Sanremo 2026: Confermata la multa alla Rai per pubblicità occulta a Instagram

Il Festival di Sanremo 2023 continua a far discutere, anche a distanza di oltre un anno; Il Consiglio di Stato ha infatti confermato la multa da circa 175.000 euro inflitta alla Rai per pubblicità occulta a favore di Instagram, in relazione a quanto avvenuto sul palco dell’Ariston durante le serate del Festival.

La vicenda è legata alla creazione in diretta del profilo Instagram di Amadeus da parte di Chiara Ferragni, co-conduttrice della prima e dell’ultima serata. Il gesto, accompagnato da diverse citazioni verbali e inquadrature esplicite dell’app, ha generato secondo l’Agcom – e ora confermato anche dal Consiglio di Stato – un effetto promozionale illecito. Si tratterebbe, in sostanza, di una comunicazione commerciale audiovisiva occulta, vietata dalle normative sui servizi media audiovisivi.

La Rai ha tentato di difendersi sostenendo che la menzione di Instagram fosse parte di una strategia editoriale volta a coinvolgere il pubblico più giovane, e non una vera e propria promozione commerciale. Una giustificazione che non ha convinto il Consiglio di Stato, che ha sottolineato come l’azienda, in quanto servizio pubblico, debba mantenere un alto livello di trasparenza nella gestione dei contenuti editoriali e pubblicitari.

I giudici hanno ribadito che il comportamento della Rai rientra nella definizione di pubblicità occulta poiché è stata mostrata e nominata un’app specifica, con un evidente effetto promozionale, senza che il pubblico fosse informato in modo chiaro e inequivocabile del carattere pubblicitario del contenuto.

Nel testo della sentenza, il Consiglio di Stato chiarisce che l’azione compiuta sul palco è da considerarsi a tutti gli effetti come “presentazione orale o visiva di beni o servizi effettuata per scopi pubblicitari”, e che può indurre in errore il pubblico riguardo alla sua natura. Il riferimento alla creazione del profilo Instagram è stato giudicato come un caso esemplare di “pubblicità mascherata da contenuto editoriale”.

La sanzione complessiva per la Rai ammonta a circa 175.000 euro, suddivisa in due parti:

  • 123.000 euro per pubblicità occulta a Instagram
  • 52.000 euro, inizialmente previsti per le cartoline promozionali della Regione Liguria, ridotti in quanto considerate “comunicazioni istituzionali” e non product placement.

La decisione del Consiglio di Stato rappresenta un precedente importante per la gestione della comunicazione pubblicitaria nei programmi televisivi, in particolare per quelli trasmessi dal servizio pubblico. La sentenza richiama tutti i broadcaster, e in particolare la Rai, a un uso più attento e trasparente delle piattaforme digitali, soprattutto quando integrate in programmi di grande richiamo come Sanremo.

Questo caso solleva interrogativi cruciali su come gestire le collaborazioni tra media tradizionali e social network, soprattutto quando coinvolgono figure di grande visibilità come influencer e conduttori televisivi. Dove finisce la narrazione editoriale e dove inizia la promozione commerciale? Il confine, come dimostra la multa alla Rai, è più sottile di quanto si pensi. 

Aggiornamento: il Consiglio di Stato respinge tutti gli appelli.

Il Consiglio di Stato ha respinto gli appelli presentati da RaiRai Pubblicità e dal Comune di Sanremo contro la sentenza del Tar Liguria, che dichiarava illegittimo l’affidamento diretto del Festival alla Rai, imponendo al Comune di Sanremo di indire una gara pubblica a partire dal 2026.

La decisione del Consiglio di Stato conferma l’obbligo di procedere tramite gara pubblica per l’assegnazione dei marchi e dell’organizzazione del Festival di Sanremo per il triennio 2026-2028, giudicando illegittimo l’affidamento diretto alla Rai per le edizioni 2024-2025.

Nonostante le varie controversie legali, la Rai è rimasta l’unica a presentare una manifestazione di interesse entro il termine del 19 maggio. Il sindaco di Sanremo, Alessandro Magerha annunciato l’intenzione di concludere un accordo con la Rai entro un mese: “Vogliamo fare in fretta perché tutti, sia noi che la Rai, abbiamo l’esigenza di arrivare a una conclusione rapida e che soddisfi tutti. Il mio auspicio è che la Commissione si possa insediare rapidamente e che altrettanto rapidamente svolga la fase di selezione, che dovrebbe essere non dico un pro forma, ma non dover comparare due offerte, facilita indubbiamente il compito. All’esito della verifica della congruità della proposta, si apre la fase della negoziazione che inizia con una lettera di invito alla Rai.”

Il processo prevede la nomina di una commissione interna per valutare la congruità dell’offerta della Rai, seguita da una fase negoziale con la Rai per definire i diversi dettagli della convenzione.

Le richieste del Comune di Sanremo avevano suscitato reazioni da parte della Rai, che aveva espresso perplessità riguardo ad alcune clausole, tra cui l’aumento del corrispettivo annuo richiesto (non inferiore a 6 milioni e 500 mila euro) e l’obbligo di trasmettere eventi collaterali.

