
Oggi ultima giornata dell’Eurovision Song Contest 2026 con le ultime prove generali e poi la finalissima in diretta tv, che incoronerà un nuovo vincitore. Dopo due semifinali ricche di emozioni, 25 paesi si sfideranno per conquistare l’ambito trofeo del microfono di cristallo. Per gli appassionati, l’evento sarà un’occasione imperdibile per vivere le emozioni dell’Eurovision Song Contest 2026.
Ecco il programma a Vienna
Ore 13:30–17:30 – Family show, ultima prova generale. Ultimi ritocchi per la finale. Anche in questo caso accesso libero al pubblico come ieri sera.
Ore 21:00–01:00 – Live show della Grand Final. In serata invece sarà il pubblico a casa a poter decidere chi si porterà a casa l’ambito microfono di cristallo.
È tutto pronto per la finalissima dell’Eurovision Song Contest 2026, che vedrà in gara sul palco della Wiener Stadthalle, Sal Da Vinci con “Per Sempre Sì” esibirsi insieme agli altri 24 finalisti: i 20 artisti selezionati durante le due semifinali, più la vincitrice uscente Austria e i “Big Four”: Francia, Regno Unito, Germania e Italia.
L’edizione di quest’anno si distingue per la straordinaria varietà linguistica: su 35 paesi partecipanti hanno presentato brani in 25 lingue differenti, il numero più alto dal 1999. Sebbene l’inglese domini, 21 sono cantate del tutto o prevalentemente in inglese, che resta centrale per raggiungere il pubblico internazionale, artisti provenienti da tutta Europa hanno scelto di esprimersi nella propria madrelingua, celebrando un’incredibile diversità linguistica e culturaleun dato che conferma una delle lineup linguisticamente più varie degli ultimi anni. Albania, Austria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Grecia, Lettonia, Moldavia, Montenegro, Portogallo e Serbia scelgono infatti di portare sul palco la propria lingua, mentre Francia e Israele utilizzano anche il francese, con quest’ultimo che lo combina all’ebraico.
Il trend delle canzoni multilingue è infatti in crescita: Grecia, Israele, Lituania (presenta un brano che mescola la lingua nazionale, inglese, francese e spagnolo), Malta (pur avendo l’inglese come lingua ufficiale, il Paese propone un brano che unisce inglese, maltese e italiano, dimostrando come l’Eurovision sia sempre più uno spazio di contaminazione linguistica) e Moldova, propone un brano con almeno sei lingue – rumeno, italiano, latino, inglese, spagnolo e francese – uno dei mix più complessi mai visti sul palco dell’Eurovision Song Contest, segnando un record per questo tipo di composizione.
Sono state eseguite canzoni in lingue come albanese, lettone, maltese, ebraico, ucraino, portoghese e serbo. La Danimarca tenta di riportare in finale un brano interamente in danese per la prima volta da quasi trent’anni, mentre la Finlandia punta su una canzone quasi completamente in finlandese (qualche parola è in inglese). Per la prima volta nella sua storia, il Regno Unito ha inserito strofe in tedesco nel suo brano. Diverse nazioni (come Lituania, Moldavia e Malta) si sono spinte oltre, portando sul palco brani trilingui o con ancora più idiomi intrecciati. Sono emersi persino dialetti regionali (come il patois giamaicano della Bulgaria, un creolo dell’inglese, aggiungendo un riferimento linguistico extraeuropeo e il greco cipriota) e frammenti in giapponese. L’Italia canta interamente in italiano, con un brano che include anche il napoletano, rafforzando ulteriormente il legame con la propria identità culturale.
Il quadro che emerge è chiaro: dopo anni di dominio assoluto dell’inglese, il contest entra in una fase nuova, in cui identità e universalità convivono. Oggi non vince solo chi è comprensibile a tutti, ma chi riesce a distinguersi – anche attraverso la propria lingua.
Aprono la Danimarca e chiude l’Austria. Sal Da Vinci per l’Italia si esibisce per ventiduesimo.
Per la serata finale della 70esima edizione dell’evento non sportivo più seguito al mondo sono previste diverse sorprese. La serata si apre con una clip che mostra l’arrivo del trofeo tra mille pericoli. Nemo, vincitore dello scorso anno si esibisce vestito di bianco, lo scorso anno ha rotto il microfono di cristallo. A scaldare il pubblico a inizio show ci sarà il beniamino di casa Nemo (primo artista non binario a vincere l’Eurovision Song Contest), che nel 2024 ha trionfato con “The Code”, un brano che mescola rap, drum’n’bass e opera, e che gli ha regalato il successo e ha riportato la competizione in Svizzera, a Basilea.
Tutti i paesi in gara sfilano con la bandiera tra l’ovazione del pubblico. Questa sera sono 25 in gara, più i big four e l’Austria. Dopo JJ, la Dinamarca dà il via alla flag parade, la sfilata dei 25 Paesi in gara. A rappresentare l’Italia c’è Sal Da Vinci con il brano ‘Per Sempre Sì’. Non mancheranno le connessioni che riportano all’Italia. In gara per l’Ucraina schiera LELÉKA con “Ridnym”, artista cresciuta tra Donbas e Berlino che ha collaborato con il compositore italiano Stefano Lentini, autore anche per la colonna sonora di “Mare fuori” e Malta porta invece AIDAN con “Bella”, titolo che parla già la nostra lingua.
Cinque Paesi — Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda — boicottano quest’anno la 70ª edizione dell’Eurovision a causa della partecipazione di Israele.
Il rappresentante israeliano Bettan è stato accolto da alcune proteste quando si è esibito nella semifinale di martedì. A differenza degli anni precedenti, nell’arena sono consentite le bandiere palestinesi e l’emittente austriaca ORF fa sapere che non silenzierà eventuali fischi.
Il boicottaggio da parte di cinque Paesi rappresenta un duro colpo di immagine, di ascolti e di entrate per uno dei più grandi eventi culturali del mondo. Gli organizzatori affermano che l’edizione dello scorso anno è stata seguita da un pubblico globale di circa 166 milioni di persone.
Bulgaria, Moldova e Romania sono tornate in gara dopo alcune edizioni di assenza per motivi artistici o finanziari, ma il numero dei partecipanti resta il più basso dal 2003.
Intanto l’Eurovision punta ad allargare il suo raggio d’azione e ha svelato i piani per uno spin-off asiatico, con la prima edizione del concorso, che dovrebbe svolgersi a Bangkok a novembre.
Siamo giunti a uno degli appuntamenti più decisivi dell’Eurovision Song Contest 2026: la prova generale della finale, nota come Jury Show.
Mentre si attende la diretta di domani, questa sera metà del destino dei 25 finalisti è già stato scritto. Le giurie nazionali di tutta Europa hanno osservato, valutato e pesato ogni singola nota, in una serata dove la perfezione vocale e la tenuta scenica sono requisiti fondamentali per puntare al microfono di cristallo.
La serata si aprirà con un video narrativo in cui la celebre barchetta di carta di JJ viaggerà dalla Svizzera a Vienna lungo il Reno e il Danubio, arrivando alla Stadthalle giusto in tempo per l’inizio dello show. Subito dopo, lo stesso JJ darà il via alla finale con “The Queen of the Night”, dal “Flauto Magico” di Mozart. In seguito il tema dell’Eurovision viene suonato dall’Orchestra Sinfonica dell’ORF e sul palco con lui 40 ballerini e 6 aerial performer. Quindi i 25 finalisti sfileranno sul palco nella tradizionale “Flag Parade”. Durante la parata JJ si esibisci in stralci del suo nuovo singolo “Unknown” e di “Wasted Love”. Nello stesso blocco è integrata la Flag Parade delle 25 delegazioni.
Al termine entreranno in scena i padroni di casa Victoria Swarovski e Michael Ostrowski. Si parte poi con le esibizioni.
Inoltre, il Pubblico nazionale italiano e la Giuria Nazionale, non possono votare la canzone in gara che rappresenta l’Italia. Nel caso in cui i telespettatori italiani (residenti in Italia o all’estero con sim italiana) provassero secondo qualsiasi modalità ad esprimere il proprio voto per la canzone in gara che rappresenta l’Italia il relativo sistema di ricezione del voto non recepirà e quindi conteggerà il voto e nessun importo sarà addebitato all’utente.
