🇦🇹 ESC 2026: I media austriaci riportano che il voto per la partecipazione di Israele all’ESC 2026 di novembre è stato rinviato

La votazione prevista per il mese di novembre per decidere in merito alla partecipazione di Israele alla 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest 2026 è stata ufficialmente rinviata a dicembre.

Come riportato da diversi media austriaci, tra cui Kronen ZeitungHeute e Der Standard,  l’Unione Europea di Radiodiffusione – EBU-UER, in una riunione straordinaria tenutasi questa mattina, ha deciso di rinviare la votazione sulla partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest 2026 prevista per novembre, optando invece per una discussione durante l’Assemblea Generale d’inverno, tuttavia ci sono notizie contrastanti sulla possibilità che la votazione si svolga o meno.

Le discussioni, stando a quanto si apprende da fonti vicine ad AVROTROS, l’emittednte pubblica ei Paesi Bassi, e alla stessa EBU-UER, avranno luogo nell’Assemblea Generale di inizio dicembre e, al posto del voto, si assisterà a una discussione aperta e in presenza.

Secondo la dichiarazione ufficiale dell’’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU-UER): “È necessario un confronto aperto e personale tra i membri sull’eventuale partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest 2026. Di conseguenza, il Consiglio ha deciso di iscrivere la questione all’ordine del giorno dell’Assemblea Generale Ordinaria Invernale, che si terrà a dicembre, anziché convocare in anticipo una riunione straordinaria”.

L’Unione Europea di Radiodiffusione – EBU-UER avrebbe dovuto organizzare un’assemblea generale straordinaria, in cui i membri effettivi dell’organizzazione avrebbero potuto votare a novembre per determinare se Israele avrebbe potuto partecipare all’Eurovision Song Contest 2026. La partecipazione di Israele alla 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest sarebbe stata decisa da una maggioranza semplice dei membri che avrebbero votato a favore o contro l’ammissione di Israele alla competizione.

L’EBU-UER aveva precedentemente prorogato dal 13 ottobre 2025 a metà dicembre il termine entro il quale le emittenti dovevano confermare la propria partecipazione senza subire una sanzione finanziaria per l’Eurovision Song Contest 2026. In una dichiarazione dell’epoca, l’EBU-UER e Martin Green, il direttore dell’Eurovision Song Contest, informarono: “Come annunciato in precedenza a luglio, stiamo attualmente conducendo un’ampia consultazione con le nostre emittenti affiliate in merito alla partecipazione all’Eurovision Song Contest. Mentre questa è in corso, desideriamo offrire alle emittenti maggiore flessibilità e chiarezza nella finalizzazione della loro domanda di partecipazione all’evento del prossimo anno. Per facilitare questo, l’Eurovision Song Contest Reference Group, l’organo di governo dell’evento, ha concordato di offrire alle emittenti la possibilità di confermare la propria partecipazione al più tardi entro metà dicembre. Si tratta semplicemente di una questione procedurale e non ha alcun effetto sulla pianificazione generale del 70° Eurovision Song Contest a Vienna il prossimo maggio.”

La decisione arriva in un momento delicato, dopo settimane (da fine agosto) di forti pressioni da parte di diversi Paesi europei, tra cui RTVSLO (Slovenia), RTÉ (Irlanda), AVROTROS (Paesi Bassi), RÚV (Islanda) e RTVE (Spagna) che  hanno minacciato che non avrebbero partecipato alla competizione se Israele avesse preso parte alla 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest, come forma di protesta per gli abusi commessi da Israele contro la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza.

Anche tre membri del Consiglio di Amministrazione della Rai si sono dichiarati contrari alla partecipazione della KAN, ma da parte della televisione italiana non c’è alcuna presa di posizione ufficiale in materia. Al contrario la Germania ha minacciato il ritiro in caso di squalifica di Israele. La certezza è che, in un concorso sulla carta apolitico ma che proprio in ambito geopolitico ha giocato un ruolo fondamentale, la politica ha creato una situazione di stallo.

La situazione si era fatta critica anche per l’ÖRF, l’emittente pubblica austriaca che dovrebbe organizzare l’Eurovision Song Contest 2026, prevista alla la Wiener Stadthalle a Vienna, in Austria, dal 12 al 16 maggio 2026. L’ente austriaco ha pubblicamente espresso il suo sostegno alla continua partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest e  aveva avvertito che non avrebbe potuto ospitare l’evento se Israele fosse stata esclusa, temendo pesanti ripercussioni economiche e contrattuali per oltre 40 milioni di euro, oltre a gravi perdite per il turismo cittadino. Anche le seguenti emittenti hanno espresso il loro parere:

🇧🇪 Belgio – Michaël De Lil, nuovo capo delegazione belga per conto dell’emittente francofona RTBF, ha confermato l’intenzione di partecipare alla manifestazione canora, in quanto emittente responsabile dell’organizzazione della proposta belga per l’edizione 2026. Tuttavia, due giorni dopo, l’emittente fiamminga VRT ha riferito che la controparte francofona non aveva ancora ufficializzato la propria partecipazione, poiché erano ancora in corso trattative con l’EBU-UER riguardo al futuro del concorso, inclusa la partecipazione di Israele, la promozione dei partecipanti da parte delle loro delegazioni e parti associate e discute se il voto pubblico debba continuare a consentire l’espressione di un massimo di 20 voti. RTBF ha comunque assicurato che il processo di selezione per un potenziale rappresentante belga proseguirà regolarmente, pur senza confermare formalmente la partecipazione all’edizione 2026. VRT, che organizza la partecipazione ogni due anni con RTBF, sta discutendo se trasmettere il concorso se Israele partecipa. Si attende quindi una conferma ufficiale.