Ricordiamo che, per l’dizione 2026 del Festiva di Sanremo, il direttore artistico sarà di nuovo Carlo Conti.

Aggiornamento: Il Consiglio di Stato ha messo la parola fine alla lunga querelle che ha accompagnato il futuro del Festival di Sanremo da dicembre ad oggi. Ovvero da quando la Je Entertainment ha presentato il ricorso al Tar della Liguria che, accettandolo, ha costretto il Comune ha presentare una manifestazione di interesse per chi avesse voluto organizzare e trasmettere la kermesse canora matuziana per i prossimi tre anni (con l’opzione per altri due successivi).

E, tra carte bollate, ricorsi al Tar ed al Consiglio di Stato, finalmente ieri si è arrivati ad un punto finale, almeno si spera. Un risultato, quello arrivato dal tribunale romano, che soddisfa pienamente l’Amministrazione comunale di Sanremo e che conferma la bontà della decisione presa nel presentare un bando, al quale lo ricordiamo ha risposto solo la Rai.

Un bando che, tra l’altro, è decisamente migliorativo rispetto alle condizioni dell’ultima convenzione, passando da 5 milioni di contributo a 6,5, l’organizzazione delle diverse manifestazioni collaterali (Tra palco e città) oltre alla trasmissione sulle reti Rai del Tenco e di SanremoinFiore. Oltre a tutto ciò, infatti, la base sulla quale trattare vede un aumento (minimo) di un milione e mezzo sul contributo da viale Mazzini, più l’1% degli introiti pubblicitari (stimando lo scorso anno circa 700/800 mila euro) e una manifestazione musicale estiva con trasmissione tv.

Dall’Amministrazione comunale, a poche ore dalla sentenza di ieri, arriva la soddisfazione per quanto accaduto nelle aule dei tribunali. “Abbiamo atteso la sentenza del Consiglio di Stato – ha detto il Sindaco Alessandro Mager – anche perché le manifestazione di interesse seguiva pedissequamente le indicazioni del Tar. Ora è il documento che costituisce la base per la scelta del prossimo organizzatore. La busta presentata non è stata ancora aperta, proprio per l’attesa della sentenza di ieri, ma servono alcuni passaggi di natura amministrativa. La prossima settimana, in Giunta faremo una delibera di indirizzo per la nomina della Commissione che sarà composta da dirigenti interni. A quel punto la busta sarà aperta e inizierà la fase selettiva ma si tratterà solo di valutare la proposta della Rai per dare il via alla fase negoziale, per la quale l’ente di Stato verrà invitata per la trattativa. Mi auguro che tutta la procedura si esaurisca nel giro di un mese, non di più”.

Cosa potrebbe succedere se l’offerta della Rai non risultasse congrua? “Se ci fosse uno scostamento dalle richieste, sicuramente la negoziazione sarebbe molto più intensa. La congruità verrà valutata dalla commissione ma siamo certi che la proposta sarà in linea con le richieste del comune, anche conoscendo la serietà della Rai”.

Nei rapporti tra Rai e Comune si è spesso parlato di Palafestival. La fase del bando ha portato ad un irrigidimento tra le parti? “In realtà quando si fa una manifestazione di interesse bisogna essere precisi ma, dopo la sentenza del Tar e con i tempi ristretti che avevamo, siamo andati sul sicuro ovvero sull’Ariston. Questo non significa che, un domani ed in uno scenario consolidato non è escluso che si possa tornare a parlare di un palazzo del Festival”.

Tra oggi e febbraio c’è ancora la sentenza di ottobre con il Tar che dovrà esprimersi sul nuovo ricordo della Je: “Riteniamo che la nostra proposta sia corretta e, quindi, siamo tranquilli in merito. Auspico che, questa volta, il Tar respingesse la richiesta visto che lo scenario è diverso da quello della richiesta di annullamento delle delibere di giunta sulla convenzione”.

Sicuramente si sono vissuti mesi particolarmente difficili per l’Amministrazione comunale. Come li ha vissuti il Sindaco Mager: “Partendo dalla titolarità dei marchi, sono sempre stato tranquillo e, avendo fatto per tutta la vita un mestiere che mi ha messo alla prova, sono stato sereno. Ho sempre sentito vicina la città e, anche sui social non ricordo una voce dissonante da quanto stavamo facendo per gli interessi della città. Quanto scritto in questi mesi, magari anche di inventato, ci sta visto che parliamo della massima manifestazione di spettacolo in Italia”.

E l’Assessore Sindoni: “È stato impattante ma anche una bellissima esperienza con una squadra di lavoro che ci ha dato soddisfazione. Vedere articoli con tante altre ipotesi, ci forniva un margine di dubbio che ci regalava grande tensione. Sicuramente ieri ci siamo emozionati e la tensione si è svuotata”.

Sergio Cerruti della Je Entertainment ha detto che, comunque fossero andate le cose, il Comune di Sanremo avrebbe dovuto ringraziarlo per le sue istanze: “Prendo atto delle sentenze e ciascuno gode di quello che crede. Non è una questione personale e non abbiamo voglia di polemizzare”.

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