Questi i numeri: 894.001 DA FISSO – 475.475.0 DA MOBILE (sms)
Come si vota. Gli spettatori da casa attraverso il meccanismo del Televoto potranno contribuire a decidere quale sarà la canzone vincitrice, votando – secondo le disposizioni consultabili sul sito http://www.rai.it/eurovisionsongcontest – nella prima semifinale in diretta martedi 12 maggio 2026 e nel corso della Finale in diretta sabato 16 maggio 2026.
Inoltre, il Pubblico nazionale italiano e la Giuria Nazionale, non possono votare la canzone in gara che rappresenta l’Italia. Nel caso in cui i telespettatori italiani (residenti in Italia o all’estero con sim italiana) provassero secondo qualsiasi modalità ad esprimere il proprio voto per la canzone in gara che rappresenta l’Italia il relativo sistema di ricezione del voto non recepirà e quindi conteggerà il voto e nessun importo sarà addebitato all’utente.
Questi i numeri: 894.001 DA FISSO – 475.475.0 DA MOBILE (sms)
Si può esprimere il voto anche mediante APP ufficiale “EUROVISION SONG CONTEST” (IOS e Android).
A ciascuna canzone in gara sarà attribuito un codice numerico e i telespettatori potranno esprimere la loro preferenza digitando il codice numerico corrispondente alla canzone scelta sulla tastiera nel caso di chiamata da Fisso o inviando il codice corrispondente alla canzone scelta tramite SMS o tramite APP: Eurovision Song Contest.
Il risultato delle due semifinali è determinato dalla Votazione del pubblico che è così suddiviso:
- voto del pubblico nazionale: i telespettatori di tutti i Paesi partecipanti sono invitati a votare i loro brani preferiti, attraverso il Televoto previsto nella maggior parte dei Paesi Partecipanti e il voto online a pagamento previsto in alcuni Paesi Partecipanti che aderiscono all’iniziativa; i voti ricevuti sia dal Televoto che dal voto online a pagamento verranno sommati e il brano che avrà ricevuto il maggior numero di voti sarà il primo classificato, il brano con il secondo maggior numero di voti sarà il secondo classificato e cosi via fino all’ultimo brano.
- voto del pubblico internazionale denominato RDM (Resto del mondo), attraverso il voto on line a pagamento. Il totale dei voti espressi dal Pubblico del RDM è considerato come la votazione di un unico Paese. I paesi in cui si terrà la votazione del RDM verranno stabiliti da EBU. Il pubblico del RDM può votare per tutti i brani di ogni serata. L’accesso alla votazione del RDM è riservato ai Paesi non partecipanti.
La finale. I 20 Paesi in gara qualificati per la Finale unitamente ai 5 Paesi denominati “Big Four” e al Paese vincitore dell’ultima edizione (Austria) saranno valutati dalle 35 Giurie Nazionali e dai telespettatori attraverso il Televoto, previsto nella maggior parte dei Paesi partecipanti, e il Voto online a pagamento, previsto in alcuni Paesi partecipanti (tra cui l’Italia) e nel resto del mondo.
Le Giurie Nazionali voteranno e le prime 10 canzoni in graduatoria riceveranno un punteggio (punti da 12 a 1) secondo il seguente schema:
· 12 punti alla canzone che avrà ottenuto il miglior punteggio;
· 10 punti alla canzone che avrà ottenuto il secondo miglior punteggio;
· 8 punti alla canzone che avrà ottenuto il terzo miglior punteggio;
· 7 punti alla canzone che avrà ottenuto il quarto miglior punteggio;
· 6 punti alla canzone che avrà ottenuto il quinto miglior punteggio;
· 5 punti alla canzone che avrà ottenuto il sesto miglior punteggio;
· 4 punti alla canzone che avrà ottenuto il settimo miglior punteggio;
· 3 punti alla canzone che avrà ottenuto l’ottavo miglior punteggio;
· 2 punti alla canzone che avrà ottenuto il nono miglior punteggio;
· 1 punto alla canzone che avrà ottenuto il decimo miglior punteggio.
La somma dei voti di ciascuna delle Giurie Nazionali dei 35 Paesi partecipanti – comunicati in diretta attraverso un collegamento audio/video con i singoli Paesi – determinerà la Classifica globale delle Giurie. Successivamente alla Classifica delle Giurie Nazionali, verranno sommati i Voti del pubblico determinando la Classifica Finale che decreterà la canzone vincitrice.
Dalla Wiener Stadhalle di Vienna abbiamo seguito la prova generale ufficiale della Finale dell’Eurovision Song Contest 2026.
1.🇩🇰 Denmark: Søren Torpegaard Lund – Før Vi Går Hjem. La Danimarca punta su una performance elegante e sensuale per “Før vi går hjem”, il brano con cui Søren Torpegaard Lund arriva a Eurovision 2026. Il cantante si esibisce inizialmente davanti a una stanza trasparente piena di fumo mentre i ballerini si muovono all’interno della struttura come in un acquario umano. Nel corso della performance Søren si arrampica sulle pareti e sul tetto della stanza, entra nello spazio scenico insieme ai ballerini e attraversa il palco tra luci arancioni, coreografie ravvicinate e atmosfere da club scandinavo. Søren Torpegaard Lund è un cantante danese conosciuto per il suo stile tra pop nordico ed elettronica elegante. “Før vi går hjem”, che significa “Prima di tornare a casa”, racconta l’ultimo momento condiviso tra due persone prima della fine di una notte.
La serata parte sottotono con un Søren in evidente difficoltà vocale, che sfocia in una performance incerta. Il brano, già sentito troppe volte nel concorso, manca di originalità. La Danimarca rischia di non ottenere un piazzamento all’altezza delle aspettative della vigilia.
2.🇩🇪 Germany: Sarah Engels – Fire. Sul palco Sarah Engels con Fire mette in scena una performance che mescola sensualità, coreografie televisive e impatto scenico. L’intera costruzione visiva ruota attorno ai colori della bandiera tedesca nero, rosso e oro che dominano luci, costumi e scenografia. Sarah entra in scena distesa sopra un grande cubo mentre canta l’inizio del brano in una versione più intima, quasi da ballad al pianoforte. Poi tutto cambia improvvisamente. Fire esplode nella sua versione pop-dance.
La Germania si presenta con un pacchetto confezionato attingendo a una miriade di cliché già ampiamente esplorati. Il rischio di un déjà-vu è altissimo. Per di più stasera Sarah canta male. Il Paese si prepara all’ennesimo piazzamento nella parte più bassa della classifica?
3.🇮🇱 Israel: Noam Bettan – Michelle. Noam Bettan canta Michelle in una delle performance visivamente più eleganti della serata. L’intera estetica gioca infatti sulla frammentazione visiva: cristalli, superfici luminose e giochi di luce spezzati costruiscono un’atmosfera sofisticata ma anche volutamente fredda e malinconica. Noam appare vestito interamente di nero, con giacca e pantaloni di pelle sopra una camicia di seta scura, accentuando il contrasto tra eleganza e oscurità. Tra gli elementi più discussi c’è la presenza tra gli autori di Yuval Raphael, seconda classificata all’Eurovision Song Contest 2025 e sopravvissuta all’attacco del Nova Festival del 7 ottobre 2023. C’è infine anche una piccola “maledizione” eurovisiva da interrompere: l’ultima volta che Israele fu rappresentato da un solista uomo non riuscì a qualificarsi per la finale. La delegazione spera quindi che Noam Bettan possa riportare un artista maschile israeliano tra i finalisti del concorso.
Al di là del clima di contestazione che circonda la delegazione, Israele schiera una proposta musicale piacevole. Noam anche stasera sfodera un’ottima vocalità. Non dovrebbe mancare la top 10 della classifica.
4.🇧🇪 Belgium: ESSYLA – Dancing on the Ice. Sul palco ESSYLA canta dancing on Ice giocando sul contrasto tra ghiaccio e fuoco. Vestita completamente di bianco, quasi come una “regina delle nevi”, accompagnata da quattro ballerini anch’essi total white.
Il Belgio è una delle sorprese della Prima Semifinale, smentendo i pronostici della vigilia che lo vedevano lontano dalla qualificazione. Il brano spicca come uno dei più attuali e moderni dell’intera competizione. Come nelle prove precedenti però, la resa vocale è apparsa incerta.
