Sanremo 2013: Spostato per Par Condicio o esigenze di palinsesto? Fazio lo ‘spiega’ all’Arena di Giletti

Fabio FazioSanremo 2013 va spostato per le Elezioni Politiche? Massimo Giletti ‘mutua’ il nostro sondaggio (si scherza, eh!) per aprire l’Arena di oggi, 15 dicembre 2012. Lo domanda a Michaela Biancofiore e Anna Maria Bernini del PDL, a Paola Concia e Alessandra Moretti del PD, partendo da quella “pragmatica sensazione di aver rotto il ca**o” che Luciana Littizzetto ha suggerito al Cavaliere a Che Tempo Che Fa di domenica 9.

L’ipotesi di uno spostamento, quindi, sarebbe nato da lì, ancor di più dalla reazione stizzita di Berlusconi, inviperito per l’ennesimo insulto arrivato dalle Tv di Stato e non seguito da alcuna scusa (e pensiamo che stasera la Littizzetto qualche ‘scusa’ delle sue la faccia, eh).

Messa così sembrerebbe che l’unico motivo per cui si pensa a uno spostamento del Festival sia legato alla paura che cast ‘sinistrorso’ di Sanremo 2013 susciterebbe in una certa parte politica e in alcuni corridoi di Viale Mazzini. Ma è davvero la ‘par condicio’ – anche nelle sue forme più retrive e meno democratiche – a motivare un eventuale slittamento del Festival? Perché si parla di nuove date per Sanremo?

Prova a rispondere Fabio Fazio, intervistato da L’Arena che, tra una boutade su Berlusconi e l’analisi dei palinsesti pre-elettorali di RaiUno, ribadisce la sua speranza: quella che si voti a inizio marzo per non dover azzerare un Festival e non perdere neanche un ospite. Stando a una frase lanciata en passant da Giletti, nel caso di slittamento, Fazio dovrebbe dire addio a “due grandi ospiti per una certa serata“. Chi?

Intervistato da Silvia Ippolito per L’Arena, Fabio Fazio parte cercando di spiegare cosa vorrebbe dire spostare il Festival. A domanda diretta (“Allora Fazio, si fa questo Festival o non si fa?”), il conduttore risponde: 

“Sanremo si farà… E’ chiaro che il Festival è una macchina grossa, organizzata da tanto tempo, spostare tante persone, soprattutto quelli che fanno parte di un progetto che abbiamo iniziato a costruire tanti mesi fa, non è una cosa semplice. Nel senso che spostare il Festival significherebbe perdere ospiti… (rammarico, ndr), sarebbe perdere un racconto, in realtà. Spostarlo si fa presto a dire, ma a fareeee…. Non lo so….”.

Quindi si va nella ‘fantapolitica’ (?), anche se di questi tempi a pensar male si fa peccato, ma…”Potrebbe essere che Berlusconi ha anticipato le elezioni perché ha paura di questo suo Festival?“, domanda la Ippolito. E Fazio ne approfitto per lanciare una frecciatina: 

“Non credo, però sarebbe una bella idea che, da ora in poi, lui decidesse a prescindere, in modo esplicito, chi è il conduttore del Festival. Questa potrebbe essere una cosa bella…”.

E qui, nell’evidente paradosso (no?), la frecciata vera è tutta in quel “in modo esplicito” che sottende anni di scelte ‘sotterranee’ sul cast di Sanremo. Ma si insiste sul punto della ‘pericolosità’ di Fazio &Co: “Forse se l’avesse condotto Pippo Baudo non ci sarebbe stato tutto questo clamore o non avrebbero avuto tanta paura?“.

“No, ma no, non è… (serio, ndr) Guardi, io non credo che sia questo il rischio. E’ ovvio che se si votasse la prima settimana di marzo tutto sarebbe risolto, non ci sarebbe nessun motivo per spostare il Festival. E’ evidente che se si votasse il 17 di Febbraio, ehhh, andare in onda tra il 12 e il 16 sulla prima rete, vorrebbe dire che RaiUno sarebbe occupata e si occuperebbe di canzoni, anziché della politica. Per certi versi potrebbe anche essere salutare (ironico, ndr), ma certamente è una seconda lettura. In prima istanza sarebbe un’anomalia abbastanza intollerabile”.

Il punto, quindi, non risiede nell’ostilità di Berlusconi, nelle strategie del Cavaliere o nel timore della violazione della ‘par condicio’, che sarebbe in vigore anche nel caso di elezioni a inizio marzo. La questione in casa Rai è legata al palinsesto e all’opportunità di dedicare RaiUno alle ‘canzonette’. Nelle ultime due settimane di campagna elettorale sarebbe difficile, se non impensabile (per Fazio “intollerabile”), riservare la prima e seconda serata al Festival e non all’attualità politica. Sembrerebbe quasi ‘censura’: si canta per non parlare di politica? Roba che scatenerebbe l’inferno.

Da aggiungere, poi, come emerge nel dibattito successivo in studio, è che i politici, i candidati, non vorrebbero certo contendersi le telecamere con Sanremo, né vorrebbero avere i media distratti dal Festival. E restando sul versante mediatico-politico, la giornalista non molla l’osso: “Un altro punto potrebbe essere che lei ha invitato dei comici e degli ospiti che pendono un po’ a sinistra e che potrebbero dar fastidio con qualche monologo…“. La risposta ha il sapore di una dichiarazione programmatica: 

“Beh, ci sono due presunzioni in questa frase: che io abbia invitato dei comici e che siano anche di sinistra… E’ una riflessione antica che non credo che sia più contemporanea (timoroso, ndr) e in ogni caso penso che la tv e la Rai di oggi soprattutto sia una Rai che non può e non ha paura di assomigliare a quello che c’è fuori. Non è che la tv è una cosa astratta dalla realtà. La televisione deve essere rispettosa delle sensibilità di tutti e in questo senso è la responsabilità (sorrisetto, ndr)di chi fa il nostro mestiere di essere rispettosi del pubblico e delle opinioni degli altri. Non è che si può pensare che la televisione non parli dell’argomento di cui tutti parlano”.

E se invece si votasse a inizio marzo?

“Se si votasse nessuno farebbe propaganda per nessuno, ma è chiaro che delle elezioni…. Anzi sarebbe un’occasione fantastica avere Sanremo in quel periodo. L’ideale sarebbe che Sanremo restasse dov’è e che si votasse qualche settimana dopo. Ma siccome la priorità, giustamente, è un’altra… vedremo! Io non ci voglio nemmeno pensare a spostarlo: mentre parlavo pensavo a tutti quelli che perderemmo. Sarebbe azzerare tutto…”.

Il nodo dovrebbe essere sciolto davvero a breve: oggi Monti ha incontrato Napolitano e una data per le Elezioni politiche 2013 potrebbe arrivare a ore. Chissà se Premier e Presidente del Consiglio terranno in considerazione Sanremo: se fossimo ancora nella “Seconda Repubblica” avremmo pochi dubbi sulla risposta.