ESC 2020 – Italia: Aspettando Sanremo 2020 – conosciamo meglio i 24 artisti in gara al Festival

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L’emittente pubblica italiana RAI darà il via domani dal Teatro Ariston di Sanremo al settantesimo Festival di Sanremo 2020,  in cui il vincitore della sezione Campioni del Festival rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest 2020, che si terrà a Rotterdam, nei Paesi Bassi.

Mancano tre giorni all’inizio ufficiale del Festival di Sanremo 2020, condotto da Amadeus, anche direttore artistico della kermesse canora. 

Come ogni anno, scopriamo insieme la carriera dei 24 Campioni sugli artisti che vedremo sul palco del Teatro Ariston dal 4 all’8 febbraio prossimo, le loro partecipazioni al Festival e i loro brani più famosi.

Inoltre, come anticipato uno dei 24 concorrenti rappresenterà inoltre l’Italia alla  65ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2020, che si terrà presso l’Ahoy Rotterdam di Rotterdam, nei Paesi Bassi, il 12, 14 e 16 maggio del prossimo anno, in seguito alla vittoria di Duncan Laurence nell’edizione precedente tenutasi a Tel Aviv con il brano “Arcade”.

A differenza delle edizioni precedenti, gli artisti devono comunicare in anticipo ed entro la data della prima serata l’accettazione all’eventuale partecipazione all’evento, in caso contrario la Rai si riserva di scegliere il partecipante all’ESC in base a propri criteri.

Achille Lauro

ACHILLE LAURO – “Me ne frego” di L. De Marinis – D. Petrella – E. Manozzi – M. Ciceroni – L. De Marinis – D. Dezi – D. Mungai. Lauro De Marinis, in arte Achille Lauro, nasce a Verona ma ben presto diventa romano d’adozione. Sono infatti Roma, e i suoi quartieri degradati e periferici, ad instradarlo alla musica.

Entra a far parte del Quarto Blocco Crew, un gruppo romano di artisti emergenti dalla vita difficile, che lo ha accolto e sostenuto nei suoi primissimi progetti musicali. È affascinato dal rap e le sue produzioni, sostenute dal collettivo di artisti e produttori citato, sono disponibili gratuitamente: nasce nel 2012 “Barabba”, il suo primo mixtape, un titolo che allude al noto personaggio biblico che apre un po’ tutta la sua produzione musicale, che si fonderà su elementi e riferimenti religiosi, interpretabili però non sempre in senso ecclesiastico e migliore del termine. Il brano ha un discreto successo e allo stesso ne seguirà un secondo, dal titolo “Harvard”.

Il produttore Boss Doms lo accoglie sotto la propria ala protettiva e Lauro, che ora assume il soprannome di Achille Lauro mutuato dall’omonimo armatore napoletano, confluisce in una prima etichetta musicale, la Roccia Music, con la quale pubblica il suo primo album dal titolo “Achille Idol Immortale”, in cui collaborano artisti noti come Marracash, Noyz Narcos, Gemitaiz e Coez.

L’album riscontra un ottimo successo, soprattutto grazie al singolo “Real Royal Street Rap” e cresce sempre più per l’artista la motivazione, mentre per l’etichetta discografica l’investimento, tanto da giungere alla pubblicazione di un EP dal titolo “Young Crazy EP”.

La sua naturale prosecuzione, considerando anche la copertina, è “Dio c’è”, il secondo album di Achille Lauro, che esce nel 2015: nuovo grosso successo che non spiega però l’annuncio, da parte della Roccia Music, dell’abbandono dello stesso artista che, a questo punto, apre una propria etichetta discografica denominata No Face Agency.

Nel 2016, edito proprio dalla No Face Agency, esce il terzo album dal titolo “Ragazzi madre”, i cui brani incentrano il tema sulla vita difficile che ha segnato la vita dell’artista e di tanti sfortunati, circondati dal degrado e sostenuti dalla droga. Nel 2017 arriva il contratto con la Sony Music e iniziano collaborazioni importanti, con riferimento al genere rap e al neo coniato trap. Gli esperimenti musicali di questo artista eclettico proseguono e, dopo successi come Thoiry RMX, Achille Lauro si dedica a una nuova espressione musicale che egli stesso conia con il nome di “samba trap”, e indica come suo brano esplicativo, la sua Amore mi.

Sta quindi per arrivare il successo noto ai più: nel 2018 un nuovo album dal titolo “Pour l’amour”, un mix sperimentale di generi e influenze, che genera interesse e che lo porta a esibirsi per il grande pubblico al concerto del Primo Maggio, sicché arriva l’annuncio della partecipazione al Festival di Sanremo dello scorso anno, con il noto brano “Rolls Royce”, estratto dall’album disco d’oro “1969”.

Il brano assume una tonalità rock e si discosta da tutta la discografia sinora prodotta: nona posizione in graduatoria, ha un grande successo, da parte della critica e delle successive radio, compresa la classifica di Spotify che lo colloca in terza posizione tra i brani sanremesi più ascoltati, dietro Ultimo e Irama. Poco prima del Festival di Sanremo lo stesso aveva pubblicato anche una propria autobiografia, racchiusa in un libro dal titolo “Sono io Amleto”.

Achille Lauro si prepara ora a presentare “Me ne frego”, anticipando, sulla propria pagina Facebook, alcuni elementi che continuano a richiamare, com’è stato in tutta la sua carriera sinora, temi religiosi interpretabili, però, in altra veste. Sebbene, quindi, venga presentato il Festival in forma di versetto biblico “20.20”, con tanto di riferimento alla vita di Francesco d’Assisi, la copertina della sua pagina raffigura la propria mano in veste chiromantica, su un tavolo accanto alle classiche carte e con simboli che richiamano l’occulto e principi ben lontani dalla religione cattolica.

Per saperne di più su Achille Lauro:

Anastasio

ANASTASIO – “Rosso di rabbia” di M. Anastasio – Stabber – M. A. Azara – L. Serventi. Per il giovane cantautore Anastasio, si tratta della prima partecipazione ufficiale al Festival della Canzone Italiana. Lo scorso anno, però, in qualità di ospite, è apparso sul palco dell’Ariston per presentare il singolo “Correre”, anticipato da un monologo di uno dei padroni di casa, Claudio Bisio.

Vincitore della dodicesima edizione di X Factor nel 2018, Marco Anastasio è un rapper originario di Meta, in Campania. Ha iniziato la sua carriera con il nome d’arte Nasta MC, pubblicando alcuni singoli su YouTube, poi raccolti nell’EPDisciplina sperimentale”. L’exploit arriva con la vittoria del talent, alla quale segue la pubblicazione dell’EP “La fine del mondo” che ha raggiunto la posizione n° 8 della classifica FIMI, il cui singolo omonimo guadagna il primo posto in classifica e il doppio disco di platino.

Qualche mese fa, il rapper napoletano ha pubblicato “Il fattaccio del vicolo del Moro”, brano basato sul monologo ‘Er fattaccio’ di Americo Giuliani. Ha collaborato, inoltre, con Fabrizio Moro riscrivendo na nuova versione del brano “Figli di nessuno (amianto)”.

Anastasio sarà uno dei Campioni in gara che si esibiranno sul palco del Teatro Ariston durante la settantesima edizione del Festival di Sanremo che andrà in onda su Rai 1, dal 4 all’8 febbraio 2020, e presenterà la canzone intitolata “Rosso di rabbia”.

Questa è la sua prima vera partecipazione al Festival di Sanremo, poiché lo scorso anno fu presente in qualità di ospite, sul palco dell’Ariston, dove ha presentato il singolo “Correre”, anticipato da uno struggente monologo di Claudio Bisio.

Dopo la partecipazione al Festival, a marzo girerà l’Italia col suo “Atto zero tour 2020” in cui proporrà i brani del suo primo album ufficiale “Atto Zero!” che uscirà proprio durante il Festival di Sanremo.

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Alberto Urso

ALBERTO URSO – “Il sole ad est” di P. Romitelli – G. Pulli. Nato a Messina nel 1997  Alberto Urso, dopo aver partecipato al programma RAI “Ti lascio una canzone” nel 2010, prende parte alla diciottesima edizione del talent show “Amici di Maria de Filippi”, vincendola. Alberto Urso è un tenore e poli-strumentista, diplomato in canto lirico al Conservatorio di Matera, ha vissuto la sua prima esperienza televisiva giovanissimo, nel 2010, entrando nel cast dello show Rai Ti lascio una canzone. Ha pubblicato due album, entrambi del 2019, “Solo” e “Il sole ad Est”. Con il primo ha raggiunto la vetta della classifica album, ottenendo un disco d’oro per le vendite. L’album comprende i singoli “Accanto a te” e “Ti lascio andare”, ma anche la canzone “Indispensabile”, vero e proprio inno dei suoi fans. Il CD include anche due cover, tra cui “Adesso tu” di Eros Ramazzotti.

Ha partecipato come coach nello spin-off di Amici, denominato “Amici celebrities” nel settembre del 2019, mentre in ottobre è uscito il suo secondo album intitolato “Il sole ad Est”, a pochi mesi del suo debutto. Il nuovo cd include il singolo “E poi ti penti”, scritto da Kekko Silvestre, leader della band Modà. La canzone racconta di una storia d’amore in cui le diversità si annullano nell’intensità dei sentimenti.

Il suo secondo lavoro include canzoni scritte da Briga (altro ex concorrente di Amici) e da Ermal Meta. “Il sole ad est” raggiunge il numero 2 della classifica italiana.

Alberto ha conquistato il pubblico con la potenza della sua voce, con quel soave mix di musica romantica e operistica in chiave pop e con quella immagine molto “Italian style” che da sempre è sinonimo di qualità e delicatezza. Lo scrivente ha avuto il piacere di incontrarlo nella propria città, Latina, lo scorso giugno, per un evento promozionale “meet & greet”, a cui hanno partecipato tanti giovanissimi ma anche molti genitori. Quello che colpisce di Alberto è il suo essere affabile e “alla mano”.

Alberto Urso, già indicato da diversi siti specialistici italiani e internazionali come un significativo “contender” della sessantesima edizione del Festival, presenterà a Sanremo il brano “Il sole ad est”, un inedito che ha lo stesso titolo del suo secondo album.

