Sanremo 2026: Levante anticipa che in caso di vittoria non parteciperà all’Eurovision Song Contest 2026 per protesta contro Israele

La cantautrice sarà in gara con il brano «Sei tu», e anticipa che in caso di vittoria non parteciperà all’Eurovision Song Contest 2026 per protesta contro Israele.

Levante torna al Festival di Sanremo con un brano intimo e delicato, ma anche con una presa di posizione netta che sta già facendo discutere. Sul palco dell’Ariston la cantautrice siciliana porterà “Sei tu”, una canzone che racconta «la difficoltà emotiva dove non si riesce a verbalizzare l’amore», ma fuori dalla gara non evita temi più scomodi, come il suo rapporto con l’Eurovision Song Contest.

La vittoria del Festival di Sanremo, ormai si sa, comporta automaticamente l’invito all’Eurovision Song Contest. Per alcuni artisti, però, è più un onere che un onore. Levante per esempio ha fatto sapere che, in caso di vittoria all’Ariston, non andrebbe poi all’Eurovision Song Contest – per un motivo ben preciso, tema che negli ultimi mesi ha generato polemiche, proteste e anche boicottaggi da parte di alcuni Paesi e artisti.

In una recente intervista ad Adnkronos, Levante ha parlato sia del significato del brano in gara sia del nuovo progetto discografico, “Dell’amore, il fallimento e altri passi di danza”, in uscita dopo il Festival. Ma a colpire è soprattutto la sua risposta a una domanda che, ogni anno, accompagna il vincitore di Sanremo: la possibile partecipazione all’Eurovision Song Contest, anticipa fin d’ora che rinuncerebbe a partecipare all’Eurovision Song Contest. Il motivo (come immaginabile, perché Levante non ha mai temuto di esprimersi sull’argomento) è la partecipazione di Israele, ammessa nuovamente in gara dalla European Broadcasting Union. «No. Non parteciperei all’Eurovision. È una manifestazione molto più politicizzata di quanto si pensi e, siccome di mezzo c’è un Paese che negli ultimi tempi ha creato drammi giganteschi e un genocidio in atto, non si può fare finta di niente. Non l’ho mai fatto. Non ce la faccio ad andare a ‘casa del ladro’», afferma.

Levante non è certo l’unica a pensarla in questo modo, negli scorsi mesi sono fioccati i forfait di vari paesi che hanno scelto di boicottare l’Eurovision Song Contest a causa della presenza di Israele.

La posizione di Levante non arriva come una sorpresa per chi segue da tempo il suo percorso artistico e umano. La cantautrice ha spesso dimostrato di non separare la musica dalla responsabilità individuale e dalle proprie convinzioni etiche. In questo senso, la possibilità di rinunciare all’Eurovision viene presentata non come un gesto provocatorio, ma come una scelta coerente.

La vittoria al Festival di Sanremo comporta infatti automaticamente l’invito a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest, ma non è un obbligo. Negli ultimi anni, sempre più artisti hanno messo in discussione il senso di questa partecipazione, soprattutto alla luce delle dinamiche politiche che attraversano la manifestazione.

E mentre il pubblico si prepara ad ascoltare la sua canzone sul palco, le parole sull’Eurovision Song Contest aprono già un dibattito che va oltre la musica, confermando Levante come una delle voci più riconoscibili e coerenti della scena italiana.

Rimane dunque il punto di domanda su chi, tra gli artisti in gara a Sanremo 2026, accetterà l’onore e l’onere di rappresentare l’Italia sul palco dell’Eurovision Song Contest 2026, consapevoli che da regolamento la scelta ricade sul vincitore e che, in caso di rinuncia o di mancata ammissibilità da parte dell’EBU-UER, la Rai sceglierà in base all’ordine di classifica.

L’unica certezza, a questo punto, è che se fosse Levante l’artista designata, in quanto vincitrice di Sanremo 2026, cederà il testimone al secondo classificato. Non ci resta dunque che attendere di vivere il 76esimo Festival della Canzone Italiana, che avrà luogo dal 24 al 28 febbraio al Teatro Ariston di Sanremo e sarà trasmesso in diretta su Rai 1, RaiPlay e Rai Radio 2 con la conduzione di Carlo Conti, che ne è anche direttore artistico, e Laura Pausini.

Se ne parla sui giornali, sui social e e in tv. A poco più di un mese dal via, dal 24 al 28 febbraio, il Festival è già ovunque, tra primi appuntamenti riservati agli addetti ai lavori e un’attesa che cresce giorno dopo giorno.

