillo, che stupisce come sempre con ironia, cantando “Futuro”, dove si descrive la guerra fredda (che in quell’anno era in via di conclusione) e dice il suo fermo desiderio che i suoi figli ne restino fuori.

Curiosa è la attinenza tematica con “Russians” di Sting. Fiordaliso esprime questa volta,dopo la dedica al figlio dell’anno scorso, tutta la sua rabbia e potenza vocale, con la bella “Fatti miei”. Flavia Fortunato, che porta una bellissima, ma con poco successo,”Verso il 2000″.

I casi più clamorosi sono però sicuramente: Anna Oxa, che stupisce ancora con la sua bellezza lunare e l’ombelico nudo, mostrando la sua grande voce con una bella canzone dedicata ai suoi fans,”E’ tutto un attimo” (una canzone di suo marito di allora, Ciani e Umberto Smaila!) e Rossana Casale, esordiente cantante jazz (che ringrazierà sempre Ravera per averla lo stesso ammessa a Sanremo, che con la sua bella voce delicata ma molto jazz, porta la sua bellissima “Brividi”; seppur nell’ambiente più alternativo e jazzistico, avrà molto successo.

Tra gli uomini, a parte Marco Armani, che porta un brano senza grande spessore (“Uno sull’altro”), vi sono ancora dei bei pezzi: ritorna il glorioso Sergio Endrigo (dal 1976), che porta però un brano bello ma non certo alla sua altezza (come dirà lui stesso),”Canzone italiana”; Luca Barbarossa, dopo il promettente esordio nel 1981, che porta un bellissimo pezzo dedicato alla Roma dove lui ha vissuto e vive,”Via Margutta”, non compreso però dai votanti del Totip; Fred Bongusto (anche lui assente da molto tempo, che porta un curioso motivo che descrive il suo amato mondo del piano-bar (“Cantare”); Toto Cutugno, con un brano carino,”Azzurra malinconia” ma non all’altezza dei suoi brani a venire e dei passati; Enrico Ruggeri, che abbandona gli occhiali particolari e i capelli colorati, per portare una brano di classe,”Rien ne va plus”, che paragona la vita ad una ruolette del casinò ed infine Zucchero (che d’ora in poi non parteciperà più e spiccherà il volo verso altri traguardi) con la bellissima, ma ovviamente incompresa,”Canzone triste”.Zucchero stringerà proprio qui a Sanremo, i rapporti col suo futuro partner, Sting.

Dopo l’esperienza nelle “nuove proposte”, Sanremo vede sbocciare una grande conferma, Mango, con la sua bellissima “Lei verrà”, che diventerà uno dei suoi migliori successi, una bellissima melodia accompagnata da una bellissima canzone. Infine ci sono le curiosità: Nino D’Angelo, il famoso caschetto d’oro, idolo dei ragazzi napoletani, che terrorizzato si presenta al Festival (prima di entrare in scena bacia sempre la foto di sua nonna defunta), cantando una bella “Vai” e Scialpi, una creatura di Migliacci, a cui è dato un look punk e una canzone molto giovanile, “No east no west”.

Purtroppo il ragazzo non avrà il successo sperato e sarà costretto a cambiare spesso look. Si notano infine la presenza di due gruppi, molto diversi uno dall’altro. Gli Stadio,con un pezzo un po’ meno del precedente (“Allo stadio”) ma sempre piacevole,”Canzoni alla radio”, come sempre firmato dal giovane Luca Carboni, he però finirà ancora ultimo e non apprezzato dagli elettori. Infine una nota di colore, l’esibizione dei Righeira, già famosi per la celeberrima “Vamos alla playa”, che portano una divertente “Innamoratissimo”. I due ragazzi, coi capelli tinti, hanno paura che la mancanza del play-back li sfianchi la voce, visto che loro ballano e cantano contemporaneamente.

Curioso è il particolare che sul palco si presenta un solo Righeira l’altro arriva dopo il primo ritornello, saltando letteralmente sul palco.

La categoria delle “nuove proposte” diventa invece sempre più un riciclaggio di vecchi cantanti che ritentano la  strada, con più o meno successo.

Ci riprova la vecchia e rimaneggiata Nova Schola Cantorum (“Azzurra anima”), che non raggiunge la finale; ci riprovano Carnacina (“..E camminiamo”) e Calcagno (“Quando l’unica sei tu”), di cui però solo il primo andrà in finale ma con scarsa fortuna. Aida Satta Flores, che non va in finale con “Croce del sud”. Vince la brava e bella Lena Biolcati, con “Grande grande amore”, cui però purtroppo un incidente vocale gli costerà un successo sicuro.

Da notare l’anticonformista Francesco Hertz, che è sesto con “Ma non finisce mica qui”. Inoltre vi sono due debutti importanti: il primo, che arriverà secondo con la bella “La nave va”, è un farmacista non vedente, i cui amici costringono a partecipare, è Aleandro Baldi ed avrà un certo successo nella musica italiana.

La seconda interprete è una brava cantante dalla voce calda e di un certo fascino, Paola Turci, che non va in finale con “L’uomo di ieri” ma avrà un grosso successo.