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Bugo e Morgan

BUGO e MORGAN – “Sincero” di A. Bonomo – M. Castoldi – C. Bugatti – A. Bonomo – S. Bertolotti. BUGO e Morgan

La coppia di amici composta da Bugo e Morgan, presenterà al Festival di Sanremo 2020 il brano “Sincero”.

Bugo, pseudonimo di Cristian Bugatti, nasce a Rho (MI) il 2 agosto 1973 ma cresce a Cerano (NO). È un cantautore, artista e attore italiano che, nel corso degli anni ha sperimentato diversi generi diversi, come rock, garage rock, blues, folk, rap, psichedelia, noise, pop, musica elettronica e musica strumentale.

Inizia a suonare la chitarra durante la leva, terminata la quale fonda il gruppo dei Quaxo. L’attività come solista inizia nella seconda metà degli anni ’90 e nel 2000 compare il primo album ufficiale, “La prima gratta”: da allora, Bugo ha pubblicato 9 album, 8 inediti più una raccolta di successi.

Nel 2002 viene eletto Artista dell’anno al MEI di Faenza, è protagonista degli MTV Days e dell’Italia Wave.

Nel 2012 il giornale britannico The Guardian inserisce Bugo in un articolo sulla musica italiana attuale. Nel 2015 la rivista Rolling Stone lo inserisce tra le 100 facce della musica italiana.

Intelligente, determinato, ironico, Bugo è da sempre un pioniere della musica italiana, dal rock all’elettronica, passando per il cantautorato.

A breve uscirà il suo nuovo disco, un album ricco di canzoni che lasceranno un segno indelebile nel percorso del ‘grande padre dell’indie italiano.

Lo scorso 22 ottobre Bugo ha pubblicato il suo primo romanzo “La festa del nulla”.

Per seguire Bugo:

Marco Casoldi, in arte Morgan, nasce a Milano il 23 dicembre del 1972 e ben presto si appassiona alla musica suonata, prima con una chitarra, poi al pianoforte, poi con il basso elettrico e infine frequentando il Conservatorio.

Autore, compositore, regista, attore, scrittore, showman, cantante e polistrumentista, nel 1991 forma i Bluvertigo con i quali incide 4 album di inediti e un Best; con loro, tra le mille situazioni che li hanno trasformati in delle band più titolate del panorama italiano, vince un MTV Music Awards e apre il concerto di David Bowie al Summer Festival di Lucca.

Ha collaborato con Alda MeriniManlio SgalambroEnrico GhezziMurray Lachlan YoungFranco BattiatoDaria Bignardi, e tanti altri…

Come artista solista ha pubblicato “Canzoni dell’appartamento”, capolavoro consegnato alle stampe nel 2003, il remake del noto album “Non al denaro non all’amore né al cielo” inciso nel ’71 da Fabrizio De André ed ispirato all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e nel 2007 un nuovo album di inediti, “Da A ad A”, seguito da “È successo a Morgan”“Italian songbook vol.1” e “Italian songbook vol.2” questi ultimi due dedicati ai grandi della musica italiana, da Bindi a Gaber, da Ciampi ad Endrigo, da Modugno a Paoli e Tenco (solo per citarne alcuni).

“X Factor”: per 7 volte giudice del più famoso talent show con il più alto numero di vittorie al mondo, ben 5 di cui 3 consecutive; grazie a questo e molto altro, Morgan è uno dei personaggi più colti ed interessanti della nostra televisione.

Per quanto riguarda il più blasonato palco italiano, sono tre le partecipazioni in gara al Festival di Sanremo, oltre ad un’ospitata al fianco di Achille Lauro.

Per seguire Morgan:

Diodato

DIODATO – “Fai rumore” di A. Diodato – E. Roberts – A. Diodato. Diodato parteciperà al Festival di  Sanremo 2020, con “Fai Rumore”, brano contenuto nel nuovo album di inediti “Che Vita Meravigliosa”, in uscita il 14 febbraio 2020 per Carosello Records.

Il brano “Fai Rumore” è scritto e composto dallo stesso Diodato con la collaborazione di Edwyn Roberts.

Antonio Diodato, nato ad Aosta, ma di origine pugliese, in particolare di Taranto, città dove è cresciuto, e romano d’adozione, produce i suoi primi lavori a Stoccolma, dove collabora con i DJ svedesi Sebastian Ingrosso e Steve Angello, che andranno a formare qualche anno dopo gli Swedish House Mafia. Tornato in Italia, si laurea al DAMS di Roma in cinema.

Nel 2013 incide l’album “E forse sono pazzo”, mentre il video del brano “Ubriaco” viene selezionato da MTV Generation.

Nel 2014 partecipa tra le Nuove Proposte, del Festival di Sanremo,  con il pezzo “Babilonia” e arriva al secondo posto, superato solo da Rocco Hunt.

Nel giugno dello stesso anno pubblica il suo secondo album, “A ritrovar le stelle”, anticipato dal singolo “Eternità”, cover del brano di Ornella Vanoni e dei Camaleonti, presentato al Festival di Sanremo 1970. In questo lavoro Diodato decide di dare nuova veste a dieci brani italiani degli anni ’60.

Nel dicembre 2016 viene pubblicato in radio il singolo “Mi si scioglie la bocca”, primo estratto dal suo terzo album che esce nel 2017 e che si intitola “Cosa siamo diventati”, per la Carosello Records.

Partecipa, quindi, al Festival di Sanremo 2018 tra i Campioni in coppia con Roy Paci, piazzandosi all’ottavo posto con il brano “Adesso”.

Attualmente in classifica col  singolo di successo “Che vita Meravigliosa” (anche title track del prossimo album), canzone scritta per il film di Ferzan Özpetek, “La dea fortuna”.

Nel 2020 Diodato si esibirà all’Alcatraz di Milano (22 aprile 2020) e all’Atlantico di Roma (29 aprile 2020).

Per seguire Diodato:

Tosca

TOSCA “Ho amato tutto” di P. CantarelliÈ un gradito ritorno, quello di Tosca, pseudonimo di Tiziana Tosca Donati, che parteciperà al Festival di Sanremo 2020 con il brano “Ho amato tutto”.

Cantante, attrice, eclettica artista con un’innata propensione alla ricerca e alla sperimentazione, quella di Tosca è la quinta partecipazione alla kermesse canora ligure. Inizia la sua carriera come attrice teatrale in una piccola compagnia di Roma. Viene notata, poi, in un piano bar da Renzo Arbore, il quale la arruola nella trasmissione televisiva “Il caso Sanremo” con Lino Banfi.

La sua prima partecipazione al Festival è del 1992, nelle Nuove Proposte, con il brano “Cosa farà Dio di me”, dove però non riesce ad arrivare in Finale.

Nel 1993 incide il secondo album dal titolo “Attrice”. Fino al 1996 collabora con artisti del calibro di Lucio Dalla, Riccardo Cocciante, Renato Zero fino ad arrivare a Ron.

Ed è proprio insieme a Ron che, con il brano “Vorrei incontrarti fra cent’anni, vince l’edizione 1996 del Festival di Sanremo.

L’anno dopo è ancora al Festival di Sanremo con il brano firmato sempre da Ron e da Susanna Tamaro, “Nel respiro più grande, con il quale riesce ad arrivare al 10° posto.

Nello stesso anno doppia, sia per la parte recitata che per quella cantata, il film di animazione “Anastasia” insieme a Fiorello, con il quale incide il singolo “Il mio inizio sei tu”. Nello stesso anno la ricordiamo a teatro nel ruolo della protagonista Milly nel musical “Sette spose per sette fratelli” con Raffaele Paganini. Il 1997 è anche l’anno in cui vince la Targa Tenco come migliore interprete.

Nel 2000 viene scelta per interpretare “Mater Iubilaei”, inno mariano del Giubileo. Nel maggio dello stesso anno esegue per la prima volta la neonata preghiera nella grotta di Lourdes. È la prima cantante al mondo che si esibisce sotto la grotta.

Dopo diverse esperienze teatrali, tra le quali lo spettacolo di teatro-canzone “Romana”, omaggio a Gabriella Ferri, nel 2007 ritorna al Festival di Sanremo con uno dei brani più significativi di quella edizione e della carriera dell’artista: “Il terzo fuochista”.

Nel 2006 è stata attrice sul grande schermo nel film di Roberto Cimpanelli, “Baciami piccina”.

Ha 10 album all’attivo e moltissime collaborazioni: oltre alle già citate, ricordiamo Grazia di Michele, Mariella Nava, Rossana Casale, Loredana Bertè e Nicola Piovani.

Il suo ultimo lavoro in studio “Morabeza” è del 2019 ed è nato alla fine di un lungo viaggio attraverso i paesi del mondo. L’album è prodotto e arrangiato da Joe Barbieri, contiene canzoni originali, rivisitazioni di classici della musica dal mondo, cantate in lingue diverse con artisti internazionali: Ivan Lins, Arnaldo Antunes, Cyrille Aimée, Lenine, Awa Ly, Vincent Ségal, Lofti Bouchnak, Cèzar Mendes, Gabriele Mirabassi e Nicola Stilo. Tra i duetti troviamo anche “Un giorno in più” con Luisa Sobral, sorella di Salvador Sobral, vincitore per il Portogallo dell‘Eurovision Song Contest 2017. Nell’album, Tosca canta in francese, portoghese, arabo, italiano e romanesco.

Lo scorso hanno è uscito il suo documentario “Il suono della voce” tratto dal suo spettacolo musicale (prodotto da Leave Music e RAI Cinema) per la regia di Emanuela Giordano, presentato in anteprima assoluta nella sezione Alice nella Città, all’interno della Festa del Cinema di Roma 2019.

Un mese fa ha ritrovato Fiorello nella trasmissione “Viva RAIPlay” dove ha interpretato “Quando viene dicembre”, tratto dalla colonna sonora di “Anastasia”.

