ESC 2014: L’EBU-UER affronta la sfida del voto Ucraina-Crimea in Eurovisione 2014

Crimea

Sono passate circa tre settimane da quando Putin ha siglato con i leader della Crimea il trattato per l’annessione, che ha ricevuto poi l’OK della Corte Costituzionale russa, passando per l’approvazione della Duma e infine il Senato russo.

Da allora la tensione non ha fatto che aumentare, in particolare tra Russia e mondo occidentale (USA e Europa in primis), con sanzioni minacciate e poi applicate, diplomazia al lavoro e boicottaggi (in Ucraina i consumatori hanno cominciato a boicottare tutti i prodotti ‘Made in Russia’, dagli alimentari fino alle fiction e serie tv, passando a casi estremi come quelli delle attiviste ucraine che hanno lanciato la campagna “non darla al russo” o, notizia degli ultimi giorni, la chiusura da parte di Mc Donald’s di 3 ristoranti in Crimea. La risposta della Russia non si è fatta attendere, minacciando – per voce del leader ultranazionalista Vladimir Zhirinovski –  il boicottaggio della stessa catena, nonché di un altro colosso americano, la Pepsi Cola).

Ucraina-Crimea-Russia

Ma tutto questo che ripercussioni potrà avere nelle votazioni tra i Paesi in gara al prossimo Eurovision Song Contest? Le questioni più importanti di fatto sono due:

La prima, politica, seppur l’EBU-UER ha sempre dichiarato di voler tenere separate (come è giusto che sia) le questioni politiche dei vari Stati dall’evento musicale più seguito al mondo, l’invasione della Crimea da parte della Russia è ancora oggi grande fatto di attualità in tutti i Paesi dell’UE, nessuno escluso. Proprio per questo, non è difficile immaginare che il televoto (così come il voto delle giurie dei singoli Paesi) possa essere in parte influenzato a favore o contro la Russia (indistintamente dal fatto che il brano delle gemelle Tolmachevy possa essere o meno apprezzato). 

La seconda, tecnica e forse anche più cruciale. I voti provenienti dalla Crimea (tramite televoto), verranno considerati nel conteggio finale come inviati dall’Ucraina o dalla Russia? La questione non è proprio di poco conto, perchè di fatto la Crimea è ormai annessa alla Russia (quindi i voti inviati dalla popolazione locale dovrebbero a questo punto essere sommati e conteggiati insieme a quelli dei cittadini russi), ma le infrastrutture utilizzate per comunicare (vedi telefonia fissa e mobile) sono ancora quelle ucraine.

Si gioca tutto, o quasi, sul prefisso telefonico. La risposta alla questione “tecnica” sul televoto la da indirettamente il primo ministro Dmitry Medvedev, che ha ordinato a fine marzo all’operatore statale Rostelecom di cominciare ad offrire servizi di telefonia anche nella penisola di Crimea appena annessa. Non solo, il governo di Crimea ha fatto sapere che stanno già lavorando per modificare il prefisso telefonico dell’area appena annessa alla Russia da 0038 (il prefisso internazionale dell’Ucraina) a 007 (appunto quello russo). Se entro maggio l’operazione andrà in porto, i voti dei cittadini di Sebastopoli e aree limitrofe saranno automaticamente conteggiati come inviati dalla Russia e quindi non potranno influenzare il televoto ucraino. Viceversa, se rimarrà in vigore l’attuale prefisso telefonico, il voto sarà inesorabilmente influenzato anche da quel 17/18% di popolazione filorussa residente in Crimea e nell’Est del Paese che potrebbe optare per sostenere le rappresentanti della Russia. Quello del futuro cambio di prefisso telefonico da parte della Crimea è un fattore non proprio da sottovalutare nel contesto attuale.

Il ruolo dei giurati, a tutto questo si aggiunge un altro fattore chiave: la tv pubblica ucraina – a cui spetta il compito di selezionare i giurati – ha sede a Kiev (centro della rivolta pro-Europa) e l’attuale direttore è espressione del governo transitorio filo-europeo. Nulla vieta di pensare che i giurati selezionati dalla stessa tv pubblica possano essere influenzati dagli avvenimenti degli ultimi mesi nelle scelte che faranno (penalizzando magari la Russia). E questa ipotesi potrà essere verificata tra poche settimane, visto che il nuovo regolamento impone che i voti dei singoli giurati vengano resi noti dopo la finale del 10 maggio. In questa edizione dunque i fattori in gioco sono molti così come le variabili da qui a maggio, quando scopriremo quanto le gemelle Tolmachevy, con il loro brano “zuccheroso”, pieno di buoni e amorevoli propositi (che stridono come non mai con quanto messo in atto negli ultimi mesi dal Paese che rappresentano) potranno conquistare critica e platea televisiva.

(Tratto da: Eurofestivalnews)