
È venuto a mancare oggi, 16 agosto 2025, Pippo Baudo. Aveva 89 anni, il presentatore, autore e colui che rivoluzionò il Festival di Sanremo, ha condotto tredici edizioni. Con lui se ne va uno degli ultimi giganti della televisione italiana, l’uomo che per decenni ha incarnato lo spettacolo, diventando un punto di riferimento imprescindibile per la cultura popolare e per la musica.
Negli ultimi anni Pippo Baudo aveva scelto di allontanarsi dai riflettori, preferendo una vita riservata. Le sue apparizioni televisive erano diventate sempre più sporadiche: l’ultima nel settembre 2023, quando aveva salutato il pubblico in collegamento video con Mara Venier a Domenica In.
Il conduttore televisivo era malato da tempo ed è scomparso questa sera a Roma alle 20.00 all’età di 89 anni. La triste notizia è stata data dall’agenzia Ansa, attraverso fonti vicine alla famiglia. La conferma è arrivata anche dallo storico legale e amico fraterno, l’avvocato Giorgio Assumma. Baudo era ricoverato al Campus Bio-Medico di Roma.
Presentatore, recordman del Festival di Sanremo (avendolo presentato tredici volte tra il 1968 e il 2008, di cui è stato anche direttore artistico in sette delle tredici edizioni condotte e segnandone la trasformazione negli anni ’90), scopritore di talenti, per oltre 60 anni ha tenuto compagnia agli italiani dallo schermo della tv.
Per molti anni è stato simbolo e guida di edizioni indimenticabili del Festival di Sanremo, la prima volta nel 1968, e che ha completamente rinnovato negli anni ’90. Intere generazioni di telespettatori identificano in lui il Festival e anche la moneta del Fantasanremo, i Baudi, prende il suo nome.
Pippo non solo fu il primo a essere sia presentatore che direttore artistico della manifestazione, ma è stato anche re degli ascolti (la finale di Sanremo 1987 registrò la media di oltre 17 milioni di telespettatori) e grande talent scout.
C’era lui alla guida del Festival quando esordirono artisti che, ancora oggi, sono tra i big della musica italiana: Eros Ramazzotti (1984) con Terra promessa, Mango (1985) e nel 1987 Michele Zarrillo, Mariella Nava, Paola Turci e Andrea Mirò, e ancora negli anni successivi Mietta e Laura Pausini nel 1993 (La solitudine). In quell’edizione arrivarono al secondo posto Gerardina Trovato e al terzo Nek.
Ricordiamo poi quella del 1994, che ha visto la partecipazione di personaggi destinati a diventare grandi nomi della musica italiana come Andrea Bocelli, Irene Grandi e Giorgia.
Anche gli anni successivi hanno visto la partecipazione di artisti di grande calibro come Gianluca Grignani, Daniele Silvestri, Massimo Di Cataldo (nel 1995), Syria, Silvia Salemi, Marina Rei, Carmen Consoli (nel 1996), Anna Tatangelo e Valentina Giovagnini. E ancora Dolcenera, Romina Falconi (che scelse nei giovani al posto di Irene Fornaciari facendo imbestialire Zucchero) e infine Fabrizio Moro e i Sonohra, vincitori nelle sue due ultime edizioni, 2007 e 2008, nella categoria Nuove Proposte, che proprio lui aveva ricreato e saputo valorizzare.
Pippo Baudo detiene il record di Festival condotti.
Al Festival è tornato anche nel 2018 per condurre Sanremo Giovani insieme a Rovazzi, dimostrando di essere ancora molto amato dal pubblico italiano. L’ultima volta è stata invece nel ruolo di capo della giuria nel 2020, primo Festival di Amadeus.
Proprio Amadeus, così come Carlo Conti, ha sempre detto di ispirarsi a Baudo nell’organizzazione del Festival e nelle scelte delle canzoni, e che proprio lui lo aveva consigliato di prendersi tutta la responsabilità nella selezione dei brani. Amadeus aveva manifestato il desiderio di avere Pippo Baudo come co-conduttore a Sanremo Giovani nel 2022, ma purtroppo questo non avvenne per motivi di salute di Baudo.
Il legame con la musica e l’amore verso di essa hanno portato Pippo a scrivere anche delle canzoni, tra cui la celebre Donna Rosa cantata da Nino Ferrer e Nino Taranto. Proprio per questa capacità è noto il fatto che spesso abbia voluto dare indicazioni ai cantanti che si presentavano al Festival su possibili cambi nelle loro canzoni, sbagliando ben poche volte.

Nato il 7 giugno 1936 a Militello in Val di Catania, Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, detto Pippo, è stato tra i volti più noti della televisione italiana. Ha debuttato nei primi anni Sessanta e ha rappresentato per decenni un punto di riferimento della Rai, eccezion fatta per un breve periodo su Mediaset. Nel corso della sua carriera ha condotto numerose edizioni di programmi di varietà come “Settevoci”, “Canzonissima”, “Domenica in”, “Fantastico”, “Serata d’onore”, “Novecento” e il “Festival di Sanremo”, di cui detiene il record di conduzioni, avendo guidato la manifestazione tredici volte tra il 1968 e il 2008, ricoprendo inoltre il ruolo di direttore artistico in sette di queste edizioni – ovvero quelle del 1994, 1995, 1996, 2002, 2003, 2007 e 2008. Nei suoi programmi Pippo Baudo ha contribuito a lanciare o rilanciare artisti come Milva, Mietta, Anna Oxa e Giuni Russo, e ha fatto da trampolino di lancio per carriere di personaggi quali Lorella Cuccarini, Heather Parisi, Andrea Bocelli, Giorgia, Laura Pausini, Fabrizio Moro, Beppe Grillo, Barbara D’Urso, Elio e le Storie Tese, tra molti altri. Parallelamente all’attività televisiva, ha preso parte a diversi film e fiction, principalmente interpretando se stesso, ed è autore di alcuni brani musicali utilizzati soprattutto in contesti televisivi o cinematografici.
