Ad un giorno dal via dell’Eurovision Song Contest 2015 che si terrà quest’anno in Austria, nel complesso Wiener Stadhalle di Vienna, sede di eventi sportivi e musicali con ben 16.000 posti disponibili, l’Europa indica l’Italia come squadra da battere.
Ebbene sì, mai come quest’anno, anche considerando le ultime edizioni da quando la Rai è tornata in gara all’ESC, l’Italia grazie alla canzone “Grande amore” de Il Volo gode del favore dei pronostici. Al momento la manifestazione canora più nota a livello europeo, non ha ancora raggiunto in Italia l’enorme popolarità che ormai da anni si riscontra in altri Paesi europei e nessun bookmaker licenziato AAMS (Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, Agenzia delle dogane e dei monopoli) offre quote per scommettere sull’Eurovision.
Osservando le quote offerte dai bookmaker europei ed il loro andamento – solitamente ci azzeccano, qualche volta sorprendono, ma quest’anno l’Italia vincitore dell’ESC 2015, almeno secondo le quote bookmakers, che già da tempo danno la vittoria al trio italiano Il Volo in cima alle rispettive graduatorie e più precisamente tra il primo e il secondo posto, spesso in lotta o con la Svezia rappresentata da Måns Zelmerlöw oppure con l’Estonia che gareggerà con il duo formato da Elina Born & Stig Rästa. Mediamente infatti, a seconda dell’operatore prescelto, scommettendo oggi 1 euro sulla vittoria italiana si potrebbero vincere, in caso di successo de Il Volo, una cifra che oscilla mediamente tra i 2,50 e i 4 €. E ciò considerando solo i più importanti siti specializzati in scommesse sugli eventi. Saranno in grado i nostri 3 tenori di riportare una vittoria italiana agli Eurovision, che manca ormai da 25 anni?
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11 Maggio 2015 – 10 Maggio 2015
- 1. Svezia
- 2. Italia
- 3. Australia
- 4. Estonia
- 5. Finlandia
- 6. Russia (+1)
- 7. Norvegia (-1)
- 8. Azerbaigian
- 9. Slovenia
- 10. Islanda (+1)
- 11. Regno Unito (-1)
- 12. Belgio
- 13. Spagna
- 14. Albania
- 15. Bielorussia
- 16. Armenia
- 17. Israele
- 18. Lettonia
- 19. Cipro
- 20. Austria
- 21. Serbia (+1)
- 22. Grecia (-1)
- 23. Ungheria
- 24. Polaonia
- 25. Paesi Bassi
- 26. Lituania
- 27. Romania
- 28. Germania
- 29. Danimarca
- 30. E.R.I. di Macedonia (+1)
- 31. Francia (-1)
- 32. Georgia (+1)
- 33. Irlanda (-1)
- 34. Montenegro
- 35. Malta
- 36. Svizzera (+2)
- 37. Repubblica Ceca (-1)
- 38. San Marino (-1)
- 39. Moldavia
- 40. Portogallo
A puntare sugli italiani non sono soltanto i bookmakers che, come noto, costruiscono le loro quotazioni anche in base all’andamento delle scommesse. L’Italia risulta in cima alle preferenze della vigilia un pò in tutti i siti e i blog specializzati in merito, tra i classici sondaggi annualmente indetti. Tra le altre cose l’Italia ha anche vinto il sondaggio annualmente organizzato dall’OGAE – sigla che riunisce i fan club ufficiali dell’ESC sparsi per il mondo – superando nelle preferenze, grazie ai 367 punti raccolti, la Svezia 2° classificata e l’Estonia 3° classificata.
Come tutti gli italiani già sanno conoscendo la storia del Festival di Sanremo e dei relativi pronostici della vigilia, anche all’ESC le quote offerte dai bookmaker europei ed il loro andamento – solitamente ci azzeccano, qualche volta sorprendono. Negli anni passati non sono mancati casi in cui i favoriti della vigilia non solo non hanno poi centrato l’obiettivo, ma a volta hanno perfino floppato alla grande.
L’anno scorso nell’edizione danese tutti avevano sottovalutato i due Paesi che otterranno poi i piazzamenti più alti, ovvero Austria e Paesi Bassi, quest’ultimo autentica sorpresa rispetto alle aspettative della vigilia, laddove quasi tutti indicavano la Svezia tra i favoritissimi – che terminerà terza – nonché Israele ed Ungheria tra i possibili outsider per la vittoria. I più ricorderanno come, nel caso di Israele, la previsione fu quanto mai infelice giacché la pur talentuosa cantante israeliana Mei Finegold non riuscì neppure a qualificarsi per la finale. Emma Marrone balzò inizialmente in cima ai primi pronostici, salvo poi perdere quotazioni man mano che la cantante eseguiva le prime performance live del brano “La mia città”, non convincendo del tutto.
