Sanremo 2019: Paola Cortellesi e Miriam Leone co-conduttrici con Baglioni del prossimo Festival?

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Su chi saranno i conduttori / le co-conduttrici che affiancheranno Claudio Baglioni  sul palco del Teatro Ariston di Sanremo il prossimo febbraio si continuano oggi a fare supposizioni e scommesse. Gli ultimi nomi in rete in questi giorni sono quelli di Paola Cortellesi e di Miriam Leone,  stando a quanto riportato dal quotidiano italiano Il Fatto Quotidiano.

Scartata l’ipotesi di Laura Pausini e il ritorno di Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, che quest’anno non ci saranno e lasceranno il posto ad altri due personaggi del mondo del cinema e della TV. Le prime indiscrezioni parlano di Paola Cortellesi e Miriam Leone.

Il Fatto Quotidiano anticipa il nome di Paola Cortellesi, l’amica della Pausini, di cui si era già parlato in passato, un sogno del cassetto di Baglioni. Stando a quanto scritto sulle pagine del Fatto Quotidiano, il conduttore della kermesse vorrebbe fortemente al suo fianco l’attrice comica Paola Cortellesi per il Festival di Sanremo 2019. Sul fronte dei volti maschili, dallo scorso anno circola invece il nome di Beppe Fiorello ma quest’anno potrebbero tornare sul palco due figure femminili, a differenza dei co-conduttori scelti lo scorso anno. Se tutto questo diventasse realtà (le voci sulla Cortellesi non sono ancora state smentite, segno forse che qualcosa in caldo c’è realmente), per la Cortellesi non si tratterebbe di un debutto assoluto, come del resto è già accaduto con Michelle Hunziker, la comica era infatti nel cast fisso dell’edizione 2004 condotta da Simona Ventura.

Su Miriam Leone, l’ex Miss Italia, è invece il settimanale Oggi ad esporsi: “Gira voce che sogni di salire sul palco dell’Ariston e di affiancare Claudio Baglioni alla conduzione del prossimo Festival di Sanremo”, si legge tra i gossip del nuovo numero in edicola.

Decisamente troppo presto per ottenere conferme e/o smentite ufficiali non ci resta che attendere i prossimi mesi. La macchina del Festival di Sanremo 2019 è già in movimento e il direttore artistico Claudio Baglioni ha già dimostrato ampiamente di voler rivoluzionare la kermesse per sorprendere il pubblico ancora una volta.

La decisione di scorporare la gara riservata alle nuove proposte ha fatto discutere: le esibizioni si terranno in una settimana specifica nel mese di dicembre e all’Ariston, nella settimana del Festival, non arriveranno tutti bensì solo i due “vincitori” che saranno in gara con i Big, i Campioni in gara.

Il festival di Sanremo, per mano del suo direttore artistico Claudio Baglioni, prova a fare la rivoluzione e a cambiare pelle ancora una volta. E allora, per l’edizione numero 69, via alla divisione tra Big e Nuove Proposte, come eravamo ormai abituati a vedere da più di 30 anni (era il 1984 quando Eros Ramazzotti veniva incoronato primo vincitore nella neonata categoria Giovani con Terra Promessa), e avanti tutta con un’unica gara, in cui saranno ammessi i due vincitori di un nuovo contest per 24 artisti ‘under 36’ che si terrà nella settimana dal 17 al 21 dicembre. Un festival, dunque, che – a conti fatti – raddoppia, così come aveva sognato e ipotizzato il direttore artistico fin dall’inizio della sua avventura.

“Avrei potuto lasciare – ha scritto su Facebook Baglioni, riconfermato dopo gli ottimi e sorprendenti risultati dello scorso febbraio e intenzionato a fare ancora meglio -. E, invece, ho scelto di raddoppiare. Continuare, bissando, è la scelta più difficile. Ma il fascino dell’impresa è sempre proporzionale al rischio: più grande il rischio, più grande l’impresa. Per questo ho deciso di raddoppiare. L’idea di un Sanremo doppio mi girava in testa già da prima dell’edizione2018. L’idea delle due settimane, nasceva dal bisogno di ripensare, arricchendola, una formula che, almeno nei suoi elementi essenziali, mi sembrava meritasse di essere rivitalizzata. A me non interessa solo un ‘nuovo Sanremo’: mi appassiona un ‘Sanremo nuovo’. Un Sanremo, cioè, che abbia qualcosa di inedito, nel senso di interessante, avvincente, magari addirittura sorprendente, da dire e lo dica nel modo migliore possibile. Bisogna anche alzare ancora un po’ l’asticella e provare a saltare ancora qualche centimetro più in alto; provare a stabilire un nuovo record”.

Un’evoluzione del Festival che passa quindi anche per un’intera settimana dedicata ai giovani. “Del resto, chi più di un giovane, può rappresentare una novità?”, aggiunge ancora il cantautore che ha voluto togliere quelle che sentiva come una limitazione discriminante. “Il confronto diretto è tra parole, musica, interpretazione, arrangiamento, emozione”.

La seconda settimana del festival (che in realtà temporalmente arriverà prima di quella in programma a febbraio), riprende il nome di “Sanremo Giovani” e si articolerà in due prime serate, il 20 e 21 dicembre, e quattro pre-serali nella stessa settimana durante i quali i finalisti potranno far conoscere le loro canzoni e le loro storie, che andranno in onda su Rai1 e, in contemporanea, su Radio2, in differita, su Rai4 e, in replica, di nuovo su Rai1.

I vincitori della prima e della seconda serata conquisteranno un pass per l’Ariston e, teoricamente, la possibilità di vincere il festival.

A dire il vero, già Tony Renis nel 2004, aveva provato a eliminare le divisioni. Esperimento che non ebbe seguito: l’anno successivo tornò la categoria dei giovani (spesso relegati in tarda serata, fino all’era Conti). Dal 1984 sul palco dell’Ariston di giovani diventati big ne sono passati molti: da Laura Pausini ad Andrea Bocelli, da Alex Britti a Marco Masini, passando per Michele Zarrillo e tra gli ultimi Francesco Gabbani, Ermal Meta, Arisa.