Elettra Lamborghini

ELETTRA LAMBORGHINI – “Musica (e il resto scompare)” di D. Petrella – M. “Canova” Iorfida – D. Petrella. Nipote del celebre Ferruccio Lamborghini e una delle ereditiere più famose d’Italia, Elettra Miura Lamborghini sbarca nel mondo dello spettacolo partecipando a vari reality di MTV (Riccanza, Geordie Shore) e al Gran Hermano VIP in Spagna. Debutta in musica collaborando con Guè Pequeno e Sfera Ebbasta nel remix del singolo “Lamborghini”, per poi lanciare con successo la carriera solista con i singoli “Pem Pem” (certificato doppio disco di platino Fimi), “Mala”, “Tócame” (realizzato in collaborazione con i rapper Pitbull e Childsplay) e “Fanfare” (quest’ultimo in collaborazione ancora con Guè Pequeno). Nel 2019 è stata coach di The Voice of Italy, talent show in onda su Rai 2, al quale ha preso parte assieme a Morgan, Gigi D’Alessio e Guè Pequeno e alla fine dello stesso ha rilasciato il suo primo album ufficiale. L’album di debutto “Twerking Queen”  ha debuttato alla posizione numero 3 della classifica Fimi degli album più venduti in Italia. Ha partecipato anche ad un remix di Cupido, hit di Sfera Ebbasta, pubblicato per la riedizione dell’album Rockstar, intitolato Popstar Edition. Oltre che con Sfera Ebbasta, in questo caso, la Lamborghini ha collaborato anche con Khea, Duki e Quavo.

Elodie

ELODIE – “Andromeda” di A. Mahmoud – D. Faini. Elodie Di Patrizi, in arte solo Elodie, nasce a a Roma da padre italiano e madre creola, originaria della Guadalupa nelle Antille francesi. Dopo aver lasciato la carriera da modella, nel 2009 tenta la fortuna come cantante nel talent “X Factor” e prova ad entrare nella scuola di “Amici di Maria di Filippi”, con poca fortuna in entrambi i casi.

Il 2015 è però l’anno del successo. Riprova ad entrare nel talent della De Filippi e, questa volta, il percorso è decisamente diverso. Elodie, infatti, si classifica al secondo posto e vince i premi Premio della critica giornalista Vodafone e Premio RTL 102.5 – Amici alla radio. Nello stesso periodo esce il suo primo album “Un’altra vita”, scritto da Fabrizio Moro e prodotto da Emma Marrone, che ha raggiunto la seconda posizione della classifica italiana degli album, oltre a essere stato certificato disco d’oro dalla FIMI per le oltre 25 000 copie vendute. Il singolo omonimo, riceve anch’esso il disco d’oro.

Dall’album sono stati estratti gli altri singoli “Amore avrai”, scritto anch’esso, tra gli altri, da Emma, e “L’imperfezione della vita”.

Nel 2017 partecipa al Festival di Sanremo con il brano “Tutta colpa mia”. Ancora una volta troviamo la firma della Marrone nella canzone, chiude la gara all’ottavo posto e viene certificato disco di platino per le 50.000 copie vendute.

Dall’album omonimo, certificato disco di platino, vengono estratti anche i brani “Verrà da sé e Semplice”.

L’anno successivo è quello del grande successo, doppio disco di platino, ossia del brano “Nero Bali”, registrato in collaborazione con Michele Bravi e Gué Pequeno e pubblicato nel maggio 2018.

Nel mese di settembre dello stesso anno Elodie collabora ancora con Gué Pequeno, con il brano “Sobrio”. È di ottobre, invece, la collaborazione con il rapper Ghemon nel brano “Rambla”.

Dopo un’operazione alle corde vocali che la tiene lontana dalle scene per qualche tempo, Elodie ritorna al successo nel marzo 2019 con “Pensare male”, brano certificato platino, nel quale collabora con i The Kolors.

L’estate 2019 è per Elodie quella del tormentone “Margarita”, singolo prodotto da Takagi & Ketra in duetto con il suo compagno Marracash. Il brano viene certificato doppio disco di platino.

Nel gennaio 2020 viene annunciata la pubblicazione del terzo album di Elodie, “This Is Elodie”, anticipato dalla traccia “Non è la fine” che la vede duettare con il rapper Gemitaiz. L’album conterrà anche “Andromeda” la canzone con cui la cantante romana parteciperà alla settantesima edizione del Festival di Sanremo. La canzone porta la firma di Mahmood e di Dardust, autori di “Soldi”, brano che ha trionfato nella scorsa edizione della kermesse musicale e che si è classificato al secondo posto all’Eurovision Song Contest 2019.

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Enrico Nigiotti

ENRICO NIGIOTTI – “Baciami Adesso” di E. Nigiotti.  Enrico Nigiotti, cantautore livornese, debutta ufficialmente nella discografia nel 2008, grazie ad un contratto con la Sugar Music di Caterina Caselli, che gli permette di pubblicare il singolo “Addio”, brano a cui collabora Elisa.

Nel 2009 partecipa alla nona edizione del talent show “Amici di Maria De Filippi”, ma decide di abbandonare la gara nella fase serale del programma, in favore dell’allora fidanzata Elena D’Amario, anche lei concorrente del talent. In quel periodo pubblica il primo album, a cui dà il proprio nome e che contiene, oltre a brani suoi, pezzi scritti da Tricarico e Gianluca Grignani.

Dopo un periodo lontano dalle scene, nel 2011 partecipa ad un concorso indetto dall’etichetta discografica di Mara Maionchi per lanciare sul mercato nuovi talenti, ma l’esperienza non va a buon fine.

Nel 2015 con il brano “Qualcosa da decidere”, viene selezionato per partecipare al Festival di Sanremo 2015 nella sezione “Nuove proposte”. Termina la gara al terzo  posto e pubblica il suo secondo album con lo stesso titolo del brano sanremese.

Nel 2017 partecipa all’undicesima edizione di “X Factor” nella categoria Over 25, guidata da Mara Maionchi. Nigiotti si classifica terzo e ottiene un buon riscontro con il singolo “L’amore è”, che viene certificato disco di platino.

A marzo 2018 pubblica il singolo “Nel silenzio di mille parole”. Come autore, Nigiotti scrive per Laura Pausini, il brano “Le due finestre”, incluso nell’album “Fatti sentire”. Nello stesso periodo scrive anche per Eros Ramazzotti il brano “Ho bisogno di te”, per l’album “Vita ce n’è”. Nell’agosto dello stesso anno pubblica “Complici”, in cui duetta con Gianna Nannini. Il singolo anticipa la pubblicazione del suo terzo album “Cenerentola”.

L’anno dopo partecipa al Festival di Sanremo con il brano “Nonno Hollywood”, il cui testo vince il Premio Lunezia. Nigiotti chiude la gara al 10° posto.

A maggio 2019 viene rilasciato il singolo “Notturna”.

Al Festival di Sanremo 2020 presenterà il brano “Baciami adesso”.

Per seguire Enrico Nigiotti:

Francesco Gabbani

FRANCESCO GABBANI – “Viceversa” di F. Gabbani – Pacifico – F. Gabbani. Francesco Gabbani, nato a Carrara il 09 settembre 1982, ha una carriera musicale certamente molto recente, ma già costellata di record assoluti.

Terminati gli studi classici fa parte di un progetto musicale dal nome Trikobalto, con cui ottiene le prime grosse soddisfazioni, ma è con l’avventura di Sanremo che gli viene la notorietà assoluta.

Dopo aver bazzicato per anni nel mondo della musica, fino alla pubblicazione del primo album “Greitist Iz”, nel 2015 partecipa a “Sanremo Giovani” con il brano Amen”: vince il concorso e si guadagna il diritto a partecipare all’immediato Festival di Sanremo (anno 2016) tra le “Nuove Proposte”.

Vince e convince anche qui e riceve i premi della critica “Mia Martini”, per il miglior testo “Sergio Bardotti” e il premio “Emanuele Luzzati”.

“Amen” diviene ben presto disco d’oro nelle vendite, quindi disco di platino e confluisce nell’album “Eternamente Ora“.

Arriva quindi l’anno immediatamente successivo e partecipa all’edizione del Festival di Sanremo targato 2017, di diritto nella categoria “Big” e con il brano Occidentali’s karma”, composto unitamente al fratello Filippo Gabbani, Fabio Ilacqua e Luca Chiaravalli. È un successo annunciato, sin dalla prima esibizione sul palco dell’Ariston, allorquando viene affiancato da un coreografo (Filippo Ranaldi) mascherato da scimmia, che lo accompagna nel ballo e nelle peculiari mosse allusive al significato del brano.

Sul podio assieme a Fiorella Mannoia ed Ermal Meta, Francesco si aggiudica la vittoria del 67° Festival di Sanremo, con un memorabile e rispettoso inchino verso la storica cantante del panorama musicale italiano, che si classifica “solo” seconda.

Francesco entra a questo punto nella storia per aver vinto consecutivamente tutte le edizioni del Festival, consecutive, per ogni rispettiva categoria (Giovani, Nuove Proposte, Big).

“Occidentali’s Karma” è un successo planetario, record assoluto italiano e non solo: per tre settimane è primo anche in Europa, entra nelle classifiche di 14 nazioni, disco di platino in sole 2 settimane.

Il suo video, noto praticamente a tutti, incanta adulti e bambini e conquista oltre 4 milioni di visualizzazioni in un solo giorno, record assoluto di sempre per un cantante italiano.

Viene quindi ora la storia molto vicina a noi amanti dell’Eurovision Song Contest: a partire dalla domenica successiva alla finale di Sanremo 2017, “Occidentali’s Karma” è stato per ogni sondaggio, opinione, in tutta Europa il brano destinato a vincere anche l’Eurovision che in quell’anno si tenne a Kiev.

Tuttavia però, complice forse la stanchezza dovuta alle pressoché uniche attenzioni dei giornalisti, il lungo tour e firmacopie che aveva avuto in tutt’Italia, Francesco non ottenne il successo sperato e si classificò sesto.

Nonostante questo, anche in ambito eurovisivo, Gabbani è l’uomo dei record: il suo video ha ottenuto cento milioni di visualizzazioni prima dell’inizio del concorso, risultato mai ottenuto da alcuno sinora.