Il 2013 e il 2012 furono anni in cui si riuscì a pronosticare correttamente il risultato finale, senza particolari sorprese. Danimarca ed Ucraina erano ritenute dai più le favorite dell’edizione ospitata dalla Svezia, ed effettivamente la classifica finale confermerà le stesse rispettivamente al primo e al terzo posto.
In quello stesso anno tuttavia ci fu un altro grande flop, quello di San Marino. Valentina Monetta sembrava pronta a qualificare il Titano per la prima volta nella storia dell’ESC secondo i vari sondaggi indetti (San Marino, ad esempio, era secondo nel sondaggio OGAE), ma alla fine per pochi punti dovette arrendersi in Semi-Finale, rimandando l’appuntamento con la storia del suo Paese al 2014.
Il 2012 fu l’anno dei record per la Svezia e per Loreen, che sembrò fin da subito avere pochi rivali per la vittoria. E così fu. Vittoria netta mai messa in discussione dalle simpatiche nonnine russe delle Buranovskiye Babushki che chiusero ben distanti al secondo posto. Situazione simile a quanto accadde nel 2009 quando Alexander Rybak trionfò per la Norvegia con tutti i favori della vigilia.
Storia decisamente diversa quella del 2011 e 2010. In entrambe le annate la spunteranno due Paesi che erano stati sottovalutati dagli addetti ai lavori. Nel 2011, anno del ritorno italiano, fu proprio Raphael Gualazzi a sorprendere i più conquistando un inaspettato secondo posto, anche per il fatto che portava un brano jazz decisamente inusuale per l’Eurovision Song Contest. L’esibizione live in quel caso riuscì a stregare giurie e televoti (soprattutto le prime). Ancor più sorprendente tuttavia fu la vittoria del duo dell’Azerbaigian, che finì per sollevare addirittura sospetti di brogli. Ciò che è certo è che prima della manifestazione veramente in pochissimi avrebbero scommesso sugli azeri per la lotta al gradino più alto. I favoriti quell’anno sembravano essere invece i famosissimi
I Blue in rappresentanza del Regno Unito – che invece chiuderanno solo 14° – l’Ungheria, che pareva proiettata alla vittoria con un brano in pieno stile eurofestivaliero eseguito da Kati Wolf e che invece, anche a causa di un live non proprio eccelso, stenterà chiudendo appena al 22° posto, ed ancora una volta la Svezia che si fermerà al 3° posto con il giovane Eric Saade e il suo “Popular”.
Nel 2010 Oslo celebrò la prima vittoria di una BIG-4 (poi BIG-5), che nelle edizioni precedenti dall’introduzione di questa regola avevano quasi sempre stentato. Forse anche per questo non tutti avevano colto il potenziale della canzone Satellite della tedesca Lena, salvo uno sprint finale nelle quotazioni dei bookmaker che avvenne però solo a pochissimi giorni dal via. In precedenza l’attenzione era concentrata sul duo danese, che chiuderà poi quarto.
La lista dei grandi flop delle previsioni potrebbe ancora continuare guardando agli anni passati (Belgio 2004 e 2006, Svizzera 2007, Svezia 2008, ecc.). La storia recente comunque ci dimostra come i pronostici della vigilia alle volte ci hanno azzeccato e talaltre hanno preso grosse cantonate. Non ci resta che attendere e godeci lo spettacolo.
Il gruppo italiano Il Volo, vincitore del Festival di Sanremo di quest’anno, rappresenterà l’Italia direttamente in finale e proverà a fare il bis. Negli scorsi anni, a difendere i nostri colori, ci sono stati Raphael Gualazzi, Nina Zilli, Marco Mengoni ed Emma Marrone. Il regolamento della kermesse europea prevede infatti che l’Italia, insieme al Paese ospitante e alle altre 4 più grandi nazioni europee partecipanti (Regno Unito, Francia, Germania e Spagna), passi automaticamente al Gran Finale, saltando il precedente processo di selezione a cui sono tenute le restanti nazioni europee. L’Austria entra direttamente in finale in quanto Paese vincitore dell’edizione passata. Inoltre quest’anno un Paese non europeo entrerà nel vivo della gara canora, su invito dell’EBU e l’ORF per celebrare i 60 anni di Eurovision. Trasmesso nelle tv australiane da più di 30 anni, l’Eurovision 2015 ha sempre riscosso una gran successo – popolarità tale da portare la terra dei canguri direttamente in finale in qualità partecipante e “special guest” della 60esima edizione della gara.

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