5.🇦🇱 Albania: Alis – Nân. Con “Nân” l’Albania porta all’Eurovision una delle canzoni più intime e malinconiche di questa edizione. Alis ha raccontato che il brano nasce pensando alle madri che aspettano i figli partiti lontano e a tutte le famiglie costrette a vivere separate dal tempo, dalla distanza e dalla migrazione. Un tema profondamente legato alla storia albanese e balcanica, dove partire spesso significa lasciare dietro di sé affetti, casa e memoria. Sul palco questa idea prende forma attraverso orologi, luci fredde e una figura femminile che accompagna simbolicamente il cantante dentro una scenografia costruita sul ricordo e sul tempo che passa. Alis, artista originario di Scutari, canta inoltre in albanese ghego, dialetto del nord dell’Albania, scelta che rende “Nân” ancora più personale e profondamente legata alle proprie radici culturali. La canzone è sottotitolata in inglese.
L’Albania punta tutto sull’emozione, portando in scena il tema della lontananza dalla madre che potrebbe toccare le corde giuste del pubblico a casa. Anche stasera Alis dimostra una vocalità imponente, il brano però, sconta una melodia non immediata.
6.🇬🇷 Greece: Akylas – Ferto. Una delle performance più strane e meta-pop della semifinale: un viaggio tra pixel art, caos elettronico, meme rétro e un improvviso messaggio dedicato alla madre. “Ferto” in greco significa “Portalo”. Akylas ha spiegato che il pezzo parla di una generazione cresciuta durante la crisi economica greca, con la sensazione costante che mancasse sempre qualcosa: stabilità, sicurezza, futuro. Per questo nella canzone il consumismo diventa quasi un meccanismo di compensazione. La performance è costruita come un viaggio psichedelico tra nostalgia pop e caos controllato. Akylas appare vestito con una tuta arancione e nera, mentre alle sue spalle prende forma una versione digitale di sé stesso immersa in un universo da videogioco rétro. L’impressione iniziale è quella di essere finiti dentro un vecchio Commodore 64 o un Amiga: grafiche pixelate, colori sintetici, atmosfere arcade e continui richiami a Pac-Man, Pokémon e Super Mario costruiscono un mondo volutamente kitsch e surreale. Nel corso dell’esibizione compaiono anche immagini simboliche e oggetti di scena sempre più strani: una casa abitata da una donna, statue che richiamano l’antica Grecia, meme. Poi Akylas interrompe il gioco scenico e inserisce un messaggio rivolto direttamente alla madre, uno dei momenti emotivamente più forti della performance. È lì che Ferto rivela il suo vero significato. Dietro il caos colorato, l’estetica rétro e il linguaggio da meme si nasconde infatti il racconto di un ragazzo cresciuto nella precarietà, che prova a trasformare il dolore personale in spettacolo e cultura pop.
La Grecia convince con una proposta che riesce nel difficile compito di far ballare e divertire senza rinunciare a un messaggio più profondo. Chi scrive continua a non amare queste proposte, ma l’esibizione è oggettivamente trascinante.
7.🇺🇦 Ukraine: LELÉKA – Ridnym. L’Ucraina punta su una messa in scena essenziale e simbolica per “Ridnym”, il brano con cui LELÉKA arriva a Eurovision 2026. La cantante attraversa il palco seguendo una lunga linea bianca mentre accanto a lei un musicista suona uno strumento tradizionale a corde. Dall’alto scendono lunghi veli bianchi che trasformano la scena in uno spazio quasi rituale tra luci fredde, fumo e movimenti lenti. LELÉKA è una cantante ucraina conosciuta per il suo stile che unisce folk contemporaneo e sperimentazione elettronica. “Ridnym”, che in ucraino significa “Ai propri cari” o “Alla propria terra”, parla del legame con le proprie radici, della memoria e del bisogno di restare connessi alla propria casa anche nei momenti più difficili.
LELÉKA canta davvero bene e propone una messa in scena semplice, ma capace di dare forza a un brano interessante, anche se non di immediata comprensione. D’altronde, la delegazione ucraina raramente sbaglia lo staging.
8.🇦🇺 Australia: Delta Goodrem – Eclipse. L’Australia punta su una delle performance più spettacolari e cinematografiche di Eurovision 2026 con “Eclipse”, il brano di Delta Goodrem. La cantante appare inizialmente all’interno di una gigantesca eclissi lunare mentre il palco si riempie di stelle, fumo e luci cosmiche. Nel corso dell’esibizione Delta attraversa la passerella fino a un pianoforte scintillante su cui sale mentre una piattaforma la solleva lentamente sopra il palco tra cascate di scintille e fuoco. Delta Goodrem, una delle artiste pop più famose dell’Australia, unisce così ballata romantica, immaginario astronomico e grande spettacolo televisivo dentro una performance che trasforma Eurovision in una fiaba spaziale. “Eclipse” parla infatti di due persone destinate a incontrarsi come pianeti che finiscono per allinearsi nello stesso cielo.
L’Australia è sbarcata a Vienna con un obiettivo chiarissimo: la vittoria. La vocalità impeccabile di Delta Goodrem è supportata da uno staging millimetrico. Paradossalmente, l’anello debole appare proprio il brano, che risulta datato e non all’altezza della produzione dell’artista. Qualora dovesse trionfare, il concorso resterebbe comunque in Europa, con la Germania in pole position come possibile sede per l’edizione 2027.
9.🇷🇸 Serbia: LAVINA – Kraj Mene. La Serbia porta sul palco una delle esibizioni più aggressive e scenografiche della semifinale. Sul palco arrivano i Lavina in un’esibizione dominata da rosso fuoco, ombre nere, scintille e giochi pirotecnici continui. L’atmosfera richiama apertamente il fantasy oscuro, i videoclip metal dei primi anni Duemila e i grandi concerti hard rock da arena. Al centro della scena compare una gigantesca spada incastonata in una struttura che ricorda una roccia vulcanica, trasformata di fatto nell’asta del microfono della performance. Ci sono pioggia artificiale, fumo, fiamme e lampi di luce che rendono il palco della Wiener Stadthalle simile a un campo di battaglia fantasy. I Lavina si esibiscono completamente vestiti di nero, accentuando ancora di più il contrasto con il rosso infuocato delle scenografie. Nel corso del brano compare anche un accenno di growl che spinge ulteriormente la performance verso territori metal e dark fantasy. Online molti fan hanno già soprannominato l’esibizione “il Game of Thrones dell’Eurovision 2026”, proprio per la presenza della gigantesca spada nella roccia e per l’estetica che ricorda serie fantasy medievali e immaginari epici da saga televisiva.
Si tratta di un’esibizione che richiede una predisposizione specifica per il genere e chi scrive non ha questa predisposizione. Il cantante stasera canta malissimo e sebbene la messa in scena sia efficace nel catturare l’attenzione, potrebbe non essere sufficiente a salvare la proposta serba.
10.🇲🇹 Malta: AIDAN – Bella. Con “Bella” Malta propone una delle performance più leggere, colorate e solari di questa edizione di Eurovision. Aidan costruisce il palco come una cartolina mediterranea fatta di tavolini da bar, luci calde, limoni e riferimenti alla dolce vita estiva, trasformando la performance in una festa pop piena di ironia e nostalgia romantica. “Bella” racconta infatti il ricordo di un amore estivo vissuto tra mare, libertà e desiderio di lasciarsi andare, con un mix linguistico che unisce inglese, maltese e italiano. Aidan, tra gli artisti più popolari di Malta e amatissimo dai fan Eurovision, punta così su una canzone costruita per evocare vacanze, notti mediterranee e quell’atmosfera malinconica che resta quando l’estate finisce.
Malta approda in finale con una proposta che fatica a lasciare il segno, risultando poco accattivante e tendenzialmente piatta. Aidan canta bene anche stasera, ma per il resto sono tre minuti di nulla o quasi.
11.🇨🇿 Czechia: Daniel Žižka – CROSSROADS. La Repubblica Ceca sceglie un’estetica minimale e cinematografica per “Crossroads”, il brano con cui Daniel Žižka debutta all’Eurovision 2026. Il cantante si esibisce inizialmente seduto a terra, circondato da specchi che moltiplicano continuamente la sua immagine mentre il palco resta quasi completamente al buio. Nel corso della performance gli specchi si chiudono attorno all’artista creando un effetto claustrofobico prima di aprirsi nel finale tra luci e colori. “Crossroads” racconta il momento in cui bisogna scegliere che direzione dare alla propria vita.
Un’altra proposta complessa, che si discosta dalle proposte pop più facili. A sostenere l’intera impalcatura è però il talento di Daniel, che anche stasera dimostra una vocalità impressionante per estensione e controllo.
