🇦🇹 ESC 2026: Vince la Bulgaria con DARA e la canzone “Bangaranga”

Dopo tre serate a suon di musica, i telespettatori di tutta Europa hanno finalmente scoperto la classifica finale dell’Eurovision Song Contest 2026, determinata per il 50.7% dalla media del televoto e dal voto delle giurie nazionali per il restante 49.3%. A vincere la 70esima edizione dell’Eurovision Song Contest è stato la Bulgaria con DARA e il brano “Bangaranga”. Si tratta della prima vittoria del Paese, che come miglior risultato finora aveva ottenuto un secondo posto nel 2017. Sarà dunque la Bulgaria a ospitare l’edizione 2027 del concorso. 

L’Eurovision Song Contest 2026 arriva alla sua ultima tappa con la serata finale che chiude ufficialmente questa edizione della kermesse. La Bulgaria, rappresentata da DARA con il brano “Bangaranga”, ha vinto l’Eurovision Song Contest 2026, superando 24 Paesi e aggiudicandosi il titolo del più grande spettacolo musicale televisivo dal vivo al mondo. Per il paese si tratta della prima vittoria in assoluto all’Eurovision Song Contest. 

La cantante bulgara Dara  – contro i pronostici della vigilia – ha vinto sabato a Vienna la 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest, regalando alla Bulgaria la sua prima storica vittoria nella competizione con l’energetico brano dance «Bangaranga». 

Dara è riuscita nell’impresa di mettere d’accordo sia le giurie di qualità che il televoto, ha ottenuto 512 punti, staccando di quasi 200 punti Israele, secondo. Terza la Romania e quarta l’Australia, mentre la Finlandia, favorita alla vigilia, si è classificata solo 6°.  La Bulgaria ha stravinto anche il voto delle giurie di qualità con 204 punti. In questa classifica a seconde a parimerito l’Australia e la Danimarca con 165 punti. È la prima vittoria del Paese, che come miglior risultato finora aveva ottenuto un secondo posto nel 2017.

Nella serata finale Dara ha avuto la meglio su altri 24 finalisti, conquistando giurie nazionali e pubblico con un’esibizione ad alta energia e una coreografia serrata. Testa a testa fra Bulgaria e Israele, quest’ultima rimasta al comando fino all’ultimo durante l’assegnazione dei punti del televoto, situazione che aveva provocato malumori in sala. Il cantante israeliano Noam Bettan si è classificato al secondo posto (tra fischi e contestazioni del pubblico durante il televoto), mentre la rumena Alexandra Căpitănescu è arrivata terza dopo essere stata a lungo in testa nella fase finale delle votazioni. Per quanto riguarda l’Italia, Sal Da Vinci con “Per sempre sì”, il brano con cui ha conquistato il Festival di Sanremo, chiude la gara (visibilmente commosso al termine dell’esibizione con tanto di lacrime finali, come alla vittoria del Festival di Sanremo) al quinto posto, con 281 punti (di cui 134 punti dalle giurie e 147 dal televoto), guadagnando l’ottava top 5 dal ritorno nel 2011. Si tratta di un buon risultato, considerato che la canzone non era mai stata data tra le favorite della vigilia ed è stata bene accolta a Vienna, anche dalle giurie. Ad un certo punto, durante la liturgia delle assegnazioni dei punti, l’Italia è stata anche in testa assieme alla Bulgaria, per poi scivolare più in basso, dove non è più risalita neanche con il televoto. Anche nel 2025 l’Italia era arrivata 5° con Lucio Corsi. Il cantante è stato accompagnato dalla coreografia orchestrata da Marcello Sacchetta, presente sul palco insieme a Francesca Tocca. Come già svelato in conferenza stampa, l’esibizione di “Per sempre sì” è stata una rappresentazione di un matrimonio pop in quattro atti, dalla scelta dell’abito alle celebrazioni.

Pur non essendo tra le favorite della vigilia, Dara ha guadagnato slancio nel corso della settimana dell’Eurovision Song Contest. Delusione anche per la favorita Finlandia (sesta), per l’Australia (quarta) e per la Romania (terza). 

La finale, organizzata in Austria dopo la vittoria del Paese lo scorso anno, ha raccolto ancora una volta milioni di telespettatori in tutta Europa e oltre.

Si è conclusa stasera la Finale dell’edizione 2026 dell’Eurovision Song Contest. La finale dell’Eurovision Song Contest 2026 è stata, come da tradizione, un evento colorato e variegato in cui il divertimento e l’eccentricità vengono prima di tutto. In diretta da Vienna, la 70ª edizione ha portato sul palco tutto ciò che ci si aspetta (e anche qualcosa in più): grandi voci, effetti scenografici spettacolari,  effetti speciali (con i ‘soliti’ fuochi, luci ed esplosioni), cambi d’abito fulminei, look eccessivi ed esibizioni oltre ogni immaginazione, citazioni pop, grandi coreografie, e un senso di unione globale che, nonostante i diversi momenti di tensione, riesce ancora a trovare espressione nella musica. Ma l’Eurovision Song Contest è sempre più scisso tra manifestazione canora e protesta politica. Per il terzo anno consecutivo, sulla competizione hanno pesato le richieste di esclusione di Israele – che arriva secondo spinto da un massiccio televoto a favore – per il conflitto a Gaza, con cinque Paesi (Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Islanda e Slovenia) che hanno disertato l’evento in segno di dissenso.

E mentre i 25 artisti in gara si preparavano a salire sul palco per la serata finale, nel pomeriggio per le strade di Vienna è stata organizzato un corteo Pro-Pal con circa 3mila partecipanti. Un clima che in parte ha trovato spazio anche all’interno dell’arena. Qualche fischio si è sentito all’annuncio dell’esibizione del cantante israeliano Noam Bettan, che – contro il regolamento che vieta messaggi politici sul palco – alla fine della sua esibizione ha gridato “Am Yisrael Chai!”, ovvero “Il popolo d’Israele vive”, uno slogan che esprime la forza della nazione ebraica. Contestazione ancora più evidente durante l’assegnazione dei punti del televoto che hanno portato Noam sul podio. Ma c’è un altro Paese che da tempo porta le sue istanze sul palco dell’Eurovision Song Contest: l’Ucraina – come da 4 anni a questa parte – ha rinnovato il suo “Slava Ukraini!” (Gloria all’Ucraina!) per voce della cantante Viktorija Leléka. La serata è stata aperta da JJ, vincitore nel 2025, con un’aria dal Flauto Magico, omaggio al compositore di casa Wolfgang Amadeus Mozart. Dopo la flag parade, la sfilata di tutti gli artisti in gara con la propria bandiera, il via alla sfida lo ha dato la Danimarca.

Alla conduzione, Victoria Swarovski, Michael Ostrowski e Emily Busvine (green room) hanno saputo bilanciare ironia e spontaneità. 

Infine, un apprezzamento anche per il commento italiano di queste serate di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, che nonostante alcuni momenti di incertezza e i vari siparietti, hanno saputo divertire e intrattenere il pubblico.

Il verdetto che riscrive la storia del concorso: la Bulgaria è sul tetto d’Europa. Nella notte più importante dell’anno a Vienna, la delegazione bulgara firma il capolavoro perfetto, scardinando i pronostici blindati della vigilia che vedevano la Finlandia e l’Australia come indiscussi favoriti. Una vittoria travolgente, entusiasmante e per certi versi inaspettata, che porta per la primissima volta il microfono di cristallo a Sofia al termine di una votazione al cardiopalma.

Voto dopo voto, la Bulgaria ha saputo fare breccia sia nei cuori delle giurie nazionali che in quelli del pubblico a casa tramite il televoto, trasformando la propria rincorsa in una vera e propria marcia trionfale che ha letteralmente stregato l’Europa.

La Bulgaria conquista il titolo europeo totalizzando la cifra di 516 punti (di cui 204 assegnati dagli esperti delle giurie e 312 raccolti grazie al supporto del pubblico da casa), staccando i rivali nelle battute finali dello scrutinio.

Di seguito il quadro definitivo di questa edizione dell’Eurovision Song Contest 2026: Anche quest’anno palco mastodontico, grande spettacolo nelle performance e nella sequenza velocissima delle canzoni – possibile grazie ad un mezzo playback in cui solo la voce è dal vivo. Un grande spettacolo tra il trash e il camp, con un confine sfumato tra il cattivo gusto inconsapevole e l’eccesso consapevole: una terra di mezzo in cui si colloca la canzone vincitrice, “Bangaranga”.   Le canzoni però sono in secondo piano, sempre e quest’anno ancora di più per le tensioni politiche, con 5 paesi che hanno boicottato per la presenza di Israele. E le tensioni si sono viste in finale: il cantante israeliano  ha gridato “Am Yisrael Chai” (“Il popolo di Israele vive”) a fine performance, mentre nell’arena si vedeva qualche bandiera della Palestina (teoricamente vietata – sono ammesse solo quelle delle nazioni in gara). Quando Israele ha ricevuto 220 punti dal televoto, andando provvisoriamente in testa alla classifica, si sono sentiti sonori fischi e boati dal pubblico dell’arena di Vienna. In settimana nella capitale austriaca si erano viste manifestazioni pro-Pal e un concerto “No stage for genocide” sostenuto anche da Roger Waters, uno dei grandi artisti firmatari della lettera di richiesta di boicottaggio della manifestazione. Nei giorni precedenti la manifestazione, il NYTimes ha pubblicato un’inchiesta sui metodi usati da Israele per influenzare e manipolare il voto nel 2025. E anche quest’anno Israele è stato premiato dal televoto – ma non abbastanza per battere la Bulgaria.

Oltre la politica e tornando alle canzoni, ogni anno l’impressione è che salga il livello dello spettacolo ma si abbassi ulteriormente il livello musicale. Difficile identificare brani decenti quest’anno che reggano un ascolto fuori dal contesto e della performance – mentre a livello di spettacolo  si sono fatte notare l’ “Eclipse” dell’Australia e appunto il “Bangaranga” della Romania che ha vinto la competizione. Meritatamente, se il criterio è appunto quello dello spettacolo, e non della musica.

La diretta sarà trasmessa in prima serata su Rai 1, preceduta alle 20.35 dall’“Anteprima Eurovision”, che accompagnerà il pubblico verso lo show con racconti dal backstage di Vienna, interventi degli ospiti e un riepilogo dei venti Paesi qualificati e dei cinque con accesso diretto alla finale. Alla conduzione italiana, per il terzo e ultimo appuntamento della settimana eurovisiva, Gabriele Corsi (alla sua sesta edizione) ed Elettra Lamborghini, al debutto come telecronista. Sul palco di Vienna, i padroni di casa Victoria Swarovski e Michael Ostrowski.

Sal Dal Vinci canta per l’Italia in posizione 22 subito tra Cipro e Norvegia. Nell’ordine di uscita della finale, la posizione 22 dell’Italia è considerata favorevole, inserita nella parte finale della serata. Tra i favoriti per la vittoria, la Finlandia si esibirà per 17esima, la Grecia per sesta e l’Australia per ottava. Ad aprire la serata sarà la Danimarca, mentre  l’Austria, paese ospitante, chiuderà la competizione in 25esima posizione.

