Sanremo 2026: Il TAR respinge la sospensiva, la gara con la Rai va avanti

Il TAR della Liguria ha respinto la richiesta di sospensione cautelare avanzata dalla società Je S.r.l., legata al produttore discografico Sergio Cerruti, che mirava a bloccare la procedura di selezione del partner per l’organizzazione delle edizioni 2026-2028 del Festival di Sanremo.

Il ricorso riguardava in particolare la delibera del Comune di Sanremo del 4 marzo, che prevedeva l’individuazione di un unico operatore televisivo nazionale in chiaro per gestire il Festival.

Il Tribunale amministrativo ha accolto le istanze del Comune, stabilendo che le motivazioni sollevate dalla parte ricorrente richiedono un approfondimento in sede di merito. L’udienza definitiva è stata fissata per il 17 ottobre 2025. La decisione consente dunque alla procedura di gara di proseguire regolarmente, con la Rai come unico soggetto ad aver manifestato interesse fino ad ora.

Nel frattempo, il Comune di Sanremo — rappresentato dal sindaco Alessandro Mager e dall’assessore Alessandro Sindoni — attende con attenzione anche il pronunciamento del Consiglio di Stato, che potrebbe risultare determinante per il futuro della manifestazione. Il nodo centrale resta quello della modalità di affidamento del Festival: tramite gara pubblica, come stabilito dal bando attuale, oppure attraverso una convenzione diretta con la Rai, come accaduto negli anni scorsi.

Il ricorso della Je S.r.l., oltre a contestare la delibera del Comune, ha incluso anche Rai Pubblicità e Rai Radiotelevisione Italiana tra i controinteressati. Tra le critiche principali, la scelta del Comune di limitare la partecipazione al bando ai soli operatori televisivi con diffusione nazionale in chiaro.

Per ora, uno degli ostacoli sul cammino dell’organizzazione delle prossime edizioni della kermesse è stato superato. Ma il quadro definitivo sarà chiaro solo dopo il 17 ottobre e, soprattutto, dopo la pronuncia del Consiglio di Stato. Intanto, la Rai resta l’unica candidata in corsa per portare avanti la tradizione del Festival più amato dagli italiani.

Aggiornamento: Il Consiglio di Stato respinge tutti gli appelli, parte la trattativa tra Comune e Rai.

Il Consiglio di Stato ha messo la parola fine al lungo contenzioso sull’organizzazione del Festival di Sanremo per il triennio 2026-2028, respingendo tutti gli appelli presentati da Rai, Rai Pubblicità e Comune di Sanremo contro la sentenza del Tar Liguria, che aveva imposto una gara pubblica per l’assegnazione dei marchi legati alla manifestazione.

Nel dispositivo n. 4706/2025, pubblicato il 29 maggio, il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile l’intervento delle associazioni dei consumatori e ha rigettato integralmente gli appelli delle parti coinvolte. La sentenza conferma quanto già stabilito dal Tar: l’affidamento diretto alla Rai per le edizioni 2024-2025 è da considerarsi illegittimo, e per le edizioni successive è obbligatoria una procedura di gara pubblica.

Con la conferma della legittimità della procedura competitiva, si apre una nuova fase: la trattativa tra Rai e Comune di Sanremo per l’organizzazione delle prossime edizioni del Festival, dal 2026 al 2028. Sebbene la Rai sia stato l’unico soggetto ad aver risposto alla manifestazione di interesse, ciò non implica un’assegnazione automatica dell’evento all’emittente pubblica.

Le trattative dovranno basarsi sui criteri indicati nella manifestazione d’interesse, che includono obblighi economici, organizzativi e promozionali. Entrambe le parti avranno margini di manovra per trovare un accordo soddisfacente.

Il Comune di Sanremo, forte della legittimità della procedura confermata dai giudici, potrebbe chiedere condizioni più vantaggiose, puntando a una valorizzazione economica e turistica ancora maggiore del marchio Festival. Dall’altro lato, la Rai potrebbe spingere per ridimensionare le richieste dell’amministrazione, invocando la sostenibilità dei costi e i limiti delle risorse disponibili.

Quel che è certo è che, con la sentenza del Consiglio di Stato, il modello di affidamento diretto del Festival di Sanremo è definitivamente superato: la kermesse entra ora in una nuova era gestionale, dove trasparenza e competizione saranno i pilastri del futuro.

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