ESC 2020 – Italia: Diodato con “Fai rumore” a Rotterdam 2020

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Sarà Diodato a rappresentare l’Italia alla 65ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2020 che si terrà presso l’Ahoy Rotterdam di Rotterdam, nei Paesi Bassi, il 12, 14 e 16 maggio prossimi, in seguito alla vittoria di Duncan Laurence nell’edizione precedente tenutasi a Tel Aviv con il brano “Arcade”. A confermarlo la pagina Facebook di RAI 4.

La conferma è arrivata, inoltre, dallo stesso Diodato, durante la Conferenza Stampa post vittoria del Festival di Sanremo, in cui il cantante ha affermato che la musica italiana ha un importante spessore e che va aiutata a livello internazionale. Ha poi aggiunto che bisogna tornare ad esportare la musica italiana perché ha una grande forza ed è riconoscibile all’estero. L’Eurovision Song Contest è, quindi un’ottima occasione per far conoscere la nostra musica.

Diodato con “Fai rumore” è il 17º concorrente in gara all’edizione 2020 dell’Eurovision Song Contest, dopo gli Hooverphonic per il Belgio, Blas Cantó con “Universo” per la Spagna, VICTORIA per la Bulgaria, Sandro Nicolas per il Cipro, Vincent Bueno per l’Austria con “Alive”, Tornike Kipiani – თორნიკე ყიფიანი con “Take Me As I Am” per la Georgia, Jeangu Macrooy per i Paes Bassi, Tom Leeb per la Francia , Arilena Ara con “Shaj” (Swear), Vasil Garvanliev (Васил Гарванлиев) per la Macedonia del Nord, Jeangu Macrooy per i Paesi Bassi, Benny Cristo con “Kemama”, Stefania (Στεφανία Λυμπερακάκη) con “SUPERG!RL” per la Grecia, Eden Alene (עדן אלנה) per l’Israele, Montaigne con “Don’t break me” per l’Australia, Samanta Tīna con Still Breathing” per la Lettonia e Destiny Chukunyere per Malta.

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Diodato si è aggiudicato la vittoria del 70esimo Festival di Sanremo 2020 con il brano “Fai rumore”, anche il premio della critica “Mia Martini” e il premio della sala stampa “Lucio Dalla”, trionfando al ballottaggio finale su Francesco Gabbani (secondo classificato) e i Pinguini Tattici Nucleari (terzi classsificati). 

Antonio Diodato, nato ad Aosta 38 anni fa, ma di origine pugliese e romano d’adozione, già in testa dopo le prime quattro giornate supera Francesco Gabbani con “Vicecersa” nella finalissima. Al terzo posto i Pinguini tattici nucleari con “Ringo Starr”.

<div class="fb-post" data-href="https://www.facebook.com/RaiQuattro/posts/3184085144952459" data-width="500" data-show-text="true"><blockquote cite="https://developers.facebook.com/RaiQuattro/posts/3184085144952459" class="fb-xfbml-parse-ignore"><p>E sarà proprio lui a rappresentare l’Italia agli Eurovision Song Contest Italia di Rotterdam! 💜 #ESC2020</p>Publicado por <a href="https://www.facebook.com/RaiQuattro/">Rai4</a> en&nbsp;<a href="https://developers.facebook.com/RaiQuattro/posts/3184085144952459">Sábado, 8 de febrero de 2020</a></blockquote></div>

Il voto finale è stato determinato dai giornalisti della sala stampa (33%), il pubblico da casa tramite il televoto (peso del 34% sul risultato finale) e la giuria demoscopica (33%), dopo che le classifiche dei giorni scorsi avevano determinato il podio e quindi erano state azzerate. La band bergamasca si è classificata terza con “Ringo Starr”, il cantautore toscano secondo con “Viceversa”.