È iniziata alle 14 a Vienna la manifestazione di solidarietà con la Palestina, mentre la capitale austriaca ospita l’Eurovision Song Contest sotto un rafforzato dispositivo di sicurezza. Secondo stime riportate dai media austriaci, al corteo stanno partecipando circa 3.000 persone. Il punto d’incontro nella zona della Westbahnhof, da dove i manifestanti hanno avviato il corteo attraversando diversi quartieri della città.

La serata si apre con il vincitore in carica JJ. Dopo il VT “The Way Home” – che racconta il viaggio di un anno della barchetta di carta della sua esibizione di Basilea, da Reno e Danubio fino alla Vienna State Opera – il controtenore austriaco entra in scena con l’aria della Regina della Notte dal “Flauto Magico” di Mozart, prima di evolvere in “Wasted Love” e nel nuovo singolo “Unknown”.

Nel video il cantante lascia Basilea dopo la vittoria: il trofeo gli scivola quasi di mano senza rompersi, poi si accorge troppo tardi di aver dimenticato la sua iconica barchetta di carta accanto all’autobus che lo riporta in Austria. Da qui parte un piccolo viaggio simbolico: la barchetta attraversa corsi d’acqua, fogne, strade e tetti fino ad arrivare in Tirolo. Alla fine viene trasportata nel Danubio e raggiunge Vienna e la Wiener Stadthalle. L’ingresso nell’arena introduce il primo grande momento dello show:

Sul palco con lui 40 ballerini e 6 aerial performer; l’Orchestra Sinfonica della Radio ORF, sistemata in green room, accompagna dal vivo. Nello stesso blocco è integrata la Flag Parade delle 25 delegazioni. Alle 21.05 prende ufficialmente il via la flag parade. Sul maxischermo compaiono le bandiere giganti dei Paesi in gara mentre gli artisti sfilano. Dopo l’ingresso di Malta la sfilata si interrompe per una nuova esibizione di JJ con “Wasted Love”: la Wiener Stadthalle si colora completamente di rosso e bianco mentre ballerini sospesi su pali metallici scendono lentamente dal soffitto. A metà performance il brano si trasforma in una versione dance accompagnata da un mash-up con il tema musicale ufficiale di Vienna 2026. La flag parade riprende poi e gli artisti percorrono la passerella fino alla green room.

I conduttori salgono sul palco, con l’elegantissima Vittoria Swarovski e Michael Ostrowski in un completo viola, spiegano le regole del voto e incoraggiano ancora una volta gli spettatori a “diffondere l’amore” e a votare per diversi paesi, soprattutto perché si vota da subito: “Vi piace la canzone che sentite? Votatela. Vi piace la prossima? Votate anche quella”.

A rompere il ghiaccio della finale è la Danimarca con Søren con il brano “Før vi går hjem” e una delle esibizioni più intime di questa edizione. Il cantante danese si muove dentro una scenografia fatta di pareti trasparenti, luci basse e movimenti ravvicinati.

Secondo paese in gara la Germania con Sarah Engels, che apre la sua esibizione quasi immobile sopra un enorme cubo dorato, poi “Fire” cambia completamente energia trasformandosi in una performance dance piena di coreografie e giochi di luce dominati da rosso, oro e nero.

Segue Israele che punta su eleganza, malinconia e tensione emotiva con “Michelle”, una power ballad. Noam Bettan canta circondato da superfici luminose, cristalli e riflessi metallici che trasformano il palco in uno spazio freddo e frammentato. La performance evita effetti spettacolari troppo aggressivi e sceglie invece un’estetica sofisticata, quasi cinematografica.

Il Belgio porta in finale una delle performance più sofisticate dell’edizione, ESSYLA canta “Dancing on the Ice” dentro una scenografia quasi monocromatica fatta di bianco assoluto, luci glaciali e movimenti lentissimi

L’Albania rallenta completamente il ritmo della finale con una ballata cantata in ghego, variante del nord dell’Albania, costruita sulla nostalgia, sulla distanza e sul legame con la propria famiglia. La performance evita volutamente effetti spettacolari e punta invece su immagini sospese, luci fredde e dettagli simbolici legati al tempo che passa.

Sesto paese in gara la Grecia sceglie il caos pop e trasforma la finale in una corsa psichedelica tra techno, pixel art e riferimenti alla cultura internet. Akylas porta “Ferto” dentro una scenografia volutamente eccessiva fatta di statue classiche, grafiche rétro e colori saturi che sembrano usciti da un videogioco impazzito.

Tocca a l’Ucraina che porta in finale una delle esibizioni più delicate e simboliche di questa edizione. “Ridnym” unisce folk contemporaneo ed elettronica dentro una performance costruita soprattutto sull’atmosfera e sul senso di appartenenza. LELÉKA canta circondata da veli sospesi e luci fredde mentre strumenti tradizionali e sonorità moderne si intrecciano continuamente.

Le segue l’Australia che punta sul grande spettacolo romantico con Delta Goodrem e una performance costruita tra stelle, pianeti e immaginario cosmico. “Eclipse” trasforma la Wiener Stadthalle in una specie di favola spaziale dominata da luci blu, bagliori argentati e giganteschi effetti scenici. La cantante australiana appare inizialmente all’interno di una gigantesca eclissi prima di raggiungere un pianoforte scintillante che nel finale si solleva sopra il palco tra cascate di scintille e fuoco.

La Serbia con i Lavina e “Kraj Mene” mescola metal melodico, elettronica e immaginario fantasy dentro una messa in scena dominata da fiamme, pioggia artificiale e luci blu notte. Al centro del palco compare una gigantesca spada conficcata nella roccia che viene utilizzata come asta del microfono mentre i Lavina si muovono tra scintille e giochi pirotecnici continui. Online molti fan hanno già paragonato l’esibizione a una versione eurovisiva di Game of Thrones.

Malta porta in finale un concentrato di nostalgia estiva, ironia mediterranea e pop rétro. Con “Bella” Aidan costruisce una performance piena di colori caldi, insegne luminose e immagini che sembrano uscite da una vecchia cartolina italiana. Il cantante maltese gioca apertamente con l’immaginario della dolce vita tra limoni giganti, atmosfere da vacanza sul mare e coreografie volutamente teatrali.

Undicesimo paese in gara, Cechia con Daniel Žižka xgw  canta “Crossroads” circondato da specchi e superfici riflettenti che moltiplicano continuamente la sua immagine creando un effetto volutamente claustrofobico.

DARA trasforma il palco in una stanza rotante piena di clown inquietanti, sedie rosse e illusioni ottiche che cambiano continuamente prospettiva. La scenografia ruota continuamente creando l’effetto di una realtà che si deforma davanti agli occhi del pubblico.

La Croazia sceglie atmosfere scure, armonie vocali e richiami alla tradizione balcanica con “Andromeda”. Le LELEK appaiono circondate da candele, ombre e luci fredde mentre la performance alterna momenti quasi rituali a esplosioni elettroniche improvvise.

LOOK MUM NO COMPUTER trasforma il palco in un gigantesco laboratorio elettronico pieno di monitor vintage, sintetizzatori e oggetti tecnologici fuori controllo. L’estetica rétro-futuristica della performance trasforma però tutta questa ansia in una gigantesca festa synthpop.

La Francia punta su teatralità, eleganza e grande vocalità con “Regarde!”, interpretata dalla diciassettenne Monroe, nonostante la giovane età. La cantante domina il palco molto controllata e fortemente teatrale, vestita completamente di bianco mentre ballerini in nero si muovono attorno a lei come figure uscite da un melodramma romantico. La performance alterna primi piani molto stretti, movimenti circolari della telecamera e coreografie costruite quasi come un musical contemporaneo. 

Dopo la pausa ri riparte con la Moldavia che torna in finale con una delle performance più surreali e autoironiche di questa edizione. “Viva Moldova!” è un’esplosione di folklore pop, meme culture e caos eurovisivo costruita attorno all’idea di trasformare l’identità nazionale in uno spettacolo volutamente esagerato. Satoshi riempie il palco di led coloratissimi, ballerini, grafiche animate e continui cambi di scena mentre compare anche una versione mini-cartoon del cantante proiettata sugli schermi. A sorpresa torna inoltre Aliona Moon, storica protagonista moldava dell’Eurovision 2013, che ricrea il celebre effetto scenico dell’abito che cresce verso l’alto.

La Finlandia infiamma l’arena, Linda Lampenius e Pete Parkkonen cantano “Liekinheitin” che  mescola rock, orchestra e immaginario nordico dentro una performance costruita tra violino elettrico, fuoco e tensione continua. Linda Lampenius domina il palco con il suo celebre violino mentre Pete Parkkonen accompagna il brano con un’energia molto più rock e aggressiva. La scenografia alterna rosso fuoco, fumo e giochi di luce che trasformano l’arena in un paesaggio quasi apocalittico.

La Polonia punta su una ballata intensa e fortemente emotiva. Alicja torna dopo l’Eurovision Song Contest mancato durante la pandemia e canta “Pray” sopra un enorme piano inclinato mentre i ballerini vengono trascinati verso il basso come se stessero lottando contro una forza invisibile. La regia insiste soprattutto sul contrasto tra equilibrio e caduta, rendendo l’intera esibizione molto fisica e simbolica.

Lion Ceccah appare completamente ricoperto di vernice argentata dentro una scenografia fredda e aliena fatta di luci metalliche, superfici specchianti e movimenti quasi robotici. “Sólo Quiero Más” mescola sei lingue diverse. Performer queer e drag artist molto noto nella scena underground baltica, Lion Ceccah costruisce la performance come una riflessione sull’identità trasformata però in uno show elettronico pieno di immagini futuristiche. Molti fan hanno paragonato l’estetica della performance ai Rockets e alla fantascienza pop anni Settanta.

La Svezia scende in campo con Felicia che canta “My System”, con un’estetica dark, minimalista e futuristica, una delle performance più fredde e controllate della finale. Felicia canta quasi sempre immersa nel fumo mentre il palco si riempie di laser rossi e luci intermittenti. L’esibizione punta più sull’atmosfera che sulla coreografia che sembra costruita come un sistema informatico in tilt tra glitch, segnali luminosi e immagini distorte, e costruisce tensione soprattutto attraverso regia e presenza scenica.

Antigoni trasforma “JALLA” in una gigantesca festa mediterranea tra colonne romane, fiamme e ritmi dance contaminati da sonorità mediorientali. La cantante greco-cipriota appare inizialmente sopra un grande tavolo scenico circondata da tessuti bianchi e ballerini prima di attraversare il palco tra giochi di fuoco e coreografie sempre più intense. La performance punta tutto sull’energia da club estivo e sulla presenza scenica dell’artista.