“Occidentali’s Karma” è stato solo un singolo dell’album che, presentato nell’aprile 2017, prende il nome di “Magellano”: dallo stesso sono stati estratti altri singoli, tra cui “Tra le granite e le granate”, “Pachidermi e pappagalli” e “La mia versione dei ricordi”.

È un’altra cosa” è stato il singolo successivamente pubblicato, mentre proprio negli ultimi mesi è stato rilasciato attraverso WhatsApp il singolo “Duemiladiciannove”.

Abbiamo tutti un ricordo indelebile di Francesco, della sua estrema simpatia e disponibilità. Riportiamo qui la nostra intervista in quel di Kiev e gli facciamo il migliore “in bocca al lupo” per questa nuova avventura.

Per saperne di più di Francesco Gabbani:

Giordana Angi

GIORDANA ANGI – “Come mia madre” di G. Angi – M. Finotti. La cantautrice italo-francese, Giordana Angi sin da piccola decide di dedicarsi alla musica, prendendo lezioni di chitarra e di canto jazz e imparando a suonare il pianoforte. Angi partecipa a diciotto anni appena compiuti al Festival di Sanremo 2012, sezione Giovani, con il brano “Incognita poesia”. Due anni dopo invia una demo a Tiziano Ferro, che la ricontatta per collaborare. Il primo frutto è “Chiusa con te (XXX)” del 2014, ma negli anni arriveranno vari pezzi da lei scritti per Tiziano Ferro; nello stesso anno esce la canzone “Amarti (qui ed ora)”. Nel 2018 scrive il brano presentato a Sanremo da Nina Zilli, “Senza appartenere”, e nell’ottobre dello stesso anno partecipa al talent Amici di Maria De Filippi, classificandosi al secondo posto e ottenendo il Premio della critica giornalista TIM. Grazie alla partecipazione ad Amici, pubblica il suo primo EP, intitolata “Casa”, certificato disco d’oro dalla FIMI per le oltre 25 000 copie vendute. Il disco rimane nella Top 10 della classifica italiana ufficiale dei dischi più venduti per più di due mesi. Dell’album viene pubblicata anche una Special Edition a cui si aggiungono i brani: “Tra Parigi e Los Angeles” e “Guardarci dentro”.

Il secondo singolo estratto dall’album è “Chiedo di non chiedere”, brano con una parte in francese presentato ai casting di Amici.

Inoltre collabora con Alberto Urso, vincitore della diciottesima edizione del talent e anche lui partecipante al prossimo Festival di Sanremo, scrivendo il testo del singolo “Accanto a te”, contenuto nel primo album del cantante.

Nell’ottobre 2019 pubblica il suo secondo album, “Voglio essere tua, anticipato dal singolo “Stringimi più forte”. A distanza di una settimana dalla sua uscita, l’album debutta al 1º posto nella classifica FIMI degli album più venduti.

Nell’ottobre 2019 pubblica il suo secondo album, “Voglio essere tua”, anticipato dal singolo “Stringimi più forte”. A distanza di una settimana dalla sua uscita, l’album debutta al 1º posto nella classifica FIMI degli album più venduti.

Il 2019 è però anche l’anno in cui Giordana collabora con Tiziano Ferro. Quattro brani dell’album “Accetto miracoli”, del cantautore di Latina, sono firmati proprio da lei: oltre alla title track firma “Seconda pelle”, “Casa a Natale” e il primo singolo “Buona (cattiva) sorte”.

È possibile seguire Giordana Angi attraverso i suoi canali social:

Rita Pavone

RITA PAVONE – “Niente (Resilienza 74)” di G. Merk. È probabilmente il nome più inaspettato dell’edizione 2020 del Festival di Sanremo. Si tratta di Rita Pavone che ritorna in gara nella kermesse canora dopo ben 48 anni dalla sua ultima partecipazione.

Difficile riassumere in breve la sua carriera. Cantante, attrice e showgirl, fu soprannominata “Pel di carota” per via del colore rosso della sua capigliatura. Ha pubblicato i suoi dischi in tutto il mondo, incidendo in sette lingue diverse.

Il grande successo arriva negli anni ’60. Nel 1962 vince la prima edizione del Festival degli sconosciuti di Ariccia organizzato dal cantante Teddy Reno, che diventerà il suo pigmalione e che sposerà sei anni dopo in Svizzera. La vittoria di Ariccia le procura un provino con la RCA Italiana e le fa ottenere immediatamente un contratto discografico, raggiungendo così una vasta popolarità.

Tantissimi i singoli di enorme successo: “La partita di pallone”, “Sul cucuzzolo”, “Alla mia età”, “Come te non c’è nessuno”, “Il ballo del mattone”, “Fortissimo”, Cuore”, cover del brano di Wayne Newton: “Heart (I Hear Your Beating)”, “Datemi un martello” (adattamento italiano di Sergio Bardotti di “If I Had a Hammer”), sono i brani che rimarranno negli anni i suoi cavalli di battaglia.

Nel 1964 interpreta lo sceneggiato televisivo Il giornalino di Gian Burrasca, tratto dal romanzo per ragazzi di Vamba e diretto da Lina Wertmüller, con musiche di Nino Rota orchestrate da Luis Bacalov. La sigla è il mitico brano “Viva la pappa col pomodoro”.

Nel 1965 è protagonista di diversi show televisivi come Stasera Rita per la regia di Antonello Falqui, a cui sono legati altri successi musicali come “Il geghegé”, sigla delle cinque puntate che la videro protagonista a Studio Uno del 1966.

In questi anni, è anche attrice di alcuni film musicarelli di buon successo commerciale tra i quali ricordiamo Rita, la figlia americana (1965); Rita la zanzara (1966); Non stuzzicate la zanzara (1967).

Rita Pavone raggiunge la notorietà anche all’estero. Negli Stati Uniti è stata cinque volte ospite della trasmissione Ed Sullivan Show e nel 1965 si esibisce per la prima volta in concerto a New York nella Carnegie Hall.

Quella di quest’anno sarà per la Pavone la quarta partecipazione al Festival di Sanremo. La prima fu nel 1969, in coppia con i Dik Dik, con il brano “Zucchero” che si classificò al 13° posto.

L’anno dopo, con il brano Ahi ahi ragazzo!”, in coppia con Valeria Mongardini, non riesce a raggiungere la finale.

Stessa sorte al Festival 1972, dove la Pavone presenta la canzone “Amici mai”.

Una curiosità legata all’Eurovision Song Contest; nel 1979, la cantante torinese tentò di rappresentare la Svizzera, partecipando alla selezione nazionale con il brano “Dieci cuori”.

Il brano che presenterà al Festival di Sanremo 2020 si intitola “Niente (Resilienza 74)”.

Per conoscere meglio la lunga carriera di Rita Pavone:

Irene Grandi

IRENE GRANDI – “Finalmente io” di V. Rossi – R. Casini – A. Righi – V. Rossi – G. Curreri – R. Casini – A. Righi. Irene Grandi, fiorentina, classe 1969, tornerà in gara nella settantesima edizione del Festival di Sanremo, con la canzone “Finalmente io”.

La cantautrice debutta nel 1993 proprio a Sanremo Giovani con la canzone Un motivo maledetto”. Torna nel 1994 a Sanremo con la canzone “Fuori” (quarta tra le Nuove proposte) e con il suo omonimo primo album, che include anche una canzone scritta da Eros Ramazzotti e una scritta da Jovanotti.

“Irene Grandi” viene pubblicato anche in Germania in una versione che include un duetto con il cantante Klaus Lage.

Nel 1995, il suo secondo CD “In vacanza da una vita” vende oltre 500 000 copie e include il singolo di successo “Bum bum”.

Nella sua carriera si è cimentata in differenti generi musicali, dal pop al rock, dal rap all’r&b, dal soul, al jazz, alla musica etnica e sperimentale, realizzando collaborazioni con nomi illustri del panorama musicale italiano: oltre a Ramazzotti e Jovanotti, vanno citati Claudio Baglioni, Pino Daniele, Paolo Vallesi, Tiziano Ferro e Vasco Rossi. Quest’ultimo ha scritto, insieme a Gaetano Curreri degli Stadio, la canzone “La tua ragazza sempre” con la quale la Grandi partecipò a Sanremo 2000, arrivando al secondo posto. La canzone arriva al quarto posto della classifica italiana dei singoli e viene inclusa nell’album “Verde, rosso e blu”, che ottiene un disco di platino.

Nel 1998 viene pubblicato l’album “Irene Grandi”, una raccolta di brani della cantautrice tradotti in spagnolo per il mercato ispanofono, l’anno dopo del suo album più sperimentale (“Per fortuna purtroppo”).

La collaborazione con Vasco Rossi e con Gaetano Curreri si ripropone nel 2003, quando l’artista pubblica “Prima di partire per un lungo viaggio”, singolo apripista dell’album “Prima di partire” che arriva al numero 8 delle classifiche italiane.

Nel 2007 il singolo “Bruci la città”, inclusa nell’album antologico “Irenegrandi.hits”, inizialmente scartato dalla rosa dei partecipanti a Sanremo, ottiene un enorme successo di pubblico e vendite, arrivando al numero 1 della classifica dei singoli.

Irene Grandi torna a Sanremo nel 2010, dopo dieci anni quindi da “La tua ragazza sempre”, con il brano “La cometa di Halley”, con il quale si piazza all’ottavo posto. Il brano viene incluso nell’album “Alle porte del sogno”, raggiunge la Top 10 della classifica italiana, aggiudicandosi il disco d’oro.

Con “Un vento senza nome”, brano molto raffinato, intenso e particolarmente “au féminin” partecipa al Festival di Sanremo del 2015. Nell’anno del trionfo di “Grande amore” de Il Volo, la cantautrice si piazza al dodicesimo posto.

Complessivamente l’artista ha partecipato al Festival di Sanremo cinque volte. Dopo aver partecipato all’edizione dello scorso anno come ospite, duettando con Loredana Berté, Irene Grandi parteciperà al Festival 2020 dopo cinque anni di assenza, con il brano “Finalmente io”, che vede ancora una volta la partecipazione di Vasco Rossi e di Gaetano Curreri (insieme a Roberto Casini e Andrea Righi). Sul suo sito, la cantautrice scrive: “Cantare questa canzone è un po’ come guardarmi allo specchio e vedere chi sono. Gli errori, i limiti, le mancanze della mia vita, schiaffate nero su bianco”.

