ESC 2020: Rivelati i primi artisti dell’Opening e gli interval acts


Eurovision 2020 opening and interval acts

Mancano ormai meno di 100 giorni all’evento dell’anno, la Finale della 65ª edizione dell’Eurovision Song Contest, che si terrà presso l’Ahoy Rotterdam di Rotterdam, nei Paesi Bassi, il 12, 14 e 16 maggio del prossimo anno, in seguito alla vittoria di Duncan Laurence nell’edizione precedente tenutasi a Tel Aviv con il brano “Arcade”,  e la macchina organizzativa dello show musicale più grande al mondo si arricchisce giorno dopo giorno di dettagli.

Le tre emittenti televisive olandesi AVROTROS, NPO e NOS ospitanti, che organizzano e producono l’evento hanno rivelato i primi nomi degli artisti che prenderanno parte all’Opening e gli interval acts per l’imminente Eurovision Song Contest 2020.

È un’edizione speciale questa, celebrativa dei 65 anni dell’Eurovision Song Contest, piena di stelle eurovisive del passato per celebrare non soltanto la musica e la diversità, ma anche per costruire un ponte che connetta tra loro le diverse generazioni.

Durante il Grand Final del prossimo 16 maggio di Rotterdam, dopo le esibizioni dei cantanti in gara e mentre tutta l’Europa voterà mediante il televoto la propria canzone preferita, l’interval act della Finale sarà arricchito dalla presenza di ben 7 ex vincitori del passato recente e meno recente, che si esibiranno in un medley senza tempo che passerà certamente alla storia.

Teach-In celebrating their 1975 win for the Netherlands at Schiphol Airport

Tra i nomi dei cantanti ci sono Gigliola Cinquetti (Italia 1964) con “Non ho l’età (per amarti)” – la canzone vincitrice del Festival di Sanremo 1964 e, inoltre, dell’Eurovision Song Contest 1964, in cui ha rappresentato l’Italia, riportando un autentico trionfo: l’esecuzione ricevette infatti 49 voti, quasi tre volte tanto quelli del secondo classificato, il britannico Matt Monro; tale proporzione non fu in seguito mai eguagliata da alcun altro vincitore. L’impresa diede all’Italia la prima vittoria di sempre nella competizione canora europea. Sulla scia di tale successo “Non ho l’età” primeggiò in vari Paesi europei. Gigliola Cinquetti ne incise varie cover tradotte: “Luna nel blu” per il mercato tedesco, “No tengo edad” per quello di lingua spagnola, “Je suis à toi” per quello francese, “This Is My Prayer” per gli anglofoni e “Yumemiru omoi” in giapponese; per il pubblico islandese, invece, la canzone “Heyr mína bæn” (Ascolta la mia preghiera) fu una riscrittura completa del testo. Nello stesso anno del lancio del brano Nancy Cuomo ne incise una propria versione per l’etichetta discografica napoletana KappaO.

Assieme alla Cinquetti ci saranno anche Lenny Kuhr (Paesi Bassi 1969) con “De Troubadour”, Getty Kaspers dei Teach-In  (Paesi Bassi 1975) con “Ding-A-Dong”, Duncan Laurence con “Arcade”, Sandra Kim (Belgio 1986) con “J’aime La Vie”, Paul Harrington & Charlie McGettigan con “Rock ‘n’ Roll Kids” (Irlanda 1994) ed Alexander Rybak con “Fairytale” (Norvegia 2009). 

Una esibizione simile a quella che abbiamo visto già lo scorso anno, sul palco di Tel Aviv, quando Conchita Wurst, Måns Zelmerlöw, Eleni Foureira e Verka Serduchka si sono esibiti scambiandosi i rispettivi successi eurovisivi, durante la Finale, riscontrando un enorme successo di pubblico in termini di gradimento.

Nel corso dei 3 live show dell’Eurovision Song Contest 2020 (le due semifinali che si terranno martedì 12 e giovedì 14 maggio 2020, mentre la finale si terrà sabato 16 maggio 2020), uno dei tre conduttori della manifestazione, Edsilia Rombley (che ha rappresentato i Paesi Bassi nel 1998 e nel 2007) diventerà una tassista speciale, che accompagnerà per le strade di Rotterdam altri 4 vincitori degli anni passati: Ruslana (Ucraina 2004), Anne-Marie David (Lusemburgo 1973), Izhar Cohen (Israele 1978) e Niamh Kavanagh (Irlanda 1993). Come solitamente accade con un tassista, durante il tragitto si chiacchiera, e questa sarà una speciale occasione in cui gli artisti parleranno delle loro vittorie e di tante curiosità legate alla loro esperienza eurovisiva.

In realtà anche questo esperimento richiama il 2016, allorquando i due presentatori dell’edizione quell’anno ospitata da Stoccolma, Petra Mede e Måns Zelmerlöw, ingannarono degli “ignari” fan eurovisivi, accompagnandoli per le vie della città e chiacchierando dello show, salvo poi svelare la loro identità al termine della corsa con l’ovvio stupore dei “clienti”.

Esdilia Rombley will drive around various Eurovision winners during this year's live shows

Questa sarà dunque un’edizione celebrativa in ogni senso, anche degli artisti e dei talenti della nazione ospitante: tra questi è stata rivelata la presenza e l’esibizione, durante l’apertura della Seconda Semifinale, di Redo (Redouan Aiit Chit), breakdancer di fama internazionale.

Breakdancer Redo

Redo, nato con diverse malformazioni fisiche. Ha un braccio destro più corto,  gli manca un’articolazione del gomito, e ha un totale di 5 dita – e ha un totale di 5 dita – 2 sulla mano destra e 3 sulla sinistra. Gli manca anche l’anca destra, ha la gamba destra più corta e cammina con l’aiuto di una protesi. Nonostante queste handicap, Redo non ha mai permesso alla sua situazione di influenzare negativamente la sua vita.

Gerben Bakker, a capo dello show dell’Eurovision Song Contest 2020, afferma: “Vorremmo mostrare il talento olandese in tutte le sue sfaccettature. L’enorme talento e la storia di Redo si adattano perfettamente all’inclusività e alla diversità del concorso di quest’anno e al tema Open Up! ”

All’età di 14 anni, Redo vide un gruppo di persone che b-boying (breakdance) nella sua scuola superiore. Fu amore a prima vista e decise di prendere lezioni di danza, nonostante le sue condizioni fisiche. Inizialmente, ha avuto difficoltà a imparare le basi perché non era in grado di gestire tutti i passaggi. Tuttavia, attraverso la creatività, la determinazione e l’incoraggiamento dei suoi amici, è stato in grado di creare uno stile tutto suo ed è tuttora uno dei tanti esempi di volontà e caparbietà che dimostra, a chiunque abbia pensato alle disabilità come limitazioni, che tutto è possibile. Lo stesso, con grande familiarità alle competizioni internazionali e con diverse esibizioni effettuate di fronte a grandi folle, ha affermato che l’Eurovision costituisce un’opportunità e un “livello successivo” per la sua carriera. Redo dimostra a chiunque abbia pensato alle disabilità come limitazioni che tutto è possibile.

Breakdancer Redo 1

Ulteriori dettagli sulle rimanenti  esibizioi dell’Opening e gli interval acts per i 3 live show dell’Eurovision Song Contest 2020, saranno rivelati nelle prossime settimane.

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