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L’emittente pubblica danese, DR, stanzierà 30 milioni di corone danesi (circa 4 milioni di euro) per l’Eurovision Song Contest 2014; la cifra rappresenta la metà dell’avanzo del canone versato da danesi nel 2012.
Una dichiarazione rilasciata dal Ministero danese della Cultura ha rivelato che dei 59,6 milioni di corone (circa 8 milioni di euro) provenienti dall’avanzo del canone televisivo, 29,8 milioni saranno spesi per la produzione dell’Eurovision Song Contest del prossimo anno a Copenaghen, con il resto diviso tra la seconda stazione televisiva danese, TV2, e il fondo per il servizio pubblico.
Il denaro sarà utilizzato per coprire i costi di organizzazione del concorso, e a questa somma verrà aggiunta quella di 40 milioni di corone danesi (circa 5,3 milioni di euro) già donati dalla città di Copenaghen.
“È sia un grande onore che un impegno enorme ospitare unevento internazionale di questa portata”, ha detto il Direttore Generale della DR, Maria Rørbye Ronn. “Sono molto contenta ci sia la volontà di sostenere l’evento. La decisione (del Ministero della Cultura) ci aiuterà a fare un miglior uso della possibilità offerta che ci offre l’ESC per mostrare la Danimarca a livello internazionale. Organizzeremo uno spettacolo di cui tutti i danesi saranno fieri”, ha aggiunto.
L’avanzo del canone non rappresenta denaro ancora da riscuotere, ma piuttosto, soldi già versati l’anno precedente, ed è distribuito annualmente dal Ministero della Cultura. Mentre quasi la metà è stato destinato a co-finanziare la produzione dell’Eurovision Song Contest del prossimo anno; gli ulteriori 12,8 milioni di corone finanzieranno progetti locali del secondo canale TV2, i restanti 17 milioni saranno stanziati per il servizio pubblico che sosterrà il Den Vestdanske Filmpulje, FilmFyn e Film Fund Copenhagen.
Cifre dunque in linea con l’operazione “austerity” cominciata l’anno scorso: gli svedesi spesero circa 126 milioni di corone, ovvero circa 15 milioni di euro (12 per lo show e 3 per gli extra), ricavandone un impatto pubblicitario e ricavi dal commercio di proporzioni enormi. La Norvegia ne investì invece circa 24 per organizzare l’evento nel 2010, anche in questo caso con un ottimo ricavo. Stessa cifra investita nel 2011 dai tedeschi, con gli stessi effetti. La Danimarca, che già ha avuto di riflesso alcuni introiti dalla rassegna dell’anno scorso, vista la vicinanza con Malmo, si appresta a fare di nuovo bottino pieno.
Organizzare l’Eurovision conviene e farlo a basso costo si può fare. Anche la Camera di Commercio danese guarda con ottimismo al prossimo Eurovision, stimando in occasione dell’evento almeno 125 milioni di visitatori ed un ricavo economico di 160 milioni di dollari (circa 117 milioni di euro) in turismo e marketing in generale (furono 117 milioni di dollari, ovvero 85 milioni di euro nel 2001, l’ultima volta che l’evento approdò in Danimarca): “A trarre beneficio dall’evento – dice la Camera di commercio – non saranno soltanto il turismo e gli alberghi, ma anche i trasporti, il commercio al dettaglio e la reputazione internazionale della Danimarca”. Sono allo studio anche importanti partnership con le imprese, come già successo tredici anni fa, con beneificio anche per quanto riguarda i posti di lavoro.
(Tratto da: DR)