LE FINALISTE:

NON IN FINALE:

SANREMO 1987 (37a Edizione). Mercoledì 4, Giovedì 5, Venerdì 6, Sabato 7 Febbraio 1987

  • Presentano: Pippo Baudo e Carlo Massarini (dal Palarock presenta gli Ospiti)
  • Orchestra diretta da: Nessuna 
  • Totale brani: 40 (24 Big + 16 Nuove Proposte)
  • Organizzazione: Pubblispei (Marco Ravera)
  • La Formula: Una interpretazione per brano: 1a serata: 24 Big tutti in finale; 2a serata: riesecuzione brani dei 24 Big; 3a serata: 16 Nuove Proposte di cui 8 in finale (gara separata); classifica finale dei Big fatta con i voti abbinati al concorso Totip.
  • Canzone vincitrice: “Si può dare di più”, cantata da Trio Tozzi-Ruggeri-Morandi

– Il 15 maggio 1986 muore Gianni Ravera, storico patron del Festival. Le redini passano a suo figlio Marco

– Guinness dei primati: con i suoi 13 anni Enrico Cifiello è, sino a quella data, il più giovane cantante sulla ribalta sanremese

– Addio Reuccio: sabato 7 febbraio alle 23,10 muore Claudio Villa. Si sta svolgendo la serata finale del Festival e Baudo dà la notizia ufficiale

– Patty Pravo, con la canzone “Pigramente Signora”, proferisce per la prima volta sul palco di Sanremo la parola clonazione

– Scandalo: il salto di spallina e il seno nudo di Patsy Kensit, cantante degli Eight Wonder. La band è tra gli ospiti internazionali della kermesse

– Tra gli altri ospiti stranieri: Whitney Huston, gli Europe, Paul Simon e Bob Geldof

– Altre canzoni del Festival: Figli (Toto Cutugno), Nostalgia canaglia (Al Bano e Romina Power),Io amo (Fausto Leali), Quello che le donne non dicono (Fiorella Mannoia)

– La categoria Nuove Proposte è vinta da Michele Zarrillo con La notte dei pensieri

Questa edizione, contrassegnata dalla morte del grande Gianni Ravera e dalla successione del figlio, Marco Ravera ha alcune novità di rilievo.

Prima di tutto le serate sono 4 e non più tre, per fare meglio imparare le canzoni ai votanti del Totip ed inoltre, nel corso della terza serata, è creato un dibattito al casinò, tra i cantanti (non parteciperà Patty Pravo per una, non definita, influenza) e i giornalisti.

Presenta Pippo Baudo (che questa volta si esibirà in alcune papere) e Carlo Massarini al Palarock (una costruzione a forma di nave, su una collina di Sanremo, dove cantano gli ospiti).

Pippo, all’inizio della serata, ha la febbre a 37 e mezzo ma si presenta lo stesso. Chiede una passerella dei cantanti, non concessa ma lui la crea lo stesso, e commette una iniziale gaffe con Flavia Fortunato (a cui dice che è come il prezzemolo poiché appare da tutte le parti ma lei prontamente dice lo stesso di lui) e con Rossana Casale (che lui dimentica nel chiamare gli artisti per la passerella e lei scoppia a piangere).

Si indice il Talk-Show, per altro criticato perché annoiante, dove lui dice che sono vietati i giornali di partito (e questo provoca critiche) e dove ha uno scontro con Mangiarotti, del “Giorno”, per delle critiche date al Festival.

Come sempre si esibiscono molti cantanti stranieri:tanti danno forfait (Tina Turner, Paul Young, Frankie goes to Hollywood). Bob Geldoff, creatore di molti concerti benefici, presenta il suo nuovo singolo; Witney Houston, che dice di cantare in play-back ma poi decide di cantare dal vivo a sorpresa; Eight Wonder, alla cui cantante, poi famosa come Patsy Kensit, scende una spallina e scopre un seno nudo davanti alla telecamera. Inoltre si rappresentano i soliti (ormai in fase calante): Spandau Ballet, Duran Duran, Nick Hamen (il “bello” delle ragazzine di quegli anni), Simply Red, Pet Shop Boys e il fenomeno di quell’anno, i capelloni svedesi, gli Europe.

Partecipano anche comici italiani come Giorgio Faletti (che dopo non molto si presenterà anche come cantante) e Zuzzurro e Gaspare (Baudo vorrà, ma invano, Beppe Grillo).

Dovrebbe partecipare anche Adriano Celentano, con “La luce del sole”, come ospite ma l’AFI (l’associazione dei discografici), non vuole ma il “molleggiato” sdrammatizzerà tutto con una telefonata.

Inoltre ogni Big è presentato da una “madrina” o “padrino” d’eccezione (Lino Banfi, Jerry Calà, Edvige Fenech, ecc.). Verso la fine del Festival, Pippo Baudo annuncia, anticipando il telegiornale, la morte di Claudio Villa che era stato ricoverato a Padova per questioni cardiache ma sembrava tranquillo e doveva pure venire a Sanremo per promuovere un libro di sue memorie; dietro le quinte vi è sconforto, Marcella piange, Gianni Morandi (che vincerà e voleva presentarsi sul palco con la tuta e un pallone in mano) si accascia su un gradino piangendo a dirotto. Per lui il “reuccio” era un avversario a Canzonissima ma pure un amico. Villa “muore” al Festival, posto dove è “nato”, facendo notizia ancora una volta. Sicuramente un grande contestatore ma anche un grandissimo artista.