12.🇧🇬 Bulgaria: DARA – Bangaranga. La Bulgaria apre la seconda semifinale dell’Eurovision 2026 con una delle performance più visivamente folli della serata. Dara canta “Bangaranga” dentro una stanza rotante popolata da ballerini con maschere da clown, sedie rosse e coreografie sincronizzate. Le telecamere seguono i movimenti creando continui effetti ottici. La canzone parla di forza interiore e libertà personale. Il titolo attinge dall’immaginario dei Bambini Sperduti del film Hook e… dal patois giamaicano (“rivolta”).
Messa in scena studiata nei minimi dettagli, capace di valorizzare una proposta musicale che ricalca schemi già visti numerose volte nelle scorse edizioni. Ottimo lavoro di packaging, che potrebbe valere una buona posizione in finale.
13.🇭🇷 Croatia: LELEK – Andromeda. La Croazia punta tutto su Lelek e la loro “Andromeda”, con una performance dark e teatrale tra candele, fumo e armonizzazioni vocali ispirate ai rituali popolari balcanici. Il palco diventa il set di una cerimonia antica: luci fredde, fumo basso, candele e movimenti circolari costruiscono un’atmosfera quasi mistica. Le cinque cantanti appaiono inizialmente separate, come figure isolate dentro uno spazio dominato dall’oscurità, per poi unirsi gradualmente in una coreografia collettiva che richiama le danze tradizionali slave e i rituali popolari balcanici. La regia insiste soprattutto sui primi piani e sulle armonizzazioni vocali, vero punto di forza del gruppo. Il crescendo finale trasforma lentamente l’esibizione da una sorta di lamento funebre a un momento di liberazione, con una pioggia di luce bianca che rompe il rosso sangue e il buio dominante del palco. Anche l’estetica delle LELEK è costruita attorno a riferimenti identitari molto precisi. I costumi e i tatuaggi scenici richiamano infatti il sicanje, antica tradizione di tatuaggi rituali femminili diffusa tra le comunità cattoliche croate della Bosnia-Erzegovina durante il periodo ottomano. Simboli di protezione, resistenza e identità culturale che il gruppo ha trasformato in parte centrale del proprio immaginario artistico.
Esecuzione vocale ineccepibile per le componenti del gruppo che sono capaci di armonizzare con una precisione millimetrica. Nonostante la complessità del brano, la messa in scena risulta estremamente impattante.
14.🇬🇧 United Kingdom: LOOK MUM NO COMPUTER – Eins, Zwei, Drei. Il Regno Unito punta su una delle performance più eccentriche e creative di Eurovision 2026 con “Eins, Zwei, Drei”. LOOK MUM NO COMPUTER, progetto del musicista, youtuber e inventore elettronico Sam Battle, trasforma il palco in un laboratorio rétro-futuristico con dodici tavoli scenici e ballerini che indossano monitor di computer vintage sul volto. Durante l’esibizione i tavoli vengono ribaltati trasformandosi in sintetizzatori e pannelli di controllo elettronici mentre il cantante usa cavi e strumenti per “azionare” i ballerini come fossero robot. Sam Battle, diventato famoso online grazie ai suoi strumenti musicali costruiti con biciclette, Furby e vecchi computer, porta così all’Eurovision una performance che unisce synthpop, ironia e cultura nerd. “Eins, Zwei, Drei” racconta infatti il desiderio di scappare dalla routine del lavoro d’ufficio trasformando la monotonia quotidiana in una gigantesca festa elettronica.
Ancora una volta il Regno Unito porta sul palco una proposta che non rende giustizia alla grande tradizione musicale del Paese. La performance si risolve in un caos scenico poco incisivo. Il rischio è quello di vedere, ancora una volta, naufragare il Paese verso il fondo della classifica finale.
15.🇫🇷 France: Monroe – Regarde !. La Francia punta su una messa in scena teatrale e cinematografica per “Regarde!”, il brano con cui Monroe arriva a Eurovision 2026. La cantante appare inizialmente sola su una piccola piattaforma bianca avvolta dal fumo, poi attraversa il palco insieme ai ballerini mentre la telecamera la segue in continuo movimento tra luci, ombre e primi piani. Monroe indossa un look total white in contrasto con i danzatori vestiti di nero, dentro una performance che richiama l’estetica dell’opera pop, dei musical francesi e della pittura romantica ottocentesca.
La giovanissima Monroe impressiona per una maturità vocale sorprendente, confermando un talento cristallino nonostante i soli 17 anni. Sebbene il brano ricalchi lo stile dell’ultimo vincitore e lo staging non convinca appieno, un piazzamento finale in Top 10 dovrebbe essere alla sua portata.
16.🇲🇩 Moldova: Satoshi – Viva, Moldova!. Satoshi canta Viva Moldova!. La bandiera moldava domina il grande schermo della Wiener Stadthalle, mentre il palco si riempie di colori, led animati e ballerini in continuo movimento. Corre e salta in compagnia di un “Mini Satoshi”: una versione animata e in miniatura del cantante, trasformata in una sorta di pupazzo digitale che si muove sincronizzato con lui come fosse un componente aggiuntivo dello show. Una trovata volutamente giocosa e surreale che accentua ancora di più il tono festoso dell’esibizione. Nel finale arriva anche una citazione che i fan storici dell’Eurovision Song Contest riconoscono immediatamente: sul palco compare Aliona Moon, rappresentante moldava del 2013, che ricrea il celebre effetto scenico della sua performance di O mie. La cantante torna così in versione “gigante”, omaggiando uno degli staging più iconici e spettacolari della storia recente del contest: : il vestito diventa sempre più alto grazie a una piattaforma nascosta che la solleva. “Viva, Moldova!” è un viaggio dentro l’identità moldava contemporanea. Nel ritornello si alternano rumeno, italiano, francese, spagnolo, inglese e latino, con perfino un saluto hawaiano. Una scelta non casuale: l’idea di Satoshi era creare un ponte tra le lingue e raccontare la Moldavia come parte di uno spazio culturale comune, senza più il “complesso del piccolo Paese”.
La Moldavia porta in scena un caos divertente e contagioso, che travolge l’arena con energia. Il numero centra l’obiettivo primario di intrattenere e divertire, rischiando anche un ottimo piazzamento in classifica.
17.🇫🇮 Finland: Linda Lampenius x Pete Parkkonen – Liekinheitin. Un’orchestra abbandonata, fiamme sul palco e un assolo di violino che conquista la Wiener Stadthalle. Dopo il minimalismo poetico del Portogallo e il cyber-pop della Georgia, la Finlandia manda in scena Linda Lampenius e Pete Parkkonen con Liekinheitin, una delle esibizioni più teatrali e monumentali dell’intera edizione. La scena iniziale sembra uscita da un melodramma post-apocalittico. Linda appare da sola in mezzo a quella che ricorda un’orchestra abbandonata: sedie rovesciate, leggii sparsi e luci fredde trasformano il palco della Wiener Stadthalle in uno spazio sospeso tra rovina e spettacolo. Poi tutto cambia improvvisamente. Le fiamme si alzano attorno ai performer mentre la violinista si muove davanti a Pete Parkkonen in una costruzione scenica gigantesca e stratificata, piena di dettagli e movimenti continui. La regia insiste soprattutto sul violino live di Linda, che diventa il vero cuore emotivo dell’esibizione. L’assolo centrale, accompagnato dal fuoco che invade il palco, è uno dei momenti più spettacolari della semifinale. Non a caso molti fan hanno già definito Liekinheitin una sorta di “Fantasma dell’Opera nordico”, per il mix tra violino orchestrale, atmosfera dark e melodramma rock. Anche i bookmaker continuano a vedere la Finlandia come una delle grandi favorite dell’edizione 2026. Diversi osservatori hanno inoltre notato il possibile valore simbolico di una vittoria esattamente vent’anni dopo quella dei Lordi nel 2006: un’altra partecipazione estrema, teatrale e completamente fuori dalle regole tradizionali del pop eurovisivo.
Il pacchetto è blindato e curato in ogni dettaglio, confermando la sua posizione di assoluta favorita alla vittoria finale. La solidità della proposta è tale da rendere la delegazione finlandese l’unica vera contendente al titolo insieme all’Australia. Tutto sembra convergere verso la conquista del microfono di cristallo.
18.🇵🇱 Poland: ALICJA – Pray. ALICJA con Pray canta su un grande piano inclinato che domina il palco della Wiener Stadthalle. Body argentato e look futuristico molto essenziale, mette in scena una lotta continua contro la gravità. Lei resta in piedimentre i ballerini vengono trascinati verso il basso, perdono equilibrio e scivolano lungo la struttura inclinata. La metafora costruita dalla performance è volutamente chiara: cadere, resistere e rialzarsi.