Diodato ha vinto con “Fai rumore”, scritta con Edwin Roberts. È alla sua terza partecipazione al Festival e alla seconda tra i big: aveva preso parte all’edizione del 2018 con Roy Paci cantando “Adesso”. Antonio Diodato, in arte solo Diodato nato nell’81 nato ad Aosta e cresciuto a Taranto, in Puglia. Nel 2013 pubblica il suo primo disco “E forse sono pazzo”. Nel 2014 si posiziona al secondo posto al Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte e con il brano “Babilonia” ed a ottobre dello stesso anno pubblica il suo secondo album “A ritrovar bellezza”. A gennaio del 2017 esce il suo terzo album per Carosello Records: “Cosa siamo diventati”, e appunto partecipa l’anno dopo – assieme a Roy Paci, appunto – tra i 20 big in gara al Festival di Sanremo 2018. Torna l’anno successivo – fuori gara – per esibirsi assieme a Ghemon con i Calibro 35 nella serata dei duetti. A fine 2019 pubblica “Che vita meravigliosa” – scelta da Ferzan Ozpetek per i titoli di coda del suo film “La dea fortuna” e titolo del disco che uscirà la prossima settimana e che contiene “Fai rumore”, brano incluso nel suo nuovo disco dal titolo

“Voglio dedicare questo premio alla mia città”, a Taranto, “è una città in cui bisogna fare rumore. Questo premio lo dedico a tutti quelli che lottano per una situazione insostenibile”. Così Diodato in conferenza stampa all’Ariston. Poi: “Sono arrivato a questo successo dopo tanti anni di gavetta, e così si raggiunge la felicità. Non a caso il mio album si intitola ‘Che vita meravigliosa’. Nella vita ho avuto tante batoste, ho suonato in condizioni estreme, anche con pochissimi spettatori. Sono le cose che ho vissuto e ho imparato. Ho imparato a vedere otto persone davanti a me e a suonare per quelle otto persone, che avevano comprato il biglietto per me”. 

Secondo posto dunque a Sanremo per Francesco Gabbani, con il brano “Viceversa”. L’artista di Carrara ha dedicato il risultato e il suo brano “a tutte le persone che mi hanno aiutato a dare vita al progetto di Viceversa. La canzone, in questo momento storico particolare, alle persone deboli e indifese”.

“All’inizio del Festival non ci aspettavamo di arrivare fino alla fine, immaginavamo di essere tra il 15esimo e il 20esimo posto. Comunque siamo un po’ Ringo Starr, abbiamo rispettato la filosofia della canzone. Strano perché quello di Sanremo è un pubblico nuovo e non era abituato a noi. Però siamo felicissimi”. Così i Pinguini Tattici Nucleari in conferenza stampa all’Ariston commentando il terzo posto al Festival.

Nel corso della serata finale si esibiscono nuovamente tutti i 23 Campioni con le proprie canzoni in gara; le votazioni avvengono con un sistema misto composto dalla giuria demoscopica (33%), da quella della Sala Stampa (33%) e dal televoto (34%), che determina la classifica definitiva dalla ventitreesima alla quarta posizione. Segue poi una nuova votazione per i primi tre classificati, grazie alla quale viene decretata la canzone vincitrice del Festival. Ecco la classifica definitiva dal al 1° al 23° posto (giuria demoscopica (33%) + Sala Stampa (33%) + Televoto (34%) = Media Totale quinta serata /  % Classifica generale)

