ESC 2019: L’appello di Roger Waters a Madonna per l’Eurovision Song Contest

Rogers Waters performs in San Jose

L’ex Pink Floyd Roger Waters invita la popstar statunitense a boicottare l’Eurovision Song Contest in programma a Tel Aviv e tutti i concorrenti a leggere la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Sin da quando è stata ufficializzata la partecipazione di Madonna, nel mese di aprile, alla serata finale del prossimo Eurovision Song Contest il 18 maggio a Tel Aviv, in Israele, è stato chiesto alla popstar statunitense di recedere dal proprio proposito e boicottare la manifestazione canora a causa dei diritti umani calpestati dallo stato di Israele nei confronti dello stato palestinese.

Una cinquantina di personalità britanniche che comprendono, tra gli altri, il musicista Peter Gabriel e il regista Ken Loach, chiedono che venga boicottata la competizione canora in sostegno dei diritti dei palestinesi calpestati dallo stato di Israele. Questa richiesta dei firmatari britannici è stata preceduta da un appello al boicottaggio lanciato da Pinkwatching Israel: la petizione è stata firmata da oltre 60 associazioni Lgbti di una ventina di paesi. A dire dei firmatari, Israele fa un uso ‘vergognoso’ della manifestazione che ha un forte seguito tra le comunità Lgbti, per ‘distrarre l’attenzione dai suoi crimini di guerra contro i Palestinesi’ e ‘proseguire con  la sua agenda di pinkwashing, l’uso cinico dei diritti degli omosessuali per sviare l’attenzione dall’Occupazione, dal colonialismo degli insediamenti e dall’apartheid e per normalizzarli’.

Ora alle voci che chiedono il boicottaggio si è aggiunta anche quella dell’ex Pink Floyd Roger Waters che, come riporta l’Ansa, lancia il suo appello dalle colonne del giornale britannico Guardian, storico militante della causa palestinese. 

Se facciamo un passo indietro ricordiamo che lo storico bassista dei Pink Floyd aveva già catechizzato una tribute band chiedendo ai componenti di non esibirsi in tre date previste a Tel Aviv, Haifa e Be’er Sheba: “Sono inorridito nel notare che avete pianificato di suonare a Tel Aviv, Haifa e Be’er Sheba il 4, il 5 e il 6 di Gennaio. Vi prego, non fatelo. Cantare le mie canzoni di fronte al pubblico segregato di Israele e contribuire alla cultura razzista di quel governo e di quel paese promotore dell’apartheid sarebbe un atto di irragionevole malizia e una grande mancanza di rispetto. David Power, Bobby Harrison, Mike Bollard, Rick Benbow, Francesco Borrelli. Avete mai ascoltato seriamente il lavoro che vi fa guadagnare da vivere? Le persone che andrete a intrattenere sparano ai figli dei loro vicini, a sangue freddo, ogni giorno. Nel nome di ogni forma umana, vi prego di assecondare la mia richiesta e di cancellare tutto, oggi.

Alle pressioni di Roger Waters si sono unite quelle degli attivisti di BDS, e la tribute band dei Pink Floyd ha annullato le date per Israele. In passato, lo storico bassista britannico si era già scagliato contro gli artisti che sceglievano Israele tra le tappe del loro tour, paragonando Israele alla Germania nazista durante un’intervista rilasciata al magazine Counterpunch. 

Come è accaduto alla tribute band dei Pink Floyd, Roger Waters invitò anche Thom Yorke dei RadioheadNick CaveLana del Rey e Bryan Adams. Con Thom Yorke dei Radiohead nacque un acceso dibattito che vide Michael Stipe dei REM schierato con Yorke. Alla fine la band si esibì lo stesso, come previsto, a Tel Aviv. Una scelta differente da quella fatta dalla tribute band dei Pink Floyd, che ha invece eliminato le date previste per Gennaio.

Il musicista, infatti, è sempre in prima linea nelle battaglie per i diritti umani e anche in questa occasione si è pronunciato per commentare la partecipazione di Madonna e altri artisti all’Eurovision Song Contest 2019.

L’appello di Roger Waters a Madonna è comparso sulle colonne del Guardian: “Alcuni miei colleghi musicisti si sono esibiti di recente in Israele dicendo di averlo fatto per costruire ponti e incoraggiare la pace. Ca**ate. Esibirsi in Israele è un affare lucroso, ma così si aiuta a normalizzare l’occupazione, l’apartheid, la pulizia etnica, il massacro di manifestanti disarmati e altre brutte cose.”

Quando si rivolge alla popstar, Waters usa queste parole: “È ancora in tempo per ripensarci. Se crede nei diritti umani può tirarsi indietro e per ragioni etiche e per ragioni politiche”. La replica di uno dei portavoce dell’Eurovision Song Contest non si è lasciata attendere: “L’Eurovision Song Contest è un evento non politico, che unisce le persone attraverso la comune passione per la musica”, mentre il regista Yuval Cohen afferma: “Sia noi sia Madonna desideriamo molto che essa sia presente, ma ancora non c’è un contratto firmato”. L’appello è comparso sui principali organi di stampa internazionali.

Nell’intervento rilasciato al Guardian l’ex Pink Floyd aggiunge: “A tutti i concorrenti – giovani e adulti, Madonna compresa – consiglio di leggere la Dichiarazione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. È stata tradotta in 500 lingue, chiunque può leggerla e comprenderne i 30 articoli”. L’appello di Roger Waters a Madonna non ha ancora ottenuto risposta, e le prossime ore potrebbero essere decisive per una replica della popstar.

Madonna, del resto, è stata in passato diverse volte in Israele, mostrando sempre di sentirsi a suo agio. Si è esibita in due occasioni, nel 2009 e nel 2012. Inoltre ha compiuto visite private, anche per approfondire – dopo aver assunto il nome di Esther – le proprie conoscenze della visione cabbalistica dell’ebraismo. 

Peraltro la possibilità che la piattaforma dell’Eurovision possa essere utilizzata per lanciare proclami politici è stata evocata dal complesso islandese Hatari, una formazione di techno-punk BDSM che afferma di lottare per abbattere il capitalismo. Mesi fa i suoi tre membri hanno detto alla stampa che vorrebbero sfidare il premier Benyamin Netanyahu – a loro particolarmente invito – in una sfida di lotta libera, secondo le usanze islandesi. Ma l’Ente europeo per le trasmissioni ha già avvertito che secondo le regole le canzoni non possono essere utilizzate per fini politici. Chi cercasse di farlo rischierebbe l’espulsione.

Intanto anche palestinesi di Gaza hanno voluto lanciare un avvertimento ad Israele. In una clip diffusa negli ultimi giorni sul web affermano, in buon ebraico, che “non si può festeggiare e ballare mentre nella Striscia milioni di palestinesi soffrono”. Se Israele manterrà la calma al confine con Gaza, l’Eurovision Song Contest non sarà comunque da loro disturbato. Ma in caso contrario, minacciano, non è escluso che a Tel Aviv si sentirà il sibilo di missili lanciati da Gaza.

Madonna stando alle voci, dovrebbe arrivare nella città israeliana quattro giorni prima del giorno della finale e dovrebbe alloggiare all’Hotel Dan. Sempre questi bene informati fanno trapelare che avrà con sé uno staff di oltre sessanta persone.

Sul palco dell’EXPO Tel Aviv (Pavilion 2) la stella del pop statunitense, stando a quanto comunicato dagli organizzatori, dovrebbe proporre due canzoni: una scelta tra i molti successi del suo vasto repertorio, mentre l’altra sarà una canzone tratta dal suo nuovo album “Madame X”, in uscita il 14 giugno.