Ancora una prova vocale eccezionale di ALICJA al servizio, però di un brano “patchwork” e poco attraente, che faticherà al televoto, ma che dovrebbe convincere le giurie.
19.🇱🇹 Lithuania: Lion Ceccah – Sólo Quiero Más. Scenografia minimal per Sólo quiero más, una canzone in 6 lingue lituano, spagnolo, inglese, francese, tedesco, italiano e Lion Ceccah in una delle performance visivamente più enigmatiche della semifinale. L’artista appare completamente ricoperto di vernice argentata, con un’estetica metallica e quasi aliena che molti fan online hanno immediatamente paragonato ai Rockets. L’effetto visivo è artificiale, amplificato dalle luci fredde e dai continui giochi ottici costruiti dalla regia.
È la proposta più ostica di questa edizione, per di più stasera cantata davvero male. La scelta di una messa in scena così oscura e criptica di certo non aiuta. Il rischio di veder naufragare il progetto nei piani bassi della classifica potrebbe essere altissimo.
20.🇸🇪 Sweden: FELICIA – My System. Felicia canta My System. Ha il volto quasi completamente nascosto da una mascherina scintillante che richiama i colori della scenografia, mentre il palco viene attraversato da laser rossi e bianchi che tagliano il buio della Wiener Stadthalle. Pochi elementi scenici, immagini essenziali sul ledwall e un’atmosfera volutamente fredda e futuristica. Nel finale la cantante si mostra senza maschera, anche se il volto resta nascosto dietro enormi occhiali da sole, mantenendo fino all’ultimo il mistero attorno alla sua identità scenica. “My System”, cantata in inglese, racconta una relazione tossica da cui è impossibile liberarsi. Il testo descrive il tentativo fallito di cancellare una persona dalla propria vita.
Il pacchetto trasuda “plastica su plastica” e si tratta probabilmente della proposta meno riuscita mai portata dalla delegazione svedese al concorso. Per di più stasera ha cantato peggio del solito. Se dovesse riuscire a centrare la Top 10, sarà esclusivamente per la forza del brand “Svezia”.
21.🇨🇾 Cyprus: Antigoni – JALLA. La “Shakira” di Cipro punta su una messa in scena costruita tra coreografie sensuali, colonne romane e giochi di fuoco per “JALLA”. Antigoni appare inizialmente sopra un grande tavolo scenico circondato dai ballerini e da lunghi tessuti bianchi mentre sugli schermi scorrono immagini ispirate all’estetica mediterranea. “JALLA” unisce sonorità pop e mediorientali raccontando libertà, desiderio e voglia di lasciarsi andare.
Jalla” (più spesso scritto “Yalla”) è una parola molto usata in arabo, greco, turco, e in diverse culture del Mediterraneo e del Medio Oriente. Può significare: “andiamo!” “muoviti!” “dai!”.
Vocalità incerta per quello che è diventato ormai un “classicone” del repertorio eurovisivo cipriota: l’ennesima copia carbone di “Fuego”! Il brano, però è orecchiabile e potrebbe avere qualche chance con il televoto.
22.🇮🇹 Italy: Sal Da Vinci – Per Sempre Sì. Sal Da Vinci, accompagnato dalla coreografia orchestrata da Marcello Sacchetta, presente sul palco insieme a Francesca Tocca, porta in scena un matrimonio pop in quattro atti, dalla scelta dell’abito alle celebrazioni: preparazione del matrimonio, ballo, cerimonia e festa finale. Una messa in scena che unisce romanticismo, musical italiano, immaginario napoletano e spettacolarità eurovisiva.
Sul palco insieme a Sal Da Vinci ci saranno cinque ballerini. Tra loro anche Marcello Sacchetta, che firma la coreografia, e Francesca Tocca. Con loro anche Raimondo Sacchetta, Jhon Cruz e Mirko Mosca. Secondo quanto emerso dalle prove, l’esibizione si apre con la preparazione dello sposo: due “testimoni” aiutano il protagonista a scegliere l’abito mentre Sal canta indossando un completo bianco realizzato da uno stilista napoletano. Nel secondo atto scende un enorme lampadario e il palco si trasforma in una ballroom teatrale. Le coreografie diventano molto più fisiche e spettacolari, con salti, movimenti sincronizzati e una costruzione quasi cinematografica. Il terzo momento introduce invece la sposa, che percorre lentamente la passerella mentre Sal Da Vinci assume il ruolo simbolico di celebrante. Infine il grande finale: alberi di limoni, luci dorate, fuochi d’artificio e visual mediterranei invadono il palco in quello che molti fan hanno già ribattezzato online “Italian wedding core”.
Non esattamente la migliore prova vocale per Sal Da Vinci, che stasera ha faticato soprattutto sulle note più alte. L’operazione “stereotipo italiano”, però potrebbe funzionare con il pubblico straniero ai fini della classifica e permetterci un ulteriore top 10.
23.🇳🇴 Norway: JONAS LOVV – YA YA YA. Jonas Lovv canta seduto su una grande struttura metallica circondato da ballerini in pelle nera mentre il palco si riempie di luci rosse, laser e coreografie ispirate all’estetica clubbing dei primi anni Duemila. Nel corso dell’esibizione Jonas attraversa la passerella tra movimenti ravvicinati, giochi di camera volutamente provocatori e fuochi d’artificio che esplodono nel finale. Jonas Lovv è un cantante e performer norvegese diventato noto grazie al suo stile tra pop elettronico, moda e cultura queer. “Ya Ya Ya” mescola dance, synthpop ed erotismo ironico dentro una canzone che parla di desiderio, vulnerabilità e libertà sessuale. Nelle settimane precedenti all’Eurovision Song Contest la performance ha fatto discutere dopo alcune richieste di modifica da parte dell’EBU considerate necessarie per ridurre gli elementi più esplicitamente sexy della coreografia.
Il brano è decisamente orecchiabile e Jonas canta abbastanza bene, ma il tutto è smorzato da una performance che risulta forse un po’ troppo statica. Il rischio è quello che la proposta norvegese si perda nel mucchio.
24.🇷🇴 Romania: Alexandra Căpitănescu – Choke Me. La Romania punta su un’estetica gotica e cinematografica per “Choke Me”, uno dei brani più discussi di Eurovision 2026. Alexandra Căpitănescu inizia l’esibizione di spalle al pubblico, legata ai musicisti da corde luminose bianche mentre una misteriosa figura vestita di bianco appare sul palco con il volto coperto. Tra cavi elettrici, luci rosso profondo e fiamme nel finale, la performance richiama l’immaginario degli horror fantasy e dei rituali di esorcismo. Il brano parla della sensazione di sentirsi soffocati da paure, ansie e pressioni personali, anche se il titolo e alcuni riferimenti del testo hanno generato polemiche online nelle ultime settimane.
È la sorpresa più bella di questa edizione. Il pezzo è fortissimo, l’esecuzione vocale di Alexandra è ancora una volta impeccabile e la messa in scena è studiata al millimetro. Per quanto visto e ascoltato, la Romania si meriterebbe senza dubbio di arrivare sul podio.
25.🇦🇹 Austria: COSMÓ – Tanzschein. L’Austria punta su una performance costruita tra danza, acrobazie e immaginario rave per “Tanzschein”, il brano con cui Cosmó gioca in casa a Eurovision Song Contest 2026. Il cantante appare inizialmente sdraiato sul palco circondato da ballerini mascherati mentre sul pavimento compare la scritta “Dance away your inner animal”. Nel corso della performance i ballerini si arrampicano su enormi strutture metalliche sospese trasformando il palco in una gigantesca discoteca futuristica tra elettronica, coreografie sincronizzate e luci da club europeo.
Finale perfetto con i padroni di casa, che puntano tutto sulla capacità di COSMÓ di far ballare e divertire il pubblico, rinunciando a qualunque altra pretese. Non c’è altro scopo se non quello di celebrare la fine dello show e va benissimo così.
Durante l’attesa dei risultati, il segmento “Celebration! – The Ultimate Eurovision All-Stars Reunion” festeggerà il 70° anniversario del concorso riportando in scena icone come i Lordi, Ruslana, Verka Serduchka e Alexander Rybak, affiancati da Kristian Kostov, Max Mutzke e dalle reduci di Basilea 2025 Erika Vikman e Miriana Conte. Gli artisti presenteranno un medley di grandi successi del concorso, che culminerà ne finale con “Nel blu dipinto di blu”.