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Junior Cally

JUNIOR CALLY – “No grazie” di Callyjunior – J. Ettorre – F. Mercuri – G. Cremona – E. D. Maimone – L. Grillotti – J. Ettorre. Per il rapper e produttore discografico romano il cui nome d’arte è un omaggio al celebre cantante reggae giamaicano Junior Kelly, si tratta della prima partecipazione ufficiale al Festival della Canzone Italiana. 

Pseudonimo di Antonio Signore, Junior Cally è un astro nascente della musica rap, con un album già al numero uno in classifica. Nel suo libro “Il principe. È meglio essere temuto che amato” il rapper racconta di aver creduto per alcuni anni di poter essere ammalato di leucemia che poi si rivelò non essere tale ma che lo ha segnato a tal punto da causargli un disturbo della personalità. Ha iniziato la carriera partecipando a un concorso per la Honiro Label con il nome Socio. Dopo questo iniziale insuccesso, ecco la decisione di tornare con il nome di Junior Cally ed è diventata celebre anche per la scelta di indossare sul viso una maschera antigas. In questa fase ha pubblicato il primo album “Ci entro dentro”. Nel 2017 esce il primo singolo, “Alcatraz”, poi “Magicabula”, con cui raggiungerà circa 11 milioni di visualizzazioni su YouTube e il disco di platino. Nel 2018, il nuovo singolo “Auto blu”, precede l’uscita del primo album intitolato “Ci entro dentro”, titolo che rimanda al suo passato, una sorta di rivincita verso coloro che hanno cercato di ostacolare il suo sogno di sfondare nel campo musicale. Dopo la pubblicazione del suo primo disco, arriva il contratto con la Sony Music Italia. “Ricercato” del 2019, il suo secondo lavoro in studio, conquista il primo posto nella classifica Fimi dei dischi più venduti in Italia contenente varie collaborazioni con colleghi come Jake La Furia, Clementino e Livio Cori. Con questo album ottiene la sua consacrazione anche grazie alle collaborazioni presenti nel progetto: Mike Highsnob , Jake La Furia, Giaime, Clementino, Livio Cori, Samurai Jay, Il Tre, Federica Napoli ed Eddy Veerus. A partire dal video del singolo che anticipa l’album, “Tutti con me, Junior Cally toglie la maschera antigas e svela il suo volto nel video.

Junior Cally sarà uno dei Campioni in gara che si esibiranno sul palco del Teatro Ariston durante la settantesima edizione del Festival di Sanremo che andrà in onda su Rai 1, dal 4 all’8 febbraio 2020, e presenterà la canzone intitolata “No grazie”.

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Le Vibrazioni

LE VIBRAZIONI – “Dov’è” di R. Casalino – D. Simonetta – F. Sarcina – R. Casalino. Gruppo pop-rock formatosi a Milano venti anni fa e composto dal cantante e chitarrista Francesco Sorcina (Milano, classe 1976), autore principale delle loro produzioni, dal chitarrista e tastierista Stefano Verderi, dal bassista Mauro Castellani, dal batterista Alessandro Deidda.

Le Vibrazioni raggiungono il numero uno della classifica dei singoli in Italia nel 2003 con il singolo “Dedicato a te”, certificato disco di platino, incluso nel loro album di debutto intitolato semplicemente “Le Vibrazioni”. Anche l’album raggiunge il numero uno in Italia (per due settimane) e include altre singoli come “In una notte d’estate”, “Vieni da me e il tema del film “Tre metri sopra il cielo” intitolato “E se ne va”. Melodie dirette e accattivanti caratterizzano il loro sound, con riferimenti anni settanta e una evidente e dichiarata ammirazione per i Beatles.

Le Vibrazioni esordiscono al Festival nel 2005, nell’edizione numero cinquantacinque, con il brano “Ovunque andrò”, scritto dal frontman Sarcina e che si piazza al secondo posto nella categoria “Gruppi”. Il brano viene incluso nell’album “Le Vibrazioni II” che esce proprio nella settimana sanremese, preceduto settimane prima dal singolo “Raggio di sole” e che arriva al numero 3 della classifica dei singoli. L’album conquista il disco di platino.

Nel novembre del 2006 esce “Officine meccaniche”, terza opera del gruppo, anticipata dai singoli “Fermi senza forma” e “Se”. Le Vibrazioni virano verso un rock più marcato e meno melodico che ha caratterizzato le loro prime produzioni. Se” raggiunge la Top 30 dei singoli più venduti in Italia, mentre “Officine meccaniche” raggiunge il numero 9 della classifica degli album e verrà certificato oro.

Con la pubblicazione del doppio album live “En vivo”, il gruppo vede la defezione di Marco Castellani che verrà sostituito da Emanuele Gardossi. “En vivo” contiene l’inedito “Insolita” la cui produzione è affidata a Marco Trentacoste (collaboratore, tra gli altri, dei Lacuna Coil e di Giusy Ferreri) e che verrà incluso nella colonna sonora del film “Colpo d’occhio” di Sergio Rubini. “En vivo” raggiunge la Top 20 degli album più venduti in Italia.

Trentacoste produrrà anche il singolo “Respiro”, uscito nel dicembre 2009 e apripista dell’album “Le strade del tempo” che vede la luce nel gennaio del 2010. Il disco è una sorta di reinterpretazione del loro repertorio iniziale, che, a detta di molti critici, propone uno sguardo in avanti. “Respiro” evidenzia un desiderio di rigenerazione, nell’inesorabile defluire del tempo, in una continua percezione di cambiamento, che costituisce, appunto, il tema principale dell’album.

A ottobre del 2011 viene pubblicata la loro raccolta Come far nascere un fiore”, che contiene 18 brani tratti dai loro precedenti album, raccolta che viene anticipata dal singolo inedito dallo stesso titolo.

Dopo il Vibratour del 2012, il gruppo decide di ritirarsi dalle scene per un periodo indeterminato, per poi riformarsi cinque anni dopo, con la formazione originale, comunicando la loro partecipazione al Festival del 2018 con il brano “Così sbagliato”, che si piazza undicesimo nell’edizione vinta da Ermal Meta e Fabrizio Moro.

Il brano decreta la loro reunion, arriva nella Top 40 italiana con un buon riscontro nelle airplay charts, e viene incluso nell’album “V”, quinto, appunto, della loro produzione. Il disco evidenzia una ritrovata verve del gruppo, con una maturità progettuale che bene si orienta nel delicato mix tra il pop-rock e la produzione d’autore. Con “Dov’è” si presenteranno a Sanremo 2020 per la terza volta.

È possibile seguire la band attraverso i profili social ufficiali

Levante

LEVANTE – “Tikibombom” di Levante. Claudia Lagona, cantautrice siciliana, ottiene visibilità nel 2013 con il singolo “Alfonso” – certificato disco d’oro – incluso nell’album d’esordioManuale distruzione, con cui arriva in finale al Premio Tenco. Da questo lavoro verranno estratti i singoli La scatola blu”, “Memo”, “Sbadiglio, “Duri come me e “Cuori d’artificio”. Del 2015 il secondo disco ‘Abbi cura di te’, verranno estratti quattro singoli: “Ciao per sempre”, “Finché morte non ci separi”, “Abbi cura di te” e “Le lacrime non macchiano”. In seguito alla pubblicazione del terzo album disco d’oro, “Nel caos di stanze stupefacenti”, anticipato dal singolo “Non me ne frega niente”. Gli altri singoli sono il tormentone disco di platino “Pezzo di me” cantato con Max Gazzè, “Gesù Cristo sono io” e “1996 La stagione del rumore”.

Nel maggio 2017 ricopre l ruolo di giudice a XFactor 11, talent sho su Sky Uno. Pochi mesi fa ha dato alle stampe il quarto disco “Magmamemoria”, contenente il duetto con Carmen Consoli “Lo stretto necessario”, “Andrà Tutto Bene” e “Bravi Tutti Voi”.

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Marco Masini

MARCO MASINI – “Il confronto” di M. Masini – F. Camba – D. Coro. Marco Masini, cantautore di origini fiorentine classe 1964, ha un curriculum esemplare e quest’anno festeggia i 30 anni di carriera, oltre che la nona partecipazione al Festival di Sanremo. Vi ha preso parte già otto volte. Dopo aver partecipato alla creazione di “Si può dare di più“, eseguendone la voce guida, partecipa successivamente come corista alla tournée di Tozzi e di Raf. Si sente quindi pronto per affrontare la carriera da solista e lo fa per la prima volta esibendosi nella categoria “Giovani” del Festival di Sanremo del 1990 con il brano “Disperato”, vincendo.

Con la celebre casa discografica Ricordi pubblica il suo primo album “Marco Masini”, che riscontra un enorme successo: ricordiamo, tra tutti, il brano “Ci vorrebbe il mare”.

Entra quindi di diritto nella categoria “Big” e l’anno successivo, con il brano “Perchè lo fai”, si classifica terzo, dietro a Riccardo Cocciante e Renato Zero. Diventa il singolo in assoluto più venduto in Italia e Francia per l’anno 1991.

Purtroppo però, a questo punto della sua carriera, la stampa e l’opinione pubblica si spaccano sulla sua figura, dividendosi e dando origine, in particolare, a una parte di critici che gli affibbiò un’etichetta negativa quale pessimista, e perciò portatore di sventure.

Marco offre una risposta pubblica nel 1993, quando decide di pubblicare il singolo “Vaffanculo”, quale sfogo contro i propri denigratori, un brano appartenente al successivo albumT’innamorerai” di enorme successo, grazie anche al singolo omonimo sul quale milioni di coppie hanno fondato il proprio amore.

Nel 1995 pubblica l’album “Il cielo della Vergine“, dal quale si segnala in particolare il singolo “Bella stronza”, dai toni forti e immediati.