Vince un trio, un’ idea nata a casa di Caterina Caselli, Gianni Morandi (che per la seconda volta partecipa con una canzone degna di lui), Enrico Ruggeri (che ormai ha abbandonato il suo look bizzarro, per diventare una cantante serio) e Umberto Tozzi (già un idolo ma alla sua prima esperienza sanremese). La loro canzone,”Si può dare di più”, non è un capolavoro ma sicuramente è una canzone vincente. Morandi, per scommessa, il giorno dopo serve come cameriere all’albergo di Sanremo la colazione.

Secondo si piazza l’abbonato, Toto Cutugno, con un pezzo bello,”Figli”, che viene criticato, poiché sembra sempre un tentativo di “comprare” i voti degli elettori (alla fine Toto sfiorerà la vittoria).

Terzi, anche loro criticatissimi, Al Bano e Romina Power, con un pezzo bello, “Nostalgia canaglia”, ma molto nel loro stile, piuttosto prevedibile.

Per il resto molte sono canzoni sono belle ma altre sono piuttosto scontate.

Due grandi ritorni ma con esiti diversi. Fausto Leali, con un pezzo bellissimo “Io amo”, che lo rilancia in pieno nella musica italiana, grazie anche alla sua voce da “negro-bianco”, sempre apprezzabile e al suo stile non certo demodè. Nada, che non tornava dal 1972 e dai suoi grandi successi, che torna diversa e con brani più impegnati, testualmente e musicalmente, porta un bel pezzo,”Bolero”, ma non è compreso dal pubblico che lo relega all’ultimo posto.

Come sempre è importante il gruppo femminile, pur a volte senza canzoni apprezzabili: Lena Biolcati (qualificata di diritto per aver trionfato nelle “nuove proposte”), che sforna la sua bella voce in una bella canzone,”Vita mia”; Rossana Casale, che ha un bellissimo pezzo,”Destino”, e lo esegue con la sua solita bellissima voce ed interpretazione, Flavia Fortunato, che da una gran bella canzone,”Canto per te” ma come sempre non è capita dal pubblico ed infine le bellissime canzoni di Dori Ghezzi (“E non si finisce mai”), che ritorna dopo il terzo posto di 4 anni prima (“Margherita non lo sa”) e con tutta la sua potenza vocale e Fiorella Mannoia. La Mannoia si conferma una grande interprete, portando un bellissimo pezzo di Enrico Ruggeri “Quello che le donne non dicono”, privilegiando sempre di più la sua voce al suo fisico, che per altro è perfetto.

Un caso diverso è Patty Pravo, l’ex ragazza del “Piper”, stupisce come sempre con una bellissima canzone “Pigramente signora”, grandiosamente interpretata (Patty canta incredibilmente scalza). Il caso è però incredibile, poiché un gruppo di ragazzi sentendola ha un sussulto, è uguale a “To the morning”, di Dan Fogelberg, all’inizio lo staff della cantante nega ma poi una radio Ligure fa sentire i due pezzi e in effetti sono uguali. Patty Pravo sviene ma poi tutto va avanti lo stesso e Patty sosterrà che, in fin dei conti, tutti a Sanremo copiano.

Negativa è la presenza di Marcella questa volta, che porta “Tanti auguri”, una canzone allegra ma non certo di effetto come altre che potrebbe cantare.

Il gruppo dei cantanti è invece variegato, in canzoni belle e meno belle: Luca Barbarossa porta il suo solito ottimo pezzo “Come dentro un film”, che analizza la sua vita come un film; ritorna Mario Castelnuovo, dopo 4 anni, con una canzone molto bella ma molto difficile (un suo solito testo ermetico), che non verrà compresa dagli elettori del Totip “Madonna di venere”; Peppino Di Capri porta un bellissimo pezzo, “Il sognatore”, che svela tutta la classe del bravo cantante caprese; Mango porta un altra bella composizione, seppur non paragonabile a “Lei verrà”, “Dal cuore in poi” e ritorna anche Scialpi, in versione diversa e non più punk e con una canzone carina, “Bella età”.

Per il resto molti cantanti si ripetono: il giovane Nino Bonocore (“Rosanna”) si fa notare più che altro per la sua “erre”; Christian, è abbonato alla sua solita canzone melodica, “Aria e musica” e così anche Edoardo De Crescenzo (che ricerca vanamente il successo di “Ancora”, in “L’odore del mare”, anche se sfodera la sua bella voce) e i Ricchi e Poveri, che ci riprovano sul filone delle canzoncine facili, con “Canzone d’amore”. Una piccola delusione sono anche le Orme, che tornano con un bel brano ma non certo alla loro altezza (o di “Marinai” del 1982), “Dimmi che cos’è”.

Curiosità è segnalata da due debutti. Il primo è Tony Esposito, famoso percussionista biondo di Napoli, andato al successo con “Kalimba de luna”, amante della musica etnica, che regala una bella “Sinuè”. Inoltre partecipa un cantante, famoso per i tuoi testi allegri e le sue melodie simpatiche, Sergio Caputo, porta una canzone divertente che favoleggia Giuseppe Garibaldi, “Il Garibaldi innamorato” ma non ha consensi tra i votanti.

