Sanremo 2014: Levante, a Sanremo presenterò un brano nuovo scritto questa estate

Levante

Claudia Lagona, meglio conosciuta sotto il nome d’arte di Levante si è raccontata alla giornalista Federica Gentile (conduttrice radiofonica e televisiva, esperta di musica, da più di 20 anni nel mondo musicale italiano e internazionale. Nel 2012 ha commentato per l’Italia la semifinale dell’Eurovision Song Contest dove il paese ha votato, trasmessa da Rai 5, e farà lo stesso l’anno dopo, leggendo i voti dell’Italia durante la finale.) nel suo blog sul sito ufficiale della RAI, lasciando cadere il sogno di partecipare al Festival di Sanremo.

Claudia Lagona, ventiseienne cantautrice torinese originaria della Sicilia, in occasione dell’uscita del singolo “Alfonso” che questa estate ha imperversato in lungo e in largo nelle tracklist delle emittenti radio italiane. Levante, questo il suo nome d’arte, che a Gennaio 2014 pubblicherà il suo primo album in studio ufficiale intitolato “Manuale di distribuzione” da cui è stata estratta “Alfonso”. 

Ci sono esordi fortunati, nel mondo della musica. Artisti che conquistano pubblico e critica con il primo brano, e che poi tutti aspettano al varco con la seconda prova, per verificare quanta sostanza, quanta gavetta e/o quanta fortuna ci siano dietro tanto successo improvviso. Per scoprire, spesso, che la fortuna è marginale (ma non fa mai male), e la parte del leone è fatta da talento e gavetta. E che quell’esordio, magari, non è nemmeno un esordio, ma arriva dopo altri tentativi passati in sordina.

È quanto successo ultimamente a Claudia Lagona, meglio nota come Levante o Levi (soprannome datole da un’amica di infanzia “era l’anno de Il Ciclone, Levante era proprio il personaggio di Pieraccioni” mi dirà), cantautrice siciliana di Caltagirone (ma cresciuta a Palagonia, in provincia di Catania), trapiantata a Torino negli anni delle superiori, dove lavora come cameriera e studia Psicologia all’Università di Palazzo Novo, esplosa musicalmente nell’estate appena conclusa con la sua “Alfonso” (i suoi produttori artistici sono stati Davide Pavanello, cantante dei Linea 77, e il musicista Alberto Bianco), ironico e divertente “semi” debutto (aveva già inciso qualcosa con progetti diversi) che profuma di talento e intelligenza. In attesa di confermare il primo giudizio positivo con l’uscita dell’album – il cui titolo però promette bene, “Manuale Distruzione” (“senza l’apostrofo“, specifica lei) – un secondo indizio arriva dal nuovo singolo, forse meno brillante del precedente, ma accompagnato da un video che si ricorda.

La incontro al tavolino di un bar, semplice, simpatica, con i piedi ben piantati per terra. Mi piace, Claudia Lagona. Come artista e come persona. E dire che dopo un’estate come quella appena terminata, un’estate trascorsa ai vertici delle classifiche di vendita, di air play e di visualizzazioni online, avrebbe tutte le ragioni per volare con la fantasia… “È stata un’estate del tutto inaspettata!” Mi risponde, serena. “Per quanto qualcuno abbia detto che Alfonso ha un ritornello furbissimo, in realtà non è così! Non pensavo che una parolaccia potesse essere presa in considerazione in questo modo.  Me la cantavo in camera, ero abbastanza rassegnata, ho capito che campare di musica non è facile”.

E dire che non è un successo arrivato al primo tentativo, è esploso adesso, ma c’è tanto lavoro e tanta gavetta alle spalle.

Almeno 13 anni! C’è ovviamente un percorso, dietro. Ho iniziato prestissimo, sono cresciuta, ho scritto tante cose… ho cominciato a scrivere quando avevo 11 anni, a 13 suonavo già la chitarra. Il mio primo provino lo feci ad Ariccia, con Teddy Reno, a 13 anni. Portai due canzoni da 6 minuti l’una, praticamente un harakiri! Lui mi disse che dovevo continuare perché ero talentuosa. Però poi non mi prese al Festival degli Sconosciuti! In seguito ho fatto diverse manifestazioni culturali, musicali, cose del genere…

Hai studiato o sei autodidatta?

Musicalmente sono autodidatta. Negli ultimi anni però ho studiato canto, per salvare le corde vocali! Al di là del talento, per poter fare alcune cose, per esempio cantare alle sei del mattino ci vuole un pò di preparazione, ci sono delle regole da seguire. Ho perfezionato la mia tecnica a livello vocale.