È il momento dell’Italia, Sal Da Vinci canta “Per sempre sì”, una vera e propria storia d’amore costruita come uno spettacolo teatrale. La performance è divisa in più atti: si parte con i preparativi di un matrimonio, poi il palco si trasforma in una ballroom dominata da un gigantesco lampadario mentre ballerini e acrobati attraversano la scena tra fuochi d’artificio e coreografie sempre più intense. Nel finale arriva anche la sposa, accompagnata da alberi di limoni che trasformano l’arena in una festa napoletana sospesa tra musical e tradizione popolare.

Jonas LOVV costruisce “YA YA YA” attorno all’estetica dei club queer europei tra latex, luci rosse e coreografie volutamente sensuali. Anche la scenografia segue questa idea: movimenti ravvicinati, pelle nera e atmosfera da dancefloor sotterraneo trasformano il palco in un enorme club elettronico. Nelle settimane precedenti alla finale la performance ha fatto discutere dopo alcune richieste di modifica da parte dell’EBU considerate troppo esplicite dai supervisori dello show.

Penultima ad esibirsi la Romania, Alexandra Căpitănescu canta “Choke Me” che trasforma in un racconto horror fantasy costruito tra corde luminose, figure misteriose e atmosfere da rituale gotico. La cantante appare inizialmente legata ai musicisti attraverso cavi illuminati mentre una presenza vestita di bianco attraversa continuamente il palco come una manifestazione delle sue paure interiori. Luci rosso sangue, fiamme e immagini inquietanti accompagnano il racconto del brano. 

A chiudere la finale dell’Eurovision Song Contest 2026 è il Paese ospitante con una gigantesca esplosione elettronica tra rave, acrobazie e luci da club futuristico. Cosmó porta “Tanzschein” dentro una scenografia dominata da strutture metalliche sospese, ballerini mascherati e coreografie sempre più frenetiche. Il cantante austriaco trasforma il palco in una specie di discoteca europea post-apocalittica costruita attorno all’idea della libertà di lasciarsi andare e ballare senza vergogna. Anche la scritta iniziale proiettata sul pavimento — “Dance away your inner animal” — diventa una sorta di manifesto dell’intera performance. Da settimane bookmaker e fan considerano l’Austria una delle possibili vincitrici della finale.

È il momento dei video recap delle esibizioni di stasera per prepararsi al voto finale. La finale dell’Eurovision Song Contest 2026 ha regalato uno spettacolo scintillante tra performance mozzafiato, colori vivaci e sorprese sul palco. Il videorecap cattura le emozioni più intense, i momenti virali e l’atmosfera elettrica di una notte indimenticabile per la musica europea. 

In attesa dei risultati finali è il momento del primo Interval act sui 70 anni dell’ESC, “Celebration”. Vengono eseguite alcune delle canzoni vincitrici e anche “Volare” con Ruslana, Verka Serducka, Cesar Sampson, Alexander Rybak, Erika Vikman, Kristian Kostov, Max Mutzke, Miriana Conte e i Lordi.

L’interval act di Parov Stelar ha infiammato la finale con “Black Lilies”, brano electro-swing creato apposta per l’evento. Un mix esplosivo di dance, pop e folk rivisitato in chiave moderna, con visuals spettacolari e groove irresistibile. Energia pura austriaca!

Il terzo e ultimo interval act ha visto César Sampson regalare una versione soul e toccante di “Vienna” di Billy Joel. Voce calda e intensa dell’ex rappresentante austriaco del 2018 ha emozionato il pubblico, creando un momento intimo e potente prima della rivelazione dei risultati.

I voti per l’Italia: La Malta da 10 punti all’Italia, l’Ucraina 4. Zero punti dal Lussemburgo che premia la Romania con 12 punti. La Bulgaria ci dà 6 punti. Arrivano i 12 punti per l’Italia dall’Azerbaigian e i 10 da San Marino. L’Estonia premia la Finlandia con 12 punti, mentre Israele dà i suoi 12 punti all’Australia che premia la Bulgaria che va in testa. La Germania ci premia con 10 punti, ne dà 10 alla Polonia. Il Belgio vota per la Polonia. Portogallo premia l’Albania. La Svezia ci dà solo 3 punti, i 12 vanno alla Finlandia. Dodici punti per l’Italia dall’Albania. Cipro come al solito premia la Grecia che ricambia. 10 punti all’Italia dalla Georgia che dà alla Francia i suoi primi 12 punti. Montenegro dà tre punti all’Italia: “risultato amaro” è la battuta di Gabriele Corsi. L’Armenia dà i 12 punti all’Australia, la Polonia ci dà due punti, i 12 vanno a Israele. La Repubblica Ceca attribuisce il massimo punteggio alla Danimarca che premia con 12 punti la Bulgaria. La Francia dà all’Italia 10 punti e premia la Norvegia. I suoi 12 punti vanno alla Danimarca. Tocca all’Italia con la spokesperson Maria Sole Pollio che dà 12 punti al Belgio. La Finlandia premia la Francia. E anche il Regno Unito. La Lettonia dà i 12 punti alla Repubblica Ceca. 10 punti all’Italia dalla serbia. Moldavia dà solo un punto all’Italia e 12 alla Polonia. La Lituania premia la Bulgaria, la Romania dà all’Australia i suoi 12 punti. Ultimo il voto dell’Austria: solo 2 punti per l’Italia.

Un solo punto per il Regno Unito, in coda alla classifica. Penultima l’Austria, paese ospitante. In fondo, a sorpresa, anche la Germania.

È la Bulgaria a vincere, il testa a testa con Israele, il microfono di cristallo: prima con 516 voti. Israele è secondo tra contestazioni e fischi del pubblico durante il televoto. La Romania, terza dopo essere stata a lungo in testa nella fase finale delle votazioni. L’Italia chiude invece al quinto posto con Sal Da Vinci e “Per sempre sì”, applaudito alla Wiener Stadthalle di Vienna e visibilmente commosso al termine dell’esibizione.

“Bangaranga” parla di forza interiore e libertà personale. La cantante ha spiegato: “Bangaranga simboleggia la scoperta della forza interiore che ognuno di noi possiede. Agire con amore, non con paura”. E ancora: “Ispirato ai kukeri – antichi performer di rituali che allontanano il male –  Bangaranga combatte i demoni moderni dentro di noi. Non si tratta di un’azione aggressiva, ma di un cambiamento interiore: “Non attacca. Trasforma”. La cantante conclude sottolineando che è uno stato d’animo da  riscoprire: “Bangaranga non è qualcosa in cui diventi. È qualcosa che  risvegli dentro di te”. Il post si chiude con un invito: “Quindi ogni volta che la vita diventa spaventosa, non preoccuparti, sii Bangaranga”.

Una curiosità riguarda proprio la parola “Bangarang”, legata allo slang giamaicano e resa celebre dal film Hook come grido dei “Bimbi Sperduti” contro Captain Hook. Negli anni il termine è diventato simbolo di ribellione ed energia anche grazie al brano “Bangarang” di Skrillex.

Dara, pseudonimo di Darina Yotova, è oggi una delle artiste pop più popolari del panorama musicale bulgaro, che ha plasmato l’immagine del pop bulgaro contemporaneo con la sua voce unica, la sua presenza scenica carismatica e la sua disinvolta fusione di generi. Nata a Varna il 9 settembre 1998 con il nome di Darina Nikolaeva Jotova. La sua carriera ha preso slancio nel 2015 grazie alla partecipazione a X Factor Bulgaria, dove riuscì a raggiungere la finale chiudendo al terzo posto. Negli anni successivi l’artista si è fatta notare per uno stile personale capace di mescolare pop, elettronica e influenze urban. Il successo più importante è arrivato nel 2021 con “Thunder”, mescolando pop, R&B ed elettronica, brano rimasto al vertice delle classifiche bulgare per undici settimane consecutive. Tra i singoli che hanno consolidato la sua popolarità ci sono anche “Call Me” e “Mr. Rover”. Oltre ad aver raggiunto più volte il primo posto nella classifica radiofonica ufficiale bulgara, Dara è diventata anche una figura di spicco nella scena musicale balcanica moderna. Nel 2022 Dara ha pubblicato il suo primo album, “Rodena takava”, diventato rapidamente uno dei dischi femminili più venduti dell’anno nel Paese. La cantante può vantare numeri importanti anche sulle piattaforme digitali, con oltre 80 milioni complessivi tra streaming e visualizzazioni su YouTube. Dara ha anche fatto da mentore a una nuova generazione di musicisti, attraverso The Voice of Bulgaria, nel 2021 e nel 2022.. Il secondo progetto discografico, “Adhdara” (la cover è la foto dell’articolo), è arrivato nel 2025 e ha segnato la sua transizione da artista pop affermata nel suo Paese d’origine a artista con una distinta identità internazionale e una crescente presenza globale. Pochi mesi dopo, grazie al successo ottenuto nella selezione nazionale bulgara “Natsionalnata selektsiya”, Dara si è assicurata il pass per rappresentare il proprio Paese all’Eurovision, trasformando poi quell’occasione in una vittoria storica. Grande attenzione anche per la performance di “Bangaranga”, curata dal regista e coreografo Fredrik Rydman, già noto all’universo eurovisivo per aver firmato la messa in scena di vincitori come Måns Zelmerlöw nel 2015 con “Heroes” e Nemo nel 2024 con “The Code”. Nel 2023 aveva inoltre collaborato con Käärijä per l’esibizione di “Cha Cha Cha”, arrivata seconda all’Eurovision Song Contest.

La Bulgaria ha debuttato all’Eurovision Song Contest nel 2005. Il paese ha gareggiato ogni anno dal 2005 al 2013. Si è ritirata per i successivi due anni a causa di problemi finanziari. Tornata in gara nel 2016, partecipando fino al 2018. Nel 2019 l’emittente bulgara annuncia nuovamente il ritiro dalla manifestazione per motivi economici. Sarebbe dovuta tornare per l’edizione 2020, cancellata a causa de COVID-19. Rientra in concorso nel 2021 e nel 2022, per poi ritirarsi nuovamente nel 2023. La Bulgaria non è riuscita a qualificarsi per la finale in 9 delle 15 partecipazioni al concorso, con il risultato più basso nel 2012, quando Sofi Marinova perse il 10° posto di qualificazione dalla seconda semifinale in uno spareggio con la Norvegia. Tuttavia, in tre delle cinque occasioni in cui hanno raggiunto la finale, si sono classificati tra i primi cinque: quinto posto con Elitsa e Stoyan nel 2007, quarto con Poli Genova nel 2016 e, all’Eurovision Song Contest 2017, ha raggiunto il suo miglior risultato grazie a Kristian Kostov, che si è classificato secondo con “Beautiful Mess“.Nella sua ultima partecipazione del 2022 a Torino, la Bulgaria è stata rappresentata dagli Intelligent Music Project con il brano “Intention”, con cui però, non è riuscita ad entrare in Finale.