Tra i giovani ci sono dei grandi debutti: vince il bravissimo Michele Zarrillo, con “La notte dei pensieri” (dopo due esperienze nel 1981 e 1982) e rimane così la sua unica vittoria in carriera (anche se meriterebbe di più).

Esordiscono inoltre una brava autrice ed interprete, Mariella Nava (che andrà in finale con “Fai piano”; ci riprova la brava Paola Turci (“Primo tango”) ma come sempre senza fortuna e finale. Un altro esordio è di un giovane biondo, Alessandro Bono, che non va in finale con “Nel mio profondo fondo”; avrà purtroppo una breve carriera poiché lo stroncherà l’AIDS.

Curiosità e sgomento lo porta una ragazzino di 13 anni, Enrico Cifiello (che va anche in finale), che porta un “Un bacio alla mia età”, lui però rassicura che la canzone è dedicata a sua madre.

LE FINALISTE:

NON IN FINALE:

SANREMO 1988 (38a Edizione). Mercoledì 24, Giovedì 25, Venerdì 26, Sabato 27 Febbraio 1988

  • Presentano: Miguel Bosè, Gabriella Carlucci, Beppe Grillo, Carlo Massarini (dal Palarock) e Kay Sandvik (dal Casino)
  • Orchestra diretta da: Nessuna 
  • Totale brani: 42 (26 Big + 16 Nuove Proposte)
  • Organizzazione: Pubblispei (Marco Ravera)
  • La Formula: Una interpretazione per brano: 1a serata: 24 Big tutti in finale; 2a serata: riesecuzione brani dei 24 Big; 3a serata: 16 Nuove Proposte di cui 8 in finale (gara separata); classifica finale dei Big fatta con i voti abbinati al concorso Totip.
  • Canzone vincitrice: “Perdere l’amore”, cantata da Massimo Ranieri

– Sono trascorsi 30 anni da “Nel blu dipinto di blu” e Sanremo la sceglie come sigla d’apertura affidandola a Luciano Pavarotti. Dopo l’ascolto Domenico Modugno si dirà commosso

– Beppe Grillo apre il Festival dicendo che a presentarlo sarà Pippo Baudo, e poi aggiunge: “Ve lo meritereste!”

– Franco Califano esordisce al Festival come cantante (in veste di autore c’era già stato nel 1973, vincendo con “Un grande amore niente più”, cantata da Peppino Di Capri). Il suo brano si intitola “Io” (per le strade di quartiere)

– Una curiosità: “Perdere l’amore”, canzone vincitrice del Festival, era stata presentata l’anno precedente alla Commissione selezionatrice da Gianni Nazzaro, ma era stata esclusa

– Aria di Beatles a Sanremo: Paul McCartney si esibisce al Teatro Ariston, George Harrison al Palarock

– Tra gli altri ospiti: Steve Wonder, Joe Cocker, gli A-ha, Art Garfunkel, Toto, Manhattan Transfer

– La francese Guesh Patti desta scandalo con la sua Etienne, il cui testo è ricco di espliciti riferimenti sessuali

– Ancora un attore comico sale sul palco di Sanremo per cantare : è Francesco Nuti con “Sarà per te”

– Curiosità: la gara viene momentaneamente interrotto per la vittoria di Alberto Tomba nel Gigante olimpico di Calgary

– Suscita critiche la canzone di Luca Barbarossa sullo stupro. Molti si schiereranno contro, anche alcune femministe. Barbarossa riceverà però un telegramma di ringraziamento da parte di Franca Rame

– La polemica: Aldo Biscardi conduce il Processo al Festival. Molti artisti non ne condividono l’impostazione e abbandonano in diretta la trasmissione

– Tra le altre canzoni del Festival: Mi manchi (Fausto Leali), Italia (Mino Reitano), Inevitabile follia (Raf), Andamento lento (Tullio De Piscopo), Il mondo avrà una grande anima (Ron)

– La categoria “Nuove Proposte” è vinta dai Future con “Canta con noi”

Questo Sanremo, sempre del patron Marco Ravera, è presentato dai bravi e diligenti: Miguel Bosè e Gabriella Carlucci; al Palarock, come l’anno precedente, Carlo Massarini e al casinò Kay Sandvich (una bella ragazza di origini orientali, da poco scoperta), Lara Saint Paul e Memo Remigi.

Interessante, fin da subito, è la sigla, dove Luciano Pavarotti canta, facendo roteare una mazza da golf, “Volare” del grande Modugno.

Alla prima apparizione riappare Baudo ma è solo uno scherzo, si vede infatti il comico (che stupirà nelle prossime edizioni) Beppe Grillo che grida “ve lo meritereste! mi avete lasciato un anno e mezzo nello yougurt!” (riferendosi ad una sua pubblicità dello Yomo).