Quinta serata – Finale 

  • Michele Zarrillo – “Nell’estasi o nel fango” (In ecstasy or in mud) (V. Parisse e M. Zarrillo), 2,75% + 1,46% + 1,31% = 1,83% / 2,96% – 18º posto
  • Elodie – “Andromeda” (A. Mahmoud e D. Faini), 7,00% + 7,14% + 4,17% = 6,09% / 5,12% – 7º posto
  • Enrico Nigiotti – “Baciami adesso” (Kiss me now) (E. Nigiotti), 2,26% + 1,03% + 1,40% = 1,56% / 2,63% – 19º posto
  • Irene Grandi – “Finalmente io” (Finally me) (V. Rossi, R. Casini, A. Righi e G. Curreri), 5,11% + 3,74% + 2,33% = 3,71% / 4,19% – 9º posto
  • Alberto Urso – “Il sole ad est” (The sun at east) (P. Romitelli e G. Pulli), 3,43% + 0,99% + 11,43% = 5,34% / 3,67% – 14º posto 
  • Diodato – “Fai rumore” (Make noise) (A. Diodato e E. Roberts), 9,38% + 21,88% + 9,08% = 13,40% / 10,04%) – 1º posto
  • Marco Masini – “Il confronto” (The confrontation) (M. Masini, F. Camba e D. Coro), 3,54% + 1,93% + 2,86% = 2,78% / 3,60%) – 15º posto
  • Piero Pelù – “Gigante” (Giant) (P. Pelù e L. Chiaravalli), 7,82% + 5,44% + 6,72% = 6,66% / 5,96%) – 5º posto
  • Levante – “Tiki Bom Bom” (Levante), 3,65% + 3,04% + 2,66% = 3,11% / 3,76%) – 12º posto
  • Achille Lauro – “Me ne frego” (I don’t care) (L. De Marinis, D. Dezi, D. Mungai, M. Ciceroni e E. Manozzi), 4,22% + 5,05% + 9,37% = 6,25%/ 4,57%) – 8º posto
  • Pinguini Tattici Nucleari – “Ringo Starr” (R. Zanotti), 7,74% + 6,03% + 11,42% = 8,43% / 6,53%) – 3º posto
  • Junior Cally – “No grazie” (No thanks) (Callyjunior, J. Ettorre, F. Mercuri, G. Cremona, E. Maimone, L. Grillotti), 1,40% + 1,74% + 1,46% = 1,53% / 2,26%) – 22º posto
  • Tosca – “Ho amato tutto” (I loved everything) (P. Cantarelli), 5,22% + 6,36% + 2,41% = 4,64% / 5,23%) – 6º posto
  • Le Vibrazioni – “Dov’è” (Where is) (R. Casalino, F. Sarcina e D. Simonetta), 8,75% + 5,64% + 4,63% = 6,32% / 6,06% – 4º posto
  • Raphael Gualazzi – “Carioca” (R. Gualazzi, D. Pavanello e D. Petrella), 3,90% + 3,94% + 1,73% = 3,18% / 3,78% – 11º posto
  • Francesco Gabbani – “Viceversa” (Vice versa) (F. Gabbani e Pacifico), 9,78% + 10,30% + 14,75% = 11,64% / 8,06% – 2º posto
  • Rita Pavone – “Niente (Resilienza74)” (Nothing (Resiliency74)) (G. Merk), 2,28% + 2,20% + 1,36% = 1,94% / 3,19% – 17º posto
  • Anastasio – “Rosso di rabbia” (Red with anger) (M. Anastasio, Stabber, M. A. Azara e L. Serventi), 3,03% + 2,32% + 2,17% = 2,50% / 3,72% – 13º posto
  • Riki – “Lo sappiamo entrambi” (We both know) (R. Marcuzzo e R. Scirè), 1,53% + 0,45% + 1,77% = 1,26% / 2,22% – 23º posto
  • Giordana Angi – “Come mia madre” (Like my mother) (G. Angi e M. Finotti), 1,42% + 0,55% + 1,80% = 1,26% / 2,59% – 20º posto
  • Paolo Jannacci – “Voglio parlarti adesso” (I want to talk to you now) (E. Bassi, M. Bassi, A. Bonomo e P. Jannacci), 2,18% + 2,20% + 0,45% = 1,60% / 3,31% – 16º posto
  • Elettra Lamborghini – “Musica (E il resto scompare)” (Music (And the rest disappears)) (M. Canova Iorfida e D. Petrella), 1,78% + 2,03% + 2,25% = 2,02% / 2,57% – 21º posto
  • Rancore – “Eden” (T. Iurcich e D. Faini), 1,83% + 4,54% + 2,46% = 2,94% / 3,96% – 10º posto

Finale a tre

  • 1. Diodato – “Fai rumore”, 36,33% + 57,97% + 23,93% = 39,36% – 1º posto
  • 2. Francesco Gabbani – “Viceversa”, 38,67% + 24,16% + 38,85% = 33,94% – 2º posto
  • 3. Pinguini Tattici Nucleari – “Ringo Starr”, 25,00% + 17,87% + 37,21% = 26,80% – 3º posto

Sono stati rivelati i primi dettagli delle votazioni che hanno determinato il vincitore del 70° Festival di Sanremo. Nel ballottaggio finale – avvenuto con le votazioni precedenti azzerate.