Come da regolamento, gli organizzatori dell’Eurovision Song Contest 2026 hanno reso pubblici i risultati completi e disaggregati delle giurie nazionali e del televoto per ogni Paese partecipante.

Di seguito, l’analisi dettagliata del voto che ha decretato il trionfo della Bulgaria a Vienna, i verdetti delle semifinali e la radiografia completa del voto italiano.

Finale (Scoreboard, Detailed voting results, Jurors) – Totale: Jury – Televote: Le classifiche separate della Finale (Giurie e Televoto). La serata finale ha mostrato, come di consueto, spaccature e convergenze interessanti tra i professionisti del settore e il pubblico a casa. Ecco come si sono divisi i punti:

  1. 🇩🇰 Denmark: Søren Torpegaard Lund – Før Vi Går Hjem (Clara Sofie Fabricius, Søren Torpegaard Lund, Thomas Meilstrup, Valdemar Littauer Bendixen – Clara Sofie Fabricius, Søren Torpegaard Lund, Thomas Meilstrup, Valdemar Littauer Bendixen), 243 punti (165 + 78) – 7º posto
  2. 🇩🇪 Germany: Sarah Engels – Fire (Dario Schürmann, Luisa Heinemann, Raphael Lott, Valentin Boes – Dario Schürmann, Luisa Heinemann, Raphael Lott, Sarah Engels, Valentin Boes), 12 punti (12 + 0) – 23º posto
  3. 🇮🇱 Israel: Noam Bettan – Michelle (Nadav Aharoni, Tslil Klifi – Nadav Aharoni, Noam Bettan, Tslil Klifi, Yuval Raphael), 343 punti (123 + 220) – 2º posto
  4. 🇧🇪 Belgium: ESSYLA – Dancing on the Ice (ESSYLA, Emil Stengele, Nicolas d’Avell – Barbara Petitjean, ESSYLA), 36 punti (36 + 0) – 21º posto
  5. 🇦🇱 Albania: Alis – Nân (Alis Kallacej – Deasara Gjini), 145 punti (60 + 85) – 13º posto
  6. 🇬🇷 Greece: Akylas – Ferto (Akylas, TEO.x3, papatanice – Akylas, Orfeas Nonis), 220 punti (73 + 147) – 10º posto
  7. 🇺🇦 Ukraine: LELÉKA – Ridnym (Adama Cefalu, Jakob Hegner, Viktoriia Leleka – Adama Cefalu, Viktoriia Leleka), 221 punti (54 + 167) – 9º posto
  8. 🇦🇺 Australia: Delta Goodrem – Eclipse (Delta Goodrem, Ferras AlQaisi, Jonas Myrin, Michael Fatkin – Delta Goodrem, Ferras AlQaisi, Jonas Myrin, Michael Fatkin), 287 punti (165 + 122) – 4º posto
  9. 🇷🇸 Serbia: LAVINA (Andrija Cvetanović, Bojan Ilić, Luka Aranđelović, Nikola Petrović, Pavle Aranđelović, Pavle Samardzić) – Kraj Mene (Andrija Cvetanović, Bojan Ilić, Luka Aranđelović, Nikola Petrović, Pavle Samardzić, Pavle Aranđelović – Andrija Cvetanović, Bojan Ilić, Ivan Jegdić, Luka Aranđelović, Nikola Petrović, Pavle Samardzić, Pavle Aranđelović), 90 punti (38 + 52) – 17º posto
  10. 🇲🇹 Malta: AIDAN (Aidan Cassar) – Bella (Aidan Cassar, Joep van den Boom, Sarah Bonnici – Aidan Cassar), 89 punti (81 + 8) – 18º posto
  11. 🇨🇿 Czechia: Daniel Zizka – CROSSROADS (Daniel Žižka, Viliam Béreš – Daniel Žižka), 113 punti (104 + 9) – 16º posto
  12. 🇧🇬 Bulgaria: DARA – Bangaranga (Anne Judith Stokke Wik, Darina Yotova, Dimitris Kontopoulos, Monoir – Anne Judith Stokke Wik, Darina Yotova, Dimitris Kontopoulos, Monoir), 516 punti (204 + 312) – 1º posto
  13. 🇭🇷 Croatia: LELEK (Inka Večerina Perušić, Judita Štorga, Korina Olivia Rogić, Lara Brtan, Marina Ramljak) – Andromeda (Filip Lacković, Lazar Pajić, Zorja – Tomislav Roso), 124 punti (53 + 71) – 15º posto
  14. 🇬🇧 United Kingdom: LOOK MUM NO COMPUTER – Eins, Zwei, Drei (Julie Aagaard, LOOK MUM NO COMPUTER, Lasse Nymann, Thomas Stengaard – Julie Aagaard, LOOK MUM NO COMPUTER, Lasse Nymann, Thomas Stengaard), 1 punto (1 + 0) – 25º posto
  15. 🇫🇷 France: Monroe – Regarde ! (Christopher Cohen, Fred Savio, Fredie Marche, Maxime Morise – Fredie Marche), 158 punti (144 + 14) – 11º posto
  16. 🇲🇩 Moldova: Satoshi – Viva, Moldova! (Andrei Vulpe, Cătălin Temciuc, Vasile Advahov, Vlad Sabajuc – Vlad Sabajuc), 226 punti (43 + 183) – 8º posto
  17. 🇫🇮 Finland: Linda Lampenius x Pete Parkkonen – Liekinheitin (Antti Riihimäki, Lauri Halavaara, Pete Parkkonen, Vilma Alina – Pete Parkkonen, Vilma Alina), 279 punti (141 + 138) – 6º posto
  18. 🇵🇱 Poland: ALICJA (Alicja Szemplińska) – Pray (Alicja Szemplińska, Sinclair Alan Malcolm, Weronika Gabryelczyk – Alicja Szemplińska, Sinclair Alan Malcolm, Weronika Gabryelczyk), 150 punti (133 + 17) – 12º posto
  19. 🇱🇹 Lithuania: Lion Ceccah – Sólo Quiero Más (Aurimas Galvelis, Tomas Alenčikas – Tomas Alenčikas), 22 punti (10 + 12) – 22º posto
  20. 🇸🇪 Sweden: FELICIA – My System (Audun Agnar, Emily Harbakk, FELICIA, Julie Bergan, Theresa Rex – Audun Agnar, Emily Harbakk, FELICIA, Julie Bergan, Theresa Rex), 51 punti (35 + 16) – 20º posto
  21. 🇨🇾 Cyprus: Antigoni (Antigoni Buxton) – JALLA (Antigoni Buxton, Claydee Lupa, Connor Mullally-Knight, Paris Kalpos, Trey Qua – Antigoni Buxton, Charalambous Kallona, Claydee Lupa, Connor Mullally-Knight, Demetris Nikolaou, Paris Kalpos, Trey Qua, 75 punti (41 + 34) – 19º posto
  22. 🇮🇹 Italy: Sal Da Vinci – Per Sempre Sì (Alessandro La Cava, Eugenio Maimone, Federica Abbate, Federico Mercuri, Giordano Cremona, Sal Da Vinci – Alessandro La Cava, Federica Abbate, Francesco Da Vinci), 281 punti (134 + 147) – 5º posto
  23. 🇳🇴 Norway: JONAS LOVV – YA YA YA (Jonas Lovv, Sondre Skaftun – Jonas Lovv, Sondre Skaftun), 134 punti (115 + 19) – 14º posto
  24. 🇷🇴 Romania: Alexandra Căpitănescu (Alexandra Căpitănescu, Bogdan Stoican, Luca Șofron, Matei Cohal, Thomas Cîrcotă) – Choke Me (Alexandra Căpitănescu, Călin Grăjdan, Majii, Ștefan Condrea – Alexandra Căpitănescu, Majii, 296 punti (64 + 232) – 3º posto
  25. 🇦🇹 Austria: COSMÓ – Tanzschein (Benjamin Gedeon, Elias Stejskal, Ella Stern – Benjamin Gedeon, Elias Stejskal, Ella Stern), 6 punti (1 + 5) – 24º posto

Annunciati in diretta da Vienna la classifica e il vincitore dell’Eurovision Song Contest 2026, tenutosi quest’anno a Vienna in Austria. La finale si è svolta il 16 maggio 2026 alle 21:00 CEST. Vi hanno gareggiato 25 paesi di cui: i primi 10 classificati durante la prima semifinale; i primi 10 classificati durante la seconda semifinale; i 4 finalisti di diritto, i cosiddetti Big Four, ovvero FranciaGermaniaItalia e Regno Unito; l’Austria, paese ospitante (Totale = Giuria (Svizzera, Malta, Ucraina, Lussemburgo, Bulgaria, Azerbaigian, San Marino, Estonia, Israele, Australia, Germania, Belgio,  Portogallo, Svezia, Albania, Cipro, Georgia, Montenegro, Armenia, Polonia, Grecia, Cechia, Danimarca, Francia, Norvegia, Italia, Finlandia, Regno Unito, Lettonia, Serbia, Moldavia, Croazia, Lituania, Romania, Austria) + Televoto (Svizzera, Malta, Ucraina, Lussemburgo, Bulgaria, Azerbaigian, San Marino, Estonia, Israele, Australia, Germania, Belgio,  Portogallo, Svezia, Albania, Cipro, Georgia, Montenegro, Armenia, Polonia, Grecia, Cechia, Danimarca, Francia, Norvegia, Italia, Finlandia, Regno Unito, Lettonia, Serbia, Moldavia, Croazia, Lituania, Romania, Austria + Resto del mondo)).  

Questi i 12 punti assegnati da ogni giuria nazionale: Bulgaria (4: Australia, Danimarca, Lituania, Malta), Polonia (4: Austria, Belgio, Germania, Moldavia), Australia (3: Armenia, Israele, Romania), Francia (3: Finlandia, Georgia, Regno Unito), Malta (3: Bulgaria, San Marino, Ucraina), Danimarca (2: Norvegia, Cechia), Finlandia (2: Estonia, Svezia), Grecia (2: Cipro, Serbia), Italia (2: Albania, Azerbaigian), Serbia (2: Croazia, Montenegro), Albania (1: Portogallo), Belgio (1: Italia), Cipro (1: Grecia), Israele (1: Polonia), Norvegia (1: Francia), Cechia (1: Lettonia), Romania (1: Lussemburgo), Ucraina (1: Svizzera).

Questi, infine, i 12 punti assegnati dal Televoto di ogni Paese: Bulgaria (10: Australia, Danimarca, Lituania, Malta), Israele (6: Azerbaigian, Finlandia, Francia, Germania, Portogallo, Svizzera), Grecia (3: Bulgaria, Cipro, San Marino), Moldavia (3: Italia, Romania, Ucraina), Ucraina (3: Georgia, Polonia, Cechia), Finlandia (2: Estonia, Svezia), Italia (2: Albania, Malta), Serbia (2: Croazia, Montenegro), Cipro (1: Grecia), Croazia (1: Serbia), Danimarca (1: Norvegia), Lituania (1: Lettonia), Romania (1: Moldavia).

