Conchita Wurst, vincitrice dell’Eurovision Song Contest 2014, è arrivata a Milano, dove ha presentato il primo album e un libro autobiografico.
Il primo lavoro da studio firmato dall’artista austriaca s’intitola ‘Conchita’, uscito il 19 maggio e la sua pubblicazione è stata anticipata di qualche giorno da quella del volume ‘Io, Conchita. La mia storia‘ (pubblicata in Italia da Mondadori Electa), con il quale Tom Neuwirth di ventisei anni, questo il vero nome della cantante, parla della sua infanzia e di vita privata.
La cantante, una delle madrine di Milano Pride 2015, è arrivata in città per presentare i suoi lavori nella sala Reale della stazione Centrale, luogo protagonista di Expo 2015 con eventi e incontri. Conchita Wurst è stata scelta, con Tracy Young, dj di Madonna, come madrina degli eventi della settimana dedicata dei diritti dei LGBT (dal 22 al 28 giugno) che culminerà con la tradizionale parata sabato 27 e sarà preceduta da una festa sabato 20 sulla terrazza del padiglione Usa a Expo.
L’incontro con la stampa si è tenuto nella Sala reale della Stazione Centrale di Milano. “Ho lavorato per anni per fare la cantante perché il mio obiettivo è fare qualcosa che mi renda felice. Volevo anche essere famosa perché è divertente ma conduco anche una vita normale andando a fare la spesa. Senza ciglia finte e parrucca non mi riconoscereste”, queste le parole di Conchita Wurst.
L’album è composto da totale di dodici canzonida ‘You are unstoppable’ fino a ‘The other side of me’, che, a detta della cantante, rispecchiano gran parte dei suoi gusti musicali: “Ho cominciato a cantare grazie a Shirley Bassey e alla sua “Goldfinger” contenuta in una compilation che aveva mia mamma. Oggi il mio sogno da cantante è quello di vincere un Grammy”, ha detto la Wurst.
Quelli che sono seguiti dopo aver vinto l’Eurovision Song Contest di Copenhagen lo scorso anno, per Conchita sono stati dodici mesi intensi con diverse performance dal vivo, tra le quali quella al Crazy Horse e quella all’ONU alla presenza di Ban Ki-Moon, che però non hanno fatto dimenticare alla cantante le critiche che le sono arrivate addosso in occasione della sua partecipazione all’ESC, in particolare quelle arrivate dalla Russia, anche da esponenti del Cremlino: “Mi piacerebbe incontrare Putin per capire certi suoi ragionamenti. Vorrei capire e magari cercare di fargli cambiare idea”.
Coincidenza ha voluto che a Milano – all’Expo per la precisione – stia per arrivare anche Putin e a Conchita Wurst è stato chiesto se volesse incontrarlo. Dopo una battuta. “Non sapevo che fosse qui, siamo amici”, ha detto scherzando.
Poi ha specificato che vorrebbe proprio capire le posizioni del governo russo in materia di diritti umani delle persone LGBT: “Mi piacerebbe molto incontrarlo per capire cosa davvero significhi essere Vladimir Putin, ma anche Obama o il Papa. Penso di poter imparare molto e d’altro canto vorrei capire in questo caso perchè il signor Putin ha preso questa decisione che non mi piace. Mi piacerebbe capire il punto, perchè se lo capissi gli direi che si sbaglia. Da un lato sono curiosa di sapere, dall’altro vorrei parlargli perchè penso che cambierebbe idea”.
“Non sono certo Madonna e non mi aspetto di vedere migliaia di persone davanti al palco. Però oggi sono quello che volevo essere e quello che conta per me è essere autentica in quello che faccio”.
Il libro è nato qualche tempo dopo la vittoria a Copenaghen: “La prima volta che mi è stato proposto ho rifiutato perché sono troppo giovane per un libro di memorie. Poi ho pensato ad un libro che mi raccontasse anche con delle fotografie. Ho avuto l’occasione di vedere la mia vita in poco tempo, ho riscoperto tante cose di me stessa. Oggi sono molto orgogliosa di avere un libro tradotto in 6 lingue”, ha raccontato la Wurst.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.