Inoltre l’atmosfera si scalderà ulteriormente con il sound Electro-Swing, con il nuovo brano “Black Lilies” in anteprima mondiale live insieme all’ORF Radio Symphony Orchestra Vienna: 30 ballerini, 18 archi, finale con piramide umana e Parov Stelar in cima, per poi farsi più intima grazie a César Sampson – secondo classificato per l’Austria nell’edizione 2018 – che interpreterà la celebre “Vienna” di Billy Joel poco prima dell’annuncio dei risultati definitivi accompagnato da un piccolo coro maschile, una fisarmonicista e tre ottoni. Sul LED wall scorrono le immagini dei 72 vincitori (nel 1969 i vincitori furono 4, a pari merito) della storia di Eurovision, introdotte dal voice-over “Settant’anni uniti dalla storia”.
Anche questa serata è stata segnata da alcune criticità tecniche, con ritardi e intoppi logistici emersi durante i cambi palco.
A decidere il vincitore il pubblico attraverso le giurie di esperti di ogni nazione partecipante, che hanno già votato ieri sera durante la prova generale di ieri sera ed il pubblico da casa tramite televoto. I Paesi Bassi potranno votare e il voto della giuria olandese sarà conteggiato.
Come si vota in Italia? Come già detto, stasera potremo votare anche noi dall’Italia e potremo farlo tramite le seguenti modalità:
- tramite chiamata telefonica chiamando il 894.001 e digitando il codice a due cifre associato al cantante (il costo è di 0,51 euro per ogni voto valido).
- mediante SMS, inviando un SMS al numero 475.475.0 con il numero a due cifre assegnato all’artista che si vuole votare (il costo è di 0,50 euro per ogni voto valido).
- attraverso l’App, scaricando l’applicazione ufficiale dell’Eurovision Song Contest, disponibile sia per iOS che per Android.
- attraverso il sito www.esc.vote (già attivo sin da ora) utilizzando una carta di credito.
Regolamento televoto completo.
Le votazioni si apriranno poco prima dell’esibizione della prima canzone. imarranno aperte per tutta la durata delle esibizioni e per circa 40 minuti dopo l’ultima canzone.
La Finale della 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest si terrà oggi, sabato 16 maggio 2026, alla Wiener Stadhalle di Vienna, in Austria, e incoronerà il vincitore della competizione musicale. I Paesi contendenti saranno 25 su 37, 20 dei quali usciti dalle due semifinali del 13 e 14 maggio 2026 e quatttro Big: Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Austria, vincitrice uscente. Il voto sarà determinato al 50% dalle giurie nazionali, formate da cinque membri scelti dalle emittenti dei singoli Paesi, e al 50% dal pubblico.
Televoto Eurovision 2026, come votare il tuo concorrente preferito (ma non Sal Da Vinci). La regola aurea della competizione vieta di esprimere una preferenza per il rappresentante del proprio Paese. Nella finale attesa che si terrà alla Wiener Stadhalle oggi, sabato 16 maggio 2026, l’Italia non potrà quindi votare il brano “Per sempre sì”.
Aggiornamento: L’Italia e gli italiani all’Eurovision Song Contest.
Nella settimana dell’Eurovision Song Contest, Rai Cultura racconta le partecipazioni del nostro Paese con le due puntate de “L’Italia e gli italiani all’Eurovision Song Contest”, in onda venerdì 15 e sabato 16 maggio alle 19.30 su Rai Storia. Si comincia con la prima edizione del 1956 per arrivare al 1997,e proseguire sabato 16 maggio alle 19.30 – giorno in cui si terrà la finale – con il racconto delle edizioni dal 2011 al 2025.
Aggiornamento: ESC 2026: sabato 16 maggio la finalissima — a Vienna si incorona il 70° vincitore.
Su Rai 1 in prima serata, la telecronaca di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini preceduta dall'”Anteprima Eurovision” alle 20.35.
I venticinque Paesi sono pronti, ma il vincitore sarà solo uno. Dalla Wiener Stadthalle, sabato 16 maggio, va in scena la gran finale della 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest. La diretta sarà trasmessa in prima serata su Rai 1, preceduta alle 20.35 dall’“Anteprima Eurovision”, che accompagnerà il pubblico verso lo show con racconti dal backstage di Vienna, interventi degli ospiti e un riepilogo dei venti Paesi qualificati e dei cinque con accesso diretto alla finale. I dieci che hanno superato la seconda semifinale di giovedì 14 maggio sono: Bulgaria, Ucraina, Norvegia, Australia, Romania, Cipro, Danimarca, Repubblica Ceca, Albania e Malta.
Alla conduzione italiana, per il terzo e ultimo appuntamento della settimana eurovisiva, Gabriele Corsi (alla sua sesta edizione) ed Elettra Lamborghini, al debutto come telecronista. Sul palco di Vienna, i padroni di casa Victoria Swarovski e Michael Ostrowski.
Ad aprire la serata sarà la Danimarca con Søren Torpegaard Lund e “Før vi går hjem”; a chiudere il padrone di casa, l’Austria di COSMÓ con “Tanzschein”. L’Italia gareggia in posizione 22 con Sal Da Vinci e “Per sempre sì”, fra la Cipro di Antigoni e la Norvegia di Jonas Lovv. In allegato l’ordine completo definito dall’EBU e dall’ORF.
Alla vigilia della finale, i bookmaker e gli osservatori internazionali indicano la Finlandia di Linda Lampenius e Pete Parkkonen con “Liekinheitin” (Lanciafiamme) come principale candidata alla vittoria. In rimonta nelle ultime ore l’Australia di Delta Goodrem con “Eclipse”, seguita dalla Grecia di Akylas (“Ferto”), dall’Israele di Noam Bettan (“Michelle”), dalla Danimarca di Søren Torpegaard Lund (“Før vi går hjem”), dalla Romania di Alexandra Căpitănescu (“Choke Me”) e dalla Bulgaria di DARA (“Bangaranga”). Tra i candidati c’è anche l’Italia: Sal Da Vinci e “Per sempre sì”, fresca vittoria del 76° Festival di Sanremo, partono con buone aspettative dalla posizione 22 in scaletta.
Sal Da Vinci – all’anagrafe Salvatore Michael Sorrentino, 57 anni, nato a New York mentre il padre era in tournée negli Stati Uniti, oggi napoletano d’adozione – porta a Vienna “Per sempre sì”, brano eseguito in parte in italiano e in parte in dialetto napoletano. Si presenta sul palco di Vienna dopo il doppio disco di platino di “Rossetto e Caffè” (2024) e con un 2° posto nelle charts italiane di “Per sempre sì”.
La serata si apre con il vincitore in carica JJ. Dopo il VT “The Way Home” – che racconta il viaggio di un anno della barchetta di carta della sua esibizione di Basilea, da Reno e Danubio fino alla Vienna State Opera – il controtenore austriaco entra in scena con l’aria della Regina della Notte dal “Flauto Magico” di Mozart, prima di evolvere in “Wasted Love” e nel nuovo singolo “Unknown”. Sul palco con lui 40 ballerini e 6 aerial performer; l’Orchestra Sinfonica della Radio ORF accompagna dal vivo. Nello stesso blocco è integrata la Flag Parade delle 25 delegazioni.
Tre i grandi numeri d’intervallo della serata. Il primo, “Celebration!”, è il medley dei 70 anni del concorso: otto Eurovision – Erika Vikman, Lordi, Alexander Rybak, Kristian Kostov, Max Mutzke, Miriana Conte, Ruslana e Verka Serduchka – interpretano i classici della storia di Eurovision (da “Waterloo” a “Euphoria”, da “Puppet on a String” a “Dschinghis Khan”), con un finale italiano: il pubblico di Vienna canterà “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. Il secondo è la performance dell’austriaco Parov Stelar, pioniere internazionale dell’Electro-Swing, con il nuovo brano “Black Lilies” in anteprima mondiale live insieme all’ORF Radio Symphony Orchestra Vienna: 30 ballerini, 18 archi, finale con piramide umana e Parov Stelar in cima. Il terzo è un tributo a Vienna città di musica: un VT con Billy Joel che racconta come scrisse il suo brano “Vienna” e il suo legame con la città, poi sul palco César Sampson – secondo classificato per l’Austria nell’edizione 2018 – ne propone una versione live raccolta, accompagnato da un piccolo coro maschile, una fisarmonicista e tre ottoni. Sul LED wall scorrono le immagini dei 72 vincitori (nel 1969 i vincitori furono 4, a pari merito) della storia di Eurovision, introdotte dal voice-over “Settant’anni uniti dalla storia”.
