ESC 2019 – Ucraina: Scoppia il caso Maruv e il contrato impostole

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Nemmeno ci si è resi conto del vincitore, che è partito lo scandalo. Se la sua partecipazione a Vidbir 2019 aveva già creato un gran chiacchiericcio, ora addirittura l’inattesa vittoria sta creando il caso: si tratta di Maruv, che ha vinto la selezione nazionale dell’Ucraina per l’Eurovision Song Contest 2019, ma che non potrà dirsi vittoriosa così facilmente.

Colpevole di aver tenuto, nonché annunciato, un tour anche in Russia, Maruv si è vista osteggiata durante tutto il corso della serata, in quanto già pesantemente criticata dal panel di giudici in sala, tra cui sedeva anche Jamala.

Forti critiche sono piovute sulla cantante già durante le fasi di preselezione, dove è stata interrogata sui suoi legami con la Russia e, proprio durante la finale di poche ore fa, le è stato anche chiesto di confermare la sua posizione a riguardo della contesa Crimea, dovendo pubblicamente dichiarare – a tal riguardo – che il territorio in oggetto fosse da considerare parte dell’Ucraina.

Cercando di difendersi dalle accuse, la cantante ha dichiarato: “Alcuni imbracciano le armi, io invece cerco di diffondere la pace con la musica e le canzoni. Voglio ricordare ancora una volta che l’Eurovision Song Contest è un concorso creato dopo la Seconda Guerra Mondiale in modo che i paesi potessero unirsi, per festeggiare tutti assieme e condividere le loro culture, e penso che questo sia davvero importante. Prima di tutto, stiamo parlando di un concorso canoro, e non di una elezione politica!

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Invece, la vicenda è immediatamente diventata politica. Queste parole, infatti, non hanno trovato il favore del Vice Primo Ministro dell’Ucraina Vyacheslav Kyrylenko, che ha rilasciato una pesante dichiarazione: “Posso solo ancora una volta ripetere l’opinione di molti: il rappresentante dell’Ucraina non può essere un artista che è stato in tour nello stato aggressore, che pianifica di farlo in futuro e non vede nulla di riprovevole in questo. Inoltre, la selezione del partecipante all’Eurovision per l’Ucraina è lontana dall’essere completa.”

Kyrylenko già in passato era stato categorico sulla possibilità di mandare un artista che aveva messo piede in terra nemica per tenere concerti, definendo che, piuttosto che essere rappresentati da una persona simile, sarebbe stato meglio che all’Eurovision Song Contest “nessuno ci fosse proprio andato”.

La vicenda, quindi, sembra tutt’altro che conclusa, vista anche la dichiarazione rilasciata dall’emittente pubblica ucraina UA:PBC al termine di Vidbir 2019: “L’annuncio ufficiale del rappresentante dell’Ucraina all’Eurovision Song Contest 2019 sarà effettuato in seguito al controllo della conformità dei musicisti per il rispetto delle condizioni e dopo la firma del contratto.”

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Aggiornamento¹ – Continua a tenere banco il caso che sta coinvolgendo Maruv, l’artista che ieri ha vinto con “Siren song” la selezione nazionale ucraina per l’Eurovision Song Cotnest, il Vidbir, ma che allo stato attuale non sa se rappresenterà il suo Paese a Tel Aviv.

Il maggior problema che Maruv sta affrontando è quello delle esibizioni già programmate da tempo in Russia. Queste, infatti, si scontrano con il contratto che l’artista rappresentante l’Ucraina deve firmare al fine di poter presenziare all’Eurovision.

È stato rivelato da Viktoriia Sydorenko, che dirige il dipartimento delle relazioni pubbliche e con i media della UA:PBC, la tv di Stato, che all’interno di detto contratto c’è la clausola che impedisce all’artista in gara in Europa di effettuare concerti in Russia (limitatamente, si presume, al periodo eurovisivo).

La stessa Sydorenko, inoltre, afferma che la decisione ultima su chi debba rappresentare il Paese spetta all’emittente.

All’artista è stato dato, ieri, un ultimatum di 24 ore per decidere se accettare o meno il contratto, mentre la decisione finale sulla questione è attesa per domani, 25 febbraio 2019.

Non è la prima volta che emergono tensioni che riguardano il rapporto Ucraina-Russia all’Eurovision Song Contest: nel 2016 la vittoria di Jamala (che proprio ieri ha avuto, durante la finale nazionale, un contatto non proprio sereno con Maruv) con “1944” ha aperto ogni genere di discussioni.