Nel 1998 è la volta del nuovo album, “Scimmie“, mentre poi nel 2000 presenta Raccontami di te”, con il quale partecipa al Festival di Sanremo, classificandosi al quindicesimo posto e come penultimo ma ottenendo, come spessissimo è accaduto nella storia italiana e del Festival con brani classificatisi non nelle prime posizioni, un successo di vendite importante, anche in Europa. “Raccontami di te” fu contenuta nell’album omonimo, sempre dell’anno 2000.

Arriva però un nuovo momento della carriera molto difficile e, a seguito del singolo “Uscita di Sicurezza”, lo stesso ammette pubblicamente il proprio ritiro dalle scene, denunciando un accanimento personale e mediatico contro la propria persona, al limite della persecuzione, sia da parte della critica che dei partner discografici e commerciali.

Tuttavia il pubblico e gli amici più cari gli sono molto vicini, tanto che nel 2003 decide di rientrare sulle scene e pubblica addirittura un album, “Il mio cammino“, sino a giungere al nuovo riscatto del 2004 quando, con la canzone “L’uomo volante” partecipa al Festival di Sanremo con grandissimo successo di stampa e pubblico, ottenendo una merita vittoria.

Ancora nel 2005 per lui c’è il Festival di Sanremo, con la canzone “Nel mondo dei sogni”, che farà parte del successivo album “Il giardino delle api”.

Nel 2006 Marco contatta l’amico degli esordi, Umberto Tozzi, con il quale dà vita ad un album intitolato “Tozzi Masini”, avente quale punta di diamante il brano “Come si fa…?”. Prosegue l’esperimento degli inediti, per cui Masini si dedica ad uno spettacolo dal nome “Il brutto anatroccolo“, “nel quale, a parti recitate, si alternano le canzoni che meglio descrivono i diversi momenti della sua vita, tutte ripresentate in veste acustica” (cit. biogr. da marcomasini.it).

Nel 2009 ancora una volta il Festival di Sanremo: “L’Italia”, canzone di amore dedicata al nostro paese, che anticipa l’album “L’Italia…e altre storie”.

Nel 2011 esce “Niente di importante” che, a dispetto del titolo, segna l’abbandono della collaborazione con Beppe Dati, musicista e compositore a cui lo stesso ha dovuto l’inizio della propria carriera e dei propri successi.

Siamo arrivati quasi a raccontare la storia dei giorni nostri, con un Marco Masini che riprende gli schermi televisivi, partecipando a noti programmi serali di successo tra cui “I migliori anni”, unitamente alla pubblicazione contemporanea dell’album “La mia storia piano e voce” e alla partecipazione, nel 2015, ancora una volta al Festival di Sanremo con “Che giorno è”.

Per il 2017 è ancora una volta il Festival di Sanremo con “Spostato di un secondo”, quindi ancora tv con i programmi “Sanremo Young” e “Ora o mai più“, condotto proprio da Amadeus.

Ci attende a breve “Il confronto”, canzone con cui parteciperà alla settantesima edizione del Festival di Sanremo, onorando quel palcoscenico con la presenza di un artista dalla carriera intensa e peculiare, fatta di alti e bassi, ma che continua a costituire un patrimonio per la musica italiana.

Per saperne di più su Marco Masini:

Michele Zarillo

MICHELE ZARRILLO – “Nell’estasi o nel fango” di V. Parisse – M. Zarrillo.  Romano classe 1957, Michele Zarrillo arriva dalla scena rock-progressive italiana, avendo militato come cantante e chitarrista nel gruppo dei Semiramis, con i quali pubblica l’album “Dedicato a Frazz” del 1973. Arriva al pop alla fine degli anni ’70, dopo aver militato, allo scioglimento dei Semiramis, in un’altra band rock-progressive, i Rovescio della medaglia.

Dopo aver pubblicato due singoli col nome di Andrea Zarrillo, il cantante vince il Festival di Castrocaro nel 1979 con la canzone “Indietro no”, con il suo vero nome e cognome, componendo una canzone per Renato Zero (“Sesso o esse”) e per Ornella Vanoni (“Ricetta di donna”, ripresa anche da Vecchioni).

Nel 1981 debutta al Festival con “Su quel pianeta libero, che arriva ottava. La sua canzone “Una rosa blu” non arriva in finale a Sanremo nel 1982; questa tuttavia diventerà un enorme successo discografico anni dopo. Nel 1998 verrà infatti inclusa in una versione rinnovata nel cd dallo stesso titolo. Si tratta invero della ri-edizione del primo album del cantante (“Sarabanda” del 1982) con l’aggiunta del brano sanremese passato di fatto inosservato, uscito all’epoca solo su 45 giri. La canzone ha per protagonista una donna londinese, particolarmente attraente ma molto superficiale e impudica, che porta questa rosa blu tatuata sul seno. Un tema questo giudicato inutile, inefficace, nonostante un recondito ma profondo romanticismo.

Nel 1987, alla sua terza partecipazione, Zarrillo vince la categoria Nuove proposte con la canzone “La notte dei pensieri”, nonostante le due pregresse partecipazioni al Festival e quindici anni sulla scena musicale italiana. La canzone, una superballata del genere pop-adult contemporary, ottiene un significativo successo a livello commerciale, arrivando nella Top 10 della classifica dei singoli più venduti in Italia in quell’anno. “La notte dei pensieri” fu incisa solo come singolo.

L’anno dopo, 1988, Zarrillo torna al Festival con la canzone “Come un giorno di sole”, che si piazza tredicesima nella Categoria Big e che verrà inclusa nell’album “Soltanto amici” uscito sempre nel 1988. Torna a Sanremo nel 1992 con la canzone “Strade di Roma” che si piazza undicesima e che verrà inclusa nell’album “Adesso”. Nel 1994 arriva “Cinque giorni”, brano da molti indicato come il più emblematico della sua intera discografia, che arriva al quinto posto della finale sanremese e che verrà incluso nel CD “Come uomo tra gli uomini”. Il singolo arriva al quinto posto anche della classifica dei singoli più venduti in Italia; ne verrà realizzata una versione in spagnolo nel 1997 e sarà incisa anche da Fiorello e da Laura Pausini nell’album “Io canto” del 2006, nella versione italiana e in quella per i mercati discografici latino-americani. Si tratta di un “classico” della canzone italiana, che racconta le vicissitudini di un uomo che sperimenta una intensa situazione di confusione e disorientamento dopo cinque giorni, appunto, dalla fine della sua relazione sentimentale. Un testo che rivela la sensibilità e l’eleganza del cantante romano: il suo protagonista, ancora innamorato della sua ormai ex partner, non riesce a negare i propri sentimenti, né a detestare il suo passato sentimentale. Ogni tentativo di squalificare la relazione terminata appare sempre più inutile e illusorio.

Nel 1996 Zarrillo partecipa nuovamente al Festival con L’elefante e la farfalla, che si piazza undicesima e che verrà inclusa nell’album omonimo. L’album ripeterà il successo commerciale dell’album precedente e include anche il singolo “Non arriveranno i nostri”, con il quale parteciperà al Festivalbar.

Nel 1997 esce L’amore vuole amore”, compilation dei suoi precedenti successi, e che include, oltre all’omonimo inedito, anche le versioni ri-arrangiate di “Una rosa blu”, di “La notte dei pensieri” e di “Su quel pianeta libero”.

Il sesto album del cantante esce nel 2000 e si intitola “Il vincitore non c’é”, album che sarà ripubblicato l’anno successivo con il brano “L’acrobata”che Zarrillo presenterà a Sanremo 2001, posizionandosi al quarto posto.

Nel 2002 esce il suo primo lavoro dal vivo intitolato “Le occasioni dell’amore”, il quale propone la registrazione dei concerti tenuti a Roma e a Firenze. Il suo settimo album “studio” vedrà la luce a fine ottobre del 2003, intitolato “Liberosentire”. A lanciare l’album fu il singolo “Un nuovo giorno”, a cui faranno seguito “Ballando nei giorni del mondo” e “Dove il mondo racconta segreti. Si tratta del primo disco in cui Zarrillo si pone anche in veste di produttore.

Zarrillo torna a Sanremo nel 2006 con “L’alfabeto degli amanti”, che arriva secondo nella categoria “Uomini” e verrà incluso nell’album dallo stesso titolo.

Con “L’ultimo film insieme” Zarrillo partecipa a Sanremo 2008 tra i finalisti, ma non arriverà tra i primi dieci. La canzone sarà inclusa nella doppia antologia “Nel tempo e nell’amore”, che contiene i successi del cantante dal 1981 al 2008.

Zarrillo tornerà al Festival dopo 9 anni, nel 2017, dove presenterà la canzone “Mani nelle mani”, che si piazza all’undicesimo posto, e che viene inclusa nell’album “Vivere e rinascere”; quest’ultimo uscirà in due versioni: una standard e una contenente un CD di cover intitolato “Passioni”.

Artista sensibile, raffinato, straordinariamente abile nel cogliere attraverso le sue originali melodie d’autore quei potenti sentimenti comuni e quotidiani, dallo sconforto della perdita, alla speranza del ritorno, dalla convinzione di resistere, all’appagamento del ritorno e della riconciliazione, e, in tempi più recenti, ad una percepibile attenzione a tematiche sociali.

A Sanremo 2020, alla sua tredicesima partecipazione, presenterà il brano “Nell’estasi o nel fango”.

Per seguire Michele Zarrillo:

Paolo Jannacci

PAOLO JANNACCI – “Voglio parlarti adesso” di A. Bonomo – P. M. Jannacci – E. Bassi – M. Bassi. In gara alla prossima settantesima edizione del Festival di Sanremo c’è un figlio d’arte: #PaoloJannacci. Unico erede del celebre cantautore Enzo, Paolo viene naturalmente introdotto alla musica, specializzandosi nel settore jazzistico e dedicandosi a molteplici aree, tra cui colonne sonore e produzioni teatrali.

Nato il 05 settembre 1972 a Milano, lo stesso intraprende una carriera di studi umanistica, accanto a quella musicale all’interno della quale si approccerà a diversi strumenti tra cui pianoforte, basso e fisarmonica.

