
Dopo i problemi di salute dello scorso settembre che l’hanno costretta a fermare il suo tour, Francesca Michielin torna a cantare e lo fa con nuova musica.
Il nuovo singolo di Francesca Michielin si intitola “Solite chiacchiere”, non fa parte dell’ultimo album “Cani sciolti” e segna una nuova tappa della carriera della cantautrice e il ritorno della cantautrice alla musica dopo l’esperienza a “X Factor” – il talent che la lanciò nel 2011 – come conduttrice.

Il brano è arrivato a conclusione di un periodo molto intenso e ricco di tanta musica. Nelle ultime settimane, infatti, la cantautrice veneta è stata protagonista della residency ricca di ospiti “Suono di sabato all’Arca” a Milano, oltre a condurre per il secondo anno consecutivo X Factor. Proprio durante l’ultima serata di X Factor 2023, vinto da Sarafine, la scorsa settimana, Francesca Michielin aveva presentato per la prima volta e in anteprima dal vivo il singolo.
“Solite Chiacchiere è una storia d’amore ma anche di autodeterminazione, un invito a reagire e ad alzare la testa. Parla di quanto sia fondamentale trovare il giusto equilibrio nelle relazioni, di quanto spesso ci si possa sentire intrappolati in un rapporto che ci tarpa le ali e ci limita, costantemente disturbati da un rumore di fondo che ci distrae e ci fa pensare di non essere mai abbastanza. Diventa quindi fondamentale trovare la forza di trasformare questi momenti difficili in occasioni di rinascita”, fa sapere Francesca Michielin a proposito del singolo.
“Solite chiacchiere” vede la 28enne cantautrice veneta tornare a esplorare atmosfere e suggestioni indie pop come ai tempi di “2640”, l’album con il quale nel 2018 radunò attorno a sé autori come Calcutta, Tommaso Paradiso e Cosmo, tra i protagonisti della scena che in quel periodo stava sparigliando le carte del pop italiano mainstream. La produzione è firmata da Esseho (vero nome Matteo Montalesi, musicista romano classe 1997 – qualcuno ricorderà la sua “Bambi”, tormentone social del 2020 al quale mise mano nientemeno che Niccolò Contessa e già sentito a Sanremo giovani del 2021) e da Marta Venturini, quest’ultima già al fianco dello stesso Calcutta ai tempi di “Mainstream”, di Giulia Anania e di altri protagonisti del circuito.
La canzone è una storia divisa in tre atti: il primo nasce dal dolore di una storia capace di farti annegare, la seconda del risentimento e dagli echi delle cicatrici che ci si porta addosso, la terza quella del ritorno alla vita, alla capacità di poter di nuovo respirare. Qui non viene descritta l’altra persona, ma il potere di chi soffre nel rialzarsi in piedi, trovando un nuovo modo per continuare a vivere.
“Parla di quanto sia fondamentale trovare il giusto equilibrio nelle relazioni, di quanto spesso ci si possa sentire intrappolati in un rapporto che ci tarpa le ali e ci limita, costantemente disturbati da un rumore di fondo che ci distrae e ci fa pensare di non essere mai abbastanza. Diventa quindi fondamentale trovare la forza di trasformare questi momenti difficili in occasioni di rinascita”, racconta Francesca Michielin a proposito della canzone.
Al momento non c’è un nuovo album all’orizzone: l’ultimo, “Cani sciolti”, è uscito lo scorso febbraio. “I ‘cani sciolti’ sono le persone che non seguono le correnti. Io mi sono presa la libertà che cercavo e che volevo, l’ho fatto in questo album – aveva spiegato a proposito del titolo – i cantautori, ma anche gli interpreti, non devono dimenticare il ruolo che hanno. Non dobbiamo solo compiacere. A volte un’artista deve anche stare sul cazzo. Certo, si possono scrivere pezzi per baciarsi e ballare, anche io li ho realizzati, ma non ci devono essere solo quelli. Bisogna scrivere anche per trasmettere qualche cosa di più, per scuotere”.
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.