Alla guida torna Carlo Conti, che firma direzione artistica e conduzione. Al suo fianco, per tutte e cinque le serate, ci sarà Laura Pausini, alla prima esperienza come co-conduttrice fissa. Una scelta che punta su una presenza trasversale, capace di parlare a pubblici diversi e di accompagnare il racconto musicale dell’edizione. E in pieno “trend 2016”. Eccoli insieme sul palco nell’edizione di quell’anno.

“Sanremo è il mio destino, il mio sorriso, la mia tentazione, la mia paura”, ha scritto la cantante, l’artista italiana più premiata al mondo, che proprio al palco dell’Ariston deve la sua “nascita artistica”: il suo debutto nel 1993 con “La solitudine”.

I 30 Big in gara, annunciati nelle scorse settimane, compongono un cast ampio e variegato, che mescola ritorni storici, nomi già centrali nel pop italiano e debutti assoluti. Accanto a loro, le Nuove Proposte, selezionate attraverso il percorso di Sanremo Giovani e Area Sanremo.

Sul fronte musicale, le canzoni non sono ancora state ascoltate dal pubblico. Il primo passaggio chiave sarà il tradizionale ascolto riservato alla stampa, che darà il via alle prime reazioni, alle pagelle e ai pronostici. Ed è già tempo di prove con l’orchestra, fase decisiva per mettere a punto arrangiamenti, tonalità e struttura dei brani in vista del palco dell’Ariston.

Sanremo 2026 conferma l’impianto delle cinque serate, con un sistema di voto che combina televoto, giuria della stampa (tv e web) e giuria delle radio, modulato in modo diverso nel corso della settimana. Confermati anche i programmi collaterali, da PrimaFestival a DopoFestival, che accompagneranno il pubblico prima e dopo le dirette dall’Ariston.

La principale novità riguarda il calendario. Il Festival è stato collocato a fine febbraio per evitare la sovrapposizione con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, in programma nelle settimane precedenti. 

Ad accompagnare il pubblico verso le serate del Festival ci sarà il PrimaFestival, la striscia quotidiana in onda subito prima della diretta dell’Ariston. Alla conduzione, per Sanremo 2026, ci saranno Ema Stokholma, Manola Moslehi e Carolina Rey, chiamate a raccontare il dietro le quinte, le curiosità e l’atmosfera che precede ogni serata.

Dopo la fine delle serate, spazio come sempre al DopoFestival, il programma dedicato ai commenti a caldo, alle reazioni e ai momenti extra palco. Alla conduzione torna Nicola Savino, affiancato da Aurora Leone e Federico Basso, con la direzione musicale del maestro Enrico Cremonesi.

Savino è già stato al timone di ben 3 DopoFestival, due sotto la direzione artistica del conduttore toscano, nel 2016 e nel 2017, poi nel 2020 ha condotto L’altro Festival su RaiPlay.

Max Pezzali è stato scelto come super ospite fisso sulla nave ormeggiata al Largo di Sanremo, il “palco sul mare”, per tutte le serate del Festival. Cinque serate a tema per trasformare Sanremo in una grande festa. 

L’età media dei cantanti? 28 anni. I più giovani? El ma e Nicolo Filippucci (2007 e 2006). Gli ex vincitori: 4!

Il cast di Sanremo 2026 racconta un equilibrio preciso tra generazioni, percorsi artistici e mondi musicali diversi. Tra i 30 Big in gara, convivono veterani del Festival e debutti assoluti, artisti con una lunga storia sanremese e nomi alla prima esperienza sul palco dell’Ariston.

Sono quattro gli ex vincitori presenti in gara: Marco Masini, Arisa, Francesco Renga ed Ermal Meta (insieme a Fabrizio Moro). Raf ha vinto come “autore” (di Si può dare di più, di Morandi-Ruggeri-Tozzi). Ci sono “debutti eccellenti”: da J-Ax solista a Tommaso Paradiso, Bambole di Pezza, per esempio. E ritorni altrettanto attesi: la divina Patty Pravo, Malika Ayane, la stessa Arisa, Michele Bravi. Oltre a una nutrita “quota rapper”. Tra i quali potrebbe nascondersi l’outsider di quest’anno. Non bisogna farsi ingannare dai nomi meno “mainstream”: alcuni dominano gli streaming con numeri da capogiro, altri aspettano l’Ariston per iniziare o consolidare la scalata. Non mancano le “coppie”: quella artistica nata proprio sul palco di Sanremo (Fedez – Masini) e quella “reale” che si consacra come artistica (Maria Antonietta e Colombre).

Più generazioni, più generi, o meglio linguaggi musicali, per raggiungere il maggior numero di persone possibile e, ancora una volta, riunirle in quel grande racconto corale che è il Festival di Sanremo.

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