È però ufficialmente nel 1988 che intraprende la propria carriera di musicista, che vanta al momento ben 7 album e tantissime collaborazioni e attività accanto e in onore, post mortem, del padre, ovvero come artista anche all’interno di gruppi musicali. Tra questi si segnala la formazione composta unitamente a Stefano Bagnoli, Marco Ricci e Daniele Moretto, votata principalmente alle esecuzioni delle musiche del compianto Enzo dal titolo “In concerto con Enzo”.

Il genere artistico che rappresenta è principalmente il jazz, su cui si fonda quasi esclusivamente tutta la sua produzione.

Ha all’attivo due apparizioni al Festival di Sanremo in qualità di direttore d’orchestra, la prima nel 1998 ove ha accompagnato il padre nel celebre brano “Quando un musicista ride”, la seconda nel 2004 con il brano “Solo un sogno” di Pacifico; in tema Sanremo si segnala anche la scrittura, unitamente al padre, de “I soliti accordi”, album che trae il nome dall’omonimo brano con cui Enzo Jannacci partecipò al Festival di Sanremo assieme a Paolo Rossi nel 1994; altre due apparizioni ci sono state nel 2014 come membro della giuria e proprio allo scorso Festival del 2019 quando ha accompagnato Enrico Nigiotti, nella serata dei duetti, con il brano “Nonno Hollywood”.

Sarà quindi in gara, quest’anno per la prima volta assoluta, con il brano “Voglio parlarti adesso”, anche se noi vogliamo chiudere la sua scheda, doverosamente, con uno dei brani sanremesi più importanti di Enzo, poc’anzi citato.

I musicisti più veri appartengono a una categoria di persone che non hanno una vita fatta di lussi e benessere estremo, ma che vanno avanti con pochi soldi e affrontano le difficoltà a cui tutti i comuni mortali sono chiamati a reagire. È proprio dai momenti difficili che nasce l’ispirazione, e nel risultato che questa ispirazione genera l’artista trova la sua massima consolazione e la sua reale ragione di vita. Per questo, in fondo, il musicista ride: ride perché, nonostante tutto, la musica gli dona quella felicità che non si può comprare con le ricchezze materiali, ovvero l’unica vera felicità che dà sapore all’esistenza. Questo il senso della vita di Enzo Jannacci e di Paolo, nella loro “comune” esibizione al Festival di Sanremo del 1998 (“Quando un musicista ride”). 

Per seguire Paolo Jannacci (si segnala il suo sito ufficiale, davvero curioso e in stile retrò):

Piero Pelù

PIERO PELÙ – “Gigante” di P. Pelù – L. Chiaravalli – P. Pelù. Il nome di  Piero Pelù, fiorentino classe 1962, è strettamente legato alla band di cui è stato – ed è tuttora – il lead singer, nonché uno dei fondatori, i Litfiba.

Colpito profondamente in giovane età da “Paranoid” dei Black Sabbath e da “Revolver” dei Beatles, Piero Pelù, di fatto, è un esordiente del Festival di Sanremo 2020, nonostante ben trenta anni di carriera alle spalle, iniziata con una band liceale.

I Litfiba, nati nel 1980, sono passati da una prima fase new-wave con suoni tipicamente mediterranei (fino al 1990), ad una seconda fase più rock e Latin-rock (fino al 1994), per poi approdare ad un pop-rock elettrico più immediato e commerciale (fino al 1997) e ad una più recente fase in cui invece ha prevalso un rock più sperimentale (fino al 2005), accanto ad un certo revival delle origini rock anni 90 (fino al 2012).

I Litfiba ottengono un disco d’oro per l’album ‘Pirata’ del 1989, grazie all’azzaccatissimo singolo “Cangaceiro”.

Il loro successo prosegue indiscusso e negli anni ’90 viene realizzata la cosiddetta “tetralogia” degli elementi: il gruppo ha affrontato, infatti, in quattro distinti album, brani e liriche ispirati, progressivamente, ai quattro elementi della natura, dal fuoco (“El diablo”) alla terra (“Terremoto”), dall’aria (“Spirito”) all’acqua (“Mondi sommersi”).

Nel 1999 I Litfiba pubblicano l’album “Infinito”, che contiene il singolo “Il mio corpo che cambia” e “Regina di cuori”. L’album, che ha come tema il senso del tempo, è di fatto l’ultimo album del gruppo con Piero Pelù come frontman. Tale “separazione” durerà fino al 2009. Si tratta di un album meno graffiante e più morbido dei precedenti, con un sono più accattivante e di certo più “facile” e che, comunque, si rivela il più venduto della loro intera produzione discografica. “Infinito” arriva al numero in Italia e diventa il quarto album più venduto in Italia del 1999.

Nello stesso anno Piero Pelù inizia la sua carriera solista e lo fa con una collaborazione “doc” con Luciano Ligabue e Jovanotti, per il singolo “Il mio nome è mai più” (pubblicato con l’acronimo LigaJovaPelù). Rimasto al top della classifica italiana per ben nove settimane nell’estate del 1999, e rivelatosi poi come il singolo più venduto dello stesso anno, “Il mio nome è mai più” è un “charity single”, una canzone di beneficenza per Emergency, a favore delle vittime delle guerre e della povertà in diverse parti del globo.

L’album di debutto di Pelù si intitola “Né buoni né cattivi” e viene pubblicato nell’aprile del 2000, introdotto dal singolo “Io ci sarò”, a cui faranno seguito “Toro loco” e “Buongiorno mattina. L’album arriva al terzo disco di platino in Italia per oltre trecentomila copie vendute.

Nel 2002 arriva “UDS L’uomo della strada”, che contiene il duetto con Anggun intitolato “Amore immaginato” e che arriva al platino già dalle prevendite.

In questo periodo l’artista sembrerebbe distanziarsi, idealmente e musicalmente, dal suo passato, passato che però ritorna, quasi nostalgicamente con “Soggetti smarriti” del 2004, dove riprende la canzone “Re del silenzio” inizialmente pubblicata nell’album “17 re” del 1986. “Prendimi così” è l’apripista dell’album. L’artista fiorentino pubblicherà anche “In faccia” nel 2006 e “Fenomeni” nel 2008, inserendo tra i due il live acustico “MTV Storytellers” (2007). Queste produzioni vedono la luce dopo la pubblicazione del suo best of “Presente” del 2005, che sancisce la chiusura della collaborazione di Pelù con la Warner e il suo successivo passaggio alla Sony Music.

Nel giugno del 2010 esce “Stato libero di Litfiba”, un doppio live che vede il suo ritorno con la band e che debutta il numero 2 della classifica italiana, rimanendo nella Top10 per tredici settimane consecutive. Bisogna attendere il gennaio 2012 per vedere l’uscita del nuovo disco “studio” di Pelù con i Litfiba, intitolato “Grande nazione”. Nel periodo della carriera solista di Pelù, gli altri membri dei Litfiba hanno realizzato tre album con il cantante Gianluigi “Cabo” Cavallo. Preceduto dal singolo “L’impossibile”, i Litfiba pubblicano nel novembre del 2016 il loro ultimo album intitolato “Eutopia”, il numero quattordici della loro discografia “studio”.

Un anno importante per Piero è il 2013, anno della sua partecipazione in veste di coach del talent show “The Voice of Italy” e anno della pubblicazione di un nuovo live dei Litfiba intitolato “Trilogia 1983-1989 Live 2013” e del nuovo best of intitolato “Identikit”. Il cantautore parteciperà all’edizione del talent show come coach anche nel 2014 e nel 2015. Con lo scrittore e deejay Massimo Cotto, ha pubblicato anche due biografie, una nel 2000 intitolata “Perfetto difettoso” e l’altra nel 2014 con il titolo “Identikit di un ribelle”.

Il cauntautore è anche famoso per il suo impegno politico e sociale, spesso tradotto nei suoi testi, nei suoi spettacoli e nelle sue esibizioni dal vivo. Personaggio spesso controverso, ma irresistibile e talentuoso performer, Pelù ha sempre evidenziato l’influenza della musica rock e punk nelle sue produzioni, nonché il suo profondo interesse per gli stili folkoristici e tipicamente mediterranei ed esotici.

Alla settantesima edizione del Festival di Sanremo, presenterà il brano “Gigante”.

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Pinguini Tattici Nucleari

PINGUINI TATTICI NUCLEARI – “Ringo Starr” di R. Zanotti. Parteciperanno al Festival di Sanremo 2020 con il brano “Ringo Starr”: si tratta del gruppo indie rock i  Pinguini Tattici Nucleari, formatosi a Bergamo nel 2010 e che deve il nome alla birra Tactical Nuclear Penguin. È composto da Riccardo Zanotti, Nicola Buttafuoco, Elio Biffi, Lorenzo Pasini, Simone Pagani e Matteo Locati.

Il primo EP autoprodotto del gruppo esce nel 2010, con 5 pezzi originali e si intitola “Cartoni Animali”, mentre il primo disco ufficiale, “Il re è nudo”, esce nel 2014 e contiene uno dei loro brani più noti, “Cancelleria”.

Nel 2015 esce “Diamo un calcio all’aldilà”, il loro secondo album, che contiene il singolo Me want marò back, un reggae in cui ironizzano su tutta una serie di luoghi comuni da tutti i punti di vista.

Segue, due anni dopo, il terzo album  “Gioventù bruciata”, dal quale vengono estratti i singoli Sciare”, “Tetris” e “Irene”.

Nel 2019 firmano con la nota major Sony Music e producono il nuovo album “Fuori Dall’Hype, anticipato dal singolo “Verdura”. Oltre al singolo omonimo dell’album, viene estratto “Sashimi”.

Nel 2020 li attende un tour nei più importanti palasport d’Italia tra cui il Forum di Assago.

Il gruppo attualmente ha pubblicato 4 album, collezionando più di 8 milioni di views su YouTube, oltre 60 milioni di streaming totali, 2 dischi d’oro ottenuti con i singoli “Irene” e “Verdura”.

Nel 2019 è stato pubblicato un fumetto interamente dedicato a loro presentato al Lucca Comics & Games per Becco Giallo Editore e vengono da un tour dove hanno raccolto 60 000 spettatori totali.

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Rancore

RANCORE “Eden” di T. Iurcich – D. Faini. Il rapper Rancore, pseudonimo di Tarek Iurcich, parteciperà alla settantesima edizione del Festival di Sanremo, con il brano “Eden”.