L’Amministratore Delegato RAI Giampaolo Rossi, il Direttore Generale Roberto Sergio e il Cda ricordano Pippo Baudo, scomparso a 89 anni.
“Con Pippo Baudo se ne va un pezzo di ‘cuore’ della Tv, se ne va una parte fondamentale della Rai. Eppure, lui è la sua figura resteranno impressi nel patrimonio culturale dell’Italia”, così l’Amministratore Delegato Giampaolo Rossi, il Direttore Generale Roberto Sergio e il Cda danno voce al dolore e al cordoglio di tutta l’azienda per la scomparsa di Pippo Baudo.
Proseguono: “In questo momento di lutto, ci accompagna un grande senso di riconoscenza perché con grande leggerezza, intelligenza e impareggiabile carisma e passione ha reso la tv un fenomeno ‘culturale’ nobilitando il termine ‘nazionalpopolare’ e traducendolo in un linguaggio immediatamente comprensibile da chiunque, senza mai cedere alla tentazione della volgarità. È stato un ‘inventore’ di televisione, uno scopritore di talenti, l’uomo del Festival di Sanremo che ha condotto e ‘pensato’ più di chiunque altro, senza dimenticare la ‘sua’ Domenica In e tanti altri programmi da lui firmati che restano nel patrimonio di tutti e che hanno accompagnato la storia stessa della nostra nazione. Da oggi la Rai è un pò più povera”- concludono i vertici Rai- “ma ciò che ci hai lasciato resta un’immensa ricchezza”.

Aveva 89 anni, simbolo della tv italiana, ha condotto tredici festival di Sanremo e decine di programmi di grande successo.
Sessant’anni di carriera: ideatore di show, scopritore di talenti, autore tv, volto Rai. Inizia negli anni Sessanta, poi il successo con i grandi programmi: Canzonissima, Domenica In, Fantastico, Luna Park. E il record delle conduzioni di Sanremo.
Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo. Semplicemente, Pippo. Il signore della tv italiana.
E così, dopo Mike, Corrado, Tortora, Vianello, diamo l’addio anche a lui. Il primo, il più grande. Il maestro dei presentatori televisivi. Ideatore di programmi, scopritore di volti, artisti, cantanti, attrici. Uomo di spettacolo, showman, autore, volto Rai, attore, paroliere, Pippo Baudo se ne è andato.
Era nato a Militello in Val di Catania, alle pendici dell’Etna, il 7 giugno 1936. È stato attivo in tv per quasi sessant’anni, legando il suo nome a programmi di successo come Canzonissima, Domenica In, Fantastico, Varietà, Luna Park, Novecento. E al Festival di Sanremo: mai nessuno come lui, tredici conduzioni. Un record.
Salvo una breve parentesi a Mediaset (1987-88), Pippo Baudo ha lavorato per la tv pubblica per la quasi totalità della sua lunghissima carriera, cominciata a metà degli anni Sessanta con Settevoci, in quella Roma che vedeva come Mecca del successo e che aveva a lungo sognato. Come ha raccontato più volte, al padre – che gli aveva dato un limite di tempo per provare quella strada – promise di tornare in Sicilia a fare l’avvocato, secondo il desiderio dei suoi, se non avesse sfondato in Tv. Anche per questo, aveva preso una laurea in Giurisprudenza presso l’Ateneo della sua città, dopo gli studi classici.
Baudo, classe 1936, ha esordito in tv non come conduttore ma come pianista e cantante nell’Orchestra Moonlight, nel 1959 nel varietà “La conchiglia d’Oro” condotto da Enzo Tortora. Da allora non si è più fermato e ha attraversato i decenni come protagonista assoluto del nostro piccolo schermo in Rai e anche sulle reti Mediaset. Le prime esperienze in Tv risalgono già all’inizio dei Sessanta (con Guida degli emigranti, Primo piano e Telecruciverba). Ma è con il 1966 e Settevoci che raggiunge la notorietà e il successo. Dopo Eccetera, eccetera (1967), approda per la prima volta sul palco dell’Ariston: è un anno simbolo, il 1968. In quei mesi conduce anche Un disco per l’estate (lo farà poi nel ‘69, nell’86, nel ‘92 e nel ‘93). Con i suoi modelli, Mike Bongiorno e Corrado Mantoni, oltre a Enzo Tortora, si era esibito in uno dei momenti più belli e indimenticabili della televisione italiana: Sabato sera, condotto da Mina (1967).
Negli anni Settanta conduce vari quiz e giochi televisivi (Spaccaquindici, Un colpo di fortuna, Chi?). Nel 1977 è la volta di Secondo voi, il suo primo programma a colori, abbinato alla Lotteria Italia e inserito nel contenitore domenicale per eccellenza, Domenica In. È allora che comincia a “scoprire” volti nuovi ed emergenti della tv che verrà: da Fioretta Mari a Tullio Solenghi, da Beppe Grillo a Heather Parisi, che Baudo lancia nel varietà del sabato sera Luna Park (1979), condotto con Tina Turner. In quello stesso anno, prende da Corrado le redini di Domenica In, rendendolo un autentico programma di successo.