Moltissimi ed illustri ospiti. I bellissimi A-ha; il vecchio ma sempre grande Joe Cocker; Terence Trent d’Arby e Bon Jovi, che iniziavano il loro successo mondiale; Guesh Patty, con un testo definito hard; Art Garfunkel, che è poco disponibile coi giornalisti; i Def Leppard, col batterista che ha perso il braccio in un incidente e gli Eight Wonder di Patsy Kensit (questa volta senza problemi di spallina!). Inoltre intervengono due veri e propri miti: George Harrison, un ex-Beatles, per ritirare un premio per il suo videoclip ma un po’ in sordina ed invece Paul Mccartney, che si esibisce con simpatia, suonando dei nuovi pezzi. Gabriella Carlucci e Miguel Bosè presentano emozionatissimi McCartney (Gabriella è baciata sulla guancia e sostiene che non si laverà la guancia per un po’!), una signora ricca ed ingioiellata salta addosso al Beatle, spiegando che è da tanto tempo che aspetta un momento simile. Alla fine c’era tutta l’atmosfera adatta per fare suonare al “mito”, “Yesterday” ma l’emozionatissimo (giustificato!) Miguel Bosè, non ha il coraggio di dirlo.

Al casinò ci sono ospiti, inoltre, le vecchie glorie: Ben E King, Sandie Show, Antoine e Paul Anka (che ammetterà che i giovani non lo seguono più ma alcuni della sua generazione si).

Molte cose iniziano a questo Sanremo e si portano dietro poi per le prossime edizioni. Prima di tutto la presenza preponderante dei comici. Questa volta tocca a Beppe Grillo, che fa molta scena. Bandito dalla Rai per aver dato dei ladri ai socialisti, egli sventaglia l’assegno datogli per partecipare a questa edizione di Sanremo, dice che per un offesa ai socialisti gli si da una penale di tremila lire, poiché i politici contano poco… e in conferenza stampa, dice che non vuole avere limiti ma non offenderà Maffucci (il direttore della Rai) poiché più lo offende e più lui sale di grado. Alla fine il comico genovese è trainato da una fune.

Come l’anno precedente si svolge un “Processo al Festival”, con i cantanti come imputati e i giornalisti come accusatori, Aldo Biscardi come giudice e Sandro Paternostro come avvocato difensore. Come sempre è un gioco al massacro; Francesco Nuti sarà il primo ad abbandonare schifato il Processo.

E’ prevista anche l’esibizione di Renzo Arbore, fuori programma, ma per le stesse ragioni di Celentano, sempre l’AFI non vuole e non si fa nulla.

Vince un grande ritorno, dopo tanti anni, Massimo Ranieri, tornato al Festival quasi per caso, dopo le sue esperienze teatrali, scopre presto il calore del pubblico e porta una bellissima canzone, che lui interpreta con grinta e ardore, “Perdere l’amore”.

Secondo è ancora Toto Cutugno, con una bella canzone,”Emozioni”, molto differente dall’omonima di Battisti.

Terzo infine è il bravissimo Luca Barbarossa, che porta una canzone coraggiosa sulla cronaca di uno stupro, “L’amore rubato”, con tanto di voci degli stupratori, molti lo elogeranno per questo, tra cui un telegramma di Dario Fo e Franca Rame (che già ne avevano mandato uno a Morandi nel 1972, quando cantava “Vado a lavorare”, dicendo “e sarebbe ora”) e lo ringrazieranno a nome di tutte le donne.

Quest’anno tante sono le belle canzoni e tanti i debutti clamorosi.

Il gruppo delle donne è come sempre ben fornito, seppur tante si esibiscano in look bizzarri: Loredana Bertè, con una gonna tricolore, come la bandiera italiana, canta una bellissima “Io”, dove è mischiato il suo solito rock con una grinta fortissima; Fiordaliso, che si ripete un po’ (nonostante la grinta e la bella voce) con “Per noi”; Flavia Fortunato, come sempre bravissima (seppur con dei problemi con le spalline) ma non compresa con “Una bella canzone”; Fiorella Mannoia, straordinaria con “Le notti di Maggio”, di Ivano Fossati; Marcella che torna grande con “Dopo la tempesta” e la sua bellissima voce e una camicia da notte in pizzo rosso e Anna Oxa, con una bella canzone ma ripresa poco e male, cioè “Quando nasce un amore”, che stupisce ancora con una vestaglia viola e le mutande in tinta (fregandosene delle superstizioni televisive).

Tornano poi gli abitudinari maschili: Nino Buonocore, con una più ritmata e bella “Le tue chiavi non ho”; Peppino Di Capri, che ritorna al napoletano di “E mo’ e mo’” ma forse con una canzone troppo melodica, “Nun chiagnere”; Drupi che esibisce una curiosa canzone allegra,”Era bella davvero”, e anche abbastanza gradevole; Fausto Leali, che ritorna con un altro grande successo (anche se minimamente peggiore di “Io amo”) cioè “Mi manchi” e Zarrillo, che ritorna da vincitore delle “Nuove Proposte” con la bella, ma forse un po’ minore confronto ad altre sue canzoni,”Come un giorno di sole”.

Un discorso a parte lo meritano i gruppi di questa edizione:i Denovo, un gruppo siciliano d’avanguardia, che canta una particolare “Ma che idea”, bellissima ma non compresa e poco adatta al clima Sanremese, i Matia Bazar, per l’ultima volta con Antonella Ruggero, che danno un bel pezzo “La prima stella della sera”; i New Trolls, con la sempre bella “Cielo chiaro” e i Ricchi e Poveri, che abbandonano le canzoni semplici, per “Nascerà Gesù”, un pezzo sulla manipolazione genetica, molto in voga in quei anni. Un posto particolare lo meritano i Figli di Bubba, un gruppo eterogeneo di cui fanno parte anche i comici, Enzo Braschi e Sergio Vastano, che cantano una divertente canzone,”Nella valle dei Timbales”, un ritorno dopo tanto tempo della musica di puro divertimento.