Diodato ha vinto il 39,3% delle preferenze, seguito al secondo posto da Gabbani con il 33,9% delle preferenze e dai Pinguini Tattici Nucleari con il 26,8% delle preferenze.

Queste i primi dettagli delle singole Giurie:

Televoto: vince Gabbani. Il cantautore toscano ha ricevuto il 38,9% delle preferenze dei telespettatori. Il televoto aveva messo al secondo posto i Pinguini Tattici Nucleari (con il 37,2% delle preferenze) e al terzo Diodato (con il 23,9% dei voti)

Stampa: vince Diodato. Il cantautore pugliese ha vinto in questa sezione. Gabbani è secondo per la stampa, mentre  i Pinguini Tattici Nucleari terzi. I dettagli delle percentuali verranno comunicati nel pomeriggio

Demoscopica: vince Gabbani. Gabbani ha vinto in questa sezione mentre Diodato è secondo; i Pinguini Tattici Nucleari terzi.  I dettagli delle percentuali verranno comunicati nel pomeriggio

Fosse stato per il pubblico a casa, il vincitore del Festival di Sanremo 2020 sarebbe stato quindi Francesco Gabbani e questo sta suscitando qualche polemica, simile a quella dell’anno scorso, quando Ultimo vinse al Televoto, ma Mahmood vinse grazie alla Stampa.

Ma, lo ricordiamo, il vincitore non è determinato solo dal televoto (che aveva la percentuale maggiore, il 34%), ma anche da Sala Stampa (33%) e Demoscopica. Il meccanismo di quest’anno è stato cambiato rispetto a quello del 2019 proprio per riequilibrare i pesi.

Chiusa la settantesima edizione del Festival di Sanremo con la vittoria di “Fai rumore” di Diodato, le cronache leggere del “day after” si concentrano sulla possibile musa ispiratrice del brano che ha battuto in finale “Viceversa” di Francesco Gabbani e “Ringo Starr” dei Pinguini Tattici Nucleari: da più parti si è ipotizzato che la canzone sia stata dedicata a un’altra concorrente del concorso canoro, Levante, arrivata dodicesima con “Tiki bom bom”.

Il cantautore nato ad Aosta ma di origini tarantine e Claudia Lagona sono stati effettivamente legati da una relazione sentimentale – vissuta molto discretamente e lontana dai clamori del gossip – chiusasi appena qualche mese fa. Levante gli ha dedicato “Antonio” nell’ultimo “Magmamemoria”. Diodato nella canzone invece scrive – senza citarla direttamente – “Ma fai rumore sì / Che non lo posso sopportare / Questo silenzio innaturale / Tra me e te” possano riferirsi alla fine della storia d’amore tra i due.

C’è chi ha avuto l’opportunità di andare alla fonte e chiedere a uno dei diretti interessati la veridicità della supposizione: poco dopo la vittoria del brano nella notte tra sabato e domenica Coez, già di scena all’Ariston nel corso della sua ospitata di venerdì al fianco di Gianna Nannini, ha incrociato nel backstage del teatro Ariston Levante, proprio mentre i monitor installati dietro le quinte a beneficio di artisti e addetti ai lavori stavano trasmettendo l’esibizione del neoproclamato vincitore Diodato sul palco. In una Instagram story postata dal cantante di “E’ sempre bello” sul suo canale ufficiale si vede Coez guardare lo schermo – “Lo dicevo io che avrebbe vinto Diodato…” e poi rivolgersi a Levante, che gli era a fianco: “Questa l’ha dedicata a te, eh?”. Scoppiando a ridere, Levante nega platealmente e si allontana…