Il decennio successivo, i “colorati” anni Ottanta, rappresenta l’apice di una carriera straordinaria. Salvo qualche incursione sulle reti Mediaset (Vota la voce, 1982, e Un milione al secondo, 1983), Pippo Baudo diventa un volto di Raiuno, dove dal 1984 al 1986 conduce Fantastico, show del sabato sera dagli ascolti stellari, dove tra l’altro lancia Lorella Cuccarini, Alessandra Martines, Tosca D’Aquino. In questo periodo (nel 1986 sposa la soprano Katia Ricciarelli, da cui divorzia nel 2007) conduce anche tre edizioni del Festival di Sanremo: nel 1984, nell’85 e nell’87; quest’ultima, la prima sottoposta ai dati Auditel, registrò una media del 68,95% di share (toccando la vetta del 77,50% nella finale), imponendosi come l’edizione più vista di sempre.
Gli anni Novanta segnano il suo ritorno in Rai dopo una breve e infelice parentesi nella tv commerciale: nelle vesti di direttore artistico di Raiuno, dà vita a un nuovo quiz, Luna Park, che in breve tempo conquista il podio degli ascolti, battendo la concorrenza de La ruota della fortuna di Mike Bongiorno. Dal ’92 al ’96 è di nuovo al timone del Festival della canzone italiana, di nuovo per edizioni record.
Al volgere del secolo, viene coinvolto in un importante appuntamento: il 2004 segna, infatti, i primi 50 anni della televisione italiana (l’inizio delle trasmissioni della tv pubblica risale al 3 gennaio 1954) e Pippo Baudo conduce un programma celebrativo, Cinquanta. Storia della tv, di chi l’ha fatta di chi l’ha vista, la cui serata conclusiva, intitolata Buon compleanno Tv, viene trasmessa il 3 gennaio 2004. Riprende in mano per l’ennesima volta le redini di Sanremo (l’ultima edizione la conduce nel 2008), con ascolti che però non toccano le precedenti edizioni. Nel 2009 viene festeggiato in tv per i suoi 50 anni di attività televisiva.
Il 2011 è l’anno delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia e la Rai affida proprio a Baudo e a Bruno Vespa il fitto programma di eventi che, anche in tv, sottolineano quella cruciale ricorrenza. La trasmissione in cui si ricorda l’anniversario viene intitolata Centocinquanta. Ma il rapporto tra i due presentatori non è dei migliori, tanto che naufraga in un aperto litigio registrato dalle telecamere nel dietro le quinte, nonostante la prima puntata del programma avesse raccolto un buon riscontro di critica e pubblico.
Baudo prosegue quindi la sua attività di presentatore e autore tv con altri programmi sino alla stagione 2014/15, quando per la prima volta in cinquant’anni non conduce show televisivi ma si limita a parteciparvi come ospite. Ci sarà un piccolo ritorno nella stagione 2016-2017, quando presenta Domenica In per la sua tredicesima edizione ed entra nel programma di Rai 2 I fatti vostri con una rubrica intitolata Storie di televisione, durante la quale ripercorre la storia della Rai, dei suoi personaggi e programmi più celebri.
Nel 2018 l’inedita coppia Pippo Baudo-Fabio Rovazzi è al timone di Sanremo Giovani (lo aveva già condotto quattro volte). L’anno successivo, invece, per il grande presentatore è un doppio anniversario: il 7 giugno festeggia 83 anni di età e 60 anni di carriera. La Rai, l’azienda in cui ha lavorato per una vita e che resta la sua casa, lo premia con uno show in prima serata dal titolo Buon compleanno… Pippo. Al programma prendono parte numerosi ospiti, gran parte dei quali scoperti e lanciati proprio da lui.
Lunghissimo l’elenco, a questo proposito, dei tanti artisti, cantanti, attori e comici scoperti da Baudo: tra questi, oltre a quelli già citati, Al Bano, Barbara D’Urso, Loretta Goggi, Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Giorgia, Irene Grandi, Michelle Hunziker, Gigi D’Alessio, Anna Tatangelo, Fabrizio Moro e Bianca Guaccero. Dall’enorme fucina di talenti che il suo “fiuto” ha indirettamente prodotto è nata la ricorrente battuta con cui è stato parodiato negli anni: “L’ho inventato io!”.
L’ultima apparizione tv di Pippo Baudo risale al 16 ottobre 2021, quando prende parte alla prima puntata dello show del sabato sera Ballando con le stelle come “ballerino per una notte”.
Sono tanti gli artisti, le personalità importanti e le figure note dello spettacolo, che nelle ultime ore hanno reso omaggio con ricordi e tributi a Pippo Baudo, scomparso ieri – 16 luglio – all’età di 89 anni.
“Ciao Pippo, con te si spegne la tv, la tv che hai inventato, che hai fatto con amore e genio, quella tv dove hai creato cantanti e comici. Ti sono grato prima come spettatore e poi immeritatamente come collega. Ciao Maestro” scrive Carlo Conti sui social.
Il conduttore fiorentino ha poi sottolineato la straordinaria capacità di Baudo di scoprire talenti: “È triste, è triste, si spegne un po’ la tv, sicuramente è una tv che tutti noi abbiamo amato, che abbiamo imparato a fare, perché lui è stato il maestro. Ha fatto anche in teatro l’uomo che ha inventato la televisione, e non è un caso: è proprio così. Ha inventato un modo di fare, ha inventato Sanremo, e noi lo facciamo ancora oggi come ce l’ha insegnato lui… Ha lanciato tanti artisti. Prima da spettatore l’ho ammirato e seguito, poi – mi viene quasi un brivido a dirlo – come collega. Anche lui mi considerava tale. C’era un affetto particolare, una stima particolare. È come se se ne andasse un pezzo della nostra storia televisiva… La forza della televisione è proprio quella: essere come si è ed esserlo anche nella vita reale. Pippo era così: un uomo di grande forza, di grande energia, con le idee sempre chiare e forti. Un pilastro, che dava questa sensazione anche quando lo incontravi fuori dal piccolo schermo…. Per me era un complimento e lui ne era felice, perché aveva davvero inventato un modo di fare televisione. Noi conduttori lo abbiamo sempre considerato un faro, un esempio. Baudeggiare era come dire a un calciatore che assomigliava a Maradona: un grande riconoscimento, non certo un’offesa”.