Vi sono poi ritorni clamorosi:Mino Reitano (dal 1974) con una canzone,”Italia”, che vuole essere un inno per gli italiani all’estero (un inno per i prossimi mondiali di calcio in Italia, dice Reitano) ma verrà bersagliata dalla critica; Ron, che ritorna clamorosamente dopo l’esordio nel 1970, con una canzone bellissima delle sue “Il mondo avrà una grande anima”, che però non ha i risultati sperati e Ron (per il momento) deciderà di non tornare più a Sanremo. Notevoli invece gli esordi di: Franco Califano, un cantante con un passato difficile fatto anche di droga (più avanti dirà che ogni volta che sente una macchina della polizia, ha paura che sia per lui!) che descrive la sua esistenza in una bellissima “Io (per le strade del quartiere)”, con la sua particolare voce stanca; Alan Sorrenti, che dopo un periodo di silenzio torna con la bella “Come per miracolo”, che però non è capita dagli elettori, che lo relegano all’ultimo posto.

Da notare la presenza dell’attore comico in gara, Francesco Nuti, che però delude per la sua cupa e banale “Sarà per te” e del batterista Tullio De Piscopo, che sforna il motivo principe dell’estate “Andamento lento”, a cui lo stesso De Piscopo tenterà più volte di ritrovare in altre canzoni. Inoltre c’è anche l’esordio di un grande Big della musica leggera, Raf,con la sua “Inevitabile follia”.

Nelle novità si impongono i Future, con la voce femminile e “Canta con noi” ma l’anno dopo non parteciperanno (per il cambiamento di regole nei gironi) e non avranno neppure successo, si fermeranno qui.

Vi sono alcuni ritorni: Giorgia (la Giorgia Florio del 1983), che non va in finale con la sua “Io con te” ; Paola Turci, che ci va finalmente, con “Sarò bellissima e Mariella Nava, che va ancora in finale con “Uno spiraglio al cuore”. Debuttano: Andrea Mirò (che in verità è una ragazza e futura compagna di Enrico Ruggeri), che non va in finale con “Non è segreto”; il giovane del piano-bar, Stefano Palatresi, con “Una carezza d’aiuto”, è secondo ma il suo grande successo sarà nelle trasmissioni televisive e una tarantina che farà strada, Mietta,con “Sogno”, che non arriva in finale. Un posto in più lo merita un esordiente, con “Voglio vivere in un attimo”, che non andrà in finale ma diventerà un grande Big della musica italiana, Biagio Antonacci.

 

BIG:

NUOVE PROPOSTE:

SANREMO 1989 (39a Edizione). Martedì 21, Mercoledì 22, Giovedì 23, Venerdì 24, Sabato 25 Febbraio 1989

  • Presentano: Gianmarco Tognazzi, Daniel Queen / Danny Quinn, Rosita Celentano e Paola Dominguin; Kay Sandvik e Ann Clare Matz (dal PalaBarilla)
  • Orchestra diretta da: Nessuna 
  • Totale brani: 48 (24 Campioni + 8 Emergenti + 16 Nuove Proposte)
  • Organizzazione: Adriano Aragozzini
  • La Formula: 1 interpretazione per brano: 1a serata: 12 Big tutti in finale + 8 Nuove Proposte (4 in semi-finale) + 4 Emergenti (2 in finale); 2a serata: 12 Big tutti in finale + 8 Nuove Proposte (4 in semi-finale) + 4 Emergenti (2 in finale); 3a serata: 1′ riesecuzione 24 Campioni + le 8 Nuove Proposte qualificate (4 in finale) + 4 Emergenti (proclamazione vincitore); 1′ riesecuzione 24 Campioni + 4 finalisti Nuove Proposte (proclamazione vincitore); 4a serata: 24 Campioni; classifica finale dei Big fatta con i voti abbinati al concorso Totip.
  • Canzone vincitrice: “Ti lascerò”, cantata da Fausto Leali e Anna Oxa

– Per la prima volta affidato a Luciano Aragozzini, il Festival passa a cinque serate. Tre le categorie: Big, Nuovi, Emergenti

– I figli d’arte: sono quattro e tutti alla conduzione del Festival. Tante le gaffes e i tempi morti. Ma perché questa scelta? Soltanto tempo dopo si scoprirà la verità. Il Festival avrebbe dovuto presentarlo Renato Pozzetto. I 4 ragazzi avrebbero dovuto invece condurre solo la parte dedicata agli ospiti stranieri. L’imprevisto no di Pozzetto costringe invece gli organizzatori a correre ai ripari

– I grandi debutti: Enzo Jannacci, in gara con “Se me lo dicevi prima”, e Renato Carosone. che, insieme a Louis Armstrong, è il più anziano cantante in gara nella storia del Festival. Prima volta a Sanremo anche per Jovanotti con la sua “Vasco”