Come previsto dal regolamento, la finale combina il voto delle giurie nazionali (50%) con quello del pubblico (50%), incluso il voto del “Rest of the World” dai paesi non partecipanti, che vale come un paese aggiuntivo. A differenza delle due seminifinali, nella Grand Final, le linee di voto si apriranno poco prima della prima esibizione, resteranno attive durante tutte le performance e proseguiranno per circa 40 minuti dopo l’ultima canzone, fino all’invito “Stop voting now”, affidato quest’anno a una famiglia in collegamento dalla Thailandia.
Tra i 35 portavoce delle giurie nazionali in collegamento dalle rispettive capitali, annuncerà i 12 punti dell’Italia – per la prima volta nel ruolo – Maria Sole Pollio, attrice e conduttrice napoletana, al fianco di alcuni grandi ritorni del concorso: dalla norvegese Elisabeth Andreassen (vincitrice nel 1985 con le Bobbysocks!) alla belga Sandra Kim, all’anagrafe Sanda Caldarone, padre originario di Torrebruna in Abruzzo, vincitrice Eurovision nel 1986 a soli 13 anni e ancora oggi la più giovane vincitrice di sempre, che quest’anno festeggia i 40 anni dalla sua vittoria.
Come da regolamento Eurovision, non è possibile votare per il proprio Paese: il pubblico italiano non potrà quindi votare l’Italia, mentre gli spettatori degli altri Paesi partecipanti potranno sostenere il brano italiano seguendo le istruzioni della propria emittente nazionale.
L’evento è anticipato alle 20.35 su Rai 1 dall’“Anteprima Eurovision”, in onda subito dopo il TG1: un appuntamento speciale per la finalissima che ripercorrerà i venti qualificati delle due semifinali e i cinque che accedono di diritto, le storie degli artisti più attesi, i favoriti dei bookmaker e i collegamenti con il backstage della Wiener Stadthalle. Spazio anche all’Italia di Sal Da Vinci, con immagini delle prove e interviste raccolte nel corso della settimana eurovisiva.
La finalissima andrà in onda sabato 16 maggio in prima serata su Rai 1 e in streaming live su RaiPlay, oltre che su Rai Radio 2, sul canale 202 del digitale terrestre e su RaiPlay Sound. Su Radio 2 Eurovision la radiocronaca sarà affidata a Diletta Parlangeli e Matteo Osso, con Martina Martorano inviata da Vienna.
Rai Pubblica Utilità conferma il proprio impegno per garantire a tutti la piena fruibilità dell’Eurovision Song Contest 2026, attraverso sottotitoli e audiodescrizione. La finale sarà inoltre resa interamente accessibile anche in Lingua dei Segni su un canale dedicato di RaiPlay. Il servizio coinvolgerà 10 performer, sordi e udenti, che interpreteranno in LIS (Lingua dei segni italiana) e in ISL (Lingua dei segni internazionale) sia le canzoni in gara sia le performance degli ospiti. A loro si affiancheranno due interpreti, incaricati della traduzione in LIS dei momenti di conduzione. L’introduzione della Lingua dei Segni Internazionale accanto alla LIS risponde alla natura globale della manifestazione e alla volontà di avvicinare all’evento un pubblico sempre più ampio, in particolare i giovani sordi che conoscono e utilizzano anche i segni internazionali. Una scelta che rafforza l’obiettivo di un’accessibilità sempre più trasversale, capace di attraversare lingue, culture e comunità diverse.
Dietro lo spettacolo c’è una delle operazioni televisive dal vivo più sofisticate al mondo: una rete tecnica che dalla Wiener Stadthalle di Vienna passa attraverso i sistemi di distribuzione dell’European Broadcasting Union, coordinati da Ginevra, e raggiunge emittenti, piattaforme streaming e dispositivi connessi in tutto il globo. Per la 70ª edizione, ospitata dall’ORF, decine di telecamere, centinaia di microfoni, regie, grafica e replay lavorano in tempo reale per produrre uno show pensato insieme per televisione, streaming, social e second screen. È l’evoluzione di una storia iniziata nel 1956 con sette paesi e un esperimento di trasmissione transnazionale, passata dai ponti radio ai satelliti, fino alle reti digitali in fibra e IP di oggi.
Una notte sola, settant’anni di Eurovision, venticinque paesi, un’unica corona di cristallo. Vienna è pronta a incoronare il volto del 2026; l’Italia parte con Sal Da Vinci e tutta la forza di un Festival che, in 70 anni, non ha mai smesso di unire l’Europa nel segno della musica.
Aggiornamento: La seconda semifinale ha radunato 1 milione e 286mila spettatori, segnando il 6,9% di share. Un risultato più basso rispetto alla prima semifinale di martedì che aveva totalizzato il 10.1% di share e incollato al piccolo schermo 1.856.140 telespettatori.
La seconda semifinale dell’Eurovision 2025 (anche in questo caso senza Italia e San Marino) coinvolse davanti alla tv 1.616.000 spettatori con uno share pari all’8.8%.
Nel 2024, in diretta da Malmö, la seconda semifinale (nonostante una concorrenza agguerrita) fece registrare 2.817.000 spettatori con il 13.9% di share.
Nel 2023 la seconda semifinale dello show in onda su Rai 2 interessò 1.702.000 spettatori, pari all’8.3% di share.
Nel 2022 su Rai 1 la semifinale dell’Eurovision di Torino fece registrare 5 milioni 538mila telespettatori (share del 27,7%). Questo è, però, un dato da non considerare, vista l’eccezionalità dell’edizione italiana e la trasmissione su Rai1.
La finale, come accade dal 2016, va in onda su Rai1. Come andrà in termini di ascolti? Il buon piazzamento in classifica di Sal Da Vinci potrebbe aiutare, ma…
Aggiornamento: Dopo aver scoperto tutti i 25 concorrenti di questo Eurovision, la domanda ora sorge spontanea: chi trionferà? Per un quadro completo delle probabilità aggiornate di tutti i 25 Paesi in gara, puoi consultare la Eurovisionworld.
Dopo la Seconda Semifinale, l’Australia è ora salita al secondo posto tra i favoriti per la vittoria alla 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest.
I mercati delle scommesse considerano ora Delta Goodrem e “Eclipse” come i contendenti più vicini alla Finlandia per la vittoria al 70° Eurovision Song Contest. L’Australia ha guadagnato due posizioni nelle ultime 12 ore e quasi 5 punti percentuali. Al contrario, la Danimarca è scesa di 2 posizioni e ha perso poco più di 4 punti percentuali, dopo essere stata sorteggiata per aprire lo spettacolo sabato sera.
Gli altri paesi in ascesa dopo la semifinale di Vienna di ieri sera sono la Finlandia, in testa alla classifica con un guadagno di quasi 2 punti percentuali, la Romania, risalita al 6° posto tra i favoriti, la Bulgaria, ora all’8°, e la Cechia, al 12°. Al contrario, la Grecia è scivolata al terzo posto e ha perso 3 punti percentuali, mentre la Croazia è ora al 15° posto.
I pronosticie e le ultime quote secondo Eurovisionworld (variazione rispetto al 14 maggio 2026) indicano i seguenti artisti e paesi come principali candidati al trionfo:
- Finland – Linda Lampenius and Pete Parkkonen – “Liekinheitin” – 38.9% (+1.7%)
- Australia – Delta Goodrem – “Eclipse” – 15.3% (+2 posti, +4.7%)
- Greece – Akylas – “Ferto” – 9.5% (-1 posto, -2.9%)
- Israel – Noam Bettan – “Michelle” – 6.3% (+1 posto, -0.3%)
- Denmark – Søren Torpegaard Lund – “Før vi går hjem” – 5.6% (-2 osti, -4.3%)
- Romania – Alexandra Căpitănescu – “Choke Me” – 4.2% (+1 posto, +1.1%)
- France – Monroe – “Regarde !” – 3.1% (-1 posto, -1.8%)
- Bulgaria – DARA – “Bangaranga” – 2.1% (+1 posto, +0.8%)
- Italy – Sal Da Vinci – “Per sempre si” – 2.5% (-1 posto, +0.2%)
- Malta – Aidan – “Bella” – 1.8% (+0.1%)
- Ukraine – Leléka – “Ridnym” – 1.4% (-0.1%)
- Czechia – Daniel Zizika – “Crossroads” – 1.3% (+3 posto, +0.2%)
- Sweden – Felicia – “My System” – 1.1% (-0.1%)
- Moldova – Satoshi – “Viva Moldova!” – 1.1% (nessun cambiamento)
- Croatia – Lelek – “Andromeda” – 1.2% (-3 posti, -0.2%)
- Cyprus – Antigoni – “Jalla” – 0.8% (-0.1%)
- Albania – Alis – “Nân” – 0.6% (nessun cambiamento)
- Norway – Jonas Lovv – “Ya Ya Ya” – 0.3% (+4 posti, +0.2%)
- Serbia – Lavina – “Kraj mene” – 0.4% (nessun cambiamento)
- United Kingdom – Look Mum No Computer – “Eins, zwei, drei” – 0.4% (nessun cambiamento)
- Poland – Alicja – “Pray” – 0.3% (+ 2 posti)
- Lithuania – Lion Ceecah – “Sólo quiero más” – 0.3% (-1 posto, -0.1%)
- Germany – Sarah Engels – “Fire” – 0.3% (+1 posto)
- Belgium – Essyla – “Dancing on the Ice” – 0.2% (+4 posti)
- Austria – Cosmó – “Tanzschien” – 0.2% (+4 posti)
Mancano 12 ore alla finale dell’Eurovision Song Contest 2026; chi sono i favoriti? Chi vincerà la 70° edizione della kermesse?