Nel tuo vagare c’è anche una parentesi in Inghilterra. Quanto tempo ti sei fermata lì?

Pochissimo, un mese, perché in realtà sono scappata! Avevo scritto un album tutto in inglese, dieci brani. Ma poi mi sono resa conto che non era la mia strada. E ho fatto benissimo, perché quando sono tornata ho conosciuto Davide Papalello dell’etichetta INRI, che è la mia etichetta oggi, e da lì ho iniziato a scrivere Manuale Distruzione.

E che fine hanno fatto quei pezzi in inglese?

Sono lì, insieme a mille altri brani che non ho mai pubblicato… chissà, magari potrei darli a qualcun altro. Mi piacerebbe molto lavorare come autrice per altri, non è male per niente. Ce ne è bisogno, e – non voglio fare la presuntuosa – io credo di poter contribuire.

Lo credo anch’io! Lo credo davvero. Ha una bella penna, Claudia. Ironica, fresca, ammiccante quanto basta. Certo, scrivere per altri è diverso, non è esattamente come dar voce allo stato d’animo del momento.

È vero, io scrivo quando sono ispirata, al momento giusto. Ma sono comunque in grado ricrearmi delle situazioni emotive alle quali far riferimento. Certo, si sente quando scrivi a comando. Tutto quello che ho scritto finora è nato così, di getto. Poi, per carità, se devo scrivere qualcosa a comando lo faccio, il professionista fa anche quello. Lì subentra il mestiere. Ma io spero di continuare a scrivere con il cuore. Alfonso come è nata? È nata di getto anche quella, a Gennaio 2012. Mamma mia, sono quasi passati due anni! Per quanto la melodia sia tutta in maggiore, quindi gioiosa, era un momento triste della mia vita, non sapevo esattamente dove collocarmi. Infatti il testo parla di me, insofferente a questa festa. In realtà è una metafora, ci siamo tutti trovati in situazioni come quella, quando non sai nemmeno chi è il festeggiato! Ti senti un numero, non sai che ruolo rivestire. C’è tutta la storia dei capelli, tra l’altro poi li ho tagliati davvero, da sola!

Quindi metafora, ma fino ad un certo punto!

Esatto! Avevo capelli lunghissimi, via, tagliato tutto! Ho lasciato il fidanzato… Insomma, un periodo un pò così! Però è stata percepita come una canzone allegra, ma va bene così. La musica ha il suo percorso, le canzoni assumono significati diversi in base all’esperienza di ognuno.

E come mai se lo avevi scritto a Gennaio 2012 è uscito un anno e mezzo dopo, nell’estate 2013?

Perché il disco non era ancora pronto. Ho continuato a scrivere Manuale Distruzione, e quando finalmente è stato registrato, mixato e masterizzato, si doveva scegliere un singolo ed è stato scelto lui. E abbiamo fatto bene, siamo rimasti tutti a bocca aperta, perché ha avuto questo boom in radio! Non me lo aspettavo assolutamente, forse le cose migliori arrivano così. Fai le cose con sincerità e semplicità, e poi la vita ogni tanto ti accarezza. Pensa che la prima volta che ho sentito “Alfonso” in radio era già in rotazione da parecchio. Io lavoravo al bar, e arrivava magari il ragazzo che portava le verdure, e mi diceva “guarda che ti ho sentito in radio!”. Era in rotazione ovunque!

Quando hai capito che stava veramente succedendo qualcosa?

Quando ho visto Gazzè! L’11 Luglio a Piazzola sul Brenta. Era la mia prima data di apertura a Gazzè – Lagorta, infatti, è stata invitata a inaugurare il tour estivo di Max Gazzè -, e ho visto le sue spalle durante il sound check, da dietro le quinte. Allora mi sono detta, “ma io questo uomo lo ascoltavo in cameretta quando avevo 12 anni…”  ed era lì, davanti a me.

Come ti hanno accolto i fan di Max Gazzè? Non è facile aprire i concerti altrui, convincere un pubblico che non è lì per te, e che non vede l’ora di ascoltare l’artista per il quale ha pagato il biglietto.

Avevo molta paura, invece sono stati tutti molto carini con me. Lui ha un pubblico bellissimo, trasversale, dal bambino, che lo ama per l’ultimo brano, per Sanremo, assieme al fan sfegatato di una vita. In qualche modo ci somigliamo, è stato un bell’accostamento. Sono stati tutti calorosissimi. Sali sul palco davanti a tremila persone, c’è sicuramente quello che si gira e si mette a giocare con il cellulare, ma sono stati tutti molto carini.