“Pippo, come si fa adesso a scrivere per dirti ciao per dire tutto quello che sei stato e che continuerai a essere in memoria e cuore, non basteranno le foto né le parole, mi consola che le cose ce le siamo dette fino all’ultimo, con tutto l’affetto possibile, e qui per onorare almeno un po’ il tuo contributo fondamentale alla nostra storia alla nostra cultura, lascio un grazie grande per la passione con cui hai sempre fatto la tua arte, per quello che hai dato per quello in cui hai creduto, e per quello che hai fatto per me, ‘ci hai inventati tu’, siamo tutti tristi oggi spero che tu possa vederlo. A Tiziana, alla tua famiglia, a Dina un abbraccio stretto”. Così ha scritto su Instagram la cantante Giorgia.
“Nessuno ha fatto per la Musica italiana quello che ha fatto lui. Aveva intuito, cultura, amore. Sapeva mantenere la parola data, aveva cura dei particolari, cercava la qualità ma anche le persone. Amava la Musica che durava nel tempo. Che dispiacere, che vuoto”, l’ha ricordato, sui propri canali social ufficiali, Enrico Ruggeri.
”A giugno per il tuo compleanno non ero riuscita a raggiungerti telefonicamente per farti gli auguri e questo mi aveva molto impensierito”. A raccontarlo è Lorella Cuccarini sui social in memoria di Pippo Baudo. ”Ho sperato tanto che questo momento non arrivasse mai, ma…Sei stato il mio maestro e il mio papà artistico. Grazie ate la mia vita è stata piena di soddisfazioni e i miei sogni di bambina si sono avverati. Lavorare al tuo fianco e imparare date è stato un privilegio unico, perché sei e sarai sempre il numero uno. A te, il mio eterno grazie. Per tutto. Ti voglio un mondo di bene. A Dio. Un abbraccio a Tiziana e Dina”, conclude Lorella Cuccarini.
”Non mi hai cresciuto in casa, ma sul palco della vita. Con la tua voce rassicurante, con il tuo sguardo attento e con la tua mano sicura, sei stato guida, maestro e confidente. Se il destino mi ha dato un padre di sangue, tu sei stato il padre dell’anima artistica, quello che incoraggia, che apre porte, che crede quando gli altri dubitano. Grazie maestro, sarai sempre nel mio cuore e nei miei pensieri”. Lo scrive Eros Ramazzotti ricordando Pippo Baudo.
“Sono Padri Putativi. Presenze necessarie a rendere un percorso di vita meno difficile e più costruttivo. Oggi sono figure più rare. Questo è uno dei motivi per il quale ci sentiamo più soli e scoraggiati nella scelta di una direzione e di una stabilità emotiva ed esistenziale”. Lo scrive sui social Renato Zero, ricordando Pippo Baudo. “Grazie Pippo per il tuo preziosissimo supporto. Un esempio il tuo – aggiunge – che saremo tenuti ad alimentare, affinché le nostre esperienze di vita servano ai più deboli e sconsolati. Ora siamo qui a pregarti, di non dimenticarci! Renato”.
Grazie Pippo, sei stato il primo a credere nei Jalisse in quel novembre 1995 quando a Sanremo Giovani tu scegliesti anche noi e la canzone ‘Vivo’, con quel sapore orientale, quel mood di contaminazione New Age e quella nostra immagine internazionale. Ci credesti tanto da darci il consiglio di finire il brano con l’acuto finale di Alessandra, chicca assoluta che è presente solo nella serata in tv e non nel disco”. Così i Jalisse, il duo musicale composto dai coniugi Fabio Ricci e Alessandra Drusian, rendono omaggio sui social a Pippo Baudo. E ancora: “Credesti in noi l’anno dopo sempre tra gli esordienti con ‘Liberami’ e ti piacque anche quella canzone che ci fece arrivare al 1997, ma tu eri passato pochi mesi prima a Mediaset e al tuo posto venne il tuo collega storico Mike Bongiorno. Sei stato il primo a credere in Alessandra in rappresentanza della squadra del Veneto facendola partecipare nel 1990 al tuo Gran Premio, il vero primo talent della tv italiana”. “Sei stato direttore artistico, presentatore, ma soprattutto musicista attento e di altissima qualità. Si sentiva la tua presenza in studio, avevi le idee chiare e sapevi consigliare al meglio. Grazie per la tua professionalità, è stata una scuola per noi che non riusciamo a vedere le cose in un modo diverso da quello che ci hai insegnato e questo è un privilegio. Fai un buon viaggio”, concludono Alessandra e Fabio.
“Io, personalmente, gli devo molto, mi aiutò a superare il mio periodo di crisi, agli inizi degli anni ’80, con i suoi preziosi consigli e invitandomi alle sue trasmissioni. Grazie Pippo, per quello che hai fatto per me e per la tua amicizia. Ti vorrò sempre bene”. Così Gianni Morandi ricorda Pippo Baudo su Facebook. “Sono molto addolorato”, aggiunge Morandi. Pippo Baudo “ha tenuto compagnia a tutti gli italiani per 60 anni e più. Un maestro, un musicista, un conduttore, uno straordinario organizzatore di spettacoli come il Festival di Sanremo, Canzonissima, Fantastico”.