Controversie: Israele: L’8 maggio 2026 l’emittente IPBC ha condotto una campagna multipiattaforma in tredici lingue sui social media per incoraggiare il sostegno alla proposta israeliana, fornendo istruzioni su come assegnare tutti i 10 voti consentiti alla nazione, in linea con la strategia promozionale adottata dalla delegazione nazionale nelle edizioni precedenti. Il giorno seguente, l’UER ha confermato di aver contattato l’emittente israeliana, affermando che tale campagna violava il nuovo regolamento del concorso, il quale vieta le campagne promozionali finalizzate a sollecitare voti multipli. L’organizzazione ha inoltre avvertito che, in caso di ulteriore diffusione di video promozionali durante lo svolgimento della manifestazione, sarebbe stata applicata una sanzione, precisando infine che le attività promozionali dell’emittente sarebbero rimaste sotto stretta osservazione e che sarebbero stati adottati eventuali provvedimenti qualora necessario. Le contestazioni sono proseguite anche durante la kermesse: nel corso della prima semifinale, poco prima dell’esibizione israeliana, gran parte del pubblico presente in arena ha fischiato contro l’artista, mentre un piccolo gruppo di persone ha intonato poi un coro che recitava “Stop the Genocide”. Le persone che partecipavano al coro sono state immediatamente allontanate dall’arena dalle guardie di sicurezza austriache.

Prima Semi-Finale (Scoreboard, Detailed voting result, Jurors) – Totale: Jury – Televote: La prima serata eliminatoria ha visto trionfare Israele con 269 punti. Nella Prima Semifinale votavano anche Italia e Germania. Di seguito la classifica completa:

  1. 01.🇲🇩 Moldova: Satoshi – Viva, Moldova! (Andrei Vulpe, Cătălin Temciuc, Vasile Advahov, Vlad Sabajuc – Vlad Sabajuc), 208 punti (62 + 146) – 4º posto
  2. 🇸🇪 Sweden: FELICIA – My System (Audun Agnar, Emily Harbakk, FELICIA, Julie Bergan, Theresa Rex – Audun Agnar, Emily Harbakk, FELICIA, Julie Bergan, Theresa Rex), 96 punti () – 9º posto
  3. 🇭🇷 Croatia: LELEK (Inka Večerina Perušić, Judita Štorga, Korina Olivia Rogić, Lara Brtan, Marina Ramljak) – Andromeda (Filip Lacković, Lazar Pajić, Zorja – Tomislav Roso), 175 punti () – 6º posto
  4. 🇬🇷 Greece: Akylas – Ferto (Akylas, TEO.x3, papatanice – Akylas, Orfeas Nonis), 159 punti () – 7º posto
  5. 🇵🇹 Portugal: Bandidos do Cante (Duarte Farias, Francisco Raposo, Francisco Pestana, Luís Aleixo, Miguel Costa) – Rosa (Duarte Farias, Francisco Raposo, Francisco Pestana, Luís Aleixo, Miguel Costa – Bluay, Duarte Farias, Francisco Raposo, Francisco Pestana, Gonçalo Narciso, Gui Alface, Kasha, Luís Aleixo, Miguel Costa), 74 punti () – 12º posto
  6. 🇬🇪 Georgia: Bzikebi (Giorgi Shiolashvili, Mariam Tatulashvili, Mariam Kikuashvili) – On Replay (Giga Kukhianidze – Lizi Japaridze), 5 punti () – 15º posto
  7. 🇫🇮 Finland: Linda Lampenius x Pete Parkkonen – Liekinheitin (Antti Riihimäki, Lauri Halavaara, Pete Parkkonen, Vilma Alina – Pete Parkkonen, Vilma Alina), 227 punti () – 3º posto
  8. 🇲🇪 Montenegro: Tamara Živković – Nova Zora (Boris Subotić – Boris Subotić), 71 punti () – 13º posto
  9. 🇪🇪 Estonia: Vanilla Ninja (Kerli Kivilaan, Lenna Kuurmaa, Piret Järvis-Milder) – Too Epic To Be True (Sven Lõhmus – Sven Lõhmus), 79 punti () – 11º posto
  10. 🇮🇱 Israel: Noam Bettan – Michelle (Nadav Aharoni, Tslil Klifi – Nadav Aharoni, Noam Bettan, Tslil Klifi, Yuval Raphael), 269 punti () – 1º posto
  11. 🇧🇪 Belgium: ESSYLA – Dancing on the Ice (ESSYLA, Emil Stengele, Nicolas d’Avell – Barbara Petitjean, ESSYLA), 91 punti () – 10º posto
  12. 🇱🇹 Lithuania: Lion Ceccah – Sólo Quiero Más (Aurimas Galvelis, Tomas Alenčikas – Tomas Alenčikas), 101 punti () – 8º posto
  13. 🇸🇲 San Marino: SENHIT – Superstar (Anderz Wrehov, George Alan O’Dowd, John-Emil Johansson, Julie Aagaard, Senhit Zadik Zadik, Thomas Stengaard – Anderz Wrehov, George Alan O’Dowd, John-Emil Johansson, Julie Aagaard, Senhit Zadik Zadik, Thomas Stengaard), 41 punti () – 14º posto
  14. 🇵🇱 Poland: ALICJA (Alicja Szemplińska) – Pray (Alicja Szemplińska, Sinclair Alan Malcolm, Weronika Gabryelczyk – Alicja Szemplińska, Sinclair Alan Malcolm, Weronika Gabryelczyk), 247 punti () – 2º posto
  15. 🇷🇸 Serbia: LAVINA (Andrija Cvetanović, Bojan Ilić, Luka Aranđelović, Nikola Petrović, Pavle Aranđelović, Pavle Samardzić) – Kraj Mene (Andrija Cvetanović, Bojan Ilić, Luka Aranđelović, Nikola Petrović, Pavle Samardzić, Pavle Aranđelović – Andrija Cvetanović, Bojan Ilić, Ivan Jegdić, Luka Aranđelović, Nikola Petrović, Pavle Samardzić, Pavle Aranđelović), 187 punti () – 5º posto

Annunciati in diretta da Vienna la classifica e il vincitore dell’Eurovision Song Contest 2026, tenutosi quest’anno a Vienna in Austria. La prima semifinale si è svolta il 12 maggio 2026 alle 21:00 CEST; vi hanno gareggiato 15 paesi e hanno votato anche Germania e Italia – i cui artisti si sono esibiti nel corso della serata – e il “Resto del mondo” (Totale = Giuria (Moldavia, Svezia, Croazia, Grecia, Portogallo, Georgia, Finlandia, Montenegro, Estonia, Israele, Belgio, Lituania, San Marino, Polonia, Serbia + Italia, Germania) + Televoto (Moldavia, Svezia, Croazia, Grecia, Portogallo, Georgia, Finlandia, Montenegro, Estonia, Israele, Belgio, Lituania, San Marino, Polonia, Serbia + Italia, Germania + Resto del mondo)).  

Questi i 12 punti assegnati da ogni giuria nazionale: Polonia (5: Belgio, Germania, Grecia, Israele, Lituania), Finlandia (4: Estonia, Georgia, Portogallo, Svezia), Belgio (3: Finlandia, Italia, Polonia), Israele (3: Croazia, Moldavia, Serbia), Grecia (1: San Marino), Serbia (1: Montenegro).

Questi, infine, i 12 punti assegnati dal Televoto di ogni Paese: Israele (5: Georgia, Germania, Moldavia, Portogallo, San Marino), Moldavia (5: Belgio, Israele, Italia, Polonia, Resto del mondo), Serbia (4: Croazia, Grecia, Lituania, Montenegro), Finlandia (2: Estonia, Svezia), Croazia (1: Serbia), Estonia (1: Finlandia).

Seconda Semi-Finale (Scoreboard, Detailed voting results, Jurors) – Totale: Jury – Televote: La Seconda Semifinale è stata vinta da Bulgaria con 278 punti. Nella Seconda Semifinale votavano anche Austria, Francia e Regno Unito. Di seguito la classifica completa:

  1. 🇧🇬 Bulgaria: DARA – Bangaranga (Anne Judith Stokke Wik, Darina Yotova, Dimitris Kontopoulos, Monoir – Anne Judith Stokke Wik, Darina Yotova, Dimitris Kontopoulos, Monoir), 278 punti () – 1º posto
  2. 🇦🇿 Azerbaijan: JIVA – Just Go (Fuad Javadov – Fuad Javadov), 2 punti () – 15º posto
  3. 🇷🇴 Romania: Alexandra Căpitănescu (Alexandra Căpitănescu, Bogdan Stoican, Luca Șofron, Matei Cohal, Thomas Cîrcotă) – Choke Me (Alexandra Căpitănescu, Călin Grăjdan, Majii, Ștefan Condrea – Alexandra Căpitănescu, Majii), 234 punti () – 2º posto
  4. 🇱🇺 Luxembourg: Eva Marija – Mother Nature (Eva Marija Puc, Julie Aagaard, Maria Broberg, Thomas Stengaard – Eva Marija Puc, Julie Aagaard, Maria Broberg, Thomas Stengaard), 60 punti () – 12º posto
  5. 🇨🇿 Czechia: Daniel Zizka – CROSSROADS (Daniel Žižka, Viliam Béreš – Daniel Žižka), 142 punti () – 9º posto
  6. 🇦🇲 Armenia: SIMÓN – Paloma Rumba (Lilit Navasardyan (LI’LITH) – David Tserunyan, Eva Voskanyan, Rosa Linn), 49 punti () – 14º posto
  7. 🇨🇭 Switzerland: Veronica Fusaro – Alice (Charlie McClean, Veronica Fusaro – Charlie McClean, Veronica Fusaro), 108 punti () – 11º posto
  8. 🇨🇾 Cyprus: Antigoni (Antigoni Buxton) – JALLA (Antigoni Buxton, Claydee Lupa, Connor Mullally-Knight, Paris Kalpos, Trey Qua – Antigoni Buxton, Charalambous Kallona, Claydee Lupa, Connor Mullally-Knight, Demetris Nikolaou, Paris Kalpos, Trey Qua), 122 punti () – 10º posto
  9. 🇱🇻 Latvia: Atvara – Ēnā (Jānis Jačmenkins, Liene Atvara – Jānis Jačmenkins, Liene Atvara), 49 punti () – 13º posto
  10. 🇩🇰 Denmark: Søren Torpegaard Lund – Før Vi Går Hjem (Clara Sofie Fabricius, Søren Torpegaard Lund, Thomas Meilstrup, Valdemar Littauer Bendixen – Clara Sofie Fabricius, Søren Torpegaard Lund, Thomas Meilstrup, Valdemar Littauer Bendixen), 199 punti () – 5º posto
  11. 🇦🇺 Australia: Delta Goodrem – Eclipse (Delta Goodrem, Ferras AlQaisi, Jonas Myrin, Michael Fatkin – Delta Goodrem, Ferras AlQaisi, Jonas Myrin, Michael Fatkin), 222 punti () – 3º posto
  12. 🇺🇦 Ukraine: LELÉKA – Ridnym (Adama Cefalu, Jakob Hegner, Viktoriia Leleka – Adama Cefalu, Viktoriia Leleka), 174 punti () – 6º posto
  13. 🇦🇱 Albania: Alis – Nân (Alis Kallacej – Deasara Gjini), 158 punti () – 7º posto
  14. 🇲🇹 Malta: AIDAN (Aidan Cassar) – Bella (Aidan Cassar, Joep van den Boom, Sarah Bonnici – Aidan Cassar), 143 punti () – 8º posto
  15. 🇳🇴 Norway: JONAS LOVV – YA YA YA (Jonas Lovv, Sondre Skaftun – Jonas Lovv, Sondre Skaftun), 206 punti () – 4º posto

