
Martin Green, direttore dell’Eurovision Song Contest, ha rilasciato una dichiarazione all’emittente pubblica danese DR in seguito alle segnalazioni di potenziali ritiri dalla 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2026, che si svolgerà presso la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026.
In un’intervista all’emittente pubblica danese DR, Martin Green ha rilasciato una dichiarazione in merito alle notizie secondo cui Slovenia e Islanda starebbero valutando la possibilità di ritirarsi dal concorso a causa della potenziale partecipazione di Israele.

In una risposta scritta alle domande di DR, Green ha commentato: “Comprendiamo le preoccupazioni e le opinioni radicate che circondano il conflitto in corso in Medio Oriente. Stiamo ancora consultando tutti i membri dell’EBU per raccogliere opinioni su come gestire la partecipazione e le tensioni geopolitiche che circondano l’Eurovision Song Contest. Le emittenti hanno tempo fino a metà dicembre per confermare se desiderano partecipare all’evento del prossimo anno a Vienna. Spetta a ciascun membro decidere se partecipare o meno al concorso e rispetteremo qualsiasi decisione presa dalle emittenti. L’EBU non ha voluto rispondere se i canali televisivi di altri paesi abbiano minacciato di ritirarsi dal concorso del prossimo anno.”
Le “minacce” di ritiro arrivano al momento da Slovenia, Islanda, Irlanda e Paesi Bassi e nascono dall’eventuale partecipazione all’Eurovision Song Contest 2026 di Israele.
Secondo Ksenija Horvat, direttrice di RTVSLO, la Slovenia “probabilmente” non parteciperà all’Eurovision Song Contest 2026 a causa della mancata risposta dell’EBU-UER alle richieste di informazioni di RTVSLO in merito alle regole di partecipazione all’evento. Inoltre, la RTVSLO della Slovenia ha confermato in una dichiarazione di aver condiviso la sua posizione con l’EBU secondo cui “nel caso in cui Israele dovesse partecipare all’Eurovision Song Contest, RTVSLO non parteciperebbe a causa del genocidio a Gaza”.
L’Islanda sta valutando la possibilità di fare lo stesso. All’inizio di questa settimana, il direttore generale di RÚV ha confermato che l’emittente pubblica islandese potrebbe ritirarsi dall’Eurovision Song Contest se a Israele fosse consentito di partecipare all’Eurovision Song Contest 2026. L’emittente pubblica islandese afferma di avere “seri dubbi sulla condotta sia dell’emittente pubblica israeliana che del governo israeliano per quanto riguarda l’Eurovision Song Contest, e abbiamo espresso queste preoccupazioni all’interno dell’EBU”.
Situazione simile in Irlanda, dove Kevin Bakhurst, Direttore Generale di RTÉ, ha affermato che la partecipazione di RTÉ sarebbe inaccettabile, data la continua e spaventosa perdita di vite umane a Gaza.
Ultima voce, almeno per ora, a levarsi contro la partecipazione di Israele è quella della AVROTROS, emittente dei Paesi Bassi, che in una dichiarazione ufficiale scrive che la partecipazione del Paese non sarà possibile finché Israele sarà ammesso dall’EBU-UER.
In Spagna si è chiesto a RTVE di ritirarsi dal concorso se a Israele fosse consentito di partecipare, mentre l’emittente belga RTBF hanno dichiarato di stare discutendo con l’EBU-UER di diverse questioni relative al concorso.
Ad oggi, i seguenti paesi ed emittenti hanno espresso la loro intenzione di partecipare all’Eurovision Song Contest 2026: Albania – RTSH, 🇦🇺 Australia – SBS,
Austria – ÖRF, 🇦🇿 Azerbaigia – İTV,
Cipro – CyBC, 🇨🇿 Cechia – ČT,
Danimarca – DR,
Finlandia – Yle,
Germania – ARD/SWR,
Grecia – ERT,
Islanda – RÚV, 🇮🇪 Irlanda – RTÉ,
Israele – KAN,
Lettonia – LSM,
Lituania – LRT,
Lussemburgo – RTL,
Malta – PBS,
Montenegro – RTCG,
Norvegia – NRK, 🇸🇲 San Marino – San Marino RTV,
Serbia – RTS,
Spagna – RTVE,
Svezia – SVT,
Svizzera – SRG SSR,
Ucraina – UA:PBC,
Regno Unito – BBC.
Come annunciato dall’EBU ad agosto, l’Eurovision Song Contest 2026 si terrà a Vienna, dopo la vittoria di JJ per l’Austria con “Wasted Love” a Basilea. Entrambe le semifinali sono previste per il 12 e il 14 maggio 2026, mentre la finalissima si terrà il 16 maggio 2026. Il concorso si terrà alla Wiener Stadthalle, la stessa sede utilizzata nel 2015, che può ospitare fino a 16.000 spettatori.
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