“Ciao al mio secondo papà”. Laura Pausini saluta così Pippo Baudo, morto stasera a Roma, con un post sui suoi social e la foto del suo Festival di Sanremo vinto nel ’93 nella sezione Nuove Proposte. “Non posso credere che sto scrivendo questo messaggio.. Ci sono uomini che in questa vita e in questa terra hanno lasciato un segno indelebile per il loro talento e la loro genialità. Uno di loro è diventato 32 anni fa l’uomo che mi ha cambiato la vita, scegliendomi a soli 18 anni tra le nuove voci di Sanremo 93 e da quel momento non mi ha mai lasciata, mai. È diventato un mio famigliare. Il lutto che vivo stasera è inspiegabile e profondo.Pippo GRAZIE. Per ogni volta che mi hai sorriso, che mi hai dato un consiglio, che mi hai cambiato la vita. GRAZIE. Te lo dico da tua pupilla, da tua amica e da tua fan.È stato un onore e un privilegio conoscerti e salutarti in questo nuovo viaggio della tua vita verso la luce mi fa sentire piccola ma vicina alla tua anima. Riposa in Pace. …Per fortuna sono riuscita a dirtelo tante volte: Ti voglio tanto bene. Un abbraccio alla sua famiglia, ai suoi cari, ai suoi amici e a tutti coloro che lo hanno amato”.
“Ciao caro grande Pippo”, si legge nel ricordo postato da Jovanotti sul proprio account Instagram ufficiale: “Ti ho voluto tanto bene e me ne hai voluto tu e io lo sentivo e mi riempiva di gioia. Conoscerti e lavorare con te é stato ‘fantastico’, sei stato un gigante del fare spettacolo e un uomo splendido colto affettuoso generoso divertente appassionato e magico. Ogni tua lezione per me è stata un regalo prezioso, nessuno come te c’è mai stato in TV e nessuno ci sarà mai più. Gli aneddoti sulle nostre avventure insieme sono tra i preferiti quando sono in compagnia. Sei stato un mito della nostra cultura popolare. Hai vissuto una grande vita, ci mancherai”.
Da ricordare che il Festival della canzone italiana continuerà a vivere nella sua storica cornice del Teatro Ariston; Rai e Comune di Sanremo, dopo mesi di trattative non prive di tensioni, sarebbero infatti a un passo dalla firma di un nuovo accordo triennale, che garantirà la permanenza della kermesse in Liguria almeno fino al 2028, con possibilità di ulteriore proroga.
Le indiscrezioni, riportate da Il Secolo XIX, parlano di una firma attesa tra la fine di agosto e i primi di settembre. La trattativa si è rivelata più complessa del previsto, soprattutto per questioni economiche e per i diritti legati al format, rivendicati da Viale Mazzini. Il Comune, che conserva la titolarità dei marchi “Festival di Sanremo” e “Festival della canzone italiana”, avrebbe ottenuto garanzie importanti, scongiurando così il rischio di un clamoroso addio.
Durante le settimane più delicate del negoziato, non erano mancate voci di un possibile “trasloco” della manifestazione. Si era parlato di Roma, ma nelle ultime ore è emerso che la Rai avrebbe valutato seriamente anche Napoli, con la Mostra d’Oltremare di Fuorigrotta tra le ipotesi più accreditate. In passato erano circolati anche i nomi di Torino, Milano, Viareggio, Rimini e Senigallia, ma tutte queste alternative sembrano ormai definitivamente tramontate.
Se tutto andrà come previsto, la 76ª edizione del Festival (febbraio 2026) e le due successive resteranno legate a Sanremo. Una scelta che non solo preserva la tradizione, ma ribadisce il legame indissolubile tra la città dei fiori e la manifestazione musicale italiana più celebre al mondo.
Aggiornamento: È stato un pezzo di ‘cuore’ della Tv e una parte fondamentale della Rai, un ‘inventore’ di televisione, con oltre 100 trasmissioni televisive, alcune tra le più iconiche del Servizio pubblico, al suo attivo, uno scopritore di talenti, l’uomo del Festival di Sanremo che ha condotto e ‘pensato’ più di chiunque altro.
Cambia la programmazione Rai in memoria e in onore di Pippo Baudo anche per la giornata odierna. Già dalle prime edizioni del Tg1, e in tutti i notiziari è stato dato ampio spazio al ricordo del re della tv italiana attingendo all’immenso patrimonio televisivo Rai alla cui realizzazione Pippo Baudo ha contribuito per tutta la vita.
Anche oggi a Pippo Baudo saranno dedicati ampi spazi di approfondimento: dal Tg1, con uno speciale in onda dalle 8.18 alle 10, e poi, sempre su Rai 1, tra le 14.00 e le 18.45, con “Estate in diretta”. In serata, alle 20.30, “Techetechetè” dedicherà proprio a Pippo la sua puntata. Ancora su Rai 1, in seconda serata, verrà trasmessa l’ultima intervista di Baudo realizzata da Pierluigi Diaco.
Su Rai 2, dalle 18.00 alle 19.00, andrà in onda uno “Speciale Tg2”, mentre Rai 3 trasmetterà alle 9 di questa mattina il film “Il mio nome è donna Rosa”, mentre alle 20 andrà in onda un Blob speciale dedicato al grande artista. In serata il tributo proseguirà con uno speciale di “Mixer” dedicato proprio a Baudo.
