Sanremo 2023: l’AgCom sanziona la Rai per pubblicità occulta

La Commissione per i servizi e i prodotti dell’Autorità per le Comunicazioni ha approvato a maggioranza, con il voto contrario della commissaria Giomi, una sanzione di oltre 170mila euro alla Rai per la violazione delle disposizioni relative alla corretta segnalazione dei messaggi pubblicitari durante il Festival di Sanremo 2023.

A riferirlo l’Ansa. Il Consiglio dell’Autorità, sempre a maggioranza, con l’astensione del presidente e il voto contrario della Commissaria Giomi, ha richiamato la tv pubblica pe l’esibizione di Blanco durante il festival. In una nota, l’AgCom ha spiegato che le violazioni “riguardano cinque episodi di mancata indicazione dell’inserimento di messaggi pubblicitari e il caso della pubblicità occulta del social network Instagram e del profilo del conduttore Amadeus”.Quan

to all’esibizione di Blanco, segnata dalla sfuriata legata all’incidente tecnico, l’Autorità ha richiamato la Rai “per il mancato rispetto della dignità umana e l’istigazione alla violenza e per non aver ottemperato agli obblighi, previsti dal vigente contratto di servizio, di promozione e diffusione di contenuti che valorizzano i principi di tutela della legalità e della dignità della persona, come declinati nel vigente contratto di servizio”.

Da ricordari corsi e ricorsi storici. Blanco come i Placebo. La band di Brian Molko nel 2001 fu ospite del Festival di Sanremo e, per rabbia e frustrazione, distrusse gli strumenti. La voce di “Blu Celeste” non se l’è presa con chitarra e cassa, ma con i fiori sul palco: un sacrilegio, nella Città dei Fiori. L’artista, ospite del Festival di Sanremo 2023, dopo una prima uscita con Mahmood per cantare “Brividi”, chiamato a presentare il nuovo singolo “L’isola delle rose”, non sentendo la voce in cuffia, impossibilitato quindi a cantare il pezzo, se l’è presa con la scenografia floreale distruggendo i bouquet di rose rosse e l’allestimento. Una sorta di “devastazione”, forse, era prevista nella performance (prende a calci le rose anche nel video ufficiale del pezzo), ma non di questa portata.

Che cosa è successo dopo l’impasse? I musicisti, fra cui il suo produttore Michelangelo, continuano a suonare, mentre Blanco devasta lo stage alimentando l’indignazione del pubblico in sala che lo inonda di fischi. Amadeus, a fine esibizione, prova a buttare acqua sul fuoco chiedendo a Blanco di riproporre il pezzo senza impedimenti tecnici, ma i fischi continuano a essere incessanti. “Era dai tempi di Bugo e Morgan che non mi trovavo in una situazione del genere”, scherza il presentatore e direttore artistico. “Non sentendo nulla, ho cercato di divertirmi comunque, ma l’avrei fatto in tutti i casi”, si giustica Blanco, visibilmente infastidito e agitato. Amadeus, in un secondo momento, taglia la possibilità che Blanco si ri-esibisca.

Brian Molko e soci arrivarono al Sanremo di Raffaella Carrà dopo avere pubblicato da pochi mesi “Black Market Music”, il loro terzo disco. Dopo una performance (in playback) piuttosto standard, sul finire del brano il cantante e chitarrista pensò bene di schiantare la sua Stratocaster nera sulla testata dell’amplificatore. Il pubblico in sala, in prima battuta, rimase piuttosto sbigottito, dividendosi tra fischi e applausi, poi partirono i cori “Scemo, scemo”. Arrivò Megan Gale che lanciò lo spot dedicato alla Liguria: corsi e ricorsi storici, anche Amadeus ha dovuto uscire dal segmento con Blanco lanciando un imbarazzato “Viva la Liguria”. La Carrà si scusò dopo l’interruzione pubblicitaria e del fatto si parlò per molto tempo. “Ci siamo trovati nelle maglie di una manifestazione troppo lontana da noi”, spiegò Molko, qualche mese dopo, a Repubblica: “La reazione di disgusto che il pubblico del teatro ha avuto al nostro ingresso in scena, aggiunta all’alcol che avevamo bevuto in gran quantità nei camerini, ha provocato il resto”.

L’ immagine di Brian Molko che spacca le chitarre e gli amplificatori sul palco dell’Ariston, al termine dell’ esibizione dei Placebo a Sanremo 2001, è entrata negli annali del Festival come uno dei momenti più controversi della kermesse della canzone italiana. Ieri abbiamo conosciuto i motivi di quella reazione che colpì il pubblico e gettò nella disperazione più nera Raffaella Carrà. “Ci siamo trovati nelle maglie di una manifestazione troppo lontana da noi” ha spiegato Molko, voce e chitarra del gruppo londinese “La reazione di disgusto che il pubblico del teatro ha avuto al nostro ingresso in scena, aggiunta all’alcol che avevamo bevuto in gran quantità nei camerini, ha provocato il resto”. I Placebo non pensano che sia possibile un nuovo invito al Festival, “se dovesse arrivare avremmo forti dubbi ma ci penseremmo. Non credo che il problema sia con il pubblico italiano, che è numeroso e ha sempre seguito con passione le nostre tournée, il fatto è che in futuro sceglieremo meglio i palchi su cui esibirci”. L’ immagine ambigua di Brian Molko e il suo caratteristico timbro di voce in grado di modulare bassi ombrosi e falsetti naturali, affiancati alla ritmica potente affidata al basso dello svedese Stefan Olsdal e alla batteria di Steve Hewitt, hanno fatto dei Placebo uno dei gruppi di punta della scena dell’ attuale rock inglese. Il successo che il gruppo ha avuto con il primo album, confermato dalle discrete vendite di “Without you I’ m nothing” e da “Black Market music” uscito lo scorso anno, l’ ha imposto all’ attenzione del pubblico internazionale. Si è spesso parlato di voi avvicinando il vostro nome a quello di David Bowie, cosa ne pensate? “Bowie ha influenzato tutti quelli che fanno musica, non solo in Inghilterra: certo, ha influenzato anche noi ma abbiamo tanti padri”.

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