Antonio Diodato, in arte solo Diodato è un cantautore italiano classe ’81 nato ad Aosta. Cresce a Taranto, in Puglia, regione di cui è originario per poi trasferirsi a Roma dove si laurea in cinema al DAMS. I suoi primi lavori musicali nascono in Svezia dove collabora con i dj svedesi Sebastian Ingrosso e Steve Angello, che diventeranno poi gli Swedish House Mafia. Nel 2013 riceve la prima offerta discografica e pubblica il suo primo disco dal titolo “E forse sono pazzo”. Nel 2014 si posiziona al secondo posto al Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte e con il brano “Babilonia” ed a ottobre dello stesso anno pubblica la sua seconda fatica discografica dal nome “A ritrovar bellezza”. Nel 2016 collabora a due brani (“Pochi giorni” e “Alla fine”) presenti nell’album “Acrobati” di Daniele Silvestri e partecipa ad alcune tappe del tour del cantautore romano. A gennaio del 2017 esce il suo terzo album per Carosello Records: “Cosa siamo diventati”. A fine 2017 Diodato viene selezionato al fianco di Roy Paci, tra i 20 big in gara al Festival di Sanremo 2018, dove porterà il brano “Adesso”, classificandosi ottavo. Nello stesso anno pubblica l’inedito “Essere semplice” e l’anno successivo torna a Sanremo per esibirsi, insieme ai “Calibro 35”, nella serata dei duetti al fianco di Ghemon – in gara al Festival con il brano “Rose viola”. Nel 2019 presenta i singoli “Il commerciante”, “Non ti amo più” e “Che vita meravigliosa” – scelta da Ferzan Ozpetek per i titoli di coda del suo film “La dea fortuna”.
Nel febbraio 2020 vince la settantesima edizione del Festival della Canzone Italiana con “Fai rumore”, brano incluso nel suo nuovo disco dal titolo Che vita meravigliosa.

Sì, è arrivato il momento di analizzare le classifiche di Sanremo 2020, alla ricerca di informazioni e statistiche che ci permettano di capire come si è arrivati alla vittoria, alla composizione del podio scovando curiosità sulle votazioni. Il vincitore come saprete è Diodato, ma come ha vinto? Scopriamolo assieme. La premessa importante è che tutti i dati percentuali delle prime serate non sono stati diffusi, quindi almeno per le prime serate non potremo visualizzare le percentuali ma al massimo provare a dedurle dalle classifiche già note.

Nella prima serata si esibiscono 12 artisti votati al 100% dalla giuria demoscopica. Nel podio abbiamo già il vincitore finale, Diodato, ritenuto terzo della serata dietro Le Vibrazioni e Elodie. I tre artisti si sono esibiti più o meno al centro della puntata. Bugo e Morgan sono ultimi.

Nella seconda serata si esibiscono gli altri 12 concorrenti, sempre valutati dalla giuria demoscopica. Sul podio abbiamo gli altri due componenti del podio: Francesco Gabbani è primo, i Pinguini Tattici nucleari sono terzi. Secondo è Piero Pelù. Notiamo anche in questa occasione che i due sopra citati si sono esibiti a metà puntata. Ultimo è Junior Cally.

I nomi di Elodie, la band capitanata da Francesco Sarcina e Piero Pelù sono i nomi che più di altri potevano entrare nel podio. La corrispondenza tra questi risultati e quelli finali ci fa capire che la gara si decide, più o meno, tra questi nomi.

Alla luce delle prime due puntate, integrandoi voti, il podio è formato da un Francesco Gabbani vincitore, secondi i Pinguini e terzo Piero Pelù. Dov’è Diodato? Nonostante l’ottimo posizionamento della prima serata (terzo), in realtà è sesto per la giuria demoscopica se consideriamo tutti e 24 i cantanti. Prima di lui emergono Elodie e Pinguini Tattici Nucleari.