Il ricordo di Pippo Baudo sulle reti Rai è iniziato ieri sera, non appena si è diffusa la notizia. Già alle 21.35 il Tg1 ha messo in piedi un’edizione straordinaria alla quale ha fatto seguito, alle 22.55 una puntata di “Techetechetè” intitolata “Ciao Pippo” e alle 23.40 è stata trasmessa la replica di “Mille e un libro: Pippo Baudo”. Il ricordo è poi proseguito con il Tg1 Sera delle 00.40 e poi per tutta la notte, in diretta, su RaiNews24. Anche il Gr1 ha proposto ieri sera uno speciale dalle 23 alle 23.30 e oggi, sempre su Radio1 il ricordo proseguirà con un altro speciale Gr1 in onda dalle 10 alle 11.
Il “padre” della tv che inventò la “cultura” dello spettacolo, capace di raccontare un intero Paese. Per rendere omaggio a Pippo Baudo, Rai Cultura – dopo alcune sue celebri apparizioni tv, riproposte già oggi, domenica 17 agosto su Rai Storia – gli dedica la programmazione di lunedì 18 agosto, dalle 13.00 alle 24.00, sempre su Rai Storia.
In prima serata, in particolare, la puntata di “Italiani” è un itinerario nella ultra-cinquantenaria carriera televisiva di Pippo Baudo, costellata non solo dallo spettacolo “puro”, ma anche da numerosi incontri con grandi nomi della cultura – scrittori, registi e attori – su grandi temi della contemporaneità, riletti attraverso libri, spettacoli teatrali, film d’autore.
Alle 22.10, poi, “Storie della Tv” ripercorre le trasmissioni che hanno animato i pomeriggi della domenica, da “Settevoci” alla “Domenica In” di Baudo, iniziata nel 1976 in concorrenza de “L’altra domenica”.
Nel preserale – alle 19.35 – “Il Sanremo di Pippo Baudo” è un immancabile ricordo dei suoi 13 Festival della Canzone Italiana, dal 1968 al 2008. Una carrellata impreziosita dalla “lectio magistralis” tenuta da Baudo a Sanremo nel 2018 in occasione del cinquantenario dalla sua prima conduzione nella città dei fiori.
Il resto della programmazione dedicata a Baudo – dalle 13.00 – compone il puzzle di una vita artistica unica nel panorama tv italiano attraverso programmi come “La freccia d’oro” con Loretta Goggi, nel 1971; “Canzonissima” del 1972 con la partecipazione di Sandra Mondaini, di Vittorio Gassman con la figlia Paola e di Mike Bongiorno; “Fantastico” del 1986 condotta da Pippo Baudo con Lorella Cuccarini, Alessandra Martines, il Trio e Nino Frassica.
Non mancano, inoltre, frammenti della sua “Domenica Con”, in cui – in piena pandemia, nel giugno 2020 – si era generosamente prestato a “dirigere” Rai Storia disegnando il palinsesto della domenica, in cui aveva reso omaggio a Vittorio Gassman e alle sue performance, tra il dissacrante e il sublime, a “Canzonissima ‘72”. E un altro grande raccontato da Baudo era stato Alberto Sordi di cui Rai Cultura ripropone le “incursioni” a “Domenica In” e Fantastico dal 1980 al 1984.
Aggiornamento: Dal 1968 al 2008, il racconto delle edizioni del Festival di Sanremo firmate da Pippo Baudo.
Pippo Baudo è stato il volto che più di ogni altro ha rappresentato il Festival di Sanremo. Nel corso della sua carriera ha condotto ben 13 edizioni, accompagnando e spesso rivoluzionando la kermesse musicale più amata dagli italiani.
In occasione della scomparsa del presentatore, avvenuta sabato 16 agosto, raccontiamo il suo rapporto con la kermesse che ha guidato per ben 13 edizioni cambiandola radicalmente, dando un’importanza mai vista prima alle Nuove Proposte e diventando il punto di riferimento per tutti i Festival successivi, quelli di Amadeus e Carlo Conti in primis.
Sono passati, e in molti casi sono letteralmente stati scoperti e lanciati da Pippo Baudo, artisti come: Laura Pausini, Andrea Bocelli, Eros Ramazzotti, Michele Zarrillo, Giorgia, Syria, Carmen Consoli, Marina Rei, Gianluca Grignani, Anna Tatangelo, Valentina Giovagnini, Gerardina Trovato, Nek, Irene Grandi, Romina Falconi, Dolcenera e tanti altri ancora.
Pippo baudo e il festival di sanremo: Il debutto e gli anni Ottanta.
- 1968 – L’esordio di Pippo Baudo a Sanremo. Il 1968 segna l’esordio di Pippo Baudo sul palco dell’Ariston, al fianco di Luisa Rivelli. È l’anno della vittoria di Sergio Endrigo e Roberto Carlos con Canzone per te. Tra le curiosità di quell’edizione, Baudo accompagna dietro le quinte Louis Armstrong, rimasto sul palco convinto di dover continuare a cantare. In gara debutta anche Al Bano.
- 1984 – Nasce la categoria Nuove Proposte. Baudo torna a condurre il Festival nel 1984, affiancato da Iris Peynado, Elisabetta Gardini, Tiziana Pini, Edy Angelillo, Isabella Rocchetta e Viola Simoncioni. Vincono Al Bano & Romina Power con Ci sarà. È l’anno in cui viene introdotta la categoria Nuove Proposte: a trionfare è Eros Ramazzotti con Terra promessa. Baudo porta inoltre sul palco gli operai Italsider di Cornigliano.
- 1985 – Ancora innovazioni. Nel 1985 Baudo è affiancato da Patty Brard. Vincono i Ricchi e Poveri con Se m’innamoro, davanti a Luis Miguel con Noi ragazzi di oggi. Nella sezione Nuove Proposte vince Cinzia Corrado con Niente di più.
