Sanremo 2013, Campioni: Malika Ayane, due brani di Sangiorgi per vincere Sanremo

Malika AyaneRaffinatezza è la prima parola che viene in mente pensando a lei, Malika Ayane, cantante italiana, nata e cresciuta a Milano, ma di origini marocchine. 

Il suo esordio nel mondo della musica avviene all’età di 11 anni, quando ancora bambina riesce ad entrare al Teatro alla Scala, uno dei templi del panorama musicale italiano, in qualità di membro del coro delle voci bianche. Da allora la sua voce è cambiata, si è fatta più matura, più piena, più elegante. Dotata di forte tecnica, il suo canto si contraddistingue per le doti interpretative, doti che non si acquistano con gli studi, ci si può solo nascere. Con uno stile come quello di Malika Ayane Sanremo 2013 sarà impreziosito di classe ed eleganza, complice la timbrica riconoscibilissima, suo vero marchio di fabbrica. Quel suono pieno e rotondo, eppure ovattato che riempie le orecchie in un suono delicato e potente. La Ayane è uno di quei pochi personaggi che riesce a mettere d’accordo critica e pubblico, alta qualità e successo popolare.

La corsa verso Sanremo 2013: A questo Festival di Sanremo 2013 si presenta con due brani scritti appositamente per lei da Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro: “Niente” e “E se poi”. Due brani in cui si mostra preponderante lo stile di scrittura del cantautore salentino, ma che la voce di Malika Ayane riesce a rendere personale e del tutto credibile.

In una delle prime interviste rilasciate, la cantante italo-marocchina ha rivelato come “Niente” sia nata in una versione molto più lunga rispetto a quella che sarà presentata in gara e come sia stata tagliata per rientrare nel 3 minuti e 45 secondi previsti dal regolamento. Una ballata intensa, di ampio respiro, che cresce progressivamente anche negli strumenti. Di tutt’altro genere, invece, “E se poi”, contraddistinto da un beat più pressante, brano energico, seppure malinconico.

A circa due settimane dall’inizio del Festival, Malika Ayane ha deciso di prendersi una pausa mediatica e di ritirarsi “come la Nazionale di calcio” (come postato da lei stessa su Twitter), per trovare la giusta concentrazione e prepararsi al meglio. Ad oggi rimane una delle favorite alla vittoria.

Nel corso delle cinque serate di Sanremo 2013 sarà diretta dal Maestro Daniele Davide Parziani.

I Testi:

  • Niente (G. Sangiorgi): La cantante ha rivelato come è nata la canzone, in concorso al Festival: “Già da tempo, ma specialmente in questo momento, sono concentrata, quasi ossessionata, sul raccontare i sentimenti in prima persona. “Niente” parla proprio di questo, quando si è legati, anche in modo molto forte, a qualcuno ma si è già capito, e deciso, che non si potrà andare avanti e che bisogna tagliare. All’inizio, Giuliano mi ha mandato un’incisione per piano e voce. E mi ha avvertito: “Stai attenta, ti farà piangere”. Io l’ho ascoltata, l’ho rifatta con chitarra e voce e gliel’ho rimandata. Dopo che lui l’ha risentita, mi ha risposto: “Adesso sei tu che hai fatto piangere me”. Il brano è molto intenso, si sviluppa lentamente, c’è un crescendo con gli strumenti che si aggiungono progressivamente. In originale è molto lunga, più di 5’ e questa è la versione che in seguito pubblicheremo integralmente. Per Sanremo l’abbiamo tagliata e condensata fino ai 3’45” richiesti”

Cos’ho?
Ho dei tagli sul viso
Sì, ma io cos’ho?
Che se sanguino rido
E mi sciolgo un po’
Tanto non sento niente
Parlo con te
Sempre
Anche se tu sei
Assente
E quelli non dicono
Niente
Solo un silenzio
Assordante
Muoio con te
Sempre
Quelli che parlano, parlano, parlano ancora
E non resta più niente
Proprio niente
Del cielo che abbiamo perso
Rubandoci i pezzi più neri
Più neri del nero
E ora più niente
C’è una stella cadente
Ma era l’ultima già
E schiantandosi precipita
Sulla mia pelle
Lasciando un pozzo infinito
Dove tutto è finito
Per sempre finito
Nel fondo più fondo
Della libertà
Io non ho, non ho, non ho…
L’obbedienza
Di chi è sparito
Già da un po’
Se dipingi un paradiso
Io lo distruggerò
Così tanto per niente
Parto da te
Sempre
Per tornare ad essere
Niente
Finisco a te
Sempre
Analizzando la gente
Non ha più senso quel
Niente
Quelli che parlano, parlano, parlano e ancora poi parlano
E non resta più niente
Proprio niente
Del senso che abbiamo perso
Nei gesti di un altro

  • E se poi (G. Sangiorgi): È una canzone dal ritmo sostenuto (110 BPM), un basso alla Coffee and Tv dei Blur, una batteria eterea, cristallina e insistita. Il testo mette in relazione e in contrapposizione l’io e il noi, la solitudine e la compagnia.

E se poi
Capissi che
Tutto è uguale a prima
E come prima
Mi sentissi inutile
Io non ho mai
Pensato se
Anche l’abitudine
E’ un bel posto
Per ritrovare me
Ma senza di noi
Ho ancora
Quella strana voglia di
Sentirmi sola
Senza di noi
Ma non da ora
Se non altro per vederti
Andar via ancora
E se mai
Cercassi te
Sarebbe per paura
E la paura è sempre quella
Avvincere
E tu non puoi
Far finta che
Niente sia cambiato
Dopo il cuore che ho strappato
Via da te
Ma senza di noi
Ho ancora
Quella strana voglia di
Sentirmi sola
Senza di noi
Ma non da ora
Se non altro per vederti
Andar via ancora
Senza di noi
Ho ancora
Quella smania di fuggire via da sola
Ma senza di noi
Chi vola?
Sono solo ali e piume
E nient’altro ancora
Certo
Che non apprezzo il tempo
Passato insieme a spasso
Tra questo mondo e un altro
Per trovare l’universo
Adatto al nostro spazio
Ogni giorno più stretto
Per contenere i sogni
Tutti dentro ad un cassetto
Ed ecco perché scappo
Ora ricordo e scappo
Ho solo tanta voglia
Di sentirmi viva adesso
Ma senza di noi
Ho ancora
Quella strana voglia di
Sentirmi sola
Senza di noi
Non ora
Se non altro per vedermi
Andar via ancora
Certo
che non apprezzo il tempo
Passato insieme a spasso
Tra questo mondo e un altro
Per trovare l’universo
Adatto al nostro spazio
Ogni giorno più stretto
Per contenere i sogni
Tutti dentro ad un cassetto
Ed è ecco perché scappo
Ora ricordo e scappo
Certo
Che non apprezzo il tempo
Tu restami un po’ addosso.