Annunciati in diretta da Vienna la classifica e il vincitore dell’Eurovision Song Contest 2026, tenutosi quest’anno a Vienna in Austria. La seconda semifinale si è svolta il 14 maggio 2026 alle 21:00 CEST; vi hanno gareggiato 15 paesi e hanno votato anche Austria, Francia e Regno Unito – i cui artisti si sono esibiti nel corso della serata – e il “Resto del mondo” (Totale = Giuria (Bulgaria, Azerbaigian, Romania, Lussemburgo, Cechia, Armenia, Svizzera, Cipro, Lettonia, Dinamarca, Australia, Ucraina, Albania, Malta, Norvegia + Francia, Austria, Regno Unito) + Televoto (Bulgaria, Azerbaigian, Romania, Lussemburgo, Cechia, Armenia, Svizzera, Cipro, Lettonia, Dinamarca, Australia, Ucraina, Albania, Malta, Norvegia + Francia, Austria, Regno Unito + Resto del mondo)).  

Questi i 12 punti assegnati da ogni giuria nazionale: Norvegia (4: Austria, Francia, Regno Unito, Cechia), Malta (3: Albania, Bulgaria, Ucraina), Cechia (3: Lettonia, Romania, Svizzera), Albania (2: Azerbaigian, Cipro), Australia (2: Armenia, Malta), Armenia (1: Australia), Bulgaria (1: Danimarca), Danimarca (1: Norvegia), Romania (1: Lussemburgo).

Questi, infine, i 12 punti assegnati dal Televoto di ogni Paese: Bulgaria (9: Albania, Austria, Cipro, Francia, Lussemburgo, Malta, Regno Unito, Svizzera, Resto del mondo), Albania (2: Bulgaria, Romania), Cipro (2: Armenia, Azerbaigian), Danimarca (2: Australia, Norvegia), Romania (2: Cechia, Ucraina), Norvegia (1: Danimarca), Ucraina (1: Lettonia).

Il voto italiano in dettaglio. Televoto italiano nella Prima Semifinale. La giuria e i telespettatori italiani hanno potuto votare solo ed esclusivamente durante la prima semifinale. Ecco come sono stati distribuiti i punti:

Voti Giuria italiana (Prima Semifinale)

  • 12 punti: Belgio
  • 10 punti: Svezia
  • 8 punti: Polonia
  • 7 punti: Lituania
  • 6 punti: Estonia
  • 5 punti: Moldavia
  • 4 punti: San Marino
  • 3 punti: Finlandia
  • 2 punti: Portogallo
  • 1 punto: Croazia

Televoto italiano (Prima Semifinale)

  • 12 punti: Moldavia
  • 10 punti: Israele
  • 8 punti: San Marino
  • 7 punti: Serbia
  • 6 punti: Polonia
  • 5 punti: Croazia
  • 4 punti: Finlandia
  • 3 punti: Grecia
  • 2 punti: Montenegro
  • 1 punto: Lituania

Come ha votato l’Italia in Finale. I canonici “punti” distribuiti dall’Italia durante la finalissima di sabato sera, divisi equamente tra esperti e pubblico sovrano.

Voti Giuria italiana (Finale)

  • 12 punti: Belgio
  • 10 punti: Svezia
  • 8 punti: Malta
  • 7 punti: Ucraina
  • 6 punti: Polonia
  • 5 punti: Romania
  • 4 punti: Germania
  • 3 punti: Bulgaria
  • 2 punti: Lituania
  • 1 punto: Moldavia

Televoto italiano (Finale)

  • 12 punti: Moldavia
  • 10 punti: Romania
  • 8 punti: Israele
  • 7 punti: Albania
  • 6 punti: Ucraina
  • 5 punti: Bulgaria
  • 4 punti: Grecia
  • 3 punti: Finlandia
  • 2 punti: Polonia
  • 1 punto: Australia

Chi ha votato per l’Italia in Finale. Vediamo nel dettaglio quali giurie e quali preferenze del pubblico da casa hanno sostenuto la corsa del tricolore a Vienna.

Punti ricevuti dalle giurie nazionali

  • 12 punti: Azerbaigian, Albania
  • 10 punti: Georgia, San Marino, Germania, Serbia, Malta
  • 8 punti: Francia
  • 7 punti: –
  • 6 punti: Estonia, Danimarca, Belgio, Bulgaria
  • 5 punti: Norvegia
  • 4 punti: Ucraina
  • 3 punti: Montenegro, Israele, Finlandia, Svezia
  • 2 punti: Polonia, Austria
  • 1 punto: Australia, Moldavia, Cipro

Punti ricevuti dal televoto estero

  • 12 punti: Albania, Malta
  • 10 punti: Svizzera, Croazia
  • 8 punti: San Marino, Lituania
  • 7 punti: Lussemburgo, Israele, Grecia, Moldavia, Romania
  • 6 punti: Estonia, Montenegro, Germania, Serbia, Asutria
  • 5 punti: Francia, Finlandia
  • 4 punti: Belgio
  • 3 punti: Portogallo, Cipro
  • 2 punti: –
  • 1 punto: Lettonia, Bulgaria

La Giuria Italiana dell’Eurovision Song Contest 2026. I sette professionisti scelti per comporre la giuria tecnica del nostro Paese in questa edizione sono:

  • Angelo Bonello – Produttore di eventi
  • Enrico Cremonesi – Compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra
  • Dalila Frassanito – Ballerina e Coreografa
  • Giorgia Belfiore – Giornalista
  • Nicole Angelozzi – Speaker radiofonica
  • Angelica Bove – Cantante
  • Roberto Paolillo – Coordinatore artisti del festival di Sanremo

Per maggiori informazioni

Organizzata dall’ÖRF presso la Wiener Stadthalle, la 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest ha riunito 25 finalisti e milioni di spettatori in tutto il mondo sotto il tema ‘United by Music’ (Uniti dalla musica). Per il terzo anno consecutivo, il concorso, è stato macchiato dalle polemiche per la partecipazione di Israele.

La canzone vincitrice, “Bangaranga”, è stata scritta da Anne Judith Stokke Wik, Darina Yotova, Dimitris Kontopoulos e Monoir, si è aggiudicata il primo posto nella votazione combinata della giuria e del pubblico.

I voti sono arrivati ​​da 148 paesi tra le nazioni partecipanti e il resto del mondo, mentre l’edizione celebrativa ha anche festeggiato i 70 anni dell’Eurovision con esibizioni di iconici concorrenti del passato e importanti progressi nella produzione di trasmissioni in diretta sostenibili.

L’artista bulgara DARA ha vinto la 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest con la canzone “Bangaranga”, mentre milioni di persone in tutto il mondo celebravano sette decenni di unione attraverso la musica. 

Questa è la prima vittoria per l’emittente bulgara BNT nella competizione settantenne. Dopo la prima partecipazione nel 2005, è tornata a gareggiare quest’anno dopo tre anni di assenza. Il margine di vittoria di 173 punti di “Bangaranga” è il più ampio nella storia del concorso. 

Un pubblico globale unito dalla musica. 25 paesi hanno partecipato alla finale del più grande evento musicale dal vivo al mondo, ospitata dall’ÖRF, membro dell’EBU, sabato 16 maggio 2026 alla Wiener Stadthalle di Vienna, in Austria.

Dopo le esibizioni, le giurie delle 35 nazioni partecipanti hanno rivelato i loro voti, basati sulla prova generale tenutasi la sera precedente. DARA, proveniente dalla Bulgaria, è emersa come la concorrente preferita dalla giuria. 

I punteggi del pubblico sono stati poi sommati a quelli della giuria, culminando in un finale emozionante in cui DARA è stata incoronata vincitrice dopo aver trionfato anche nel voto del pubblico.

È la prima volta dal 2017 che la canzone vincitrice si aggiudica sia il voto della giuria che quello del pubblico.

Al secondo posto si è classificata “Michelle” dell’emittente israeliana KAN, interpretata da Noam Bettan.

Il terzo posto è andato ad Alexandra Căpitănescu per l’emittente rumena TVR, con “Choke Me”.

I voti per la finale sono arrivati ​​da 148 paesi, due in più rispetto al 2025, inclusi i 35 che hanno partecipato alla 70ª edizione del concorso.

Il risultato finale è stato controllato, verificato e confermato dal nostro partner per le votazioni, Once.

Il mondo celebra la musica, la connessione e l’inclusione. 

Martin Green CBE, direttore dell’EBU per l’Eurovision Song Contestha dichiarato: “Le nostre congratulazioni vanno alla favolosa DARA e a BNT, e le auguriamo ogni successo, poiché l’Eurovision Song Contest rappresenta un trampolino di lancio globale per la sua futura carriera. Siamo immensamente grati all’ORF per il suo eccezionale lavoro nella produzione del Contest di quest’anno e alla città di Vienna e ai suoi cittadini che hanno aperto i loro cuori e le loro strade all’Europa e al mondo per creare una celebrazione indimenticabile di musica e unità”.

Il direttore generale dell’ÖRF, Ingrid Thurnher, ha aggiunto:  “Con l’organizzazione della 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest, l’ORF ha realizzato un grande evento internazionale seguito da milioni di persone in tutto il mondo. L’edizione celebrativa del più grande spettacolo musicale del mondo ha dimostrato in modo impressionante ciò che l’ÖRF rappresenta: diversità culturale, apertura e proficua collaborazione oltre i confini nazionali. Grazie all’eccellente collaborazione con la città di Vienna, l’EBU, le delegazioni e i numerosi partner, la competizione è stata realizzata ai massimi livelli: per questo, desidero esprimere esplicitamente la mia gratitudine. Un ringraziamento speciale va anche al team di ORF, che negli ultimi mesi ha preparato e realizzato l’Eurovision Song Contest con grande impegno, motivazione e attenzione ai dettagli. Il risultato è una produzione ORF che ancora una volta sottolinea l’importanza e il successo internazionale delle offerte del servizio pubblico radiotelevisivo.”