Sapevano chi eri?

A volte no! Ho sempre fatto “Alfonso” per ultima. Paradossalmente è lui quello famoso, non sono io. Io sono “quella che canta Alfonso”. Ma è importante, vuol dire che ha funzionato la musica, non il personaggio. Come invece era accaduto in “Troppodiva”, brano che avevo pubblicato nel 2009 come Levante e le Effemeridi. Lì c’era invece il rischio di creare troppo il personaggio. Per fortuna non è andata!

Non è andata nel 2009, ma nel 2013 sì. È uscita “Alfonso” (nella quale tra l’altro si sottolinea spesso proprio la data, 2013, così come in “Troppodiva” si cita il 2009) ma l’album non ancora. Era stato annunciato per Maggio, poi per i primi di Ottobre, e adesso è slittato ulteriormente a Gennaio 2014. Come mai tutti questi rinvii?

Intanto per una questione di tempistiche. Io ero super-frettolosa, ne avevo annunciato l’uscita, ma il mio discografico mi ha giustamente fermato. Calma, mi ha detto, ci deve essere un senso. Il disco è pronto da febbraio, abbiamo solo rimesso mano a Memo, perché in realtà era stata registrata in un altro modo, ma non mi convinceva. L’abbiamo fatta un po’ più rock, con le chitarre, l’abbiamo rallentata, era troppo veloce. Gennaio perché in realtà io mi auspico un mazzo di fiori! Proverò a fare le selezioni per Sanremo, al massimo non mi prenderanno, pazienza! Ma da italiana continuo a vedere Sanremo come un bellissimo palco e una grandissima opportunità! L’ho sempre visto, sin da piccolina, ci avevo anche scritto un tema sopra, alle elementari! Avevo scritto che volevo fare Sanremo! Quindi non posso non tentare. Presenterò un brano nuovo, scritto questa estate. Chi lo ha ascoltato è rimasto a bocca aperta, allora ho deciso di provare!

Chissà, allora? Magari ti vedremo davvero sul palco dell’Ariston! Intanto ti vedremo sul palco dei tuoi concerti, a novembre partirà il tour!

Sì, tredici date in tutta Italia, nei club storici. Stiamo preparando una band di star! Tutti amici, ognuno con i suoi progetti, riuniti per l’occasione!

E poi, chissà, magari ti verrà a trovare anche Max!

Mi piacerebbe tantissimo! Siamo davvero molto amici, è una specie di superpapà, per me!

Senti un pò la pressione di dimostrare qualcosa, dopo il successo di questi mesi?

Beh, mi piacerebbe che andasse sempre come con Alfonso, ma so che non sarà così! 

Ecco le date del tour di Levante nel mese di Novembre:

  • 22 – TORINO @ SPAZIO 211
  • 29 – CONEGLIANO VENETO (TV) @ APARTAMENTO HOFFMAN
  • 30 – CORREGGIO (RE) @ VIZI DEL PELLICANO
  • DICEMBRE
  • 3 – MILANO @ LA SALUMERIA DELLA MUSICA
  • 5 – GENOVA @ LA CLAQUE
  • 6 – ALBENGA (SV) @ FESTIVAL “SU LA TESTA 2013 ”
  • 7 – TORINO @ INRIFEST
  • 11 – ROMA @ CIRCOLO DEGLI ARTISTI
  • 12 – CIVITANOVA MARCHE @ MAGGA CLUB
  • 13 – PERUGIA @ LOOP
  • 14 – NAPOLI @ GALLERIA 19
  • 19 – FIRENZE @ TENDERCLUB
  • 20 – PARMA @ CAMPUS INDUSTRY MUSIC

Levante (vero nome: Claudia Lagona) ha una lunga gavetta alle spalle, è andata anche in Inghilterra, a Leeds, per comporre un album in inglese che però non ha mai visto la luce, fino a che ha incontrato Dade dei Linea 77 che l’ha scritturata per la sua etichetta Inri. E da lì tutto è cambiato. Ha tre album nel cassetto, che non pensa di pubblicare. ll grande pubblico lo aspetta per Gennaio 2014, mentre i suoi amici musicisti suoneranno per lei nel tour di “Manuale distruzione”, che partirà ad autunno: si tratta di Alberto Bianco, che è anche produttore artistico del disco, del cantautore Daniele Celona, e di Federico Puttilli e Alessio Sanfilippo, rispettivamente chitarrista e batterista dei Nadar Solo.

(Tratto da: agentilerichiesta)