Ucraina: Jamala inserita nella lista dei ricercati dal Ministero degli Interni russo

La cantante ucraina Jamala, originaria della Crimea e di ascendenza tatara, vincitrice dell’Eurovision Song Contestnel 2016 con una canzone che denunciava la deportazione dei tatari della Crimea sotto Stalin, è stata messa nella lista dei ricercati dal ministero dell’Interno russo per crimini non specificati.

Fonti di polizia sentite dall’agenzia hanno ipotizzato che la cantante possa essere stata incriminata per la “diffusione di false notizie sulle forze armate”, un’accusa prevista in base a una riforma del Codice penale introdotta nel 2022 e mossa contro molti attivisti, giornalisti e oppositori in Russia che si sono schierati contro l’operazione militare in Ucraina.

Jamala, che ha risposto ironicamente con post su Instagram nel quale si è geolocalizzata, sottolineando dove tutti sappiano sempre dove si trova visto che viaggia sempre per via del suo lavoro e che quindi Mosca, se vuole catturarla, sa dove trovarla.

Parlando a Sky News, Jamala ha sottolineato come siano venuti a cercarla in Crimea: “Ho sentito voci che qualcuno è venuto dai miei parenti in Crimea e ha cercato di spaventarli. Stanno cercando di fermarmi o spaventarmi,  ma credo fermamente che come artista, come musicista, come cantautore, possa essere reale e vivere la mia vita come voglio. Però è una cosa  stressante per la mia famiglia, per i miei genitori, i miei figli. Mi preoccupo soprattutto per loro.”

Jamala (Джамала), pseudonimo di Susana Alimivna Jamaladinova, Сусана Алімівна Джамаладінова, Susana Alim qızı Camaladinova, è nata in Crimea ed è di ascendenza tatara. Sette anni fa trionfò all’Eurovision Song Contest con ‘1944‘, una canzone decisamente anti-russa. Una posizione che ha sempre mantenuto fin dall’annessione della Crimea alla Russia nel 2014 e ribadita con forza dopo l’inizio dell’intervento di Mosca in Ucraina, nel febbraio del 2022. Nell’aprile dello stesso anno Jamilova fu inserita nella lista degli artisti ucraini a cui è proibito l’ingresso in Russia per 50 anni. La cantante, sottolinea la Tass, è anche una sostenitrice del movimento Lgbt e del matrimonio tra persone dello stesso sesso in Ucraina.

Il nome di Jamala compare nella nel database dei ricercati del ministero, secondo quanto scrive l’agenzia Tass, aggiungendo che non viene precisato di quali reati sia accusata.

Figlia di un direttore d’orchestra tataro di Crimea e di una pianista armena del Nagorno Karabakh, Jamala è nata nel 1983 ad Oš, nel Kirghizistan sovietico, perché la sua famiglia paterna è stata vittima della Sürgünlik (deportazione dei tartari di Crimea (Qırımtatar halqınıñ sürgünligi, Къырымтатар халкъынынъ сюргюнлиги)), la deportazione dei tatari di Crimea ad opera di Stalin. Nel 1989 la famiglia fa ritorno in Ucraina a Malorichens’ke, nei pressi della città di Alušta, poco prima dell’indipendenza del Paese. Per poter fare ritorno in Crimea i genitori hanno dovuto chiedere temporaneamente il divorzio in modo che la casa potesse essere venduta alla madre che non era di etnia tatara.

Jamala inizia a cantare da bambina musica folk in lingua tatara di Crimea, studia pianoforte per diversi anni e successivamente studia canto alla Scuola di Musica di Sinferopoli e opera lirica, come Soprano lirico-drammatico, al Conservatorio di Kiev. A livello professionale inizia a fare concerti già all’età di 15 anni.

Il 14 maggio 2016 Jamala vince l’Eurovision Song Contest a Stoccolma con il brano “1944”, ispirato alla storia della sua famiglia. A poche settimane dalla finale dell’Eurovision, il brano 1944 conquista la quarta posizione in patria e raggiunge piazzamenti significativi anche in Slovenia (quinta posizione) e nella classifica mista Fiandre (quindicesima). 

Il 13 maggio 2017 Jamala si esibisce nella serata finale dell’Eurovision Song Contest 2017 con il suo nuovo singolo “I Believe in U”.

Nel 2017 è stata ufficializzata la sua partecipazione tra i giudici di Vidbir, per la selezione nazionale ucraina per l’Eurovision Song Contest.

Jamala ha sposato Bekir Suleimanov, attivista tataro di Crimea. Il matrimonio è stato celebrato nel Centro Culturale Islamico di Kiev, con una tradizionale cerimonia islamica. La coppia ha due figli, nati rispettivamente nel 2018 e nel 2020.

Nel febbraio 2022, durante l’invasione russa dell’Ucraina, lei ed i figli hanno lasciato Kiev e si sono rifugiati prima in Romania e poi in Turchia.

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