Iurcich nasce a Roma nel 1989 da padre croato e madre egiziana; comincia il suo percorso musicale in ambito romano grazie al Phat Roma, una manifestazione di improvvisazione musicale. Qui ha la possibilità di eseguire i suoi primi brani dal vivo, di fronte ad un pubblico critico, e di provare i primi freestyle, accompagnato da Andy, con il quale registrerà la sua prima canzone “Tufello talenti” e presentandosi come Lirike Taglienti.

Nell’ambito del Phat Roma conosce le persone che poi lo aiuteranno nella realizzazione del suo primo disco “Segui me”, ovvero Jimmy, DJ Tetris e altri esponenti emergenti della scena hip hop. Grazie alla conoscenza con i rapper Jesto e Hyst, viene prodotto come artista nell’etichetta ALTOent che vedrà proprio il disco di Rancore, pubblicato nel 2006, come primo prodotto ufficiale. Viene presentato il video di “Tufello”, tratto dall’album.

Agli inizi del 2008, Rancore esce dalla ALTOent e il rapper pubblica sotto lo pseudonimo di RINquore l’EP “S.M.S. (Sei molto stronza)”. Inoltre in questo periodo collabora con diversi artisti tra cui Gli Inquilini e Fedez.

Ad inizio 2010 inizia a collaborare con altri rapper in brani come “Lo spazzacamino”, contenuta nell’album “Hocus Pocus” di DJ Myke, e “Harakiri”, contenuta in “BlackJack”, disco del producer e DJ romano 3D. Continua quindi, la collaborazione con DJ Myke, con la pubblicazione, all’inizio del 2010, per il download gratuito di “Acustico” EP, contenente 7 tracce inedite, mentre nell’aprile 2011 viene pubblicato l’album “Elettrico”. Ad ottobre dello stesso anno, con il brano “L’albatro”, è presente nel mixtape “Roccia Music II” di Marracash. Alla fine del 2011 viene reso disponibile per il download gratuito “Exclusives”, raccolta che contiene cinque tracce più una traccia fantasma “La morte di RINquore”, la vera ultima traccia dell’alter ego di Tarek, ovvero RINquore, che si pensava fosse “morto” nel 2008.

Nel 2012 viene pubblicato sull’iTunes Store il singolo “Anzi… Siamo già arrabbiati”, che anticipa il nuovo album di Rancore & DJ Myke, intitolato “Silenzio”. Da questo album sono stati estratti anche i singoli “Capolinea” e “Horror Fast Food”. Il 24 maggio 2013 viene pubblicato su YouTube il videoclip di un ulteriore brano estratto da “Silenzio”, intitolato “Dove siete spiriti”.

Nel luglio 2015 viene pubblicato il brano “S.U.N.S.H.I.N.E.”, apripista dell’EP omonimo, reso disponibile per il download gratuito. Rancore ha svelato che titolo del disco è un acronimo che sta per “Seguendo Un Nome Scritto Hai Incastrato Noi Eternamente”. Successivamente Rancore e DJ Myke, tramite una campagna di crowdfunding, hanno messo in vendita l’edizione in vinile dell’EP con presente nel lato B una raccolta dei loro migliori brani chiamata “The Best of 2010/2015”.

L’anno dopo collabora con Murubutu nel brano “Scirocco”, pubblicato l’album “L’uomo che viaggiava nel vento e altri racconti di brezze e correnti”. Sempre nel 2016 esce l’album “Dead Poets” di DJ Fastcut, che contiene la traccia “Poeti estinti”, una collaborazione tra Rancore, Danno, Rockness Monsta e Mic Handz.

A fine 2017 collabora con il cantante Giancane nel brano “Ipocondria” e con Claver Gold ne “Il meglio di me”.

Le collaborazioni proseguono anche nel 2018 con il brano “Upside Down” con Mezzosangue. A maggio esce “Underman”, singolo che anticipa l’album “Musica per bambini”. A novembre esce il disco postumo di Cranio Randagio, “Come il Re leone“, che vede la collaborazione di Rancore nel brano “Lupi della notte”.

L’anno dopo prende parte al Festival di Sanremo 2019 insieme al cantautore Daniele Silvestri, con il brano “Argentovivo”, che si classifica al sesto posto e vince il Premio della Critica, il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla e il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo.

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Raphael Gualazzi

RAPHAEL GUALAZZI – “Carioca” di R. Gualazzi – D. Petrella – R. Gualazzi – D. Pavanello. Raffaele “Raphael” Gualazzi viene conosciuto dal grande pubblico grazie alla vittoria nella sezione Nuove Proposte di Sanremo 2011 con “Follia d’amore”. Pochi mesi dopo rappresenta l’Italia all’Eurovision Song Contest di Düsseldorf in Germania con una versione bilingue intitolata “Madness of love”, e a sorpresa si piazza al secondo posto. 

Raphael, classe 1981, si diploma in pianoforte al Conservatorio di Pesaro, sua città natale, ma viene ben presto rapito dal mondo e dall’espressività jazz e blues. Per questo intraprende la propria carriera con diverse collaborazioni specifiche di quel settore, partecipando a diversi concorsi in tutta Italia, tutti settoriali.

Nel 2005 pubblica il suo primo album, ‘Love Outside the Window’ e prosegue la propria attività con il favore della critica, sino a incontrare nel 2009 Caterina Caselli, che lo accoglie contrattualmente nella Sugar Music. Raphael mostra tutto il proprio indiscutibile talento, sia musicale che vocale, in manifestazioni come l’Heineken Jammin Festival e il Giffoni Film Festival, dando vita ad un EP dal nome “Raphael Gualazzi” che finisce in cima alla classifica di vendite iTunes.

Lo stesso è ormai ampiamente maturo per presentarsi al Festival di Sanremo e lo fa nel 2011 nella categoria Giovani, con il brano da lui stesso composto dal nome “Follia d’amore”. Raphael vince e il brano confluisce nell’album “Reality and Fantasy”.

Viene scelto dalla RAI per rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest dopo ben 13 anni di assenza. “Follia d’amore” viene rinominato in inglese, “Madness of love”, e viene proposto proprio in versione bilingue, misto italiano e inglese, incontrando un grande successo in specie da parte della giuria di esperti, che lo premiano come miglior brano. Questo però non basta a vincere l’edizione, incassata invece dall’Azerbaigian.

Nel 2013 Raphael partecipa nuovamente al Festival di Sanremo, con due brani: “Senza ritegno” e “Sai (ci basta un sogno)”. Infatti, secondo il regolamento della kermesse di quell’anno, ogni Campione avrebbe dovuto presentare due brani e durante la prima serata il pubblico e la giuria della sala stampa, rispettivamente al 50%, avrebbero dovuto scegliere quale dei due portare avanti. Nel caso di Raphael il voto è caduto su “Sai (ci basta un sogno)” e con questa si è classificato quinto. L’album che ne è seguito, pubblicato il 14 febbraio del 2013, fu “Happy Mistake”.

Nel 2014 ancora una volta Sanremo, questa volta unitamente al gruppo musicale The Bloody Beetroots: stesso regolamento dell’anno precedente, per cui Raphael porta in gara due brani, “Tanto ci sei” e “Liberi o no”. Quest’ultimo viene scelto per il proseguimento della gara, e giunge secondo nella classifica finale, dietro soltanto ad Arisa e alla sua “Controvento”.

Dopo due anni di assenza la sua attività riprende nel 2016 con una serie di singoli, “L’estate di John Wayne”, “Lotta Things” e “Buena fortuna” cantato assieme a Malika Ayane, che confluiscono tutti nell’album “Love Life Peace”, a cui poi segue un altro singolo dal titolo “La fine del mondo”. Quest’ultimo album è divenuto poi un tour europeo di grandissimo successo, conclusosi la scorsa estate.

Il prossimo Festival di Sanremo vedrà per Raphael la quinta partecipazione, con il brano “Carioca”: certamente sarà un altro grandissimo successo e chissà che finalmente non possa regalargli la vittoria e concedergli una seconda chance all’Eurovision Song Contest.

“Carioca” confluirà nell’album ‘Ho un piano’, che verrà rilasciato il prossimo 7 febbraio, ma che già da oggi è disponibile in preordine su tutte le piattaforme digitali.

Per saperne di più su Raphael Gualazzi:

Riki

RIKI – “Lo sappiamo entrambi” di R. Marcuzzo – R. Scirè – R. Marcuzzo. Riccardo Marcuzzo, in arte Riki, è originario di Segrate, in provincia di Milano e parteciperà, per la prima volta, al Festival di Sanremo 2020 con il brano “Lo sappiamo entrambi”.

Studia recitazione e canto e, di seguito, si diploma all’Istituto Europeo di Design a Milano, specializzandosi in Design del Prodotto.

Nel 2016 entra nella scuola della sedicesima edizione di “Amici di Maria De Filippi”, nella squadra capitanata da Elisa. Vince nella categoria canto, ma perde lo scontro finale con il vincitore della categoria ballo, Andreas Müller.

Nel maggio 2017 è stato pubblicato per la Sony Music il suo EP di debutto, “Perdo le parole”, composto da sette brani e che ottiene la certificazione di triplo platino. Dall’EP viene estratto anche il brano “Polaroid”.

Nell’agosto dello stesso anno viene pubblicato il brano “Balla con me”, proprio con Andreas Müller e la modella Ella Ayalon.

A settembre 2017 esce il singolo “Se parlassero di noi”, apripista dell’album d’esordio di Riki, “Mania”. L’album si compone di altri undici brani ed è stato certificato doppio disco di platino dalla FIMI.

Due mesi dopo è la volta del singolo “Aspetterò lo stesso”. Inoltre, viene annunciato il tour 2018 che ha toccato diverse città italiane. Frutto di questo tour è l’album dal vivo “Live & Summer Mania”, contenente anche alcuni inediti registrati in studio, tra i quali troviamo Tremo (dolce vita)” e “Dolor de cabeza” singolo ha visto la collaborazione del gruppo statunitense CNCO.

Nel 2019 collabora con il gruppo messicano Reik nel brano “Resulta” e pubblica il nuovo singolo “Gossip”.

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