ESC 2016 – Italia: Francesca Michielin potrebbe portare un’altro brano a Stoccolma

francescamichielin-1-e1456409402824

Prosegue la promozione di ‘di20are’, il disco di Francesca Michielin uscito a seguito del Festival di Sanremo 2016 che l’ha incoronata come vincitrice morale.

Si è presentata per la prima volta al Festival di Sanremo e con la sua “Nessun grado di separazione” è arrivata a un passo dalla vittoria. Ora la giovane cantante, che proprio oggi compie 21 anni, non perde occasione per parlare dell’Eurovision Song Contest di Stoccolma dal 10 al 14 maggio, nel quale rappresenterà l’Italia e che la vedrà protagonista.

Qualche giorno fa è stato riportato il desiderio della cantautrice di esibirsi in inglese, come dichiarato a Radio Company. In realtà il team che la seguirà nel progetto (la sua casa discografica Sony Music Italia assieme alla RAI) non ha ancora chiaro che brano la Michielin canterà sul palco della Globen Arena di Stoccolma e in che lingua.

Lo afferma la stessa Francesca a Radio Deejay: “Stiamo scegliendo adesso il brano, c’è questa diatriba tra italiano e inglese, è un dubbio amletico che ci stiamo portando avanti da qualche giorno io e il mio team di lavoro. Adesso decideremo il brano e di conseguenza si deciderà tutto, la scenografia, il vestito ecc. Anche il fatto di portare un altro brano non è una brutta idea. Dipende sempre dalla canzone, questa è la verità“

Francesca conferma che la scelta non è limitata al sanremese “Nessun grado di separazione”, brano armonico e orecchiabile e con un testo non banale, che fa riferimento alla teoria del mondo piccolo, o dei 6 gradi di separazione, che sostiene che ognuno di noi è separato da qualunque altra persona al massimo da 6 passaggi relazionali: “Ovviamente io l’ho traportata dal piano sociologico a quello emotivo. Spesso ci chiudiamo in una scatola per insicurezza e timore anche di noi stessi. Il brano racconta la voglia di uscirne, per aprirsi alla vita. Avere un contatto il più diretto possibile con il mondo“.

Una buona occasione per farsi conoscere all’estero sfruttando una vetrina che da qualche tempo ha ripreso quota anche in Italia dopo anni di oblio (la finale andrà in prima serata su Raiuno) e mancate partecipazioni, ma che quest’anno ha cambiato anche il regolamento delle votazioni, rendendolo simile a quello del Melodifestivalen, oltre ad aver appiattito il divertimento obbligato di sentire le parole in lingua nazionale a favore di uno sterile liberi tutti.

“Nessun grado di separazione” potrebbe tranquillamente funzionare anche in versione accorciata a tre minuti, alla fine optare per l’inglese (in Spagna hanno fatto la stessa scelta incassando una valanga di critiche) vorrebbe dire conformarsi alla extra maggioranza dei Paesi che va da Est a Ovest con anche una puntatina in Australia, e perdere quel particolare appeal che la lingua italiana ha in tutto il mondo; questo al di là del fatto di voler puntare o meno a una vittoria che lo scorso anno Il volo ha rischiato di cogliere essendo stravotato ovunque al televoto, ma affossato da alcune giurie, con tanto di polemica tra il pubblico eurovisivo che segue la manifestazione.

Ancora meglio aveva fatto Raphael Gualazzi, questa volta sospinto dalle giurie, arrivato secondo nel 2011 cantando una parte della sua canzone “Follia d’amore” (Madness of love) proprio in inglese. Scelta fatta anche da Nina Zilli l’anno successivo con “L’amore è femmina” sottotitolata “L’amore è femmina (Out of Love)”, con molta minor fortuna (nona), mentre Marco Mengoni colse un tutto sommato onorevole settimo posto con il successone italianissimo “L’essenziale” e per Emma Marrone due anni fa, ventunesimo posto con “La mia città”. Restiamo in attesa di sapere se Francesca e il suo staff rinunciaranno all’italiano in gara o semmai porta contemporaneamente una versione in inglese. 

Rispondi