Michael Krön, produttore esecutivo di ÖRF per l’Eurovision Song Contest 2026, ha dichiarato: “È stato un grande piacere e un onore dare vita a uno spettacolo così speciale ed emozionante per il 70° anniversario dell’Eurovision Song Contest e ripercorrere sette decenni della sua storia. ORF e l’Austria possono guardare indietro a un bilancio complessivo molto positivo dell’Eurovision Song Contest 2026. Considerando la sua portata globale, il forte impatto pubblicitario per l’Austria e l’alta qualità dello spettacolo, lo sforzo è stato ripagato sotto ogni punto di vista. Inoltre, l’ORF è riuscita a raggiungere nuovi traguardi nel campo della sostenibilità e considera parte della sua responsabilità a lungo termine condividere queste esperienze all’interno della famiglia EBU, per rendere l’Eurovision Song Contest ancora più ecologico e socialmente responsabile in futuro. In definitiva, rimane una splendida festa per le persone unite dalla musica.”

Milioni di persone in tutto il mondo hanno seguito il Contest di quest’anno, trasmesso in diretta in tutti i paesi partecipanti e online. All’interno della Wiener Stadthalle, circa 11.000 persone hanno assistito dal vivo alla finale. 

Le leggende dell’Eurovision sono tornate sul palco dell’Eurovision Song Contest. La finale di quest’anno si è aperta con un’esibizione del vincitore dell’anno scorso, JJ, la cui performance ha fuso influenze classiche ispirate a Mozart con il suo stile musicale, accompagnando la presentazione sul palco di tutti i 25 finalisti.

Durante l’intervallo, alcune delle leggende più amate dell’Eurovision sono tornate sul palco per celebrare i 70 anni di successi dell’Eurovision.

La schiera di stelle includeva: i vincitori Ruslana (Ucraina 2004), Alexander Rybak (Norvegia 2009) e Lordi (Finlandia 2006), Kristian Kostov  (Bulgaria 2017), Max Mutzke (Germania 2004), Verka Serduchka (Ucraina 2007) e le finaliste del 2025 Miriana Conte (Malta) ed Erika Vikman (Finlandia).

I media di servizio pubblico all’avanguardia nella tecnologia di trasmissione in diretta. La 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest è stata, come sempre, una delle produzioni dal vivo tecnicamente più sofisticate al mondo.

28 telecamere in diretta hanno catturato ogni secondo grazie a un importante aggiornamento della produzione; l’intera configurazione era basata sulle telecamere cinematografiche ARRI Alexa 35, conferendo al Contest un aspetto più cinematografico che mai. Sono stati utilizzati 3.107 apparecchi di illuminazione con oltre 28.000 LED controllabili individualmente per rendere unica ogni esibizione. Per la prima volta in assoluto, l’intero impianto luci era interamente basato su LED e laser ad alta efficienza energetica.

Il palco utilizzava quasi 50 milioni di pixel di video LED e un “Infinity Screen” curvo di 12 x 8 metri, costruito su misura. 200 macchine per effetti speciali, oltre 250 bombole di CO₂ e 45 postazioni pirotecniche hanno incantato il pubblico presente e di tutto il mondo.

La 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest è stata ospitata dall’ORF, membro austriaco dell’EBU, e ha visto la partecipazione di 35 membri dell’EBU.

Aggiornamento: L’EBU-UER ha reso nota la lista dei membri delle giurie nazionali, che hanno stilato parte della classifica durante la Finale dell’evento (a questo link l’elenco ufficiale e completo).

  • Albania: Armand Broshka, Aulon Naci, Sokol Marsi, Eriona Rushiti, Mrs Fjodora Fjora, Inis Neziri, Luna Çausholli.
  • Armenia: Erik Karapetyan, Jan Abrahamyan, Nick Egibyan, Rudik Ter-Galstyan, Anahit Adamyan, Anna Grigoryan, Naire Stepanyan.
  • Australia: Matt Gilbertson, Michael Phillip Ross, Mitchell Churi, Erica Padilla, Indiana Marie Ella Massara, Kelley Michelle Abbey, Peta Jane Millgate.
  • Austria: Jakob Stiedl, Lukas Perman, Michael Bencsics, Ilia Hollweg, Lena Schaur, Nastja Zahour, Tina Ruprechter.
  • Azerbaigian: Azad Faig Shabanov, Ilkin Sardar Dovlatov, Vugar Vagif Jamalzade, Amina Namig Hajiyeva, Sevinj Nadir Aliyeva, Tarana Huseyn Muradova, Medina Sadiyar Ali.
  • Belgio: Anthony Marsala, Nicolas Beckers, Rino Gallo, Yoann Frederic, Elia Fragione, Lejla Burazerovic, Lou-Marine Vanden Abeelen.
  • Bulgaria: Kostadin Todorov Filipov, Krasimir Nikolov Gyulmezov, Stefan Mihaylov Dimitrov, Joanna Nickolova Dragneva, Krisiya Marinova Todorova, Maria Ilieva Mutafchieva, Valeria Valerieva Voykova.
  • Croazia: Devin Juraj, Duško Mandić, Igor Barberić, Doris Karamatić, Lu Jakelić, Martina Validžić, Vlatka Kladarić.
  • Cipro: Giorgis Christodoulou, Iacovos Kedaritis, Marinos Consolos, Andria Zanti, Elena Antonopoulou, Ntora Makrigianni. 
  • Cechia: Jan Ponocný, Mirek Kosík, Čeněk Chleboun, Alena Shirmannová-Kostebelová, Hana Petřinová, Nicole Madi.
  • Danimarca: Anis Basim Moujahid, Cristian Thomas Oprea Jensen, Karl-Frederik Hilarius Reichhardt, Oliver Moesgaard Adelborg, Birgitte Næss-Schmidt, Lise Cabble, Svea Stegmann. 
  • Estonia:  Alexander Makarov, Karl Killing, Sebastian Koljak, Eva Palm, Isabella Runge, Kaidi Klein, Inger Fridolin.
  • Finlandia: Erno Ilari Kulmala, Ilkka Tapio Wirtanen, Kari Jukka Antero Hynninen, Anni Pauliina Lerche, Ella Kerttu Kristiina Mäntynen, Marja Riina Annikki Kokko, Sofia Ruija.
  • Francia: Benjamin Kern, Clément Julia, François Troller, Thomas Isle,Delphine Malem, Myla Rosenfeld, Valérie Zipper.
  • Georgia: Giorgi Asanishvili, Kakhaber Grigalashvili, Onise Kakhniashvili, Ani Tatinashvili, Eliso Shengelia, Irine Sanikidze, Medea Meko Kavtaradze.
  • Germania: Bela Marton, Jules Kalmbacher, Len Clare, Udo Dahmen, Alina Stiegler, Hajat Joy Berhanu, Sophia Gruber.
  • Grecia: Alexis Karakatsanis, Dimitrios Meidanis, Ioannis Christodoulopoulos, Panagiotis Nikolaidis, Athina Klimi, Christina Kaliakatsou, Marina Spanou.
  • Israele: Ido Porath, Noy Ben Haim, Ohad Hitman, Roi Delmedigo, Lihi Mayra Toledano, Mei Finegold, Michaela Hazani. 
  • Italia: Angelo Bonello, Enrico Cremonesi, Roberto Paulillo, Angelica Bove, Dalila Frassanito, Giorgia Belfiore, Nicol Angelozzi. 
  • Lettonia: Artūrs Analts, Juris Kaukulis, Krists Indrišonoks, Kārlis Matīss Zitmanis, Ieva Rozentāle, Linda Āboliņa, Paula Saija. 
  • Lituania: Benas Kukenys, Darius Dapkus, Marijanas Staniulėnas, Rokas Jančiauskas, Justė Komskytė Vaiciekiūtė, Kamilė Tumelytė, Paulina Skrabytė
  • Lussemburgo: Charel Storn, Melvyn Schartz, Paul Bradshaw, Laura Thorn, Letizia Lovece, Marie Gales, Naomi Ayé Vaidovics Suárez.
  • Malta: Mychael Bartolo Chircop, Sigmund Mifsud, Stephen Mintoff, Andrea Frendo, Julia Cassar, Giselle Calleja. 
  • Moldavia: Andrei Zapsa, Pavel Orlov, Stanislav Goncear, Catalina Solomac, Corina Caireac, Ilona Stepan, Victoria Cusnir.
  • Montenegro: Bojan Delić, Gojko Berkuljan, Luka Perazić, Andrijana Vučetić Obadović, Gana Čomagić, Milica Raičević, Tamara Vujačić.
  • Norvegia: Daniel Grindeland, Jørn Kristian Dahl, Kevin Haugan, Hanne Sørvaag, Ingrid Vårvik, Janne Monsen Tveit, Regina Tucker.
  • Polonia: Filip Kuncewicz, Jasiek Piwowarczyk, Maurycy Żółtański, Staś Kukulski, Eliza Orzechowska, Wiktoria Gabor, Wiktoria Kida.
  • Portogallo: Jorge Fernando, Luís Gustavo Paixão, Mário Rui Vieira, Pedro Miguel Mimoso, Beatriz Câmara Fonseca, Matilde Maria Almeida, Carolina Pires Gonçalves. 
  • Romania: Cristian Marica-Rădoi, Denis Giuliano Costea, Gabriel Scîrlet, Ana Teodora Găitanovici, Anca Lupeș, Crina Mona Mardari, Francesca Elena Nicolescu. 
  • San Marino: Alberto Carlo Braschi, Elia Rinaldi, Fabrizio Raggi, Martin Minotti, Amalia Gozi, Sara Raschi, Sofia Checcetti.
  • Serbia: Dušan Alagić, Ivan Mileusnić, Mateja Blažić, Aleksandra Kovač, Anđela Vranić, Jelena Tomašević, Marija Marić Marković.
  • Svezia: Dennis Brøchner, Mathias Robert Dennis Nilsson Lugoboni, Michael Kim Jerry Mårtensson, William Eric Schmatz, Cornelia Jakobsdotter Samuelsson, Ella Tiritiello, Marlene Louise Strand.
  • Svizzera: Jannik Rouven Till, Lukas Manuel Hobi, Pierre Smets, Jessana Nemitz, Krishna Panakal, Noemi Schenk, Valentina Londino. 
  • Ucraina: Ihor Kyrylenko, Valentyn Leshchynskyi, Valerii Kharchyshyn, Yevhen Kot, Hanna Svyrydovych, Solomiia Opryshko, Viktoriia Slobodska. 
  • Regno Unito:Harry Ryan Hornsby, Joseph David Duddell, Nathan Othniel Powell, Anuoluwapo Iyanu Omideyi, Eva Christina Petersen, Riya Na Kalhan, Tilly Summer Lockey.

Aggiornamento: L’Eurovision Song Contest continua a crescere in Italia e l’edizione 2026 segna un nuovo traguardo per gli ascolti Rai.

Ottimo risultato in fatto di ascolti per la Finale dell’Eurovision Song Contest 2026, andata in onda su Rai 1 con il commento di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini.