La miccia accesa esplose poi con la scelta di Julia Samoylova, le cui performance in Crimea hanno creato un caso durato un mese e risoltosi ad aprile con la rinuncia della Russia a partecipare all’Eurovision Song Contest.

Nel breve volgere di poco tempo, al massimo un giorno, dovremmo dunque conoscere la fine di questa complessa vicenda. Come postilla finale, va ricordato che Maruv un singolo al numero uno in Russia l’ha avuto, “Drunk Groove”, nel 2017.

Aggiornamento² – Alla fine la risposta di Maruv arriva. L’artista ucraina, che sabato ha vinto la selezione nazionale, il Vidbir, dopo una giornata di silenzio mette in chiaro parecchi punti relativi alla partecipazione dell’Ucraina all’Eurovision Song Contest 2019.

Lo fa con un lungo post sul suo account Facebook, che tocca molti punti relativi al contratto reso famoso dalla presenza della clausola per cui non si possono effettuare concerti in Russia.

Di seguito il post con la traduzione del testo: 

Le ultime 24 ore sono state le più ricche di emozioni della mia vita. Ho vinto lealmente la preselezione nazionale per l’Eurovision 2019, ricevendo il massimo supporto dai telespettatori e un alto punteggio dai membri della giuria. Ma ora vogliono portarci via la nostra vittoria.

Sono ucraina, amo il mio Paese e sono fiera di rappresentare l’Ucraina a Tel Aviv all’Eurovision Song Contest 2019, nonostante abbia ricevuto in un giorno offerte da tre differenti Paesi per rappresentarli. Ma la mia risposta è categorica, mi esibirò per l’Ucraina e per nessun altro.

Avrete certamente già saputo del contratto tra il rappresentante dell’Ucraina e la NTU, che dev’essere firmato oggi prima di pranzo. Sono pronta a cancellare le mie performance in Russia. Nella trasmissione in diretta ho risposto a tutte le domande che erano interessanti per la giuria. Non ho visitato la Crimea dal 2014. Non ho violato nessuna legge ucraina. Sono pronta ad assumermi tutti i costi della partecipazione nella competizione internazionale.

E ora, veniamo allo sbalorditivo contratto in sé, che mi richiede quanto segue:

  1. Mi è proibito fare qualsiasi improvvisazione sul palco senza l’approvazione della NTU (una spaccata non concordata, per esempio, potrebbe costare una multa di 2 milioni di grivnie – poco più di 65.000 euro, N.d.R.)
  2. Immediato trasferimento del copyright della canzone alla casa discografica internazionale Warner Music (tale questione di diritti era nota già prima dell’inizio del concorso)
  3. Attenersi completamente a tutte le richieste e le istruzioni della NTU (in teoria, potrebbero forzarmi a ballare ad una festa di compleanno con qualche vice ministro e, in caso di rifiuto, potrebbero squalificarmi e costringermi nuovamente a pagare una multa di 2 milioni di grivnie. In più, dovrei compensare la NTU per le perdite!)
  4. Il divieto di comunicare con i giornalisti senza il consenso della NTU (il che viola del tutto la libertà di parola e i diritti umani)

E un sacco di altre cose assurde.

In caso di violazione di uno di questi punti, ci sono una multa di 2 milioni di grivnie e una compensazione per le perdite di ammontare indefinito.

In cambio, dalla NTU non ricevo niente: non un centesimo di supporto finanziario, nessuna assistenza nell’organizzare un viaggio, e nessun, in particolare, supporto per la promozione all’estero. Devo addirittura provvedere io stessa al mio visto.

In realtà, nel contratto ci sono solo pochi punti riguardanti gli obblighi della NTU:

  1. Darmi informazioni sulle regole del concorso.
  2. Portare 10 persone a mie spese, con il permesso della NTU.
  3. Aderire alle condizioni di questo contratto.

Mi sento pressata! E vedo chiari tentativi di costringermi a rifiutarmi di rappresentare il mio paese all’Eurovision Song Contest 2019.

Vi chiedo il vostro supporto, quello della stampa e dei giornalisti indipendenti che non sono pronti a obbedire agli ordini di qualcuno.

Maruv cita la NTU, che è il vecchio nome della UA:PBC, la rete pubblica ucraina in gara all’Eurovision Song Contest, cui ci si riferisce tuttora nel vecchio modo in terra ucraina.

Nelle prossime ore scopriremo se la vicenda si comporrà di nuovi elementi.