ESC 2025 – 🇪🇸 Spagna: Melody molto critica con RTVE

La Spagna continua a interrogarsi sul risultato all’Eurovision Song Contest 2025, dove la cantante Melody si è classificata 24ª con appena 37 punti ottenuti grazie alla sua “ESA DIVA”.

Tra tensioni interne alla delegazione, polemiche politiche e indiscrezioni mediatiche, l’artista ha finalmente rotto il silenzio, chiarendo la sua posizione in una conferenza stampa molto attesa trasmessa dagli studi RTVE di Madrid.

Alla conferenza stampa Melody ha voluto ancora una volta smentire le voci che circolavano, tra cui quella secondo la quale avrebbe cacciato una persona dal suo camerino alla St. Jakobshalle.

Dopo la finale di Basilea, Melody ha rinunciato a rientrare con la delegazione a Madrid, scegliendo invece di tornare a Málaga dalla sua famiglia. Questa decisione, insieme alla sua assenza dai media nei giorni successivi, aveva alimentato voci di dissapori con RTVE. Ha anche condannato chi ha ironizzato sulla sua pausa, parlando di ‘mancanza di empatia’ verso la salute mentale.

“Io ho detto che non avrei fatto incontri con la stampa e si sono dette cose non vere. Ho chiesto dei giorni di riposo perché ero esausta, ho dato tutto a questo progetto… e perché credo che sopra tutto ci sia la salute mentale e in alcuni programmi televisivi si è riso del mio tornare a casa per stare con la mia famiglia e mio figlio. Non mi piace questa doppia morale per cui si parla di salute mentale e poi ci si scherzi sopra quando chiedo un periodo di riposo.  [Allo svelamento dei risultati] Siamo rimasti sorpresi ma non c’è stato nessun “drama” nel camerino nè sono scoppiata a piangere.”

Ha ammesso invece di essere stata in disaccordo con l’emittente pubblica spagnola sulla performance creata per Basilea: “Tutto è sempre migliorabile. La messinscena era molto buona, così come lo staging, ma  io personalmente avrei fatto qualcosa di molto più potente perché io come artista mi impegno a creare ciò che voi – il pubblico – volete. Dev’essere chiaro che quando ho vinto il Benidorm Fest la candidatura è passata in mano a RTVE e anche loro decidono. Questo però non è l’unico motivo per arrivare a fare quel punteggio. Credo che ci siano altri elementi che non hanno nulla a che fare con la musica e l’arte e per questo io nemmeno devo fare un commento a riguardo. Io fin dal primo momento ho detto a RTVE una serie di cose: questo, questo, questo e questo. E sono le stesse opinioni che ho adesso. Ad esempio alcuni momenti visivi fondamentali sono stati tagliati,  e non ho avuto pieno controllo su aspetti importanti, c’erano delle inquadrature in cui si perdeva molto dell’esibizione. Ho sofferto molto il sipario. Quello che succede è che tante cose non dipendevano da me. Quello che mi è piaciuto meno è che non ho potuto dare tutto quello che io ho, in termini di capacità di artista. Ma se non posso, perché non ci sono solo io, che ci posso fare? Non ci posso fare niente, ma c’erano delle cose che potevano essere “Wow!”. Questo comunque non giustifica la posizione.”

Melody ha anche rivelato che la sua celebre altalena, vista al Benidorm Fest, è stata esclusa dalla performance a Basilea: «Mi è stato detto che non era abbastanza “positiva o memorabile”, ma altri artisti hanno fatto scelte simili. Non era una mia decisione».

La cantante ha smentito le voci secondo cui avrebbe creato tensioni nel backstage o cacciato membri del team dal camerino: «Tratto sempre il mio staff con rispetto. Quelle sono menzogne dolorose. Non sono quella persona».

Melody ha più volte ricordato l’affetto per la sua esibizione e la sua canzone, che nonostante non abbia sfondato nelle classifiche spagnole è comunque di

sco d’oro.Infine sulla possibile influenza del commento sul genocidio a Gaza fatto dai commentatori di RTVE durante la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2025 sul risultato finale, Melody ha glissato: “Non posso parlare di temi politici perché mi è proibito per contratto. L’unico messaggio che posso dare è che spero di tutto cuore che nel mondo ci sia amore e pace. I diritti umani vengono prima di tutto.”

Melody non esclude un ritorno all’Eurovision, ma solo a determinate condizioni: «Non ora. Ho bisogno di guarire. Se mai dovessi tornare, sarà alle mie condizioni». Ha comunque ringraziato i fan: «I bambini cantano la mia canzone per strada. È il premio più grande che potessi ricevere».

La questione durante la conferenza stampa è stata ripresa da Ana María Bordas, capodelegazione della Spagna e che a giugno entrerà in carica come Presidente del Reference Group dell’Eurovision Song Contest, che ha dichiarato che ci saranno ancora molte discussioni in materia (RTVE continuerà a riflettere sulla partecipazione futura e che una revisione del sistema di voto e del ruolo di Israele è necessaria) ma che RTVE ha voluto mettere in chiaro con l’EBU-UER che non si può rimanere con gli occhi chiusi di fronte a ciò che sta accadendo a Gaza: «Non possiamo chiudere gli occhi di fronte a ciò che accade a Gaza. Vedremo cosa deciderà il Consiglio di Amministrazione».

Melody ha concluso con un messaggio denso di significato: «L’Eurovision è connessione, musica e rispetto. Io sono un’artista, non una politica».

Aggiornamento: RTVE ha pubblicato un tweet alle 20:47 in cui risponde alle dichiarazioni di Melody, nello specifico rispetto a quanto detto sulle dichiarazioni di stampo politico sopra riportate. Questo il testo integrale: “RTVE dichiara, alla luce delle dichiarazioni della cantante Melody, che in nessun momento ha proibito per contratto a nessun rappresentante della Spagna all’Eurovision Song Contest di fare commenti politici. Sono le norme dell’EBU-UER a stabilire che le canzoni, e solo le canzoni, non devono includere contenuti di natura politica.”

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