– I grandi ritorni: Gino Paoli e Ornella Vanoni

– Tra gli ospiti stranieri: Charles Aznavour, Boy George, Elton John, Ray Charles

– Il comico di turno in gara è Francesco Salvi con “Esatto!” Arriverà settimo, ma sarà il disco più venduto del Festival

– Le polemiche: gli strali dell’Osservatore Romano per lo sketch sulla religione del Trio Marchesini-Lopez-Solenghi, e le proteste dei cantanti esclusi capitanati da Rita Pavone

– Tra le altre canzoni del Festival: “Le mamme” (Toto Cutugno), “Vasco” (Jovanotti), “Almeno tu nell’universo” (Mia Martini), “Io come farò” (Ornella Vanoni), “Cosa resterà degli anni Ottanta”(Raf)

– La categoria “Nuove Proposte” è vinta da Mietta con Canzoni

– La categoria “Emergenti” è vinta Paola Turci con Bambini

Il primo Sanremo del patron Adriano Aragozzini (si dice molto vicino alla Rai e Gianni Agus), dopo l’abbandono di Marco Ravera, ha molte novità. Viene detto “progetto Zeus”, poiché ogni cosa è ingigantita.

I classici due gironi (Giovani e Big) vengono aumentati a 3 (spesso senza una specifica suddivisione): i Big (cantanti affermati) Emergenti (coloro che hanno almeno un 33 giri all’attivo) Nuovi (coloro che non abbiano mai fatto parte dei Big).

I presentatori sono sicuramente la nota stonata di questo Sanremo, dopo una vana partecipazione di Renato Pozzetto, vengono scelti quattro figli d’arte: Rosita Celentano (figlia del “molleggiato”), Paola Dominguin (figlia di Lucia Bosè), Daniel Quinn (figlio di Anthony Quinn) e Gianmarco Tognazzi (figlio di Ugo Tognazzi). Al Palabarilla (non più Palarock, in onore dello sponsor): Kay Sandvick e Anne Claire Matz. I 4 ragazzi si comporteranno malissimo, tra varie gaffes e impacci (il più famoso è quello di Daniel Quinn, che paragona la comunicabilità della azienda Barilla, alla comunicabilità del grande ospite dell’edizione, Ray Charles).

Gli ospiti sono tantissimi e famosi: Charles Aznavour, Elton John Ray Charles e Dee Dee Bridgewater (che si esibiranno in un duetto da brividi), Boy George, Chico Barque, Depeche Mode, Sandie Show, Nick Kamen, Cliff Richard, Simply Red, Ofra Haza (che purtroppo è stata poi uccisa da un cancro) e gli Europe.

Vengono invitati due comici e tutti e due faranno scandalo. Beppe Grillo, che farà un lungo monologo (prima assicurerà di seguire un certo canovaccio ma poi farà di testa sua), incolpando il giornalista Sandro Mayer, di un intervista con domande stupide al piccolo rapito, Marco Flora (quando Paola Dominguin gli porta un bicchiere d’acqua, lui l’accoglie con un “poverina, anche tu cosa c’entri..”) Inviterà chi è dalla sua parte, ad alzarsi in piedi, poiché non è giusto che poi solo lui si becchi le grane, e tutti si alzano.

La seconda grana viene però dal bravissimo trio: Anna Marchesini, Tullio Solenghi e Massimo Lopez; il secondo, con tanto di remo in mano, imita San Remo e cita dei passi della Bibbia… il Vaticano è scandalizzato e il trio si difende dicendo che già, lo stesso sketch, era stato fatto a Domenica In. Aragozzini prometterà che al prossimo Sanremo, i comici staranno solo seduti a seguire il Festival.

Alla fine vince che di più si aspettava, cioè un duo formato apposta per vincere: Anna Oxa, questa volta in abito più sobrio e meno lunare del solito e il grande Fausto Leali, il “negro bianco”. La canzone, “Ti lascerò”, forse non è bellissima ma è bello l’accoppiamento tra la voce roca di Leali e la bellissima voce di Anna Oxa.

Secondo, per la terza volta consecutiva, Toto Cutugno, che è molto criticato poiché porta una canzone appositamente per Sanremo “Le mamme”. Toto è come sempre in litigio coi giornalisti, che lo prendono sempre di mira.

Terzi, e criticatissimi a tal punto che quando ricevono il premio lui invita chi fischia ad uscire dal teatro, sono Al Bano e Romina Power, che portano una curiosa canzone, sicuramente meno “zuccherosa” delle altre e più varia di melodia,”Cara terra mia”; un contenuto ecologico, un problema molto pressante in questi anni.

Per il resto Aragozzini, grazie alle sue amicizie, porta a Sanremo Big assenti da molti anni: Gino Paoli (1967), che porta una bellissima canzone delle sue ma come sempre non troppo apprezzata,”Questa volta no” (Paoli vorrà cantare con un gruppo di accompagnamento e, nonostante le regole lo vietino, ci riesce forse per il nome che ha) e Ornella Vanoni (1970) che porta un altro bellissimo pezzo “Io come farò”.