La finale trasmessa su Rai 1 dalla Wiener Stadthalle di Vienna, con il commento di Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, ha raccolto il 36% di share e oltre 5 milioni di telespettatori dominando su tutte le altre proposte televisive. Ottimi risultati anche per la presentazione della gara, che ha ottenuto uno share del 23% con 3 milioni 920 mila spettatori.

Un risultato in aumento rispetto al 2025, quando la Finale, sempre trasmessa su Rai 1, raccolse 4 milioni 756 mila spettatori pari al 33,9% di share: oltre 277 mila spettatori in più e più di due punti percentuali di share guadagnati in un anno.  Nella fascia compresa tra le 21.48 e l’1.10, dalla fine di ESC START fino alla chiusura della diretta, il dato è salito a 5,1 milioni con il 39,2% di share. Al momento della vittoria della Bulgaria con Dara e “Bangaranga”, il picco ha raggiunto addirittura il 60%.

Tra i momenti più seguiti della serata c’è stata l’esibizione di Sal Da Vinci: alle 23.01 quasi 6,7 milioni di persone erano davanti alla tv per “Per sempre sì”. Il cantante napoletano, arrivato quinto nella classifica finale, è stato uno dei protagonisti assoluti della settimana viennese, accolto da ovazioni all’interno dell’arena e da un entusiasmo crescente anche agli eventi organizzati in città.

Le giurie nazionali hanno premiato la sua identità fortemente italiana e il legame con Napoli assegnandogli 134 punti, sufficienti per il sesto posto provvisorio. Con l’aggiunta dei 147 punti del televoto, per un totale di 281, Sal Da Vinci ha guadagnato una posizione chiudendo come migliore artista tra le Big 4. Per l’Italia arriva così anche la nona Top 10 consecutiva nella storia recente dell’Eurovision.

Secondo il comunicato Rai, la crescita di ascolti è sostenuta soprattutto dal pubblico più giovane: tra i 4-14enni è stato registrato il 43,5% di share con un aumento del +3,5%; tra i 15-34enni si è registrato il 47,3% share con un +1%. E, ancora una volta, l’evento conferma di essere un grande richiamo per giovani 15-24enni, con il 53,2% share. Le performance Social hanno generato 30 milioni di action e 364 milioni di Video View con più di 10 mila contenuti pubblicati sulle varie piattaforme. Tutti gli account Rai coinvolti nell’evento da RaiNews a RaiPlay a RaiRadio2 hanno registrato ottime performance durante tutte le serate totalizzando 2 milioni di action e oltre 10 milioni di video view.

Il direttore Intrattenimento Prime Time William Di Liberatore ha dichiarato: “Un record di ascolti, che conferma e corona l’ottima stagione televisiva dei programmi di intrattenimento prime time, dove la musica è stata protagonista. Musica che racconta storie, radici, territorio e culture diverse. Ringrazio Sal Da Vinci per la tenacia, la professionalità e l’incredibile umanità che lo contraddistingue. Allo stesso modo ringrazio Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini per aver apportato un vero valore aggiunto con il loro commento ironico e in linea con il mood della manifestazione, senza dimenticare Mariasole Pollio per il suo intervento da Roma”.

La Prima Semifinale trasmessa martedì 12 maggio, ha ottenuto il 10,1% di share per 1 milione 856 mila spettatori.

La Seconda Semifinale trasmessa giovedì 14 maggio, ha ottenuto il 6,9% di share per 1 milione 286 mila spettatori.

Ogni edizione, l’Eurovision Song Contest raggiunge in tutto il mondo circa 170 milioni di spettatori, numeri che ne fanno il più grande evento musicale dal vivo del pianeta. Anche la sua presenza digitale continua a crescere, con oltre 9 miliardi di visualizzazioni totali su YouTube e milioni di follower su TikTok, Instagram e altre piattaforme. Un successo che racconta di generazioni, bandiere e lingue diverse (mai tanto, nei testi delle canzoni, quanto quest’anno) unite da una musica comune.

Aggiornamento: Con la vittoria di DARA e della sua trascinante “Bangaranga” sul palco di Vienna, la storia della Bulgaria all’Eurovision Song Contest si arricchisce del suo capitolo più glorioso, trasformando una parabola fatta di lunghi periodi di assenza, delusioni e rinascite nel primo trionfo del Paese balcanico.

Il debutto della Bulgaria risale al 2005, anno in cui la televisione pubblica BNT decide di testare il terreno eurovisivo a Kiev. I primi anni sono tutt’altro che entusiasmanti: per ben nove edizioni, la delegazione bulgara riesce a strappare il pass per la finalissima in una sola occasione.

L’eccezione che conferma la regola arriva nel 2007, quando il duo eclettico composto da Elitsa Todorova e Stoyan Yankoulov strega l’Europa con “Water”. Un brano intriso di percussioni travolgenti e vocalità tradizionali balcaniche che conquista un ottimo quinto posto a Helsinki.

Sarà l’unica gioia di un decennio altrimenti segnato da sfortune e sanzioni. Tra queste, spicca il primo tentativo assoluto di Poli Genova nel 2011 con “Na inat”; nonostante una prova grintosa e un pezzo rock-pop molto valido, l’artista non riesce a superare lo scoglio delle qualificazioni, un destino condiviso l’anno successivo da Sofi Marinova, che nel 2012 manca la finalissima per un crudele ex aequo con la Norvegia, venendo eliminata solo perché la delegazione scandinava aveva ricevuto punti da un numero maggiore di Paesi. Sotto il peso di ripetuti fallimenti organizzativi e problemi di budget, la BNT decide infine di ritirarsi dalla competizione per le edizioni del 2014 e del 2015.

Quando la Bulgaria torna in gara nel 2016, lo fa stravolgendo completamente la propria filosofia. Abbandonati i festival nazionali, l’emittente si affida a selezioni interne, collaborando attivamente con compositori e produttori internazionali come Borislav Milanov e il suo team Symphonix International.

I frutti di questa rivoluzione sono immediati. Nel 2016, Poli Genova torna sul palco eurovisivo con “If Love Was a Crime”, centrando un clamoroso quarto posto. L’anno successivo, nel 2017, il giovanissimo Kristian Kostov sfiora il colpaccio a Kiev con la ballad “Beautiful Mess”, conquistando il secondo posto e arrendendosi solo a Salvador Sobral.

Si tratta del miglior risultato storico per il Paese fino a quel momento, consolidato nel 2018 dal supergruppo Equinox, che mantiene alto lo standard qualitativo portando in finale l’oscura e raffinata “Bones”. Nonostante un livello artistico ormai riconosciuto da tutta Europa, i problemi finanziari tornano a bussare alla porta della BNT, costringendo il Paese a una nuova e improvvisa assenza nel 2019.

Il decennio si apre nel segno del talento intimo di Victoria. Selezionata per il 2020 con “Tears Getting Sober” prima della cancellazione dell’evento a causa della pandemia, l’artista riesce a confermare il suo valore nel 2021 a Rotterdam con “Growing Up Is Getting Old”, riportando la Bulgaria nella top 11 europea. Dopo un tentativo meno fortunato nel 2022 a Torino con la rock band Intelligent Music Project, eliminata in semifinale, la Bulgaria scompare nuovamente dai radar dell’Eurovision per tre anni consecutivi, tra il 2023 e il 2025, lasciando gli appassionati con il dubbio se avrebbero mai più rivisto la bandiera bulgara sul palco dello show.

L’annuncio del ritorno in gara per l’edizione del 2026 a Vienna viene quindi accolto con enorme sorpresa. Per l’occasione, la BNT decide di rispolverare la finale nazionale istituendo la prima edizione di Nacionalnata Selekcija. Il verdetto combinato del pubblico e della giuria premia proprio DARA e il suo brano potente e caratterizzato da una produzione modernissima curata da un team internazionale che include Dimitris Kontopoulos (autore e produttore prolifico in ambito Eurovision) e Cristian Tarcea.

Sul palco di Vienna la profezia si compie. Con una performance magnetica, visivamente impeccabile e un’energia travolgente, la cantante sbaraglia l’agguerrita concorrenza di Finlandia e Australia. Con ben 516 punti, la Bulgaria conquista il suo primo storico trionfo all’Eurovision Song Contest, trasformandosi da Cenerentola dei primi anni Duemila a Paese sul tetto dell’Europa musicale.

Aggiornamento: L’Eurovision Song Contest 2026, palcoscenico sempre più politico. Dietro lo spettacolo pop emergono conflitti, simboli e strategie di rappresentazione di un’Europa divisa.

Che l’Eurovision Song Contest sia anche uno spazio politico non è una novità. Ma l’edizione 2026 ha reso particolarmente visibili le tensioni che attraversano il continente, trasformando il palco in una cartina di tornasole delle fratture geopolitiche europee.

Il caso più evidente resta quello legato alla partecipazione di Israele, accompagnata da proteste, prese di posizione e persino boicottaggi. Cinque emittenti europee hanno scelto di ritirarsi dalla competizione, mentre oltre mille artisti hanno firmato appelli pubblici chiedendo l’esclusione del paese, in relazione alla guerra in corso a Gaza e alle accuse rivolte al governo israeliano. L’European Broadcasting Union ha però difeso la propria linea, ribadendo il principio di neutralità, una posizione che molti osservatori giudicano sempre più difficile da sostenere.

Ancora una volta, l’ESC si trova così a gestire la propria ambivalenza: da un lato spettacolo pop globale, dall’altro spazio simbolico in cui conflitti e narrative nazionali si esprimono, anche indirettamente. La portata delle polemiche attuali è tale che diversi analisti parlano della crisi più profonda nella storia del concorso.

Ma non è l’unico fronte. Se il dibattito su Israele si colloca sul piano apertamente geopolitico, altri casi mostrano come la dimensione politica dell’Eurovision passi anche attraverso registri più sottili. Il brano croato (Andromeda), ad esempio, è entrato nel dibattito per il suo immaginario e per le letture critiche legate alle tensioni sociali interne e ai modi in cui un paese sceglie di rappresentarsi su una scena internazionale (come già accaduto negli anni precedenti, dove performance ironiche o caricaturali hanno suscitato discussioni sul rapporto tra identità nazionale e stereotipi).

In maniera diversa, la proposta moldava si inserisce in un contesto più sfumato, meno polemico ma comunque significativo. Il brano Viva, Moldova!, scelto attraverso la selezione nazionale, punta su un registro identitario e celebrativo. Più che suscitare controversie dirette, ha alimentato letture legate al posizionamento del paese: la Moldova resta infatti una realtà sospesa tra influenze russe e aspirazioni europee.

Questi episodi confermano un dato: l’Eurovision non è mai davvero isolato dal mondo che lo circonda. Anche quando non esplicita messaggi politici diretti, diventa uno spazio di proiezione, dove i paesi costruiscono – e negoziano – la propria immagine internazionale. Le canzoni, le scenografie, le lingue scelte, persino le polemiche contribuiscono a definire un racconto europeo fatto di convergenze e contrasti.

Rispondi