- 1987 – Record di ascolti e lutti in diretta. Nel 1987 Baudo è da solo alla conduzione. Vincono Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi con Si può dare di più. L’edizione registra ascolti record con oltre 17 milioni di telespettatori, un primato per molto tempo imbattuto, nello share, mai nel numero di ascoltatori. Michele Zarrillo trionfa tra le Nuove Proposte con La notte dei pensieri. Durante la diretta Baudo annuncia la morte di Claudio Villa. Curiosità: Perdere l’amore fu scartata quell’anno e vinse nel 1988 con Massimo Ranieri.
Gli anni Novanta: i Festival più iconici di super pippo.
- 1992 – L’edizione del DopoFestival. Nel 1992 Baudo conduce con Milly Carlucci, Brigitte Nielsen e Alba Parietti. Vince Luca Barbarossa con Portami a ballare. Tra i Giovani vincono Aleandro Baldi e Francesca Alotta con Non amarmi.
- 1993 – Laura Pausini conquista il pubblico. Con la sua scoperta, Lorella Cuccarini, Baudo guida il Festival del 1993. Vince Enrico Ruggeri con Mistero. Tra i Giovani trionfa Laura Pausini con La solitudine, davanti a Gerardina Trovato e Nek. In gara anche Mia Martini e Loredana Bertè per la prima volta in duetto.
- 1994 – Il debutto di Andrea Bocelli. Nel 1994 Baudo è affiancato da Anna Oxa e Cannelle. Vince Aleandro Baldi con Passerà. Tra i Giovani trionfa Andrea Bocelli con Il mare calmo della sera. In gara anche Giorgia, Irene Grandi e Giò Di Tonno.
- 1995 – Giorgia regina del Festival. Con Anna Falchi e Claudia Koll, Baudo conduce l’edizione del 1995. Vince Giorgia con Come saprei. Nei Giovani vincono i Neri per Caso; è anche l’anno del debutto di Gianluca Grignani. Fiorello esordisce tra i Big.
- 1996 – Ron & Tosca. Nel 1996 Baudo è affiancato da Sabrina Ferilli e Valeria Mazza. Vincono Ron & Tosca con Vorrei incontrarti fra cent’anni. Tra i Giovani trionfa Syria con Non ci sto. In gara Marina Rei, Silvia Salemi, Carmen Consoli e i Jalisse.
Gli anni Duemila: tra tradizione e novità.
- 2002 – Matia Bazar e Silvestri. Con Vittoria Belvedere e Manuela Arcuri, Baudo torna nel 2002. Vincono i Matia Bazar con Messaggio d’amore. Tra i Giovani trionfa Anna Tatangelo davanti a Valentina Giovagnini. Grande successo anche per Daniele Silvestri con Salirò.
- 2003 – Il ritorno di Alexia. Con Serena Autieri e Claudia Gerini, Baudo conduce il 2003. Vince Alexia con Per dire di no. Tra i Giovani trionfa Dolcenera con Siamo tutti là fuori. È l’ultima apparizione a Sanremo di Giuni Russo con Morirò d’amore.
- 2007 – Cristicchi e “Ti regalerò una rosa”. Nel 2007 Baudo è affiancato da Michelle Hunziker. Vince Simone Cristicchi con Ti regalerò una rosa. Tra i Giovani trionfa Fabrizio Moro con Pensa.
- 2008 – L’ultimo Sanremo di Baudo. Nel 2008, con Piero Chiambretti, Bianca Guaccero e Andrea Osvart, Baudo conduce la sua ultima edizione. Vincono Giò Di Tonno & Lola Ponce con Colpo di fulmine. Nella categoria Giovani vincono i Sonohra con L’amore.
- Il ritorno a Sanremo Giovani nel 2018. Nel 2018 Pippo Baudo torna al timone di Sanremo Giovani accanto a Fabio Rovazzi. Vincono Mahmood ed Einar, accedendo così tra i Big del 2019. Mahmood l’anno successivo conquisterà il Festival con Soldi.
L’ultima apparizione legata al Festival di Sanremo di Pippo Baudo è nel 2018 quando Amadeus lo vuole, mai scelta più giusta, alla guida della giuria per Sanremo Giovani.
Aggiornamento: Sanremo rende omaggio a Pippo Baudo, il presentatore che più di ogni altro ha segnato la storia del Festival di Sanremo. Come riportato da Sanremonews, nelle ultime ore, i ledwall cittadini, solitamente dedicati a eventi e promozioni, hanno mostrato il volto di Baudo con la scritta: “Ciao Pippo, la tua Sanremo”.
Un tributo semplice ma emozionante, che celebra il legame indissolubile tra la città e l’uomo che ha diretto tredici edizioni del Festival, contribuendo a farne un fenomeno culturale nazionale e internazionale. Il ricordo di Baudo non si misura solo con i record di ascolti, ma con la memoria collettiva di generazioni che hanno visto nel suo volto e nella sua voce la sicurezza di un appuntamento imperdibile, tra tradizione e spettacolo.
Il saluto sui maxischermi ha catturato l’attenzione di passanti e turisti, immortalato in foto e video condivisi sui social, trasformando il gesto in un momento di partecipazione collettiva. Un omaggio discreto ma sentito, dedicato al “padrone di casa” del Festival per eccellenza.
Sanremo si stringe così attorno al ricordo di Pippo Baudo, confermando come la sua eredità artistica e umana resti parte integrante dell’identità della città e della storia del Festival.
Nel frattempo CNA Imperia ha chiesto a gran voce l’installazione di una statua in prossimità del Teatro Ariston.