🇩🇰 Danimarca – DR ha dichiarato che non voterà contro la partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest “finché rispetterà le regole e i regolamenti”. Inoltre, hanno aggiunto in una dichiarazione che “la partecipazione di DR all’ESC rimane subordinata alla presenza di una forte comunità internazionale, al controllo sulla sicurezza e a un quadro apolitico attorno alla competizione”.

🇮🇸 Islanda – Nonostante la conferma del Söngvakeppnin 2026 come metodo di selezione del rappresentante nazionale, Stefán Jón Hafstein, presidente del consiglio d’amministrazione dell’emittente RÚV, ha dichiarato che la partecipazione dalla nazione era “incerta”, in parte dovuta anche dalla presenza di Israele e al suo coinvolgimento nella guerra di Gaza. RÚV determinerà la sua posizione sulla possibilità di votare a favore o contro la partecipazione di Israele all’Eurovision 2026 alla fine di questo mese.

🇳🇴 Norvegia – NRK ha confermato di non avere intenzione di boicottare l’Eurovision Song Contest 2026 qualora a Israele fosse consentito di partecipare. La NRK ha chiarito di voler rimanere una parte attiva della competizione e di voler promuovere cambiamenti al suo interno, dopo aver sollevato preoccupazioni all’EBU-UER.

🇸🇪 Sweden – In una dichiarazione di fine settembre, SVT ha spiegato che la sua partecipazione “è subordinata al rispetto delle condizioni di base”. Non prevede di ritirarsi dalla competizione qualora a Israele fosse consentito di competere.

Escludendo i paesi che hanno dichiarato che si ritireranno qualora a Israele fosse consentito di competere, e Israele, i seguenti paesi hanno espresso il loro interesse a partecipare: 🇦🇱 Albania, 🇦🇺 Australia, 🇦🇹 Austria, 🇦🇿 Azerbaigian, 🇭🇷 Croazia, 🇨🇾 Cipro, 🇨🇿 Czechia, 🇩🇰 Danimarca, 🇪🇪 Estonia, 🇫🇮 Finlandia, 🇩🇪 Germania, 🇬🇷 Grecia, 🇮🇱 Israele, 🇱🇻 Lettonia, 🇱🇹 Lituania, 🇱🇺 Lussemburgo, 🇲🇹 Malta, 🇲🇪 Montenegro, 🇳🇱 Paesi Bassi,  🇳🇴 Norvegia, 🇸🇲 San Marino, 🇷🇸 Serbia, 🇪🇸 Spagna, 🇸🇪 Svezia, 🇨🇭 Svizzera, 🇺🇦 Ucraina e 🇬🇧 Regno Unito.

Il recente accordo tra Hamas e Israele, che lunedì ha portato alla liberazione di tutti gli ostaggi israeliani, e a quella di circa duemila palestinesi che erano imprigionati nelle carceri di Israele, hanno contribuito a distendere i rapporti, portando alla sospensione del voto e salvando di fatto la prossima edizione dell’Eurovision Song Contest. Il direttore generale dell’ÖRF, Roland Weißmann, ha espresso “grande soddisfazione” per la decisione, ribadendo il sostegno dell’Austria alla partecipazione israeliana.

Nonostante l’EBU sia sempre stata piuttosto restia a prendere decisioni politiche e abbia sostenuto più volte che la competizione non abbia una natura politica, in passato è capitato che avesse escluso dal festival certi paesi, come la Russia, a causa dell’invasione dell’Ucraina. L’EBU-UER ha detto che l’emittente pubblica russa è stata esclusa per aver violato ripetutamente i principi alla base dell’organizzazione, cosa che invece non avrebbe fatto l’emittente pubblica israeliana, KAN.

La discussione sull’argomento è ora rimandata a dicembre 2025, quando l’EBU-UER si riunirà per decidere in via definitiva. Nel frattempo, i preparativi per l’Eurovision Song Contest 2026 a Vienna proseguono, confermando la capitale austriaca come sede della 70ª edizione del festival musicale più seguito d’Europa.

L’Eurovision Song Contest 2026 si terrà a Vienna, dopo la vittoria di JJ per l’Austria con “Wasted Love” a Basilea. Entrambe le semifinali sono previste per il 12 e il 14 maggio, mentre la finalissima si terrà il 16 maggio. Il concorso si terrà alla Wiener Stadthalle, la stessa sede utilizzata nel 2015, che può ospitare fino a 16.000 spettatori.

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