Altri Big degli anni ’60 partecipano: Fred Bongusto, con una bella canzone,”Scusa”, che però non è apprezzata dal pubblico del Totip; Gigliola Cinquetti, che si esibisce per la prima volta in una musica latina, con tanto di balletto e minigonna, in “Ciao” e il solito Peppino Di Capri, che porta una bella canzone, dedicata al suo pianoforte “Il mio pianoforte”.

Forte è anche la presenza comica: Gigi Sabani, con una canzone scritta da Toto Cutugno, “La fine del mondo”, che descrive con ironia il giorno della fine del mondo, Sabani canta un po’ imitando e finisce penultimo non apprezzato. Debutta Francesco Salvi, un comico demenziale il cui successo è arrivato con “C’è da spostare una macchina”, porta una canzone,”Esatto” attorniato da un gruppo di uomini travestiti da maiali; la canzone è un tentativo di fare cantare degli animali ma tutto è un fiasco, l’unico animale che sa dire qualcosa (cioè nulla) è un pesce, avrà un grande successo in Hit Parade.

A Sanremo si presenta anche Marisa Laurito, la stella di Renzo Arbore, con “Il babà è una cosa seria”, una canzone a forti doppi sensi sul sesso (come ammetterà lei stessa).

Per il resto vi sono dei clamorosi debutti:il più vecchio cantante mai andato in gara a Sanremo, dopo un lungo periodo di silenzio, il glorioso Renato Carosone, con “Una canzuncella doce doce”, una canzone allegra, tipica del repertorio napoletano. Debutta anche il mitico cantante degli anni ’60, sempre impegnato, il cantante-dottore Enzo Jannacci.Va a Sanremo “tanto per provare”, con un bellissimo testo, “Se me lo dicevi prima”, cioè la classica risposta che da un uomo posato a chi sta male, in questo caso un tossico dipendente. Un altro grande debutto è Jovanotti, non ancora contagiato dal Rap, il giovane cantante arriva a Sanremo con zainetti firmati e abbigliamento semplice ma con 4 guardie del corpo che malmenano chiunque si avvicini. La sua canzone, “Vasco”, è un inno ai bravi ragazzi e alla brava gioventù ed è un assalto a Vasco Rossi, Jovanotti a Sanremo ha anche una relazione con la presentatrice, Rosita Celentano.

Dopo sette anni torna anche Mia Martini, a cui ancora una volta viene chiesto di uscire dal suo isolamento, canta un pezzo straordinario,”Almeno tu nell’universo”, dedicata la suo amore. Per altro ritorna, per tentare un nuovo successo, Tullio De Piscopo, ma la sua “Allora,allora” è divertente ma non di certo bella come “Andamento lento”. Ci riprova anche Raf,con la sua bellissima “Cosa resterà degli anni ’80”, un bilancio del decennio che si chiude.

Per il resto è da ricordare le altre cantanti: Rossana Casale, con la sua bellissima “A che servono gli Dei”, sempre jazzistica e con un bellissimo basso da sottofondo; Fiordaliso, con la bella e grintosa,”Se non avessi te” e Dori Ghezzi, con la sua particolare “Il cuore delle donne”. Infine è da ricordare la presenza di Riccardo Fogli, con la sua bella “Non finisce così” e Sergio Caputo, che porta un brano allegro, “Rifarsi una vita”, che però non è apprezzato dai votanti al Totip, che lo spediscono all’ultimo posto. Infine c’è da notare la presenza dei Ricchi e Poveri, che continuano la strada dell’addio alla “canzonetta”, portando una bella canzone che rivela la bella voce di Angela, “Chi voglio sei tu”. Presenza opaca è di Edoardo De Crescenzo, che porta l’ennesima canzone melodica, “Come mi vuoi”.

Per quanto riguarda la categoria “emergenti”, dove si deve aver composto un 33 giri. La categoria è vinta, finalmente, dalla brava Paola Turci e la sua voce calda,che canta “Bambini”, accompagnata alla chitarra. Pino D’angiò, poi famosissimo bassista, si ritira poiché non sopporta l’atmosfera di tensione del Festival.

Nel girone partecipano: Aleandro Baldi, che è terzo con “E sia così”; Marina Arcangeli, “Il poeta”, ex corista della Nuova Schola Cantorum; la Steve Rogers Band, con “Uno di noi”, il gruppo che segue Vasco Rossi in concerto, già famoso per “Alzati la gonna” e addirittura Gepy e Gepy, il grassissimo cantante del “Piper”, famoso per essere stato il primo cantante rithym and blues in Italia.

Nei “nuovi” vince invece la brava Mietta con la sua voce nasale e “Canzoni”, scritta da Amedeo Minghi. Partecipa Gianluca Guidi, figlio di Johnny Dorelli, con “Amore è”, che entrerà in finale, ma poi abbandonerà il canto per il teatro; ritornerà Aida Satta Flores (“Certi uomini”) che va in finale e Franco Fasano e Jo Chiarello, debuttanti a Sanremo nel 1981, che si piazzano seconda (lei) e terzo (lui) (“Io e il cielo” e “E quel giorno non mi perderai più”). Curiosa è la presenza delle due sorelle, scoperte da Gianni Boncompagni, Brigitta e Benedicta Boccoli, che cantano “Stella”; Benedicta si fidanzerà con Gianluca Guidi, il figlio di Dorelli.

 

(Tratto da: Festival di Sanremo – Sito ufficiale)