La città di Sanremo piange la scomparsa di Pippo Baudo, morto a 89 anni e considerato il volto più iconico del Festival. A rendergli omaggio è CNA Imperia, che per voce del presidente Graziano Poretti e del coordinatore di Turismo e Commercio Giuseppe Faraldi, come riportato da Riviera24, ha espresso cordoglio e lanciato una proposta simbolica: dedicare a Baudo una statua proprio davanti al Teatro Ariston, cuore pulsante della kermesse musicale.
Con 13 edizioni condotte, più di qualsiasi altro presentatore, Baudo ha trasformato il Festival di Sanremo in un appuntamento capace di riflettere la società e la musica italiana. Fu lui a lanciare alcuni dei più grandi nomi del nostro panorama musicale.
La sua storica frase – «Perché Sanremo è Sanremo» – è entrata di diritto nell’immaginario collettivo, a testimonianza di quanto il conduttore avesse reso la manifestazione un evento nazionale, capace di fondere tradizione, spettacolo e attualità.
CNA Imperia ha ricordato come Baudo abbia contribuito a trasformare l’Ariston e Via Matteotti in simboli universali della musica italiana. Per questo, l’associazione chiede al Comune di avviare un progetto che porti all’inaugurazione di una statua a lui dedicata, sul modello di quella già realizzata in via Escoffier per Mike Bongiorno.
Un’iniziativa che acquista ancora più valore nel momento in cui si discute sul futuro del Festival e sulla possibilità di spostarne la sede. «È fondamentale riaffermare il legame tra Sanremo, il suo territorio e le figure che ne hanno fatto la storia» – sottolinea CNA Imperia – «Una statua di Pippo Baudo davanti all’Ariston sarebbe un segno tangibile di gratitudine e un monito a difendere l’identità culturale e musicale della città».
Aggiornamento: Sanremo riflette su un possibile tributo a Pippo Baudo, il leggendario conduttore che ha reso grande il Festival della Canzone Italiana. Dopo la scomparsa di “SuperPippo”, numerosi cittadini e associazioni, tra cui la CNA, hanno avanzato la proposta di realizzare una statua in città, simile a quella dedicata a Mike Bongiorno nel 2013.
Il sindaco Alessandro Mager, interpellato da Sanremonews, si mostra aperto all’idea, ma sottolinea che occorre prima il consenso dei familiari di Baudo: “Non è il momento di decidere, ma ne parleremo con i figli, per capire se possa essere un gesto gradito”.
La statua di Bongiorno, situata in via Escoffier, è diventata uno dei punti più fotografati di Sanremo e testimonia come un tributo di questo tipo possa valorizzare la memoria dei grandi protagonisti della tv e del Festival.
Mager evidenzia anche le complessità burocratiche e organizzative legate alla realizzazione di un monumento: dall’affidamento dei lavori, all’eventuale gara d’appalto, fino ai costi di realizzazione. Un percorso più semplice se l’iniziativa partisse dai familiari, come avvenne per Bongiorno.
Parallelamente, il Comune sta concentrando le energie sulla definizione dell’accordo con la Rai per le prossime tre edizioni del Festival, dopo la sentenza del TAR ligure che ha modificato le precedenti convenzioni. Le trattative, rallentate dalle ferie estive, dovrebbero concludersi entro la prima metà di settembre. Nel frattempo, Carlo Conti ha anticipato che il Festival 2026 sarà ispirato allo stile di Baudo, garantendo così un omaggio concreto al “re di Sanremo”.
Aggiornamento: Una targa ufficiale per intitolare a Pippo Baudo il camerino dei conduttori del Festival di Sanremo all’interno del Teatro Ariston. È la proposta avanzata da Carla Vacchino, sorella del patron Walter e membro della storica famiglia che da decenni guida la sala cinema-teatro simbolo della Città dei fiori.
L’iniziativa arriva a pochi giorni dalla scomparsa del grande presentatore, morto sabato sera a Roma all’età di 89 anni, tra l’affetto dei propri cari. Baudo ha legato in maniera indissolubile il proprio nome al Festival, che ha condotto in tredici edizioni e di cui è stato l’artefice del format moderno in cinque serate, oggi rivendicato con forza dalla Rai nella trattativa ormai in via di conclusione con il Comune di Sanremo per il rinnovo della convenzione triennale. «In realtà – ricorda Carla Vacchino – all’interno dello staff dell’Ariston il camerino dei conduttori viene chiamato “camerino Baudo” da circa trent’anni. Adesso è giunto il momento di rendere ufficiale questa tradizione con una targa che ne tramandi la memoria». Un gesto simbolico che trasformerebbe una consuetudine in una testimonianza storica, destinata a rimanere per sempre impressa nei luoghi del Festival.
La proposta è la prima che giunge dalla città che più di ogni altra ha visto Baudo protagonista, sul palco e dietro le quinte. Intanto a Sanremo prende piede anche l’idea di una statua bronzea in suo onore: un monumento da affiancare a quello di Mike Bongiorno in via Escoffier, angolo via Matteotti, oppure di fronte all’Ariston o ancora nei giardini del Casinò Municipale, dove Baudo esordì come conduttore del Festival nel 1968. Un doppio tributo che sottolinea l’eredità lasciata dal “Superpippo” nazionale, uomo capace di inventare e reinventare la televisione italiana e di trasformare il Festival in un evento che ha superato i confini della musica per diventare parte della cultura del Paese.
Nel frattempo, sono di fatto ufficiali le date della prossima edizione della kermesse: il 76° Festival di Sanremo si terrà da martedì 24 a sabato 28 febbraio 2026. Una scelta obbligata, per evitare la concorrenza delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. L’affitto del Teatro Ariston è già stato stabilito con l’ultima convenzione, valida anche per questa edizione. Solo successivamente – e non prima del 2029 – si apriranno eventuali nuovi ragionamenti sul futuro della sede del Festival della canzone italiana.
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