Non poche polemiche ha creato la serata delle cover, comunque valevole per determinare la vittoria finale. Nei primi tre a fine serata emerge Tosca che fino a quel momento si è dovuta accontentare di un ottavo posto. Solleticare l’orchestra con arrangiamenti e spartiti interessanti ha premiato l’artista, alzando da questo momento le sue quotazioni sia al televoto che nella giuria demoscopica. Il mercoledì i Pinguini sono terzi, Diodato è quinto, Gabbani addirittura ottavo, aspetto da considerare alla luce dei dati finali. Questa posizione (di Gabbani in particolare) ha certamente inficiato (anche se poco) sulla sua vittoria finale.

Passiamo a giovedì, giorno nel quale solo i giornalisti hanno espresso il loro voto. Le idee della stampa sono già chiare: il podio è esattamente quello che abbiamo visto poi a fine Festival: primo Diodato, secondo Gabbani, terzi i Pinguini. Questo aspetto è fondamentale perché l’opinione e la compattezza di voto si è vista chiaramente anche nell’ultima puntata del sabato. I giornalisti non hanno cambiato idea. 

Nella serata finale qualcosa cambia: la giuria demoscopia premia Diodato (facendolo salire parecchio in classifica, da sesto a secondo. Primo è comunque Francesco Gabbani. La sala stampa è l’unica giuria che premia in modo compatto Diodato e anche se le percentuali non sono esplicite, è facile immaginare che il gap tra i numeri di Diodato e quelli di Gabbani (secondo) siano enormi, anche perché nel televoto Francesco è ancora primo e Diodato quinto. Anche i Pinguini emergono grazie al televoto, visto che è l’unica giuria che li posiziona terzi e non quinti.

Nella votazione a tre, si gioca a carte scoperte (e si capiscono moltissime cose).

La giuria demoscopia vuole far vincere Gabbani o di misura Diodato. Anche i Pinguini vengono molto votati, quindi i tre voti si “spalmano” in modo equilibrato. Anche il televoto vuole vincitore Francesco Gabbani, secondi i Pinguini (di pochi punti distaccati) e terzo Diodato. È la sala stampa quindi a fare la differenza perché oltre la metà della giuria dei giornalisti (57,97%) sceglie Diodato come vincitore. La vittoria di Diodato è dovuta quindi a tre ragioni fondamentali: una crescita di interesse da parte della demoscopica, la non polarizzazione dei dati sulle altre giurie e il “plebiscito” della sala stampa che sul vincitore non aveva alcun dubbio. In questo dato molto spostato su Diodato, ha di certo contribuito anche Francesco Gabbani, che spesso nelle interviste (quindi proprio nell’incontro con i giornalisti) ha espresso il desiderio di non vincere. 

È errato dire che i giornalisti decidono più di altri la vittoria, ma è anche vero che il sistema nuovo di voto della giuria della stampa (24 “fiches” da distribuire su almeno 10 artisti) permetteva di polarizzare il voto su un solo artista (dando potenzialmente 15 voti solo a un concorrente e uno solo a tutti gli altri 9). È però errato dire che le altre giurie non erano rilevanti: il sistema di voto della demoscopia, simile a quello della stampa, poteva produrre risultati simili, mentre quello del televoto, limitato a 5 voti per numero telefonico, usa un metro diverso e con un uso potenzialmente meno strategico. Ricordiamo che che le tre giurie avevano pesi simili: demoscopica 33%, sala stampa 33%, televoto 34%.

Quindi è sbagliato dire che la vittoria di Diodato non è meritata: la capacità di focalizzare il voto è una missione impossibile per la demoscopica (che per età, collocazione geografica e ed essendo un campione rappresentativo, sulla carta ha gusti poco polarizzati) ma lo è certamente per il televoto: in altri anni abbiamo visto dei voti evidentemente spostati su un solo concorrente. In questo caso, Diodato è stato fortemente apprezzato anche dal pubblico da casa, pur non avendo un DNA da artista “televotabile” (non ha fatto talent show, non è un personaggio televisivo).

Ecco quindi spiegata la vittoria di Diodato: è uno dei pochi artisti cresciuti nel gusto della demoscopica che ha straconvinto la sala stampa ottenendo anche un risultato (inaspettato?) al televoto.