I rappresentanti finlandesi continuano a dominare la scena. Una loro vittoria è quotata tra 1.85 e 2. La possibilità di conquistare il primo posto è del 41%. Sempre ampio (anche se in leggera e continua diminuzione) il divario con l’Australia. Il paese, che 11 anni fa a Vienna esordì nel contest, ora ha il 21% di possibilità di vittoria. La bravissima Delta Goodrem potrebbe vincere il voto delle giurie, ma essere penalizzata al televoto.
La coppia finlandese, invece, potrebbe ottenere il secondo posto per giurie e televoto, andando poi a conquistare la vittoria finale combinando i due fattori.
Tornando alla classifica generale, a Finlandia e Australia seguono Grecia, Israele (favoritissimo al televoto), Romania, Bulgaria e una Danimarca in caduta libera. L’Italia è all’ottavo posto, davanti a Francia e Malta. Fuori dalla Top Ten (ed è una notizia!) Svezia e Ucraina.
Chi è, invece, favorito per conquistare il poco ambito ultimo posto? Il Regno Unito su tutti, con ben il 35% di possibilità. Seguono Austria, Belgio e Germania.
Com’era la situazione 12 mesi fa a poche ore dalla finale? I favoriti alla vittoria finale erano gli svedesi KAJ con il 50% di probabilità. Furono, poi, solo quarti. Nel 2024 il favorito era Baby Lasagna, poi secondo alle spalle di Nemo, mentre nel 2023, 2022 e 2021 gli scommettitori azzeccarono il vincitore.
Aggiornamento: Momenti di forte preoccupazione all’Eurovision Song Contest 2026 per la rappresentante della Svezia, Felicia. La cantante, tra le protagoniste più apprezzate di questa edizione del contest di Vienna, è svenuta dopo le prove generali della finale, facendo scattare immediatamente l’intervento dei medici.
A confermare l’accaduto è stata la capodelegazione svedese Lotta Furebäck, che ha spiegato come il malore sia stato causato da “disidratazione, troppo caldo e abiti troppo stretti”. La situazione, però, sarebbe rapidamente rientrata. “Ora va tutto bene, è stato soltanto un calo di pressione”, ha rassicurato la delegazione.
Secondo quanto ricostruito, Felicia aveva iniziato ad accusare vertigini già nel backstage, poco prima degli incontri con la stampa previsti dopo la rehearsal valutata dalle giurie internazionali. Una volta rientrata nel camerino, la cantante avrebbe perso conoscenza, rendendo necessario l’intervento dello staff medico presente all’interno della Wiener Stadthalle.
Il malore arriva dopo giorni particolarmente complicati per l’artista svedese. All’inizio della settimana, infatti, Felicia aveva già avuto problemi vocali, tanto da essere costretta a osservare un periodo di riposo assoluto per recuperare la voce in vista della finale. Lo staff aveva parlato di forte stress fisico e mentale dovuto a prove continue, interviste e aria secca all’interno della venue viennese.
Nonostante le difficoltà, la cantante resta una delle favorite dal pubblico internazionale grazie alla sua performance dance-pop e alla scenografia costruita attorno alla celebre maschera scintillante, simbolo della sua lotta contro l’ansia sociale.
“Se riposa e si reidrata correttamente, domani sarà pronta per il palco”, ha dichiarato Lotta Furebäck. Anche i medici avrebbero escluso conseguenze tali da mettere a rischio la partecipazione di Felicia alla finalissima dell’Eurovision 2026.
Aggiornamento: Il Governo italiano arriva all’Eurovision 2026 di Vienna per sostenere Sal Da Vinci. Il ministro Gianmarco Mazzi guida la delegazione insieme a FIMI e Assoconcerti.
Per la prima volta nella storia recente dell’Eurovision Song Contest 2026, il Governo italiano sceglie di essere presente ufficialmente accanto alla delegazione azzurra. A Vienna, dove il 16 maggio Sal Da Vinci si giocherà la finale con il brano “Per sempre sì”, arriverà infatti anche il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.
La presenza istituzionale rappresenta un segnale importante per la musica italiana e per il valore internazionale dell’Eurovision come vetrina culturale e turistica. Mazzi sarà accompagnato da rappresentanti di FIMI e Assoconcerti, con l’obiettivo di valorizzare il successo della musica italiana anche all’estero.
La partecipazione del ministro assume un significato particolare anche alla luce del suo passato nel mondo dello spettacolo. Prima dell’ingresso in politica, Gianmarco Mazzi ha ricoperto ruoli centrali nell’industria musicale italiana: è stato direttore artistico del Festival di Sanremo in diverse edizioni, ha collaborato con artisti come Adriano Celentano, Riccardo Cocciante e Andrea Bocelli, oltre ad aver lavorato a programmi televisivi e grandi eventi live.
Secondo il presidente di FIMI, Enzo Mazza, la presenza del ministro “è un segnale importante di considerazione della musica italiana nella sua proiezione internazionale anche come veicolo dell’immagine del Paese”. Un concetto che lega direttamente la musica al turismo e alla promozione culturale italiana.
Nel frattempo, cresce l’attesa per la finale dell’Eurovision, dove Sal Da Vinci partirà nella seconda parte della scaletta, posizione considerata strategicamente favorevole. L’Italia punta così non solo al risultato artistico, ma anche a rafforzare la propria presenza culturale sulla scena europea.
Aggiornamento: Se vincesse l’Australia, cosa succederà?
Delta Goodrem vola nelle quote dei bookmaker; cosa succederebbe se l’Australia vincesse l’Eurovision 2026?
L’Australia sogna davvero l’Eurovision Song Contest 2026. Dopo la spettacolare esibizione di Delta Goodrem con “Eclipse” nella seconda semifinale di Vienna, la cantante australiana è balzata ai vertici dei bookmaker e del press poll internazionale, alimentando una domanda che da anni incuriosisce i fan del contest: cosa accadrebbe se l’Australia vincesse Eurovision?
La performance di Delta Goodrem ha conquistato pubblico e stampa grazie a una messa in scena imponente, tra effetti visivi, vento scenico e un pianoforte dorato che si solleva durante il climax del brano. Un momento diventato immediatamente virale sui social e che ha spinto l’artista fino al secondo posto nelle quote per la vittoria finale, dietro soltanto alla Finlandia.
Secondo il press poll della finale, l’Australia avrebbe addirittura convinto più della concorrenza durante le prove generali, confermandosi tra le candidature più forti di questa edizione.
Ma un eventuale trionfo aprirebbe uno scenario particolare. Dal debutto australiano nel 2015, infatti, l’EBU avrebbe stabilito che il Paese non possa ospitare il contest l’anno successivo, principalmente per questioni logistiche e di fuso orario. In caso di vittoria, l’emittente SBS dovrebbe quindi organizzare Eurovision insieme a un broadcaster europeo.
Negli anni si è parlato di possibili accordi con Germania e Islanda. Quest’ultima, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe persino firmato un’intesa preliminare con l’Australia già dal 2018. Non si esclude però anche una procedura di candidatura aperta, simile a quella utilizzata per Eurovision 2023, ospitato dal Regno Unito per conto dell’Ucraina.
Nel frattempo anche la politica australiana si muove. Dal New South Wales sarebbe infatti emersa l’idea di candidare Sydney come sede simbolica dell’evento, qualora arrivasse una storica vittoria.
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